sabato 24 aprile 2021

MEDITERRANEO Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario


"Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario".Ha scritto un giorno  Primo Levi.E’ quelo che accade giovedì 22  aprile quando un sos da un barcone viene ignorato da  due giorni. Il barcone si capovolge e muoiono 130 persone. Lo testimonia la nave di una ong  giunta purtroppo in ritardo.  Lo scenario è sempre quello  del Mediterraneo a poca distanza dalle coste della Libia. L’Europa silenziosa su questa ultima tragedia che non sa, non vuole  soprattutto interessarsi di questo problema. Non vuole interessarsi di persone che in ogni modo ,con viaggi per mare o per terra, con appelli, con richieste individuali ,le chiedono  accoglienza costretti ad abbandonare i loro paesi per varie ragioni . Giovedì 22 aprile  2021 sono affogate 130 persone nel mar Mediterraneo. Quante sono 130 persone? Quanto pesano 130 storie?

Scrive l’Agenzia Adnknos"130 persone annegate. Le autorità dell'Ue e Frontex sapevano del caso di emergenza, ma hanno negato il salvataggio. L'Ocean Viking è arrivata sulla scena, solo per trovare 10 cadaveri". A scriverlo su Twitter è Sea Watch International dopo l'ennesimo naufragio al largo delle coste della Libia. Dal canto suo Frontex, attraverso un portavoce, ha dichiarato che un aeroplano diell'Agenzia "che stava effettuando una ricognizione" nell'area in cui è naufragato il gommone partito dalle coste libiche con oltre cento migranti a bordo "ha avvistato un'imbarcazione, un gommone grigio, con dozzine di persone a bordo, alla deriva al largo della costa libica. L'aereo ha immediatamente allertato i centri di soccorso nazionali in Italia, Malta e Libia, come richiesto dal diritto internazionale".

In precedenza, Alarm Phone aveva fatto riferimento a "oltre 100 persone uccise. Una barca con cui eravamo in contatto si è capovolta. Ocean Viking ha trovato corpi senza vita. Tutte le autorità erano allertate, Frontex li aveva avvistati: li hanno lasciati annegare".

“Oggi, dopo ore di ricerca, la nostra peggiore paura si è avverata" scrive in una nota Luisa Albera, coordinatrice di Ricerca e Soccorso a bordo della Ocean Viking. "L’equipaggio della Ocean Viking ha dovuto assistere alle devastanti conseguenze del naufragio di un gommone a Nord-Est di Tripoli. Mercoledì mattina era scattato l’allarme rispetto a questa stessa imbarcazione con circa 130 persone a bordo". "Nelle ultime 48 ore - si legge - il network telefonico civile Alarm Phone ci ha avvisato di un totale di tre barche in difficoltà in acque internazionali al largo della Libia. Tutte si trovavano ad almeno dieci ore dalla nostra posizione nel momento in cui abbiamo ricevuto le segnalazioni. Abbiamo cercato due di queste barche, una dopo l’altra, in una corsa contro il tempo e con il mare molto mosso, con onde fino a 6 metri. In assenza di un coordinamento efficace da parte dello Stato, tre navi mercantili e la Ocean Viking hanno cooperato per organizzare la ricerca in condizioni di mare estremamente difficili. Oggi, mentre cercavamo senza sosta – nella totale mancanza di supporto dalle autorità marittime competenti – tre cadaveri sono stati avvistati in acqua dalla nave mercantile My rose".

"Un aereo di Frontex ha individuato poco dopo il relitto di un gommone. Dal momento in cui siamo arrivati sul posto oggi non abbiamo trovato nessun sopravvissuto, ma abbiamo visto almeno dieci corpi nelle vicinanze del relitto. Abbiamo il cuore spezzato. Pensiamo alle vite che sono state perse e alle famiglie che potrebbero non avere mai la certezza di ciò che è successo ai loro cari". "Questa tragedia arriva appena un giorno dopo l’orribile notizia condivisa dall’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni di una donna e un bambino morti su un gommone stracarico che è stato intercettato dalla Guardia Costiera libica in acque internazionali, e i naufraghi sono stati riportati coste libiche e portati in detenzione arbitraria, dove molti di loro subiscono violenze e abusi indicibili".

"Fuori, da qualche parte tra quelle stesse onde, un gommone che trasporta 120 persone. O 100 o 130. Non lo sapremo mai, perché sono tutti morti". Sos Mediterranee racconta così, con le parole della soccorritrice Luisa Albera, a bordo della Ocean Viking, quella che è solo l'ultima strage di migranti in mare, al largo della Libia. Ieri Alarm Phone ha lanciato l'allerta su tre diverse imbarcazioni: una con 40 persone e due gommoni con a bordo tra le 100 e le 120 persone ciascuno. La prima imbarcazione è stata ritrovata ribaltata, un secondo ha fatto ritorno in Libia e a bordo sono stati rinvenuti i cadaveri di una donna e un bambino. Dell'altro, con 42 persone a bordo, "non si hanno notizie da 53 ore". "Speriamo siano ancora vive - e chiediamo alle autorità di cercarle: non lasciate morire anche loro", è l'appello di Alarm Phone, che ieri aveva diramato una richiesta di soccorso ignorata dalle autorità marittime libica nonostante il gommone si trovasse in zona Sar libica a nord est di Tripoli. La posizione gps delle imabarcazioni è stata comunicata alle autorità europee e libiche, ma che l'unica risposta è stata il sorvolo di un "aereo di sorveglianza di Frontex, sette ore dopo il primo allarme, che ha individuato l'imbarcazione e ha informato tutte le autorità e le navi mercantili in zona sulla situazione critica di pericolo". 

Le autorità europee, secondo il report di Alarm Phone confermato dall'ong Sea Watch, avrebbero respinto le responsabilità del coordinamento delle azioni di salvataggio, indicando in quelle libiche le "autorità competenti". Un 'lavarsi le mani' che ha lasciato in balia del mare "con onde fino a sei metri" le imbarcazioni per una intera notte. Fonti Guardia Costiera: trovate le navi e segnalate a Libia La Guardia costiera italiana ha individuato i mercantili che erano più vicini all'area nella quale era stata segnalata la presenza di imbarcazioni con a bordo migranti e li ha comunicati alle autorità libiche. E' quanto riferiscono fonti della Guardia Costiera replicando alla ricostruzione effettuata da Alarm Phone dopo il naufragio avvenuto ieri. L'evento, proseguono le fonti, è avvenuto in area Sar libica e le autorità di Tripoli hanno assunto il coordinamento. La Guardia Costiera, su richiesta delle stesse autorità e come previsto dalle convenzioni internazionali, ha individuato i mercantili poi utilizzati dai libici per le ricerche. La protesta dell'Ong "Le autorità dell'UE e Frontex sapevano dell'emergenza, ma hanno negato il salvataggio", ha scritto l'ong su Twitter. Più netta l'accusa dell'Organizzazione internazionale delle migrazioni: "Gli Stati si sono rifiutati di agire per salvare la vita di oltre 100 persone che hanno supplicato e inviato richieste di soccorso per due giorni prima di annegare nel cimitero del Mediterraneo. 

 

È questa l'eredità dell'Europa?", ha scritto su Twitter la portavoce Safa Msehli.Dalla Ocean Viking hanno raccontato di aver cercato due delle tre imbarcazioni, "in una corsa contro il tempo e con mare molto mosso, con onde fino a 6 metri" e "in mezzo a un mare di cadaveri" ma che, in assenza di un "efficace" coordinamento guidato dallo Stato, tre navi mercantili e la stessa Ocean Viking hanno collaborato per organizzare la ricerca in condizioni di mare estremamente difficili. Ma, arrivati nel punto indicato, hanno trovato solo "corpi senza vita". La tragedia arriva nella giornata in cui il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha incontrato al Viminale il ministro degli Affari Esteri libico, Najla El Mangoush, la prima donna nella storia del suo Paese a ricoprire questa carica. Lamorgese "ha ribadito l'esigenza di conferire nuovo impulso alle relazioni italo-libiche, tradizionalmente privilegiate, confermando da parte italiana l'adozione di una strategia ampia e articolata nell'impostazione dei rapporti con il nuovo governo di unità nazionale chiamato a gestire questa fase cruciale per la stabilizzazione del Paese nordafricano". "Sono sicura che riuscirete a portare a termine con successo il vostro compito e, dal canto nostro, continueremo a sostenervi in tale percorso come abbiamo sempre fatto", ha detto il ministro all'interlocutrice libica. E con le morti nel mare è tornata anche la polemica politica con Matteo Salvini che ha twittato: " Altri morti, altro sangue sulla coscienza dei buonisti che, di fatto, invitano e agevolano scafisti e trafficanti a mettere in mare barchini e barconi stravecchi, anche con pessime condizioni meteo. Una preghiera e tanta rabbia". Frontex: "Abbiamo allertato Italia, Malta e Libia" Un aeroplano di Frontex "che stava effettuando una ricognizione" nell'area in cui è naufragato il gommone partito dalle coste libiche con oltre cento migranti a bordo "ha avvistato un'imbarcazione, un gommone grigio, con dozzine di persone a bordo, alla deriva al largo della costa libica. L'aereo ha immediatamente allertato i centri di soccorso nazionali in Italia, Malta e Libia, come richiesto dal diritto internazionale". Lo dichiara un portavoce di Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. Onu: gli Stati si sono rifiutati di salvarli "Gli Stati sono rimasti inerti e si sono rifiutati di agire per salvare le vite di oltre 100 persone. Loro hanno implorato e lanciato chiamate di emergenza per due giorni, prima di affondare nel cimitero blu del Mediterraneo. 

È questa l'eredità dell'Europa?". È la domanda provocatoria con cui su Twitter Safa Msehli, la portavoce di Oim, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni dell'Onu, ha commentato l'ultima tragedia sulle rotte migratorie dal Nord Africa. In un altro tweet, a corredo della foto di un gommone ribaltato in acqua, ha scritto: "Lasciati morire in mare. L'umanità è affogata". Sassoli: Governi inadeguati, diano mandato d'intervento all'Ue "La vicenda è dolorosa, terribile e ferisce la nostra umanità. Non si perda altro tempo e non si metta a rischio altra povera gente. I governi nazionali diano poteri e mandato all'Unione europea per intervenire, salvare vite, realizzare corridoi umanitari e organizzare un'accoglienza obbligatoria. È necessario perché è oramai chiaro che le politiche nazionali non sono in grado di gestire con umanità ed efficacia i movimenti di migranti e richiedenti asilo. È su queste omissioni che si misurano le responsabilità delle morti in mare. Sulle dinamiche di questa ennesima strage, il Parlamento europeo vuole che sia fatta subito chiarezza e accertate eventuali colpe". Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/gommone-naufraga-libia-si-temono-cento-morti-2b725f2a-7e2b-46b1-b6df-d8c3f1c85127.html

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