mercoledì 17 marzo 2021

BIBLIOFOLLIA Gli uomini sono un po’ come i libri

Gli uomini sono un po' come i libri: ne leggete distrattamente uno, e non prevedete che finirà per lasciare in voi una traccia incancellabile; ne digerite con ogni zelo un altro, che abbia tutta l'aria di esser degno dell'impresa; e scorsi pochi mesi vi accorgete che la fatica è stata peggio che inutile. Ma sul primo momento, al primo incontro, il risultato finale, la perdita o il profitto, sono sospesi a un punto interrogativo.

EUGENIO MONTALE, La piuma di struzzo, 1948.

L'incontro decisivo tra i ragazzi e i libri avviene sui banchi di scuola. Se avviene in una situazione creativa, dove conta la vita e non l'esercizio, ne potrà sorgere quel gusto della lettura col quale non si nasce perché non è un istinto. Se avviene in una situazione burocratica, se il libro sarà mortificato a strumento di esercitazioni (copiature, riassunti, analisi grammaticale eccetera), soffocato dal meccanismo tradizionale: «interrogazione-giudizio», ne potrà nascere la tecnica nella lettura, ma non il gusto. I ragazzi sapranno leggere, ma leggeranno solo se obbligati.

GIANNI RODARI, Grammatica della fantasia (Torino, Einaudi 1973).

Se non che, la contentezza nel giro di una quindicina di giorni si era trasformata in bulimia: i miei genitori non riuscivano più in alcun modo a staccarmi dai libri. Da mattino a sera e anche oltre. Non ero io, erano loro a incalzarmi, a spingermi a leggere, loro erano il mio apprendista stregone: io ero l'acqua inarrestabile.

AMOS OZ, Una storia di amore e di tenebra, (Milano, Feltrinelli 2003).

  Eremo Rocca S. Stefano  mercoledì 17 marzo 2021


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