domenica 21 marzo 2021

BIBLIOFOLLIA : Frequentatori indesiderabili delle biblioteche

 Tra i frequentatori  indesiderabili delle biblioteche , ci sono quelli che hanno la mania di scrivere  nei margini dei libri: pessima abitudine  sempre, deplorevole soprattutto quando si tratta di guastare i libri altrui.  Non parlo dei libri che si annotano per farvi varianti   o correzioni ,in tal caso il libro è uno strumento di lavoro  e la cosa è più che legittima, ma io non posso soffrire che si guasti un libro  per il solo gusto di tramandare  ai posteri le proprie  più o meno savie riflessioni ,tanto più che , salvo pochissime eccezioni ,anche trattandosi di postille  di uomo di qualche valore, esse non sono mai tali da crescere pregio al volume.

Eppure tra i postillatori  di libri delle pubbliche biblioteche  dobbiamo comprendere anche Giosuè Carducci : però il Carducci giovinetto, che quando egli fu più maturo  nessuno lo superò  nell’amore e ne rispetto   dei libri, dei libri suoi e dei libri altrui. Il Carducci dal 1849 al 1852, mentre era scolaro nei corsi di Umanità e di Retorica alle Scuole Pie di Firenze, frequentò la Biblioteca  Nazionale, allora Magliabechiana , e Salomone Morpurgo ha voluto ricercare nei registri di quel tempo i ricordi delle letture di lui. Egli  compare la prima volta nel registro  il 4 dicembre 1849, e poi molte altre volte dopo , firmando talora con il solo cognome,altre volte premettendovi le iniziali  G.A.  che richiamano anche il suo secondo nome di battesimo , Alessandro  e assai specco con lo pseudonimo  di GAC de la Valle . In un esemplare dell’Acerba di  Cecco d’Ascoli , in fine del libro V, sotto i versi della famosa invettiva           contro Dante , così il Carducci  scrisse di suo pugno: “Questo poeta dopo che tanto e tanto ciarlato ha , Niuno l’ha inteso  e niun lo intenderà. G Carducci ,E Nencioni  : 20 giugno 1850” E anche di pugno del Carducci in altra parte della stessa pagina “ Non dire mal del gran poeta Dante – Ciuco bestia,c…et ignorante. Messer Guccio  di Lapo  1631”. Allora per l’amor di Dante egli non ebbe abbastanza riguardo  all’esemplare Maliabechiano dell’Acerba. Così il Morpurgo in un’interessantissima notizia , pubblicata nella copertina del Bollettino  delle pubblicazioni italiane ,n. 74 del febbraio 1907, notizia da me riprodotta nell’Albo carducciano che ho pubblicato  insieme al caro Salveraglio, a pag. 119.

Nello stesso Albo ho pubblicato il fac-simile  di altro libro postillato dal Carducci  cioè il primo volume dei Poeti del primo secolo  del Valeriani , che era posseduto dall’indimenticabile  Prof. Giovanni Federzoni ,ed ora credo sia in possesso del figlio  S. E: Luigi ,Presidente del Senato. Ma queste postille sono a scopo di studio  e nessuno può trovarci da ridire.

Più grave è quando sono i bibliotecari  stessi a scrivere sui libri. E allora quis custodiet ipsos custodes? Però il caso è raro e quello che io sto per raccontare  è veramente un’eccezione e pesa sulla memoria del buon Olindo Guerrini , di cui dovrò a breve riparlare a lungo, ma al Guerrini molto va perdonato perché… molto ha riso  e fatto ridere. Una volta, alla Biblioteca di Bologna, Alberto Bacchi della Lega, che era suo dipendente e che si dilettava  di ornitologia, stava leggendo l’opera del Salvi ; si alza per un momento e si assenta lasciando  aperto il volume al capitolo  Passer Italiane . Passa il Guerrini , legge e scrive ai margini  del libro : “Deh, l’ornitologo/ Come un corbello/Scambia la passera / Per l’uccello.” E se ne va sogghignando nella barbetta  mefistofelica. Speriamo che li abbiano cancellati quei quattro versetti .  (Giuseppe Fumagalli : Aneddoti bibliografici , Milano Bietti ) 

 

Eremo Rocca S. Stefano  domenica 21 marzo 2021

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