domenica 27 febbraio 2022

AUTODAFE' Ucraina l'ultima guerra?


Una guerra che dura dal 2014 ha trovato nella notte tra il 23 e il 24 febbraio 2022 una accelerazione. Una escalation che ha pochi punti di ritorno perché coinvolge non solo due paesi la Russia e l'Ucraina ma l'intera Europa, gli Stati Uniti d'America e la Nato. Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato un'operazione militare in Ucraina per difendere i separatisti nell'est del Paese. "Ho preso la decisione per un'operazione militare" nel Donbass, ha detto in una dichiarazione a sorpresa in televisione nella notte di mercoledì  23 febbraio .

Pochi giorni fa in televisione Putin aveva tenuto una lezione di storia alla sua nazione. In sostanza aveva detto che l'Ucraina è Russia , che non è mai esistita come entità nazionale se non nella testa di Lenin .

La dichiarazione di Putin e il lavoro diplomatico che si è svolto prima dell'ingresso dell'esercito russo nel Donbass sono andate a modificare radicalmente uno statu quo che si può riassumere così. Dopo la crisi del 2014 che ha portato all'annessione della Crimea da parte della Russia, le regioni a maggioranza russofona del Donbass, Lugansk e Donetsk, nel sud-est dell'Ucraina, chiesero l'indipendenza avviando combattimenti con le truppe di Kiev. La situazione sul campo venne "congelata" con il cosiddetto protocollo Minsk 2, dell'11 febbraio del 2015, in cui Ucraina e Russia, con la mediazione di Germania e Francia, si accordavano per un cessate il fuoco immediato e il riconoscimento di uno status autonomo delle repubbliche separatiste. Questi accordi non sono mai stati rispettati, sia per le ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di entrambe le fazioni, che per il mancato processo di decentralizzazione da parte del governo centrale ucraino .

Putin chiede di mettere nero su bianco che l'Ucraina non diventerà mai parte della Nato .Una richiesta che, pur presentata dal governo ucraino, ad oggi non aveva avuto comunque una risposta definitiva da parte dell’Alleanza. .Il presidente russo Putin ha quindi riconosciuto unilateralmente le repubbliche autonomiste e avviato quella che ha definito un'operazione di "peacekeeping". L'offensiva su larga scala nei confronti dell'Ucraina, secondo quanto sostiene Mosca, ha come obiettivo ristabilire la pace nell'area e ripristinare un "governo democratico" nel Paese. Secondo Kiev, e l'intero Occidente, si tratta invece di una invasione in piena regola.

Diego Cugia scrive :”Credo che la mente di Putin sia da sempre un campo di battaglia. Che veda nemici ovunque, che si senta assediato da ombre ostili, anche in casa, che sia terribilmente solo sin da bambino, e non provi alcuna empatia per gli altri, nessun altro, se non per se stesso, quel bambino spodestato, il piccolo Zar violato. Che si senta, dunque, il vero, legittimato Re del Mondo, spodestato ingiustamente, e reclami il suo posto sul trono imperiale.

Credo che lui ci creda e si senta nel giusto, perché non esiste un così abile manipolatore degli altri e della verità che non abbia preventivamente saputo manipolare se stesso. Credo anche che i paesi della Nato abbiano fatto di tutto per accrescere i sintomi della sua delirante paranoia, e la fuga vergognosa dei suoi nemici da Kabul l’abbia persuaso che l’America e i suoi alleati europei siano dei vecchietti rancorosi e vigliacchi che non avrebbero mai il coraggio di contrastare le sue “sacre” mire espansionistiche.

In realtà corrono voci che Vladimir Putin negli ultimi due anni sia vissuto come in una bolla, completamente isolato anche dai suoi collaboratori che sono costretti a vederlo a distanza a causa del pericolo di un possibile contagio da Covid 19. Si dice che Putin abbia perso ogni contatto con la realtà e che la sua salute sia attualmente instabile

Cento novantamila uomini ammassati ai confini del Donbass sono dunque entrati a sostegno delle due repubbliche separatiste che lo stesso Putin ha riconosciuto qualche giorno fa . Sono entrati appunto su richiesta di quei separatisti che si sentono minacciati da Kiev. Putin , secondo quando egli stesso afferma, va a riprendersi una parte del territorio dell'Ucraina per salvaguardare e garantire la pace.

Forze russe dunque sono entrate nel Paese da più punti della frontiera, anche da Bielorussia e Crimea.

Un'Ansa di giovedì 24 febbraio afferma testualmente : “Forti esplosioni e scontri sono stati riferiti a Odessa, Kharvik, Mariupol, Leopoli e a Kiev. Secondo la presidenza ucraina, "più di 40 soldati ucraini e circa 10 civili sono stati uccisi", e si contano anche 18 morti fra cui 10 donne, in un raid russo su Odessa. Sul fronte opposto sarebbero stati abbattuti "cinque aerei e un elicottero russi" e "circa 50 occupanti" sarebbero morti. Bloccata la navigazione nel mare d'Azov. Mosca annuncia: "Annientate le difese aeree" ucraine, ma denuncia "vittime civili nel Donbass", Kiev chiama i civili alle armi e fa appello alla donazione di sangue per i soldati feriti.

Le ragioni di Putin sono riferite sempre dall'Ansa : “ Putin ha annunciato l'operazione militare in Ucraina, affermando di dover proteggere il Donbass. Il presidente della Russia ha esortato le forze di Kiev a consegnare le armi e "andare a casa", assicurando che i piani di Mosca non includono l'occupazione dell'Ucraina ma smilitalizzare il Paese con una operazione speciale. La Russia "non farà lo stesso errore due volte nel compiacere l'Occidente": lo ha affermato Vladimir Putin. "Chiunque tenti di crearci ostacoli e interferire" in Ucraina "sappia che la Russia risponderà con delle conseguenze mai viste prima. Siamo preparati a tutto. Spero di essere ascoltato", ha detto il presidente russo citato dalla Tass Un'ulteriore espansione della Nato e il suo uso del territorio ucraino sono inaccettabili, ha aggiunto Putin. L'inviato di Mosca alle Nazioni Unite ha affermato che la Russia sta prendendo di mira la "giunta al potere a Kiev". La Russia sta usando "armi di alta precisione per distruggere infrastrutture militari ucraine". Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando Interfax. Altre forze russe stanno entrando in Ucraina dalla Bielorussia. "Le difese aree dell'Ucraina sono state soppresse", sostiene il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass. “

Scrive Andrea Marinelli su Il Corriere della sera del “A febbraio 2014, dopo mesi di proteste, il popolo ucraino ha cacciato il presidente filorusso Viktor Yanukovich, che non voleva firmare il Trattato di associazione fra l’Ucraina e l’Unione europea, instaurando un governo ad interim filoeuropeo non riconosciuto da Mosca. Gli scontri della rivoluzione di Maidan provocarono circa 130 morti fa manifestanti e agenti di polizia Vladimir Putin ha risposto annettendo la Crimea e incoraggiando la rivolta dei separatisti filorussi nel Donbass , regione nel Sudest del Paese.
Da allora il conflitto è rimasto a bassa intensità, ma in otto anni ha provocato circa 14 mila morti fra entrambe le parti.”(...)Lo scorso anno, l’Ucraina ha approvato una legge che proibisce a 13 oligarchi di possedere dei media per influenzare la politica, colpendo direttamente l’amico di Putin
Viktor Medvedchuck, uno degli uomini più ricchi del mondo. Oltre alla sua attività di petroliere, Medvechuck — che è ancora ai domiciliari, accusato di alto tradimento — è il leader del principale partito filorusso d’Ucraina, Piattaforma dell’Opposizione, ed è proprietario di un impero televisivo attraverso il quale diffondeva la propaganda di Mosca e influenzava la politica ucraina. Poco dopo il suo arresto, Putin ha cominciato ad ammassare truppe al confine: per il leader del Cremlino la legge rappresentava un passo decisivo nel processo di avvicinamento dell’Ucraina all’Occidente e alla Nato.L’Ucraina vuole entrare nella Nato, la Russia si oppone. “

La condizione dell'Ucraiina come lo stesso Putin ha ricordato, è caratterizzata dal fatto che i suoi confini sarebbero stati tracciati non tenendo conto della forte presenza russofona In Crimea e Donbass i russi rappresentano tra l’80% e il 90% della popolazione. Popolazione che ha manifestato la sua volontà di ritornare nel grembo della Grande Madre Russia. È altrettanto vero che nel resto del Paese si guarda a Occidente e la richiesta di entrare nell'Ue e nella Nato va in questa direzione.

L'Ucraina è al primo posto in Europa per comprovate riserve recuperabili di minerali di uranio;al secondo posto in Europa e 10° posto nel mondo in termini di riserve di minerale di titanio; al secondo posto al mondo in termini di riserve esplorate di minerali di manganese (2,3 miliardi di tonnellate, ovvero il 12% delle riserve mondiali); è la seconda più grande riserva di minerale di ferro al mondo (30 miliardi di tonnellate);è al secondo posto in Europa per riserve di minerale di mercurio; al terzo posto in Europa (13° posto nel mondo) per riserve di shale gas (22 trilioni di metri cubi),al quarto al mondo per valore totale delle risorse naturali; al settimo posto al mondo per riserve di carbone (33,9 miliardi di tonnellate)

L'Ucraina è un paese agricolo:

1° in Europa per superficie a seminativo;

3° posto al mondo per superficie di suolo nero (25% del volume mondiale);

1° posto al mondo nelle esportazioni di girasole e olio di girasole;

2° posto al mondo nella produzione di orzo e 4° posto nelle esportazioni di orzo;

3° produttore e 4° esportatore di mais al mondo;

4° produttore mondiale di patate;

5° produttore di segale al mondo;

5° posto al mondo per produzione di api (75.000 tonnellate);

8° posto nel mondo nelle esportazioni di grano;

9° posto al mondo nella produzione di uova di gallina;

16° posto nel mondo nelle esportazioni di formaggi.

L'Ucraina può soddisfare il fabbisogno alimentare di 600 milioni di persone.

L'Ucraina è un paese industrializzato:

1° in Europa nella produzione di ammoniaca;

2-е Il 4° sistema di gasdotti naturale più grande d'Europa al mondo (142,5 miliardi di metri cubi di capacità di flusso di gas nell'UE);

3° in Europa e 8° al mondo per capacità installata di centrali nucleari;

3° posto in Europa e 11° nel mondo per lunghezza della rete ferroviaria (21.700 km);

3° posto al mondo (dopo Stati Uniti e Francia) nella produzione di localizzatori e apparecchiature di localizzazione;

3° esportatore di ferro al mondo

4° esportatore mondiale di turbine per centrali nucleari;

4° produttore mondiale di lanciarazzi;

4° posto al mondo nelle esportazioni di argilla

4° posto al mondo nelle esportazioni di titanio

8° posto nel mondo nelle esportazioni di minerali e concentrati;

9° posto nel mondo nelle esportazioni di prodotti dell'industria della difesa;

10° produttore di acciaio al mondo (32,4 milioni di tonnellate).


Dopo la caduta dell'Unione Sovietica, come altri paesi del vicinato russo, anche l’Ucraina ha conquistato l'indipendenza. Da molti, il paese è infatti considerata la “culla” della cultura russa moderna, essendo stata dal IX secolo d.C. il nucleo della Rus’ di Kiev, Stato monarchico medievale che si estendeva fino alla Bielorussia e alla Russia. Dal 1923 fino al 1991 l’Ucraina è stata poi una delle Repubbliche dell’ex Unione Sovietica, ricoprendo il ruolo fondamentale di “granaio dell’URSS” grazie alla grande estensione di terreni coltivabili. Dopo l’indipendenza, la relazione tra Mosca e Kiev è stata travagliata e ondivaga, a causa di un’alternanza tra governi più filo-russi e altri più vicini all’Occidente (seppur nel quadro di una politica multivettoriale volta a sfruttare la rivalità tra i due schieramenti), come quello di Viktor Juščenko, nato dopo la “rivoluzione arancione” di fine 2004, o quello attuale guidato da Volodymyr Zelensky.

La decisione di Putin di invadere l'Ucraina vede le forze così contrapposte. Il fronte occidentale ha intensificato i preparativi: gli Stati Uniti hanno allertato più di 8500 unità, mentre membri della NATO hanno inviato jet e navi da guerra in Europa orientale e sul Mar Nero. La Russia non resta certo a guardare, avendo svolto esercitazioni navali nel Mar Nero, nel Mediterraneo, nell'Atlantico e nei Mari del Nord, con oltre 140 navi da guerra ed almeno 10 mila soldati coinvolti. Ultima in ordine di tempo, l’esercitazione congiunta con la Bielorussia, che sarebbe dovuta terminare il 20 febbraio ma che sta continuando, e che ha consentito la mobilitazione di oltre 30mila soldati russi. Mosca può così contare su un esercito compreso tra 150mila e 190mila unità (equivalenti a circa il 75% delle proprie forze militari convenzionali), disposto su un perimetro con l’Ucraina che va da nord a sud-est.

Elena Kovalskaya, la direttrice del Teatro statale e Centro Culturale Vsevolod Meyerhold di Mosca, ha annunciato le sue dimissioni per protesta contro l'invasione dell'Ucraina. "È impossibile lavorare per un assassino e riscuotere uno stipendio da lui", scrive.

Mai sottovalutare il potere delle arti. Il teatro Majakovskij di Mosca ha proibito ai suoi attori di fare "QUALSIASI commento" sull'invasione russa dell'Ucraina. L'Ufficio Cultura della città. Secondo quanto riferito, ogni commento negativo sarà considerato "tradimento. »

Pensavamo che la paura di questi ultimi anni stesse per passare, e invece adesso ne abbiamo ancora di più. Paura dell’incertezza, del cambiamento irreversibile di ciò che consideravamo normale, di quel che ci avevano assicurato non sarebbe mai più successo. Una delle principali preoccupazioni per 'Italia è per esempio quella dell'approvvigionamento del gas naturale.

Secondo i dati dell'Istituto per il Commercio estero, le esportazioni del nostro Paese verso la Russia sono pari a 7 miliardi di euro, mentre le importazioni (principalmente nel settore energetico degli idrocarburi) sono pari a 12,6 miliardi. In particolare, è proprio l’energia a rappresentare il tallone d’Achille per l’Italia, che importa il 90% del gas e di questo - nel 2021 - il 37,8% proviene proprio dalla Russia.

Ora sembra si vada chiarendo una ipotesi .Tramontato, sulla base dei fatti, l'obiettivo minimo di estendere il controllo russo dalle repubbliche autonomiste di Lugansk e Donetsk fino alla penisola di Crimea, attraverso il cosiddetto corridoio di Mariupol. Resta improbabile, ma solo Putin può saperlo, che Mosca non si fermi a questi obiettivi e punti invece alla conquista totale del Paese e alla sua annessione. Tutte queste ipotesi resterebbero sul tavolo se l'operazione dovesse compiersi in pochi giorni. Se invece, come sembra, la resistenza ucraina si dimostrasse più ostica da superare, si potrebbe profilare il cosiddetto "pantano ucraino" in cui il conflitto si protrae a lungo, logorando i soldati e l'opinione pubblica russa, che ha già dimostrato malcontento.

C'è però un fatto di cui tener conto .Secondo il direttore de La Stampa Massimo Giannini Putin in questa su ossessione nel voler ricostituire i confini della grande Russia , la Russia zarista oscilla tra la follia neo-imperiale e la fobia anti-occidentale.

Tenuto conto di quello che ha detto nell'annunciare appunto la decisione di invadere il Donbass :“Chiunque tenti di crearci ostacoli e interferire sappia che Mosca risponderà con conseguenze mai viste prima. Siamo preparati a tutto”. all’alba del 24 febbraio ,occorre riflettere e pensare ad estreme soluzioni che la “follia” a volte produce. Mi riferisco all'uso dell'arma nucleare. La Russia è una delle due maggiori potenze nucleari mondiali e negli ultimi mesi lo ha ricordato più volte con le sue esercitazioni . Le armi nucleari sono anche state portate da Putin come una delle ragioni dell’invasione: "La possibilità che l'Ucraina abbia armi tattiche nucleari costituisce una minaccia strategica per la Russia", ha detto il presidente russo, affermando che Mosca "vuole la smilitarizzazione dell'Ucraina" La Russia aderisce al Trattato di non Proliferazione Nucleare (Tpn), sancito nel 1970, con il quale i Paesi hanno iniziato a coordinare il loro impegno per ridurre i loro arsenali nucleari dopo la Guerra Fredda

Anche se probabilmente la soluzione più semplice e attuabile per così dire dall'interno della stessa Russia è che se la guerra dovesse trasformarsi in un pantano e la presa dell' Ucraina non fosse così “lampo” Putin potrebbe essere accompagnato alla porta dai suoi stessi oligarchi che vedono minacciata tutta la loro prosperità e quindi i loro interessi.

Molti si interrogano sulla sorte dell’ingente patrimonio culturale ucraino, che come in ogni teatro di guerra rischia di subire perdite, distruzioni e saccheggi. A rischio non ci sono soltanto i Patrimonio Momdiale dell'Umanità dell'Unesco ma anche le ricche collezioni dei tanti musei del paese (solo nella capitale Kiev ci sono una quarantina di musei), oltre a spettacolari chiese cattoliche e ortodosse, monasteri millenari, teatri ottocenteschi, palazzi neoclassici, ricche biblioteche e archivi dove è conservata la storia del paese, centri storici secolari. I pericoli sono molti: si va dai danni causati da bombe e missili alle spoliazioni passando per le distruzioni sistematiche. Si tratta di uno scenario che si sta cercando di scongiurare con forza: al momento non giungono ancora notizie di danneggiamenti al patrimonio storico e culturale.

Molti musei si sono preparati per tempo al fine di salvare il salvabile: gli istituti sono al lavoro da diversi giorni per mettere le collezioni al sicuro, temendo il conflitto che è poi arrivato. A Kiev, il direttore del Museo Nazionale dell’Ucraina, Fedir Androshchuk, in una lunga conversazione con il collega Joakim Malmström, membro del consiglio svedese per il Patrimonio Culturale Nazionale, ha fatto sapere che lo staff del museo sta lavorando per proteggere la raccolta del museo: alla domanda su cosa sia possibile fare da fuori per sostenere il museo, Androshchuk ha risposto affermando che “la cosa più importante è garantire che vi sia una consapevolezza dell’importanza del patrimonio culturale e una comprensione di come ora rischi di essere danneggiato”. La preoccupazione infatti è che i musei subiscano danni durante gli attacchi aerei. Insomma: dall’Ucraina la richiesta al mondo è quella di tenere alta l’attenzione anche sulla situazione del suo patrimonio culturale.

In caso di occupazione, la Convenzione dell’Aia prevede che le forze occupanti siano tenute “ad appoggiare, nella misura del possibile, l’azione delle autorità nazionali competenti del territorio occupato, intesa ad assicurare la salvaguardia e la conservazione dei propri beni culturali”. Qualora si ponga un intervento urgente per la conservazione di beni culturali situati nel territorio occupato e danneggiati da operazioni militari e le autorità nazionali siano impossibilitate a occuparsene, spetta all’occupante mettere in atto per quanto possibile i provvedimenti più necessari. Ancora, l’articolo 15 impone il rispetto del personale addetto alla protezione dei beni culturali.


Scrive Walter Cavalieri sul suo profilo fb:”La prima reazione ai venti di guerra che soffiano in Ucraina è lo sconcerto nello scoprire ancora una volta la natura controversa dell'uomo, che da una parte, grazie al suo ingegno, costringe alla resa un virus potentissimo e dall'altra si prepara ad usare contro i suoi simili sofisticate armi di distruzione. Ma questa, forse, è filosofia morale.

La realtà è che ogni Paese persegue legittimamente i propri interessi economici e agisce per la propria sicurezza. In questo senso, ognuno ha le sue ragioni: Putin che compie per la seconda volta un atto illegale di annessione, l'Ucraina che vuole conservare la sua integrità territoriale e gli USA che spingono la NATO a sorvegliare il confini orientali dell'Europa. Al di là delle conseguenze di questa crisi, sarebbe certo più facile prendere posizione se le parti in causa si richiamassero a valori e principi comuni, così come fu naturale la scelta di campo delle democrazie occidentali prima contro il nazismo e poi contro il comunismo stalinista. Ma oggi c'è da chiedersi cosa ci facciano nella UE paesi come la Polonia o l'Ungheria, o nella NATO paesi come la Turchia. Se non esiste in Occidente un fronte VERAMENTE democratico e se si agisce solo per convenienza economica e strategica, non abbiamo nessun titolo per condannare le mosse altrettanto spregiudicate del nuovo Zar di Mosca.

Mai un Papa si era fatto carico di un gesto così forte. Ma Francesco è Francesco e prima di mezzogiorno, a sorpresa, è arrivato a bordo della sua Fiat 500L bianca in Via della Conciliazione 10, ingresso della rappresentanza diplomatica russa in Vaticano ed ha incontrato l'ambasciatore Alexander Avdeev.

Quaranta minuti di faccia a faccia, la grande preoccupazione per le popolazioni, l’invito a prendersi cura dei bambini, dei malati e dei sofferenti. Poi un tweet, altrettanto senza precedenti. In lingua russa, con un passaggio dell'enciclica “Fratelli tutti”: «Ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato. La guerra è un fallimento della politica e dell'umanità, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male».

Monta comunque la protesta sia in Russia che in tutto il mondo contro l'invasione russa dell'Ucraina. Numerose proteste e manifestazioni contro la guerra in tutte le principali città europee e anche in altre parti del mondo, tra cui Stati Uniti e Australia. Nonostante negli ultimi anni il presidente russo Vladimir Putin abbia cercato di reprimere il dissenso nel paese, ci sono state numerose proteste anche in decine di città russe, tra cui Mosca e San Pietroburgo, le due più popolose. Come era prevedibile, anche in questo caso le manifestazioni sono state represse duramente dalle forze dell’ordine: secondo le prime informazioni, giovedì sono state arrestate più di 1.700 persone, e si teme che molte altre saranno arrestate nei prossimi giorni.

FONTI :

https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-russia-ucraina-7-mappe-capire-il-conflitto-33483?fbclid=IwAR0ig5JWjf-KlBFY4gY586mMrOOqcZuIZYo0TgRXllTmx0g9-NFsHEsI6nM

https://tg24.sky.it/

https://www.finestresullarte.info/focus/ucraina-cosa-rischia-il-patrimonio-culturale-e-quali-strumenti-per-salvarlo?fbclid=IwAR1MF_-72XL_QaXqbpDYZvVD8uHLNEM41ITb2E2erXoLtIfeuE4D7bXwSd4

Eremo Rocca S. Stefano domenica 27 febbraio 2022 

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