martedì 22 febbraio 2022

VERSI D'ALTRI E ALTRI VERSI Giordano Bruno “ La verità entro di noi “



Lascia l’ombre ed abbraccia il vero.

Non cangiare il presente col futuro.

Tu sei il veltro che nel rio trabocca,

mentre l’ombra desia di quel c’ha in bocca.

Aviso non fu mai di saggio o scaltro

perdere un bene per acquistarne un altro.

A che cerchi si lungi diviso

se in te stesso trovi il paradiso?

Anzi, chi perde l’un mentre è nel mondo,

non speri dopo morto l’altro bene.

Perché si sdegna il ciel dare il secondo

a chi il primiero non caro non tenne;

così, credendo alzarti, vai a fondo;

ed ai piacer togliendoti, a le pene

ti condanni; e con inganno eterno,

bramando il ciel, stai ne l’inferno.



Poesia tratta da“Lo spaccio della bestia trionfante”

Filippo Bruno, ovvero Giordano Bruno nato a Nola nel 1548 morto a Roma il 17 febbraio 1600 assunse il nome di Giordano una volta entrato nell’ordine dei frati domenicani. Per le sue idee fu costretto a lasciare l’Italia vagando in diverse corti europee, soggiornando dapprima a Parigi e successivamente a Londra. A Venezia fu denunciato all'Inquisizione da chi lo ospitava perchè non soddisfatto delle lezioni di chiromanzia che aveva chiesto che Bruno gli impartisse. Nel 1600 dopo sette di detenzione e un lunghissimo processo condannato al rogo ,condanna eseguita a Campo dei Fiori, a Roma .

Mentre si trovava a Londra, Giordano Bruno fu invitato a discutere sulle teorie astronomiche espresse da Copernico . A conoscenza dello stravolgimento proposto dall’astronomo del sistema planetario imposto fino ad allora dalla Chiesa, Bruno accolse la notizia come una liberazione dalla superstizione e una sommossa contro la rigidità di Roma.

L’infinità dell’universo viene collegata all’infinità dell’essere, rappresentata da Dio. Se entrambi sono infiniti, essi coincidono: scoprendo qualcosa in più sull’universo, scopriamo di più anche su Dio. Con queste prime forme di una futura Rivoluzione Scientifica, Bruno contesta l’ottusità della Chiesa e propone un nuovo modo di pensare. Dio non è trascendente, ma si trova in ogni cosa, in ciascuno di noi, dal momento che siamo tutti parte dell’universo.

Bruno si cimenta in una sfida da astronomi. Cerca di dimostrare il perché del moto apparente delle stelle e fornisce una prova valida: all’interno di un sistema non si può stabilire con certezza il moto di qualcosa. Se tutto ci sembra girare attorno a noi, è più logico pensare che sia la Terra a compiere una rotazione intorno agli astri.



Giordano Bruno è stato un filosofo,scrittore e monaco cristiano appartenente all’ordine domenicano vissuto nel VI secolo.

Il suo pensiero, inquadrabile nel naturalismo rinascimentale, fondeva le più diverse tradizioni filosofiche ;materialismo antico,averroismo, copernicanesimo, lullismo,scotismo,neoplatonismo,ermetismo,mnemotecnica, influssi ebraici e cabalistici— ma ruotava intorno a un’unica idea: l’infinito, inteso come l’universo infinito, effetto di un Dio infinito, fatto di infiniti mondi, da amare infinitamente.

Non è la materia che genera il pensiero, è il pensiero che genera la materia.”

Il 17 febbraio del 1600, con la lingua in giova– serrata da una morsa per non proferir parola – viene condotto in piazza Campo de’ Fiori, denudato, legato ad un palo ed arso vivo.

Se questa scienza che grandi vantaggi porterà all’uomo, non servirà all’uomo per comprendere se stesso, finirà per rigirarsi contro l’uomo.”

Le sue ceneri furono gettate nel Tevere.


Spaccio de la bestia trionfante è un'opera filosofica scritta in lingua italiana di Giordano Bruno pubblicata a Londra nel 1584. Scritto in forma di dialogo, lo Spaccio è un testo allegorico di filosofia morale . I tre interlocutori, Sofia (la Sapienza), Saulino (personaggio di fantasia) e Mercurio (il messaggero degli dèì della mitologia romana ), discorrono sull'attuazione di una riforma ordinata daGiove per rinnovare la volta celeste e così porre fine a un declino che dura da tempo: spacciare, cioè cacciar via dal cielo vecchi vizi per sostituirli con nuove virtù. L'opera si presta a essere interpretata su diversi livelli, tra i quali resta fondamentale quello dell'intento polemico di Bruno contro la Riforma protestante , che agli occhi del Nolano rappresenta il punto infimo di un ciclo di degenerazione iniziato col cristianesimo .

Il testo de Lo Spaccio , come tutti i dialoghi in volgare italiano pubblicati da Bruno a Londra tra il 1584 e il 1585, è stampato nell’officina tipografica di John Charlewood, pur recando sul frontespizio la falsa indicazione di Parigi come luogo di stampa. Muovendosi in una linea decisamente antiaccademica, Bruno sceglie la forma letteraria del dialogo e della lingua volgare, dando alle stampe nel breve volgere di due anni ben sei dialoghi; nel 1584: La cena de le Ceneri, De la causa, principio et uno, De l’infinito, universo et mondi, e lo S.; nel 1585: Cabala del cavallo pegaseo. Con l’aggiunta dell’asino collerico e De gl’heroici furori. In termini molto generali si può sostenere che nel primo gruppo di tre Bruno definisce la sua concezione dell’Universo alla luce di una radicale revisione delle dottrine cosmologiche tradizionali, negando la finitezza dell’Universo e la centralità della Terra della cosmologia aristotelico-tolemaica e costruendo sulla nozione di sostanza una e infinita la sua dottrina dell’Universo infinito, senza centro né periferia. Nel secondo gruppo di dialoghi, invece, diviene centrale l’aspetto etico della nuova onto-cosmologia e Bruno propone con urgenza la necessità di una «riformazione» dell’animo umano, dei valori e delle leggi che governano la «civile conversazione». (https://www.treccani.it/enciclopedia/spaccio-de-la-bestia-trionfante_%28Dizionario-di-filosofia%29/)



Eremo Rocca S. Stefano martedì 22 febbraio 2022

 

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