domenica 23 aprile 2023

BIBLIOFOLLIA La giornata mondiale del libro

 Il 23 Aprile dello stesso anno, il 1616, si spensero tre grandi nomi della letteratura mondiale: William Shakespeare, Miguel de Cervantes e l’Inca Gracilaso de la Vega.

È stato dunque naturale per l’UNESCO scegliere il 23 Aprile come data simbolo per celebrare la Giornata Mondiale del Libro.

Nel giorno di San Giorgio, il 23 aprile, solitamente le strade della Catalogna sono cosparse di fiori e libri.

Vi è l’usanza, infatti, che gli uomini regalino una rosa alle donne e ne siano contraccambiati con un libro.

L’omaggio floreale è legato alla leggenda che vede San Giorgio raccogliere una rosa nata dal sangue del drago sconfitto, per donarla alla Principessa cui aveva salvato la vita.

La tradizione ha origine nel secolo scorso. Secondo alcune fonti, la festa del libro e della rosa si celebrò per la prima volta il 7 ottobre 1926.

L’idea originale fu dello scrittore valenziano Vicente Clavel Andrés, che la propose alla «Cámara Oficial del Libro de Barcelona».

Poco dopo, nel 1930, la data fu spostata al 23 aprile per commemorare nello stesso giorno l’anniversario della morte degli scrittori Miguel de Cervantes Saavedra e William Shakespeare; nel 1993 una scelta simile fu adottata anche dai Paesi della Comunità Europea.

Con l’appoggio dell’Unione Internazionale degli Editori, il governo spagnolo espose all’UNESCO la richiesta di promuovere per il 23 aprile la «Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore».

Questa fu istituita ufficialmente nel 1995.

Il 23 aprile è la data di nascita ma anche di morte, di uno dei drammaturghi più amati di sempre: William Shakespeare (Stratford-upon-Avon, 23 aprile 1564 Stratford-upon-Avon, 23 aprile 1616)

“E ogni angoscia che ora par mortale,

di fronte al perder te, non parrà eguale.”

"Quando non sarai più parte di me

ritaglierò dal tuo ricordo tante piccole stelline,

allora il cielo sarà così bello

che tutto il mondo si innamorerà della notte."

"Il tempo è molto lento per coloro che aspettano,

molto veloce per coloro che hanno paura,

molto lungo per chi si lamenta,

molto breve per quelli che festeggiano,

ma, per tutti quelli che amano, il tempo è eternità."

"Con le ali dell'amore ho volato oltre le mura, perché non si possono mettere limiti all'amore, e ciò che amor vuole amore osa."

William Shakespeare, drammaturgo e poeta inglese, è considerato come il più importante scrittore in inglese e generalmente ritenuto il più eminente drammaturgo della cultura occidentale.

È considerato il poeta più rappresentativo del popolo inglese e soprannominato il "Bardo dell'Avon" (o semplicemente "Il Bardo") oppure il "Cigno dell'Avon"; delle sue opere sono stati ritrovati, incluse alcune collaborazioni, 37 testi teatrali, 154 sonetti e una serie di altri poemi. Le sue opere teatrali sono state tradotte in tutte le maggiori lingue del mondo e sono state inscenate più spesso di qualsiasi altra opera; inoltre è lo scrittore maggiormente citato nella storia della letteratura inglese e molte delle sue espressioni linguistiche sono entrate nell'inglese quotidiano.

Le sue opere più famose sono:

Romeo e Giulietta

Re Lear

Macbeth

Sogno di una notte di mezza estate

La Tempesta

Garcilaso de la Vega (12 aprile 1539-23 aprile 1616)

Non sono nato che per amarti.

La mia anima ti ha tagliato a misura.

Per abitudine dell'anima stessa ti amo.

Quanto ho ti confesso che ti devo.

Per te sono nato, per te ho vita.

Per te devo morire, e per te muoio.

Sonetto V

Lo scrittore peruviano Inca Garcilaso de la Vega (vero nome Gómez Suárez de Figueroa), era figlio di un conquistatore spagnolo, il capitano Sebastián Garcilaso de la Vega e della principessa Inca Isabel Chimpu.

Si formò a Cuzco accanto ai figli di Pizarro,

ma quando il re di Spagna proibì i matrimoni tra indigeni nobili spagnoli, il padre abbandonò la madre, pur lasciandole una copiosa dote che le avrebbe permesso di vivere dignitosamente.

e lasciò all'Inca Garcilaso una buona eredità che gli permise di essere educato in Spagna.

Così nel 1560 il giovane si imbarcò per Lisbona e da lì a Córdoba, per vivere con uno zio.

La prima opera scritta da Inca Garcilaso de la Vega fu la traduzione dei "Dialoghi d'amore"

di León Hebreo, poeta sefardita portoghese. Conobbe a Madrid Blas Valera, un conquistador della Florida, che gli raccontò la storia della conquista di quella penisola, che oggi appartiene agli Stati Uniti e pubblicò il suo

"La Florida del Inca".

Il suo massimo lavoro fu "Commenti reali degli Incas" e successivamente la sua "Storia generale del Perù".

Miguel de Cervantes Saavedra (29 settembre 1547-23 aprile 1616)

Scrittore, poeta, romanziere, drammaturgo e milite spagnolo, sarà l'autore del "Don Chisciotte della Mancia", capolavoro senza tempo e libro che ancora oggi ci parla con voce potentissima.

“Forse non sapeva di essere nato per le lettere oppure semplicemente era convinto che fare lo scrittore non fosse un lavoro molto remunerativo.”

Miguel de Cervantes Saavedra, autore del romanzo Don Chisciotte, passò gran parte della sua vita facendo mestieri che ben poco avevano a che fare con la penna e di più con la pubblica amministrazione.

Miguel nacque il 29 settembre del 1547 ad Alcalá de Henares, quarto di sette figliRiservato e balbuziente, il piccolo Cervantes dovette abituarsi alle intemperanze della sorte.

A soli 22 anni fu accusato di aver ferito durante un duello un muratore, un certo Antonio de Sigura, nel recinto di Palazzo Reale a Madrid.

Cervantes scappò in Italia ma fu condannato in contumacia al taglio della mano destra.

In Italia Cervantes visse per qualche tempo a Roma, al servizio, del cardinale Giulio Acquaviva, ed è qui che iniziò la sua

formazione letteraria da autodidatta.

Don Chisciotte, protagonista del celebre romanzo di Cervantes, nato con il nome di Alonso Quijano, aveva letto così tanti romanzi cavallereschi da uscire di senno e decidere, a 50 anni, di partire per un’improbabile avventura.

L’impresa naturalmente non riuscì ma ebbe il merito di portare al successo il suo autore.

Non è ancora certo dove e in quale momento Cervantes ideò il personaggio del cavaliere strampalato che combatte contro i mulini a vento, scambiandoli per temibili giganti dalle lunghe braccia, ma sappiamo con certezza che grazie al suo linguaggio semplice e colloquiale il romanzo fu accolto con trionfo, divenendo uno dei capolavori mondiali della letteratura di ogni tempo.

Dopo il successo del "Don Chisciotte" Miguel de Cervantes scrisse e pubblicò altre opere:

Novelle esemplari

Viaggio del Parnaso

Don Chisciotte parte seconda

Otto commedie e otto intermezzi nuovi

Le avventure di Persiles e Sigismonda (postumo)Morì a Madrid il 23 aprile 1616.


"In un borgo della Mancia, di cui non voglio ricordarmi il nome, non molto tempo fa viveva un gentiluomo di quelli con lancia nella rastrelliera, scudo antico, ronzino magro e can da séguito. Qualcosa in pentola, più spesso vacca che castrato, quasi tutte le sere gli avanzi del desinare in insalata, lenticchie il venerdì, un gingillo il sabato, un piccioncino ogni tanto in più la domenica, consumavano tre quarti delle sue rendite; il resto se ne andava tra una casacca di castoro con calzoni e scarpe di velluto per le feste, e un vestito di fustagno, ma del più fino, per tutti i giorni."

Incipit di "Don Chisciotte della Mancia"


A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento.

Ai pazzi per amore, ai visionari, a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.

Ai reietti, ai respinti, agli esclusi.

Ai folli veri o presunti.

Agli uomini di cuore, a coloro che si ostinano

a credere nel sentimento puro.

A tutti quelli che ancora si commuovono.

Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni.

A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato.

Ai poeti del quotidiano.

Ai “vincibili” dunque, e anche agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo. Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.

A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali, ancora si sente invincibile.

A chi non ha paura di dire quello che pensa.

A chi ha fatto il giro del mondo, e a chi un giorno lo farà.

A chi non vuol distinguere tra realtà e finzione.

A tutti i cavalieri erranti.

In qualche modo, forse è giusto e ci sta bene…

a tutti i teatranti.


Eremo Rocca S. Stefano domenica 23 aprile 2023






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