mercoledì 17 marzo 2021

SILLABARI : RELITTI E MERAVIGLIE




Qual è l’oggetto perfetto ed emblematico  che rappresenta e incarna al meglio la nostra epoca? Quale per le epoche precedenti alla nostra?

Un immagine o un manufatto ? Un teschio, una sfera, un cubo, un diamante?

Come abbiamo archiviato in questo senso il passato e come sarà archiviato il presente?

La storia dell’uomo e del mondo è stata finora  narrata facendo affidamento  su oggetti e su immagini. Il mezzo televisivo ha aperto  la strada ad un certo modo di raccontare  questa storia e cd e dvd hanno fatto il resto anche se fu  Kenneth  Clark  a dare vita ad una serie di archiviazioni  che si basava  “sulla premessa  che le civiltà hanno lasciato  dietro di loro  opere che spesso hanno mancato  i loro ideali più ambiziosi “.

Ora  è addirittura la radio che vuole raccontare questa storia .

La collaborazione tra Neil Mac Gregor, il British Museum  e la Bbc offre una storia del mondo  in cento oggetti  da raccontare  proprio alla radio. Sembra una scommessa. In realtà l’obiettivo è quello di estrapolare  da oggetti specifici e singoli  la generalità della cultura a cui appartennero  in modo che uno “ vede  una mummia e sa tutto dei Faraoni.” Il bel vecchio metodo  … utilizzato dal racconto radiofonico .L’oggetto è dunque un frammento  dal quale si può risalire al tutto.

Ma è proprio così? O può essere  vero anche il contrario. L’ipotesi dunque potrebbe essere capovolta?Alcune culture possono essere il prodotto degli oggetti e delle immagini?

Quindi un “ smart phone “ ,per esempio  è il simbolo  della nostra ossessione per il multi-tasking istantaneo o è esso ad averla generata? Parlano gli oggetti e parliamo agli oggetti.

Certo è che le risposte degli oggetti dipendono dalle domande che poniamo loro.

Il pericolo potrebbe essere quello di usare strumentalmente  la risposta degli oggetti  in appoggio a tesi prefabbricate. Perché gli oggetti non sono neutri distillati  di un’epoca ma contengono  in loro tutti i problemi  di quell’epoca.

Oggetti d’arte come gli arredi possono essere frutto  di un committente ma possono essere  anche libera espressione dell’artigiano. Come pure nella pittura. E se poi il risultato del dipinto  è una rottura delle convenzioni  che va contro gli intenti del committente ?

CONVENZIONI E SENSO COMUNE

Di sconnessioni sociali e visive sono piene  le pagine della storia dell’arte. ( es. le torri disegnate dal Bernini  per San Pietro ,l’arco piegato di  Richard Serra  che taglia in due una piazza di  downtown a New York ,ecc.)

Dunque un occhio  ai relitti  e un occhio al loro senso  e significato oltre ad un sesto senso  fa un buon storico.Troppe volte perù gli oggetti nei musei sono dei relitti  abbandonato alla collezione e a nulla possono gli storici anche con il sesto senso.

Se i relitti  venissero reintrodotti nel territorio allora  potrebbero  diventare un catalogo di meraviglie.  Territori veri e territori immaginari naturalmente  possono confondersi.

Si confondono certamente  per Mark Miodownick che ha cominciato otto anni fa a raccogliere  le cose più strane del mondo  per ispirare storici, artisti e scienziati .

La sua collezione è diventata  la Materials Library del King’s College di Londra.

Ma di che collezione si tratta ?

Sullo Strand ,nelle viscere di un palazzo di cemento  in stile brutalista, ci sono lunghi scaffali con i materiali più strani del passato ,del presente e forse del futuro.

I MATERIALI PIU’ STRANI  DEL PASSATO, PRESENTE E FORSE DEL FUTURO

L’areogel ,per esempio, il solido  più leggero del mondo,è costituito per il 99,8  per cento  di aria e sembra una massa nebbiosa e inconsistente. E’ un materiale resistente e isolante..Al suo fianco l’opposto termico : il nitruro di alluminio  che è conduttore di calore. Con una barretta tenuta in mano si può tagliare  un blocco di ghiaccio usando appunto il calore del corpo umano.

E poi nello scaffale delle maraviglie  lastre di vetro autopulenti,metalli in grado di ricordare  l’ultima forma in cui sono stati modellati e un tubetto  che quando viene spremuto emette un suono, una specie di lamento umano.

C’è una vasca con fluoro carbonio liquido inerte dove si può immergere uno strumento elettronico senza danneggiarlo. Lo ste3sso liquido sostituisce benissimo il sangue dei topi secondo  i risultati di esperimenti di laboratorio. Ci sono pale di turbine ricavate  da un singolo cristallo  e un campione di colore nero del nero più nero al mondo ( 25 volte più nero della normale vernice nera),una campana di piombo che non suona.

Ci sono accanto anche materiali più comuni per così dire , alluminio, acciaio,rame.

MERAVIGLIARE I VISITATORI DUNQUE.

Miodownik ha creato la Materials Library perché non è soddisfatto di come si insegna la scienza dei materiali. Le raccolte di materiali sono però un fenomeno nuovo ed affascinante. In passato lo studio dei materiali veniva trattato  dalla metallurgia, dalla chimica e dalla fisica. Negli ultimi cinquant’anni sono nate un numero incredibile di nuove sostanze,plastiche, semiconduttori, materiali biologici, che hanno reso obsolete le vecchie discipline.

Comunque Miodownik sta in buona compagnia  perché Cyril Stanley  Smith , esperto di metallurgia del Massachussets Institute of Technology nel suo saggio del 1970  “Art, technology and science” sostiene  che l’arte e l’estetica sono  sempre state una fonte di ispirazione per lo sviluppo tecnologico.

Appunto  Midownik parla dei suoi materiali come orfani che non hanno un posto dove stare e che non uscirebbero mai dai  laboratori.

Una volta usciti però interessano sicuramente  designer e scuole e aziende  e fanno sicuramente  concorrenza ad un’altra raccolta  di materiali la Material  ConneXcon  collezione che è a scopo commerciale  e ha raccolto circa 2.500 generi diversi di materiali.

Miodownick  con il suo staff riceve ogni settimana  decine di pacchetti  con materiali strani, strampalati e meravigliosi.

Per esempio un blocco di cemento galleggiante, un vestito gonfiabile fatto  con la seta del paracadute .

Sogna  dunque di creare un Materials Library nazionale  piena di  meraviglie come il British Museum. Quel museo   di cui abbiamo parlato all’inizio . E il cerchio si chiude. O vogliamo ricominciare ad enumerare  ancora relitti e meraviglie? Lo faremo ancora ma prendiamo fiato e  fermiamoci per il momento qui.

 

Eremo Rocca S. Stefano mercoledì  17 marzo 2021

 

 

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