Una guerra che dura dal 2014 ha trovato nella notte tra il 23 e il 24 febbraio 2022 una accelerazione. Una escalation che ha pochi punti di ritorno perché coinvolge non solo due paesi la Russia e l'Ucraina ma l'intera Europa, gli Stati Uniti d'America e la Nato. Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato un'operazione militare in Ucraina per difendere i separatisti nell'est del Paese. "Ho preso la decisione per un'operazione militare" nel Donbass, ha detto in una dichiarazione a sorpresa in televisione nella notte di mercoledì 23 febbraio .
Pochi giorni fa in televisione Putin aveva tenuto una lezione di storia alla sua nazione. In sostanza aveva detto che l'Ucraina è Russia , che non è mai esistita come entità nazionale se non nella testa di Lenin .
La dichiarazione di Putin e il lavoro
diplomatico che si è svolto prima dell'ingresso dell'esercito russo
nel Donbass sono andate a modificare radicalmente uno statu quo che
si può riassumere così. Dopo la crisi del 2014 che ha portato
all'annessione della Crimea da parte della Russia, le regioni a
maggioranza russofona del Donbass, Lugansk e Donetsk, nel sud-est
dell'Ucraina, chiesero l'indipendenza avviando combattimenti con le
truppe di Kiev. La situazione sul campo venne "congelata"
con il cosiddetto protocollo Minsk 2, dell'11 febbraio del 2015, in
cui Ucraina e Russia, con la mediazione di Germania e Francia, si
accordavano per un cessate il fuoco immediato e il riconoscimento di
uno status autonomo delle repubbliche separatiste. Questi accordi non
sono mai stati rispettati, sia per le ripetute violazioni del cessate
il fuoco da parte di entrambe le fazioni, che per il mancato processo
di decentralizzazione da parte del governo centrale ucraino .
Putin chiede di mettere nero su bianco che l'Ucraina non diventerà mai parte della Nato .Una richiesta che, pur presentata dal governo ucraino, ad oggi non aveva avuto comunque una risposta definitiva da parte dell’Alleanza. .Il presidente russo Putin ha quindi riconosciuto unilateralmente le repubbliche autonomiste e avviato quella che ha definito un'operazione di "peacekeeping". L'offensiva su larga scala nei confronti dell'Ucraina, secondo quanto sostiene Mosca, ha come obiettivo ristabilire la pace nell'area e ripristinare un "governo democratico" nel Paese. Secondo Kiev, e l'intero Occidente, si tratta invece di una invasione in piena regola.
Diego Cugia scrive :”Credo che la mente di Putin sia da sempre un campo di battaglia. Che veda nemici ovunque, che si senta assediato da ombre ostili, anche in casa, che sia terribilmente solo sin da bambino, e non provi alcuna empatia per gli altri, nessun altro, se non per se stesso, quel bambino spodestato, il piccolo Zar violato. Che si senta, dunque, il vero, legittimato Re del Mondo, spodestato ingiustamente, e reclami il suo posto sul trono imperiale.
Credo che lui ci creda e si senta nel giusto, perché non esiste un così abile manipolatore degli altri e della verità che non abbia preventivamente saputo manipolare se stesso. Credo anche che i paesi della Nato abbiano fatto di tutto per accrescere i sintomi della sua delirante paranoia, e la fuga vergognosa dei suoi nemici da Kabul l’abbia persuaso che l’America e i suoi alleati europei siano dei vecchietti rancorosi e vigliacchi che non avrebbero mai il coraggio di contrastare le sue “sacre” mire espansionistiche.
In realtà corrono voci che Vladimir Putin negli ultimi due anni sia vissuto come in una bolla, completamente isolato anche dai suoi collaboratori che sono costretti a vederlo a distanza a causa del pericolo di un possibile contagio da Covid 19. Si dice che Putin abbia perso ogni contatto con la realtà e che la sua salute sia attualmente instabile
Cento novantamila uomini ammassati ai
confini del Donbass sono dunque entrati a sostegno delle due
repubbliche separatiste che lo stesso Putin ha riconosciuto qualche
giorno fa . Sono entrati appunto su richiesta di quei separatisti che
si sentono minacciati da Kiev. Putin , secondo quando egli stesso
afferma, va a riprendersi una parte del territorio dell'Ucraina per
salvaguardare e garantire la pace.
Forze russe dunque sono entrate nel Paese da più punti della frontiera, anche da Bielorussia e Crimea.
Un'Ansa di giovedì 24 febbraio afferma testualmente : “Forti esplosioni e scontri sono stati riferiti a Odessa, Kharvik, Mariupol, Leopoli e a Kiev. Secondo la presidenza ucraina, "più di 40 soldati ucraini e circa 10 civili sono stati uccisi", e si contano anche 18 morti fra cui 10 donne, in un raid russo su Odessa. Sul fronte opposto sarebbero stati abbattuti "cinque aerei e un elicottero russi" e "circa 50 occupanti" sarebbero morti. Bloccata la navigazione nel mare d'Azov. Mosca annuncia: "Annientate le difese aeree" ucraine, ma denuncia "vittime civili nel Donbass", Kiev chiama i civili alle armi e fa appello alla donazione di sangue per i soldati feriti. “
Le
ragioni di Putin sono riferite sempre dall'Ansa : “ Putin
ha annunciato l'operazione militare in Ucraina, affermando di dover
proteggere il Donbass. Il presidente della Russia ha esortato le
forze di Kiev a consegnare le armi e "andare a casa",
assicurando che i piani di Mosca non includono l'occupazione
dell'Ucraina ma smilitalizzare il Paese con una operazione speciale.
La Russia "non farà lo stesso errore due volte nel compiacere
l'Occidente": lo ha affermato Vladimir Putin. "Chiunque
tenti di crearci ostacoli e interferire" in Ucraina "sappia
che la Russia risponderà con delle conseguenze mai viste prima.
Siamo preparati a tutto. Spero di essere ascoltato", ha detto il
presidente russo citato dalla Tass Un'ulteriore espansione della Nato
e il suo uso del territorio ucraino sono inaccettabili, ha aggiunto
Putin. L'inviato di Mosca alle Nazioni Unite ha affermato che la
Russia sta prendendo di mira la "giunta al potere a Kiev".
La Russia sta usando "armi di alta precisione per distruggere
infrastrutture militari ucraine". Lo riporta l'agenzia Bloomberg
citando Interfax. Altre forze russe stanno entrando in Ucraina dalla
Bielorussia. "Le difese aree dell'Ucraina sono
state soppresse",
sostiene il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass. “
Scrive
Andrea Marinelli su Il Corriere della sera del “A febbraio 2014,
dopo mesi di proteste, il popolo ucraino ha cacciato il presidente
filorusso Viktor Yanukovich,
che non voleva firmare il Trattato di associazione fra l’Ucraina e
l’Unione europea, instaurando un governo ad interim
filoeuropeo non riconosciuto da Mosca.
Gli scontri della rivoluzione di Maidan provocarono circa 130 morti
fa manifestanti e agenti di polizia Vladimir Putin
ha risposto annettendo la Crimea e incoraggiando la rivolta
dei separatisti filorussi nel Donbass ,
regione nel Sudest del Paese.
Da allora il conflitto è rimasto a
bassa intensità, ma in otto anni ha provocato circa 14 mila morti
fra entrambe le parti.”(...)Lo scorso anno, l’Ucraina ha
approvato una legge che proibisce a 13 oligarchi di possedere dei
media per influenzare la politica, colpendo direttamente l’amico di
Putin Viktor Medvedchuck,
uno degli uomini più ricchi del mondo. Oltre alla sua attività di
petroliere, Medvechuck — che è ancora ai domiciliari, accusato di
alto tradimento — è il leader del principale partito
filorusso d’Ucraina, Piattaforma dell’Opposizione,
ed è proprietario di un impero televisivo attraverso il quale
diffondeva la propaganda di Mosca e influenzava la politica ucraina.
Poco dopo il suo arresto, Putin ha cominciato ad ammassare truppe al
confine: per il leader del Cremlino la legge rappresentava un passo
decisivo nel processo di avvicinamento dell’Ucraina all’Occidente
e alla Nato.L’Ucraina vuole entrare nella Nato, la Russia si
oppone. “
La condizione dell'Ucraiina come lo stesso Putin ha ricordato, è caratterizzata dal fatto che i suoi confini sarebbero stati tracciati non tenendo conto della forte presenza russofona In Crimea e Donbass i russi rappresentano tra l’80% e il 90% della popolazione. Popolazione che ha manifestato la sua volontà di ritornare nel grembo della Grande Madre Russia. È altrettanto vero che nel resto del Paese si guarda a Occidente e la richiesta di entrare nell'Ue e nella Nato va in questa direzione.
L'Ucraina
è al primo posto in Europa per comprovate riserve recuperabili di
minerali di uranio;al secondo posto in Europa e 10° posto
nel mondo in termini di riserve di minerale di titanio; al secondo
posto al mondo in termini di riserve esplorate di minerali di
manganese (2,3 miliardi di tonnellate, ovvero il 12% delle riserve
mondiali); è la seconda più grande riserva di minerale di ferro al
mondo (30 miliardi di tonnellate);è al secondo posto in Europa per
riserve di minerale di mercurio; al terzo posto in Europa (13°
posto nel mondo) per riserve di shale gas (22 trilioni di metri
cubi),al quarto al mondo per valore totale delle risorse naturali;
al settimo posto al mondo per riserve di carbone (33,9 miliardi di
tonnellate)
L'Ucraina è un paese agricolo:
1° in Europa per superficie a seminativo;
3° posto al mondo per superficie di suolo nero (25% del volume mondiale);
1° posto al mondo nelle esportazioni di girasole e olio di girasole;
2° posto al mondo nella produzione di orzo e 4° posto nelle esportazioni di orzo;
3° produttore e 4° esportatore di mais al mondo;
4° produttore mondiale di patate;
5° produttore di segale al mondo;
5° posto al mondo per produzione di api (75.000 tonnellate);
8° posto nel mondo nelle esportazioni di grano;
9° posto al mondo nella produzione di uova di gallina;
16° posto nel mondo nelle esportazioni di formaggi.
L'Ucraina può soddisfare il fabbisogno alimentare di 600 milioni di persone.
L'Ucraina è un paese industrializzato:
1° in Europa nella produzione di ammoniaca;
2-е Il 4° sistema di gasdotti naturale più grande d'Europa al mondo (142,5 miliardi di metri cubi di capacità di flusso di gas nell'UE);
3° in Europa e 8° al mondo per capacità installata di centrali nucleari;
3° posto in Europa e 11° nel mondo per lunghezza della rete ferroviaria (21.700 km);
3° posto al mondo (dopo Stati Uniti e Francia) nella produzione di localizzatori e apparecchiature di localizzazione;
3° esportatore di ferro al mondo
4° esportatore mondiale di turbine per centrali nucleari;
4° produttore mondiale di lanciarazzi;
4° posto al mondo nelle esportazioni di argilla
4° posto al mondo nelle esportazioni di titanio
8° posto nel mondo nelle esportazioni di minerali e concentrati;
9° posto nel mondo nelle esportazioni di prodotti dell'industria della difesa;
10° produttore di acciaio al mondo (32,4 milioni di tonnellate).
Dopo
la caduta dell'Unione Sovietica, come altri paesi del vicinato russo,
anche l’Ucraina ha conquistato l'indipendenza. Da molti, il paese è
infatti considerata la “culla” della cultura russa
moderna, essendo stata dal
IX secolo d.C. il nucleo della Rus’ di Kiev, Stato monarchico
medievale che si estendeva fino alla Bielorussia e alla Russia. Dal
1923 fino al 1991 l’Ucraina è stata poi una delle
Repubbliche dell’ex Unione Sovietica,
ricoprendo il ruolo fondamentale di “granaio dell’URSS” grazie
alla grande estensione di terreni coltivabili. Dopo l’indipendenza,
la relazione tra Mosca e Kiev è stata travagliata
e ondivaga, a causa di un’alternanza tra governi più
filo-russi e altri più vicini all’Occidente
(seppur nel quadro di una politica multivettoriale volta a sfruttare
la rivalità tra i due schieramenti), come quello di Viktor Juščenko,
nato dopo la “rivoluzione arancione” di fine 2004, o quello
attuale guidato da Volodymyr Zelensky.
La decisione di Putin di invadere l'Ucraina vede le forze così contrapposte. Il fronte occidentale ha intensificato i preparativi: gli Stati Uniti hanno allertato più di 8500 unità, mentre membri della NATO hanno inviato jet e navi da guerra in Europa orientale e sul Mar Nero. La Russia non resta certo a guardare, avendo svolto esercitazioni navali nel Mar Nero, nel Mediterraneo, nell'Atlantico e nei Mari del Nord, con oltre 140 navi da guerra ed almeno 10 mila soldati coinvolti. Ultima in ordine di tempo, l’esercitazione congiunta con la Bielorussia, che sarebbe dovuta terminare il 20 febbraio ma che sta continuando, e che ha consentito la mobilitazione di oltre 30mila soldati russi. Mosca può così contare su un esercito compreso tra 150mila e 190mila unità (equivalenti a circa il 75% delle proprie forze militari convenzionali), disposto su un perimetro con l’Ucraina che va da nord a sud-est.
Elena Kovalskaya, la direttrice del Teatro statale e Centro Culturale Vsevolod Meyerhold di Mosca, ha annunciato le sue dimissioni per protesta contro l'invasione dell'Ucraina. "È impossibile lavorare per un assassino e riscuotere uno stipendio da lui", scrive.
Mai sottovalutare il potere delle arti. Il teatro Majakovskij di Mosca ha proibito ai suoi attori di fare "QUALSIASI commento" sull'invasione russa dell'Ucraina. L'Ufficio Cultura della città. Secondo quanto riferito, ogni commento negativo sarà considerato "tradimento. »
Pensavamo
che la paura di questi ultimi anni stesse per passare, e invece
adesso ne abbiamo ancora di più. Paura dell’incertezza, del
cambiamento irreversibile di ciò che consideravamo normale, di quel
che ci avevano assicurato non sarebbe mai più successo. Una delle
principali preoccupazioni per 'Italia è per esempio quella
dell'approvvigionamento del gas naturale.
Secondo i dati dell'Istituto per il Commercio estero, le esportazioni del nostro Paese verso la Russia sono pari a 7 miliardi di euro, mentre le importazioni (principalmente nel settore energetico degli idrocarburi) sono pari a 12,6 miliardi. In particolare, è proprio l’energia a rappresentare il tallone d’Achille per l’Italia, che importa il 90% del gas e di questo - nel 2021 - il 37,8% proviene proprio dalla Russia.
Ora sembra si vada
chiarendo una ipotesi .Tramontato, sulla base dei fatti, l'obiettivo
minimo di estendere il controllo russo dalle repubbliche autonomiste
di Lugansk e Donetsk fino alla penisola di Crimea, attraverso il
cosiddetto corridoio di Mariupol. Resta improbabile, ma solo Putin
può saperlo, che Mosca non si fermi a questi obiettivi e punti
invece alla conquista totale del Paese e alla sua annessione. Tutte
queste ipotesi resterebbero sul tavolo se l'operazione dovesse
compiersi in pochi giorni. Se invece, come sembra, la resistenza
ucraina si dimostrasse più ostica da superare, si potrebbe profilare
il cosiddetto "pantano ucraino" in cui il conflitto si
protrae a lungo, logorando i soldati e l'opinione pubblica russa, che
ha già dimostrato malcontento.
C'è però un fatto di cui tener conto .Secondo il direttore de La Stampa Massimo Giannini Putin in questa su ossessione nel voler ricostituire i confini della grande Russia , la Russia zarista oscilla tra la follia neo-imperiale e la fobia anti-occidentale.
Tenuto
conto di quello che ha detto nell'annunciare appunto la decisione di
invadere il Donbass :“Chiunque tenti di crearci ostacoli
e interferire sappia che Mosca
risponderà con
conseguenze mai viste prima.
Siamo preparati a tutto”. all’alba del 24 febbraio ,occorre
riflettere e pensare ad estreme soluzioni che la “follia” a
volte produce. Mi riferisco all'uso dell'arma nucleare. La Russia è
una delle due maggiori potenze nucleari mondiali
e negli ultimi mesi lo ha ricordato più volte con le sue
esercitazioni . Le armi
nucleari sono anche state
portate da Putin come una delle
ragioni
dell’invasione: "La
possibilità che l'Ucraina
abbia armi tattiche nucleari
costituisce una minaccia strategica per la Russia", ha detto il
presidente russo, affermando che Mosca "vuole la
smilitarizzazione dell'Ucraina" La Russia aderisce al Trattato
di non Proliferazione Nucleare
(Tpn), sancito nel 1970,
con il quale i Paesi hanno iniziato a coordinare il loro impegno per
ridurre i loro arsenali nucleari
dopo la Guerra Fredda
Anche se probabilmente la soluzione più semplice e attuabile per così dire dall'interno della stessa Russia è che se la guerra dovesse trasformarsi in un pantano e la presa dell' Ucraina non fosse così “lampo” Putin potrebbe essere accompagnato alla porta dai suoi stessi oligarchi che vedono minacciata tutta la loro prosperità e quindi i loro interessi.
Molti si interrogano sulla sorte dell’ingente patrimonio culturale ucraino, che come in ogni teatro di guerra rischia di subire perdite, distruzioni e saccheggi. A rischio non ci sono soltanto i Patrimonio Momdiale dell'Umanità dell'Unesco ma anche le ricche collezioni dei tanti musei del paese (solo nella capitale Kiev ci sono una quarantina di musei), oltre a spettacolari chiese cattoliche e ortodosse, monasteri millenari, teatri ottocenteschi, palazzi neoclassici, ricche biblioteche e archivi dove è conservata la storia del paese, centri storici secolari. I pericoli sono molti: si va dai danni causati da bombe e missili alle spoliazioni passando per le distruzioni sistematiche. Si tratta di uno scenario che si sta cercando di scongiurare con forza: al momento non giungono ancora notizie di danneggiamenti al patrimonio storico e culturale.
Molti musei si sono preparati per tempo al fine di salvare il salvabile: gli istituti sono al lavoro da diversi giorni per mettere le collezioni al sicuro, temendo il conflitto che è poi arrivato. A Kiev, il direttore del Museo Nazionale dell’Ucraina, Fedir Androshchuk, in una lunga conversazione con il collega Joakim Malmström, membro del consiglio svedese per il Patrimonio Culturale Nazionale, ha fatto sapere che lo staff del museo sta lavorando per proteggere la raccolta del museo: alla domanda su cosa sia possibile fare da fuori per sostenere il museo, Androshchuk ha risposto affermando che “la cosa più importante è garantire che vi sia una consapevolezza dell’importanza del patrimonio culturale e una comprensione di come ora rischi di essere danneggiato”. La preoccupazione infatti è che i musei subiscano danni durante gli attacchi aerei. Insomma: dall’Ucraina la richiesta al mondo è quella di tenere alta l’attenzione anche sulla situazione del suo patrimonio culturale.
In
caso di occupazione,
la Convenzione dell’Aia prevede che le forze occupanti siano tenute
“ad appoggiare, nella misura del possibile, l’azione delle
autorità nazionali competenti del territorio occupato, intesa ad
assicurare la salvaguardia e la conservazione dei propri beni
culturali”. Qualora si ponga un intervento urgente per la
conservazione di beni culturali situati nel territorio occupato e
danneggiati da operazioni militari e le autorità nazionali siano
impossibilitate a occuparsene, spetta all’occupante mettere in atto
per quanto possibile i provvedimenti più necessari. Ancora,
l’articolo 15 impone il rispetto del personale
addetto alla protezione dei beni culturali.
Scrive Walter Cavalieri sul suo profilo fb:”La prima reazione ai venti di guerra che soffiano in Ucraina è lo sconcerto nello scoprire ancora una volta la natura controversa dell'uomo, che da una parte, grazie al suo ingegno, costringe alla resa un virus potentissimo e dall'altra si prepara ad usare contro i suoi simili sofisticate armi di distruzione. Ma questa, forse, è filosofia morale.
La realtà è che ogni Paese persegue legittimamente i propri interessi economici e agisce per la propria sicurezza. In questo senso, ognuno ha le sue ragioni: Putin che compie per la seconda volta un atto illegale di annessione, l'Ucraina che vuole conservare la sua integrità territoriale e gli USA che spingono la NATO a sorvegliare il confini orientali dell'Europa. Al di là delle conseguenze di questa crisi, sarebbe certo più facile prendere posizione se le parti in causa si richiamassero a valori e principi comuni, così come fu naturale la scelta di campo delle democrazie occidentali prima contro il nazismo e poi contro il comunismo stalinista. Ma oggi c'è da chiedersi cosa ci facciano nella UE paesi come la Polonia o l'Ungheria, o nella NATO paesi come la Turchia. Se non esiste in Occidente un fronte VERAMENTE democratico e se si agisce solo per convenienza economica e strategica, non abbiamo nessun titolo per condannare le mosse altrettanto spregiudicate del nuovo Zar di Mosca.
Mai un Papa si era fatto carico di un gesto così forte. Ma Francesco è Francesco e prima di mezzogiorno, a sorpresa, è arrivato a bordo della sua Fiat 500L bianca in Via della Conciliazione 10, ingresso della rappresentanza diplomatica russa in Vaticano ed ha incontrato l'ambasciatore Alexander Avdeev.
Quaranta minuti di faccia a faccia, la grande preoccupazione per le popolazioni, l’invito a prendersi cura dei bambini, dei malati e dei sofferenti. Poi un tweet, altrettanto senza precedenti. In lingua russa, con un passaggio dell'enciclica “Fratelli tutti”: «Ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato. La guerra è un fallimento della politica e dell'umanità, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male».
Monta comunque la protesta sia in Russia che in tutto il mondo contro l'invasione russa dell'Ucraina. Numerose proteste e manifestazioni contro la guerra in tutte le principali città europee e anche in altre parti del mondo, tra cui Stati Uniti e Australia. Nonostante negli ultimi anni il presidente russo Vladimir Putin abbia cercato di reprimere il dissenso nel paese, ci sono state numerose proteste anche in decine di città russe, tra cui Mosca e San Pietroburgo, le due più popolose. Come era prevedibile, anche in questo caso le manifestazioni sono state represse duramente dalle forze dell’ordine: secondo le prime informazioni, giovedì sono state arrestate più di 1.700 persone, e si teme che molte altre saranno arrestate nei prossimi giorni.
FONTI :
https://www.finestresullarte.info/focus/ucraina-cosa-rischia-il-patrimonio-culturale-e-quali-strumenti-per-salvarlo?fbclid=IwAR1MF_-72XL_QaXqbpDYZvVD8uHLNEM41ITb2E2erXoLtIfeuE4D7bXwSd4
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