martedì 17 agosto 2021

BIBLIOFOLLIA : Libri tragici


 

Vi  sono libri tragici, cioè quelli  che accompagnarono a tragica morte i loro possessori e l’esempio più commovente è la copia posseduta dalla Biblioteca  Nazionale di Parigi  e da essa esposta alla pubblica mostra,del famoso  e rarissimo trattato di   Michele Servito , Christianismi restituito, del 1553, strappata, a quanto si dice, dal rogo dove il riformatore  a Ginevra nell’anno stesso trovò la morte e macchiata di fumo e di sangue; anche le altre copie del libro furono arse, in più tempi, e si vuole che non se ne siano  salvate che tre.

Ma per non parlare di cose italiane  o che toccano l’Italia, ricorderò i  due volumetti che furono  trovati nelle tasche dell’abito dell’infelice  Percy Bysshe Shelley  quando il 18 luglio 1822 il suo cadavere fu rigettato  dal mare sulla spiaggia di Viareggio. Uno era un Sofocle che si conserva  ancora presso la Biblioteca  Bodlejana  a Oxford ( ne dà la fotografia il Biagi  nel libro: Gli ultimi giorni di P.B. Shelley  a pag. 54); l’altro  era un volume di Keats , prestato allo Shelley  prima della partenza dall’amico  Leigh Hunt  e che fu trovato rivoltato alla pagina  dove si legge The Eve of St. Agnes , come se il lettore, mentre leggeva, l’avesse messo via  in fretta; e questo volume  non so dove oggi si trovi.

Nel museo patriottico del cav. Gaudenzio Parlotti di Cavriana , specialmente ricco in cimeli  della battaglia combattuta nella vicina  Solforino, è conservato anche il breviario  di Don Enrico Tazzoli, da lui stesso firmato, e con il quale l’eroico prete  salì nel 1852 le forche di Belfiore.

A Roma si conserva un libro ascetico , Il  Trionfo della  Croce che fu tenuto da padre Ugo Bassi  sino all’ultima sua ora prima della fucilazione l’8 agosto del 1849.

Pure a Roma presso la famiglia  dei  Marchesi Patrizi  Monitoro,  si conserva un volume delle Massime Eterne  che  Giuseppe Monti , ghigliottinato insieme a  Gaetano Tognetti il 23  novembre 1868 donò al marchese Giovanni ,il quale appartenendo alla Confraternita di S. Giovanni  Decollato aveva accompagnato il Monti fin sul palco del supplizio, confortandolo fino all’ultimo: il Monti , dopo aver avuto dal Patrizi l’abbraccio  rituale, gli aveva dato come suo ricordo  quel volumetto che egli  in prigione leggeva devotamente.

E a Firenze presso l’ancor dolorante  madre, è gelosamente conservato  il Dante macchiato di sangue che fu trovato  sul cadavere di Giosuè Borsi, morto al fronte  nel novembre 1915.

La fotografia ne è stata  pubblicata ripetutamente, ricordo, nella rivista  zaichelliana Di libro in libro  dal 31 agosto 1923.

Il Dante del povero Borsi  ricordato di sopra richiama alla mente  i libri che ebbero vicende di guerra. Dell’ultima guerra  (1915-18) , molti libri ci restano degni di attenzione  perché furono testimoni o parte in tragici  casi e molti se ne conservano in collezioni pubbliche  in Italia e all’estero. Io stesso ne raccolsi  alcuni nella Raccolta bibliografica  della Guerra delle Nazioni che formai alla Biblioteca Universitaria di Bologna  e costituii  per essi una speciale classe : “ Libri raccolti  in trincea o nei paesi espugnati  ecc.” che è l’ultima minutissima  classificazione che io preparai  per quella ricchissima  raccolta. Anche S.M.  il Re ne ha alcuni, ed egli stesso raccontava  nella II Fiera  Internazionale del Libro  del 1925, visitando la sezione, romena,  che conservava religiosamente  una edizione del 600  del Vangelo in lingua romena , trovata in una trincea del Carso  dove era stata abbandonata evidentemente da un soldato  della Transilvania. E l’ultima Festa del libro a Firenze  (giugno 1933) la Signora Iolanda De Blasi , presentando a S.A.R.  la Principessa di Piemonte  i volumetti Vademecum  di Edizione Barbera,  le narrava che nella grande guerra un nostro fantaccino  aveva avuto in un combattimento la vita salva  in grazia di un prezioso volumetto della collezione,  il quale smorzò la forza di penetrazione  di una pallottola austriaca  diretta proprio al cuore.

Ma si hanno  pure volumi legati  ad avvenimenti più antichi  e quindi di maggiore interesse . Alla Vaticana si conserva, fra i codici greci del fondo Barberini, un Typicon ( ossia  raccolta di regole monastiche)  proveniente dall’Abbazia di S. Nicola di Càsola  presso Otranto, il quale nel famoso assedio del 1480, quando i turchi occuparono quel Monastero, fu dai Turchi stesso ridotto in pezzi : le pergamene erano state tagliate in quattro  parti con un’accetta per giuoco  o per prova di forza, i miseri frammenti furono tutti recuperati e il manoscritto fu riparato alla meglio.

Alla Biblioteca  Laurenziana  c’è il famoso Romuleon  scritto da David Aubert e miniato da Loyset Liedet  per Filippo il Buono duca di Borgogna  da cui passò nel 1467  a Carlo il Temerario che lo portò sempre  seco anche in campo ; e fu trovato sotto la tenda di lui fuggiasco  e poi morto nella rotta toccata il 5 giugno 1477 sotto le mura di Nancy. Ne parla  il Biagi nell’Album pubblicato  nel 1914 di Riproduzione di mss. miniati, ed. De Marinis.

Alla Biblioteca Malatestiana di Cesena , nella libreria Piana che Papa Pio VII ( Chiaramonti) lasciò ai benedettini di S. Maria  del Monte della sua città natale, e che dopo la soppressione del 1866 passò attraverso varie vicende alla Malatestiana , e ora è stata rivendicata dai principi Chiaramonti, io vidi due volumi perforati da una palla di fucile  durante il combattimento del Monte fra i liberali di Romagna  e le truppe pontificie ( 20 gennaio 1832). Il caso volle che i due volumi fossero il trattato  De statu Ecclesiae  et legittima protestate  Romani Ponteficis  del Ferrari , ciò che fu preso come un ottimo auspicio  dai liberali, ma essi dovettero aspettare  quasi 30 anni  prima di vedere avverata la profezia .

(Da Aneddoti bibliografici raccolti da Giuseppe Fumagalli , Casa Editrice Bietti, Milano, 1933)

Eremo  Rocca S. Stefano  martedì 17 agosto 2021

 




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