martedì 22 febbraio 2022

SILLABARI Cammino




Il 2016 è stato proclamato dal ministro dei beni culturali Franceschini come l’Anno Nazionale dei Cammini; un buon segnale che potrebbe anche portare a una svolta. L’Italia infatti è famosa per le sue bellissime città d’arte: Roma, Firenze, Venezia e Milano sono le mete più gettonate. Ma senza nulla togliere a queste splendide città, il nostro Paese è attraversato da cammini naturalistici, religiosi, culturali e spirituali che permettono di vivere un turismo all'insegna della sostenibilità e del “viaggiare lento”, per vivere un’esperienza differente, ma altrettanto ricca di emozioni. Vi suggeriamo quindi cinque itinerari da fare a piedi per riscoprire zone dell’Italia forse meno note ma che sapranno sorprendervi.



IL CAMMINO DEI BRIGANTI

Il Cammino dei Briganti è un percorso ad anello di sette giorni che si snoda lungo i sentieri battuti 150 anni fa dai briganti della Banda di Cartore.il territorio attraversato da questo cammino è di confine, oggi tra Abruzzo e Lazio, ieri tra Stato Pontificio e Regno Borbonico, questo perché i briganti dovevano essere in grado di passare una parte all’altra a seconda della minaccia. Tuttavia i briganti non erano malviventi, erano più simili ai partigiani, lottavano contro l’invasione dei Sabaudi, che avevano costretto il popolo a entrare nell’esercito. Erano persone, che non volevano assoggettarsi ai nuovi padroni, e per questo erano entrati in clandestinità. Una storia però fatta anche di rapimenti, riscatti, e tanta violenza. Una storia di 150 anni fa. Oggi si cammina a quote basse (tra gli 800 e i 1300 m.s.l.m) tra la Val de Varri, la Valle del Salto e le pendici del Monte Velino. Partenza ed arrivo da Tagliacozzo (AQ).

LA VIA DEGLI DEI

La via degli Dei si snoda lungo l'antico tracciato della Flaminia Militare, che unisce la città di Felsina (Bologna) con Fiesole (Firenze) e percorre 130 km di media difficoltà. Lungo il percorso è ancora visibile parte dell'antico selciato della via romana che percorre i boschi fitti dell'Appennino. Per chi vuole percorrere tutto l'itinerario, si parte da Piazza Maggiore per salire a San Luca (BO) per poi seguire il lungo Reno fino a Sasso Marconi (BO) e qui ci si inerpica per quel paesaggio unico che è il Contrafforte Pliocenico. Infine si giunge a Firenze con una vista dall'alto da Fiesole che vi ripagherà per le fatiche compiute.Durante questo itinerario è possibile ammirare le torri in pietra di Monte Adone (BO), i selciati romani visibili in più punti e le peculiarità ambientali del Contrafforte Pliocenico a grandi faggete nella parte più alta del cammino e delle dolci colline della piana del Mugello.



LA VIA DEGLI ABATI
La via degli Abati unisce Pavia a Pontremoli (MS). È  un cammino religioso che percorre le orme degli Abati di San Colombano, dalla Pianura Padana, attraversando l’Appennino piacentino e parmense, fino in Lunigiana. Si percorrono strade sterrate, sentieri nei boschi e antichi tratturi e il tempo previsto per la sua percorrenza è di otto giorni. L’itinerario è stato riscoperto verso la fine degli anni Novanta, ma in realtà è molto antico. Nasce infatti come tratto alternativo, perché più breve, alla più nota Via Francicegena ed era utilizzato già dal VII secolo. La Via, utilizzata già dai sovrani longobardi prima della conquista della Cisa, controllata dai Bizantini, toccava anche l’abbazia di Bobbio, nel cuore dell’Appennino, dove i pellegrini diretti a Roma e provenienti dalla Francia e dalle Isole Britanniche passavano a venerare le spoglie di San Colombano, grande abate irlandese e padre, con San Benedetto, del monachesimo europeo. Il tracciato lungo circa 190 km, e più impegnativo della Via Francigena, si snoda per sentieri, mulattiere, carrarecce attraversando valli e crinali per un dislivello complessivo di oltre 6000 metri.

LA VIA DELLA TRANSUMANZA
I tratturi già in epoca protostorica erano lunghe vie battute dalle greggi, ma hanno radici millenarie e prima della costruzione delle antiche strade romane, lungo i tratturi si svolgevano intensi traffici commerciali. Il nome “Tratturo” comparve per la prima volta durante gli ultimi secoli dell’Impero romano e in latino indicava la possibilità di utilizzare in modo gratuito il suolo di proprietà dello Stato, di cui beneficiavano i pubblici funzionari e che venne esteso anche ai pastori della transumanza per l’uso delle vie pubbliche. Oggi i tratturi non sono più utilizzati come vie di comunicazione di persone, animali e merci, ma sono diventati dei grandi musei all’aperto che costituiscono delle preziose testimonianze storiche e culturali. Oggi infatti gli antichi tratturi della transumanza sono itinerari privilegiati da percorrere a piedi o in bicicletta, passando per boschi e valli, dall'Abruzzo alla Puglia. Il più importante e lungo tratturo italiano è il tratturo magno che dall'Abruzzo arriva sul Tavoliere delle Puglie (FG) passando per il Molise e la Basilicata.

LA VIA DEGLI ETRUSCHI

Sette itinerari, accompagnati dal paesaggio della Maremma, che rientrano nel percorso “In Etruria, che grazie al passaggio nei parchi archeologici, permette di riscoprire i luoghi abitati dagli Etruschi. La Via degli Etruschi, molto varia e dagli splendidi panorami è percorribile in circa sei giorni. Essa ci permette di immergerci in una "lontana" ma quasi ancora percepibile atmosfera etrusca. Il tracciato della Via degli Etruschi parte dall'antica città di Artimino in Toscana e, dopo aver attraversato la valle del Bisenzio e aver fatto tappa a Prato (Gonfienti), Vaiano (PO)- Montecuccoli (PO), Montepiano (PO) - lago del Brasimone, Grizzana Morandi (BO), valicato quindi lo spartiacque appenninico, raggiunge Marzabotto (BO), l'etrusca Kainua, e permette così di collegare la Toscana e l’Emilia Romagna, l’antica Etruria propria con quella Padana. Il percorso può essere effettuato anche in senso inverso partendo da Marzabotto.

Che sia una via di santi o di briganti, insomma, poco importa, quello che conta è prendersi il proprio tempo, vivere un’avventura unica, a contatto con la natura, i suoi profumi e i suoi silenzi. (1)

(1)Claudia Gaggiottino per eHabitat.it 

ITINERARI A PIEDI i cammini più belli da fare in Italia

Un giorno ti svegli e dici ‘lo faccio, metto due cose nello zaino e parto a piedi’. Non per dimostrare qualcosa, non perché stia diventando una moda; vuoi solo riprenderti il tempo e andare per boschi e sentieri. Scoprire le vie secondarie, spogliarti del tuo io più moderno e allearti al paesaggio. Il mondo è maestoso, camminando lo capisci bene, lo sentono bene le tue gambe, la pianta dei tuoi piedi.

Camminare è terapeutico. E quella sensazione che assomiglia a un preconcetto che ti fa dire ‘si ma non si va abbastanza lontano’ la dimentichi appena sei alle prese col cammino, appena ti accorgi che ‘lontano’ è più una percezione che un dato di fatto.

Se il Cammino di Santiago de Compostela può rivelarsi vera e propria esperienza di vita, di crescita e spirituale, i cammini italiani non soffrono di un complesso di inferiorità. Tengono il passo, invece. Richiedendo lo stesso impegno, la stessa determinazione, a volte la stessa fatica.

Molti viaggiatori che ho intervistato, e che hanno fatto scelte impegnative a lungo termine in giro per il mondo, sono partiti proprio da qui: la Via Francigena, il Cammino di Assisi, la Via degli Dei. Non solo percorsi ma vie, che ti si aprono dentro.

 I CAMMINI PIU’ BELLI DA FARE IN ITALIA


VIA DEGLI DEI www.viadeglidei.it

Si parte da Bologna e si arriva a Firenze attraversando l’Appennino tosco-emiliano. Percorribile a piedi in 4-6 giorni, a seconda di quanto si è allenati. Bastano invece 2-3 giorni per fare l’intero percorso in bicicletta. Copre un dislivello massimo di 1460 metri ed è alla portata di tutti. Molte tappe in cui trovare alloggio e degustare le specialità gastronomiche della zona.

VIA FRANCIGENA www.viefrancigene.org 

Antichissima via che connetteva Canterbury a Roma e poi, a seguire, alla Puglia. Itinerario ricco di storia e testimonianza di quanto il pellegrinaggio devozionale fosse importante in epoca medievale.  Il percorso che attraversa l’Italia, dal Gran San Bernardo a Roma, conta 44 tappe e 1.000 km circa. Trattandosi di una rete di vie è possibile suddividere il lungo tragitto in diversi itinerari, percorrendoli separatamente.

 

VIA DELLA TRANSUMANZA www.tratturomagno.it

244 chilometri di strade verdi che scendono dalle montagne dell’Abruzzo alle pianure di Foggia, in Puglia. Antica via pastorale che, mezzo secolo fa, si percorreva per la transumanza delle greggi. Si percorre a piedi in 10-11 giorni attraversando valli, antichi borghi e piccoli centri.

CAMMINO DI ASSISI  www.camminodiassisi.it

Da Dovadola (Forlì Cesena) ad Assisi, in Umbria, il percorso si snoda attraverso 300 chilometri ad un’altezza massima di 1250 metri. Dalle foreste tosco-romagnole si scende verso lunghi tratti pianeggianti. E’ percorribile in 12-13 giorni e attraversa località come Verna, Camaldoli e Gubbio.

LE CICLOVIE DEL PO  MovimentoLento

5 itinerari percorribili a piedi o in bicicletta costeggiando il fiume più lungo d’Italia: il Po. Camminare lungo gli argini del fiume, visitare città d’arte e riserve naturali e fermarsi in locande e punti di ristoro lungo un percorso che copre una distanza di 240 chilometri.

BASILICATA COAST TO COASTwww.basilcatacoasttocoast.com

Si parte da Maratea e si ripercorre l’itinerario del noto film di Rocco Papaleo “Basilicata coast to coast” arrivando a Scanzano ionico. L’itinerario si snoda attraverso i 233 chilometri che separano il mar Tirreno dallo Ionio, alla scoperta di una delle regioni meno conosciute d’Italia

VIA DEGLI ABATIwww.viadegliabati.com

Si raggiunge un dislivello complessivo di 6000 metri nei 190 chilometri della ‘Via Francigena di montagna’ che corre lungo l’Appennino tosco-emiliano. Percorsi impegnativi  tra sentieri, mulattiere, valli e crinali che partono da Bobbio, nella provincia di Piacenza e arrivano a Pontremoli, in Toscana

VIE FRANCIGENE DI SICILIA

900 km di vie sparse per la Sicilia, di strade sterrate, sentieri e città ricche di tradizioni della cultura locale. Agli inizi dell’anno 1000 d.c., le antiche vie, collegavano l’entroterra e le zone costiere ai vari porti d’imbarco dell’isola, per permettere ai pellegrini dell’epoca di raggiungere Roma o la Terra Santa.

CAMMINO DI SAN GIORGIO VESCOVO www.camminodisangiorgiovescovo.it

Per gli amanti della Sardegna, questo itinerario si svolge tra Cagliari e le aree montane interne dell’ Ogliastra, nei pressi di Nuoro. Strade sterrate e pendenze da superare in un contesto naturale di maestosa bellezza. 200 chilometri suddivisi in 12 tappe che necessitano una buona conoscenza del territorio o la presenza di una guida per mancanza di segnalazione.

CAMMINO DI SAN BENEDETTO www.camminodibenedetto.it

310 km nel cuore dell’Italia partendo da Norcia, in Umbria, e arrivando a Monteccasino, dopo aver attraversato tutto il Lazio. 16 tappe su sentieri, carrarecce e strade secondarie a stretto contatto con la natura e la storia medievale.(2)

(2) Stefania Cassani 05/01/2016  http://www.viaggiatorisidiventa.it

Otto buoni motivi per iniziare a camminare  a piedi

ANDARE A PIEDI

Non importa verso dove né per quanti chilometri. Ritrovare lo spazio intorno a sé e farne un cammino, una piccola sfida.

Nessun mezzo di trasporto, niente motore, niente benzina. Solo noi e la strada, noi e un pianeta da misurare a piedi. E chissà che non si scopra che camminando si può arrivare ovunque e che il corpo ce la fa, ad essere libero, ad essere forte. Un buon paio di scarpe, una massiccia dose di fiducia e le gambe come forza motrice, a spingerci avanti.

Lasciare il mito della velocità, abbandonare l’idea di cambiare continente in poche ore e ritrovare la bellezza dei sentieri, la fatica della strada, le origini del viaggio.

Ogni buon viaggiatore dovrebbe poter raccontare di quella volta in cui ‘ mi sono incamminato e perso, per le strade del mondo’.

Ogni buon viaggiatore dovrebbe poter dire ‘ci sono arrivato a piedi’

RAPPORTO ETICO CON IL MONDO 

Non c’è modo di viaggiare al mondo che lasci meno segni di questo. Le impronte dei tuoi passi, qualche goccia di sudore e l’immagine di un viandante che vuole riappropriarsi della terra. In qualche modo fai il tifo per il mondo, contribuisci alla sua salvaguardia e lui ti ripaga a modo suo: innondandoti di bellezza.


RITROVARE LA LENTEZZA

Quattro, forse cinque chilometri all’ora se cammini in piano e sei già allenato. Trenta chilometri al giorno, distanza che, in macchina, copriresti in un quarto d’ora. Eppure arrivi a sera  e ti sembra, anzi sei sicuro, che quella lentezza abbia un senso, che ti renda libero, nonostante la fatica.


LA FORZA DEL CORPO

Se non vuoi limitarti ad una lunga passeggiata ti serve un corpo forte, ti serve resistenza, la capacità di respirare senza affanno. La strada ti allena, sviluppa i tuoi muscoli e ti regala fiato. Giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro, confine dopo confine. E al tempo stesso ti mette davanti ai tuoi limiti, ai muscoli che ti seguono, a quelli che invece no.


RITROVARE LA SEMPLICITA’

Puoi avere al tuo attivo un considerevole numero di paesi visitati e aver imparato a far del tuo bagaglio un compagno leggero ma se viaggi a piedi sarai costretto a considerare la semplicità e l’essenziale come unico modo per salvare le tue vertebre. E anche quando ti sembrerà di avere sulle tue spalle solo il necessario imparerai a considerare il peso, anche in grammi. E milligrammi.


LA LIBERTA’

E’ che se cammini trasgredisci tutti gli ordini, esci dalle coordinate per turisti. Se cammini inizi a pensare che sei libero di andare dove vuoi, che tanto non ti controlla nessuno. Che puoi prendere una strada e vedere dove arriva. Se cammini sei tu a decidere quando fermarti e riprendere la via di casa oppure proseguire puntando l’orizzonte.


RITROVARE LA PAZIENZA

Non è detto che tutto vada secondo i piani, sei sulla strada e potrebbe piovere, fare caldo o molto freddo. Potresti avere sete e non trovare acqua, sentire i morsi della fame e dover aspettare la prima insegna che dica ‘Qui si mangia’. Oppure trovare il posto giusto per accendere un fornellino e arrangiarti come puoi. Potresti essere stanco e doverti fermare, sbagliare strada e tornare indietro. E la pazienza è come un muscolo: si allena e diventa robusta macinando chilometri.


EMPATIA

“Non giudicare nessuno finchè non camminerai per un miglio nelle sue scarpe” dice un proverbio inglese e nessuna esperienza come quella di viaggiare a piedi ti insegna a fare i conti con le storie altrui. Milioni di persone che lasciano il loro paese di origine e si incamminano verso un’idea di libertà. Camminare un solo giorno sperimentando la fatica e la fuga come unica alternativa possibile, significa combattere l’umana incapacità di mettersi nei panni degli altri.


VIAGGIO SENSORIALE

Succederà senza che nemmeno tu lo voglia, scoprirai che il tuo olfatto è un potente strumento di orientamento, che le tue mani possono trattenere ricordi al pari di una buona fotografia, che ogni luogo ha sapori diversi e ti ci dovrai abituare, che i suoni dell’aria aperta non sono quelli dell’abitacolo di un auto, che i tuoi occhi impareranno a cogliere il maestoso e l’infinitamente piccolo. Camminando s’impara che la felicità può essere un concetto semplice: l’erba bagnata sotto i tuoi piedi, l’odore di un gelsomino selvatico, la mano di uno sconosciuto.


Eremo Rocca S. Stefano martedì 22 febbraio 2022

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