Scrive
Gianfranco Giustizieri sul suo profilo fb : “Dal sito del Comune
dell'Aquila si può vedere una lodevole iniziativa denominata "Le
panchine letterarie" con l'esposizione di quattro panchine
disseminate per la città con memorie di Alda Merini, Carlo Emilio
Gadda, Ignazio Silone ed Ernest Hemingway. Quattro
citazioni, quattro ricordi che fanno onore alla nostra terra. Ma una
domanda nasce spontanea: "La nostra scrittrice, tra le maggiori
del '900 letterario, è sempre trascurata o per meglio dire
dimenticata?" Il riferimento è naturalmente: Laudomia Bonanni.
Eppure il 21 febbraio ricorrono 20 anni dalla sua morte...
E continua : “ Il problema è istituzionale. Il Comune dell'Aquila riconosce nella Bonanni la maggiore scrittrice che la città ha espresso? I silenzi sono tanti e la panchina è un piccolissimo e, se si vuole, minimo esempio. Forse all'amministrazione è parso sufficiente, in luci di Natale, far scorrere il suo nome sulla strada, ma le luci si sono...spente. Chissà in quale cassetto o cestino è finito il mio progetto di Parco letterario?
Questo breve incipit mi dà l'occasione per parlare di Laudomia Bonanni di cui , al di là della sua attività letteraria, ho sentito parlare e ricordare con vero affetto dal personale del Centro Giustizia Minorile di L'Aquila in quanto la Bionanni fu prima insegnante nella scuola elementare di quel Centro che era composto da istituzioni come custodia cautelare, Prigione Scuola e Rifrmatorio giudiziario e poi consulente esperto presso il Tribunale per i Minorenni di L'Aquila. Io ho cominciato a lavorare come educatore in quel Centro nel 1976 in cui era viva la memoria di quella donna letterata che in quegli anni ormai si dedicava alla sua attività di scrittura sia come giornalista che come narratrice e riportando in quei suoi scritti anche il senso e il valore di questta esperienza fatta con i ragazzi che entravano nel percorso della giustizia minorile.
Inizio
queste brevi riflessioni ricordando la recente pubblicazione del
romanzo di Laudomia Bonanni “Il bambino di pietra “ che la casa
editrice Cliquot ha scelto di ripubblicare tenendo fede al suo
programma che è quello di scegliere e ripubblicare testi di pregio
ormai introvabili e quindi a volte dimenticati .
Maristella Lippolis a proposito di questo romanzo ricorda che la stessa Laudomia Bonanni parlando della sua scrittura lo sintetizzava così: ““Il libro deve essere come un sasso che si butta per colpire.” E continua : “ Uscito nel 1979 era arrivato terzo nella finale del Premio Strega, che quell’anno fu vinto da Primo Levi. (….) Personalmente rimpiango di non averlo incontrato allora, quando uscì, sul mio cammino di giovane femminista, e mi chiedo come mai ciò non avvenne. Di certo leggere la storia di Cassandra avrebbe rappresentato un sostegno alla critica dell’oppressione femminile come retaggio di un’educazione borghese e patriarcale; del canone della femminilità da cui liberarsi per diventare se stesse, della rappresentazione di “vocazioni femminili” centrate sul matrimonio e sulla maternità. E conosciamo tutte la potenza e la forza di persuasione che hanno le parole dell’invenzione narrativa. Di questo parla il romanzo di Bonanni, e lo racconta attraverso l’io narrante della protagonista che arrivata a cinquant’anni si trova a dover ripercorre la propria vita: un’educazione al divenire donna pervicacemente messa in discussione attraverso scelte controcorrente riguardo il proprio futuro, gli studi, il matrimonio, la decisione di non diventare madre. Un lavoro su di sé che le viene suggerito dallo psicanalista che l’ha in cura per una depressione senza nome; e come rimedio lui le suggerisce di scrivere, senza pensare: “E va bene, provo a scriverlo”. Con questa secca frase inizia il romanzo. E nello scorrere dei brevi capitoli la protagonista rivede se stessa in un’altalena di tempi tra passato e presente: l’infanzia, il rapporto con una madre impositiva, l’apprendistato sessuale e l’ossessione di un corpo fantasmatico che può generare e abortire. Scorrendo le pagine di un vecchio libro di ragazza ecco che ritrova alcuni ritagli di giornale in cui si parla dello strano caso di feti pietrificati, annidati nelle viscere di donne ignare di portarsi dentro quel carico, ossicini calcificati nel ventre, figli inespressi, bambini di pietra. E’ quindi la sua stessa protagonista a suggerirle il titolo del romanzo, dirà in seguito, precisando che “Non è un libro autobiografico, come si è creduto un po’ troppo. E’ autobiografico nella misura in cui lo è un qualsiasi libro di qualsiasi autore. L’ ho scritto perché è stato un argomento che mi si è imposto. La protagonista è un po’ la protagonista di tutto quello che ho scritto.” Ma sicuramente autobiografica è la consapevolezza che nuovi tempi erano arrivati per la libertà femminile, maturata in quegli anni ’70 in cui il libro iniziava a parlarle. Cassandra infatti ha una sorella, madre di una figlia ribelle, Amina, che deciderà di vivere insieme a quella zia inconsueta dentro il suo inconsueto matrimonio. Cassandra avrà una quasi figlia, che non si lascerà reprimere, non soffrirà d’impotenza. “Non ho sensi materni. Quello che provo è solidarietà femminile e una sorta di ammirazione quasi intimidita”. Laudomia Bonanni inaspettatamente torna a parlarci con voce chiara attraverso molte voci: quelle di tante giovani scrittrici e studiose che la stanno riscoprendo con autorevolezza, delle case editrici che la stanno ripubblicando, di suoi affezionati custodi che non l’hanno mai dimenticata, della Società delle Letterate che già nel 2013 le dedicò una passeggiata letteraria nella sua città, L’Aquila, e che sta preparando una nuova occasione per incontrarla ancora il prossimo settembre. (1)
E infatti . Ho
preso lo spunto dalla recensione di questo opera della Bonanni perché
appunto a L’Aquila , nello scorso settembre c'èstato un evento
eccezionale .Programmato per l’11 settembre è parte integrante
di un progetto al quale sta lavorando fin dall’inizio del suo
mandato il Direttivo della Società delle letterate .
La Società delle Letterate .come si legge nel suo sito ,ha la sua sede presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma. È stata fondata nel 1995 – e nello stesso anno presentata ufficialmente al Salone del Libro di Torino – per iniziativa di Liana Borghi e Annamaria Crispino, che hanno raccolto l’adesione di un gruppo di donne impegnate a vario titolo nella letteratura.
La SIL è costituita da scrittrici, insegnanti, studiose di varie letterature, giornaliste, ricercatrici e operatrici culturali di diverse generazioni e provenienti da varie regioni tutte naturalmente appassionate di libri e di storie e in quanto letterate innanzi tutto lettrici.
La SIL produce, diffonde e trasmette i saperi femminili dei quali la letteratura – intesa appunto nel suo doppio senso di pratica di scrittura e di lettura – è strumento privilegiato ma non unico. E infatti anche altre forme del narrare ci interessano: quella teatrale, cinematografica, il lavoro poetico e la scrittura di testi multimediali, ogni forma di scrittura insomma di cui le donne sono protagoniste. Collabora con associazioni e riviste che in Italia o all’estero operano nello stesso ambito quali Leggendaria, Leggere Donna e Mezzocielo, Il Giardino dei Ciliegi oltre al LetterateMagazine. Inoltre organizza convegni, seminari ciclici e tematici, laboratori residenziali, corsi di formazione, gruppi di lavoro interdisciplinari e interculturali.
Il Direttivo SIL in carica sta lavorando dall’inizio del suo mandato alla costruzione di un evento che rilegga l’opera di Laudomia Bonanni. Già nel 2013, all’interno del Seminario nazionale SIL che si tenne all’Aquila Terra e parole: donne riscrivono paesaggi violati, fu organizzata una passeggiata letteraria dedicata alla scrittrice aquilana; l’iniziativa fu preparata da Maria Vittoria Tessitore, il cui intervento su Bonanni si può leggere nel volume Terra e Parole pubblicato sul sito della SIL La passeggiata si svolse in una città ancora profondamente segnata dal terremoto del 2009, con la maggior parte del centro storico chiuso alla circolazione. Oggi la città è rinata e i suoi storici palazzi risplendono più di prima. E anche per Laudomia Bonanni è arrivato il tempo di restituirle tutto lo spazio che merita la sua voce forte e unica nel panorama letterario. Che questo tempo sia arrivato è dimostrato dalla nuova e per molti versi inaspettata attenzione da parte della critica, da riletture contemporanee da parte di giovani studiose e da nuove iniziative editoriali.
Chi
desidera avvicinarsi all’opera letteraria di Laudomia Bonanni si
scontra immediatamente con la difficoltà di accedere alla maggior
parte di essa. Pur se oggetto di un’ inaspettata riscoperta, solo
due suoi libri sono stati ripubblicati di recente: da Elliot
L’adultera, e da Cliquot Il bambino di pietra. Oltre un decennio fa
la casa editrice aquilana Textus aveva ripubblicato L’Imputata e
l’ancora inedito La Rappresaglia. Tutto il resto è disperso in
biblioteche, raccolte private, mercatini dell’usato. Per questo è
particolarmente utile il lavoro compiuto da Maria Vittoria Tessitore
in occasione del Seminario SIL Terra e parole. Donne riscrivono
paesaggi violati tenutosi a L’Aquila nel 2013. In questo testo, che
è possibile leggere negli atti del seminario in ebook sul nostro
sito, Tessitore traccia una mappa molto articolata della produzione
letteraria di Bonanni intrecciandola con la sua biografia e
componendone un ritratto prezioso e utilissimo. Abbiamo pensato che
possa essere più facilmente consultabile qui estrapolandolo dal
volume e ve ne raccomandiamo la lettura, anche in preparazione della
giornata dell’11 settembre dedicata alla scrittrice e che sarà
articolata in un Seminario e una passeggiata letteraria, a cui siete
tutte invitate.
Recentemente
di Laudomia Bonanni è stato ripubblicato anche “Vietato ai
minori “ a cura di Carlo De Matteis in una collana edita dalla
Fondazione della Cassa di Rispsrmo di L’Aquila.Sull’opera della
scrittrice aquilana ci sono poi negli ultimi anni diversi contributi
di studiosi aquilani tra i quali , quell’Antologia sommersa,
ddel’infaticabile Gianfranco Giustizieri che allo studio
dell’opera e alla memoria della Bonanni si è dedicato con fervore
e risultati eccellenti.
Sabato 11 settembre a L’Aquila ,dunque nell'ambito delle attività istituzionali che le sono proprie, e in particolare quelle relative alla valorizzazione delle scrittrici italiane cancellate dal canone ufficiale e dall'editoria, la Società italiana delle Letterate e il DSU dell'Università dell'Aquila dedicano una giornata di studio alla scrittrice aquilana Laudomia Bonanni.
Sul sito della Società l’annuncio viene dato così: “ (Laudomia Bonanni ) E' stata autrice di opere di narrativa di grande valore e notista di costume e di letteratura per i maggiori quotidiani, da protagonista della scena letteraria dagli anni'50 agli anni '80, in cui primeggiò anche vincendo premi prestigiosi come il Viareggio, il Campiello, la selezione dello Strega. Poi, delusa da quel mondo, un irrevocabile ritiro nell'ombra e il silenzio, interrotto solo da iniziative editoriali e di studio prese nella sua città. Nel 2013 la SIL dedicò a lei il Seminario Terra e Parole patrocinato da UNIVAQ che si svolse nella sede dell'Università. Questa nuova iniziativa intende riprendere proprio da lì il filo di un discorso mai interrotto, valorizzando quanto di nuovo si sta elaborando sull'opera di una scrittrice per molti aspetti innovativa e mai compresa appieno, che finalmente è diventata oggetto di nuovi studi e pubblicazioni. Questo il programma del Seminario . Nel pomeriggio si terrà una Passeggiata Letteraria attraverso i luoghi della città in cui la scrittrice visse e ambientò gran parte delle sue opere, guidata dal Prof. Gianfranco Giustizieri custode dell'Archivio Bonanni.
11SETTEMBRE
2021 9.30/13.30 UNIVERSITÀ L'AQUILA,DSU,AULA 0A,PIANO TERRA
PROGRAMMA
INTERVENTI DI SALUTO E DI ACCOGLIENZA DI UNIVAQ E SIL :SERENA GUARRACINO,PROFESSORE ASSOCIATA DI LETT.INGLESE UNIVERSITÀ L'AQUILA
ELVIRA FEDERICI,PRESIDENTE SIL.
MARISTELLA LIPPOLIS,DIRETTIVO SIL-: “ LE RAGIONI DI UNA RISCOPERTA COORDINAMENTO INTERVENTI
GIULIA CAMINITO,SCRITTRICE -UNA SCRITTURA CONTEMPORANEA.
LUCIA FAIENZA (UNIVAQ)-LA RAPPRESENTAZIONE DEL VERO NELL'OPERA DI BONANNI :L'INFANZIA VIETATA.
MARTINA PALA,SOCIA SIL,UNIVERSITY OF DURHAM,INSEGNATE LINGUA E LETT.I
TALIANA -CORPI FEMMINILI,MATERNITÀ:SCRITTURA OLTRE GLI STEREOTIPI
M.ROSARIA LA MORGIA,GIORNALISTA E SOCIA SIL-LAUDOMIA BONANNI E IL SUO TEMPO ATTRAVERSO GLI ELZEVIRI.
ANNA MARIA GIANCARLI,FONDATRICE PREMIO LETTERARIO BONANNI –NEGLI
ELZEVIRI:LE DONNE,LE SCRITTRICI
MARIA VITTORIA VITTORI,REDAZIONE LEGGENDARIA LE DROGHE:UN ROMANZO DA SCOPRIRE.
GIANFRANCO GIUSTIZIERI-L'ARCHIVIO BONANNI E IL SITO WEB:ORIGINI,
SIGNIFICATI,NUOVE OPPORTUNITÀ.
LETTURE E RILETTURE DA BIBLIOTECA DELLE DONNE L'AQUILA ,ASSOCIAZIONE TERREMUTATE L'AQUILA,CLUB DEL LIBRO PESCARA:IL BAMBINO DI PIETRA,LA RAPPRESAGLIA,L'IMPUTATA,L'ADULTERA
ORGANIZZAZIONE DEL SEMINARIO A CURA DELLA DOTTORESSA LUCIA FAIENZA..
La Passeggiata guidata da Gianfranco Giustizieri , custode dell'Archivio Bonanni e del sito web, animatore di iniziative e di ricerche sulla scrittrice.
.I
luoghi di Laudomia. Passeggiata Letteraria
Le tappe e le letture
1. Casa natale a via Garibaldi e Palazzo Bafile (letture da "L'imputata);
2. Quartiere Santa Maria Paganica: luoghi di giochi e di memoria ("L'imputata" ed elzeviri);
3. I vicoli aquilani: personaggi e caratteristiche ("Palma e le sorelle" ed
elzeviri);
4. Via San Martino e altre vie: storia e leggenda (elzeviri);
5. Il Gran Sasso d'Italia: la passione (dagli inediti e dalla Prefazione al libro"Gran Sasso d'Italia);
6. Via Castello e Castello cinquecentesco: la cronaca e la memoria ("L'imputata
" ed elzeviri);
7. Chiesa di San Bernardino: la cronaca (elzeviri);
8. ex Scuola Elementare E. De Amicis: la professione ("Vietato ai minori" ed elzeviri")
9. I Portici: romantiche consuetudini (elzeviri);
10. ex Ristorante "Tre Marie": storia e tradizioni (elzeviri); ex carcere minorile "San Domenico": i figli "negati" ("Vietato ai minori" ed elzeviri)
Maristella
Lippolis in un post sul profilo fb di Gianfranco Giustizieri scrive
dopo l'incontro aquilano di settembre : “Ho
trascorso le ultime settimane in compagnia di Laudomia Bonanni.
Insieme alle sue personagge: Linda L’Adultera, Cassandra con il suo
Bambino di pietra, La Rossa della Rappresaglia, la folla di donne e
di bambini che popola il Casamento in cui è ambientato L’Imputata.
E in filigrana, potente, ferma e tagliente come una lama, la voce
della scrittrice. E’ risuonata lungo tutta la mattina e il
pomeriggio di sabato, a L’Aquila, durante il Seminario e la
passeggiata che ha attraversato i “suoi” luoghi , rievocata dalla
voce di Eva Martelli . Molte le emozioni di quella giornata: rendersi
conto che già prima dell’orario di inizio l’aula capiente
dell’Universita’ era già piena; gli abbracci e i sorrisi dietro
le mascherine che non impedivano di riconoscersi tra amiche e amanti
delle belle letture ; e poi le voci di giovani studiose e
ricercatrici che hanno tratteggiato con autorevolezza le tante
sfaccettature spregiudicate e femministe di Bonanni. Il suo
lascito.Io ero lì insieme alla Presidente della SIL Elvira Federici
e a Serena Guarracino a governare quel mare di parole, che è durato
un’ora di più del tempo previsto. Alla fine non sono riuscita a
nascondere la commozione, e poi perché avrei dovuto farlo. Non sono
arrivata ai singhiozzi, ma quasi. Della passeggiata pomeridiana uno
dei momenti più emozionanti e’ stato ritrovare il Casamento,
mirabilmente restaurato, che conserva intatta la fontanella a forma
di conchiglia, i due archi, la cancellata. E di fronte la sua casa,
con la targa commemorativa, unico segno visibile nella sua città.
Una giornata “bella come un’opera d’arte”, ha scritto in un
messaggio una partecipante. Intensa, come tutte le cose in cui si
mette in gioco il cuore. Un ringraziamento particolare a Gianfranco
Giustizieri che di cuore ne ha messo tanto in questi anni per
mantenere viva l’attenzione su Bonanni e all’on. Stefania
Pezzopane che ha proposto iniziative concrete che come SIL potremo
sostenere. E last but not least a Giulia Caminito che ha fatto
molto per illuminare il lavoro di Bonanni e che con il cuore era con
noi.
Sul
sito http://www.laudomiabonanni.it/la-vita.html
dell’Associazione di cultura Laudomia Bonanni di L’Aquila si
leggono le seguenti note biografiche. “Laudomia Bonanni nacque a
L’Aquila l’otto dicembre del 1907 da una maestra elementare,
Amelia Perilli e da Giovanni, fine musicista, discendente da una
casata baronale ormai impoverita che per mantenere la famiglia
divenne commerciante di carbone. La madre volle darle il nome di
Laudomia, la protagonista di Niccolò de' Lapi, un libro di Massimo
D'Azeglio che a mamma Amelia piaceva moltissimo. Laudomia ebbe due
fratelli, Antonio e Vittorio Emanuele ed una sorella, Maria Luisa che
sposò un ottimo professore di lettere, Corrado Colacito cui dette un
figlio, Gianfranco, attuale unico erede della famiglia.
La madre, donna
forte ed autoritaria, fu la prima a credere fortemente nella
vocazione letteraria di Laudomia sostenendola e incoraggiandola in
tutte le occasioni. Nel giugno del 1924, la Bonanni si diplomò
all'Istituto magistrale di L’Aquila ed iniziò prestissimo una
lunga carriera scolastica che la portò a contatto con il mondo
infantile e rurale, costante riferimento della sua attività di
scrittrice. Svolse il suo apprendistato in diversi paesini
dell'Abruzzo montano conoscendo direttamente le sofferenze di una
popolazione povera e socialmente arretrata. Nel
1930 iniziò ad esercitare nel Comune dell'Aquila, prima nella
frazione di Preturo e poi nella scuola elementare "De Amicis"
di L’Aquila dove rimase fino all' anno del pensionamento nel 1966.
Intanto l' esordio
come scrittrice per l'infanzia l'aveva posta ad una prima attenzione
presso la critica, ma la vera svolta nella sua vita si ebbe nell'
ottobre del 1938, quando l’organizzazione delle donne fasciste,
in cui attivamente militava, a seguito di indicazione del Ministero
di Grazia e Giustizia, le dette l'incarico di rappresentarla presso
il Tribunale per i minorenni di L’Aquila e ciò costituì l'inizio
di nuovi percorsi di scrittura.
Nel
1941 divenne componente del Centro di Tutela Minorile e nel 1952
entrò a far parte dello stesso Comitato esecutivo. Fu giudice laico
nel periodo 1946-1964. Il lavoro nel mondo dei riformatori rafforzò
la sua attenzione letteraria verso i minori su cui ha lasciato una
copiosa narrativa espressa in romanzi e nella scrittura breve.
Nel 1948 arrivò il
successo: gli «Amici della domenica» del salotto Bellonci
attribuirono alla Bonanni il premio per l'opera inedita Il fosso. I
maggiori critici si occuparono della scrittrice aquilana, giunse il
premio «Bagutta», mai dato ad una donna, ed Eugenio Montale la
paragonò a Joyce di Gente di Dublino. Con la pubblicazione de Il
fosso, la Bonanni entrò nel mondo della letteratura ufficiale nel
quale non s'integrò mai completamente anche per il suo carattere
aspro e solitario. Da allora fu un susseguirsi di successi letterari
e di continua collaborazione con i maggiori quotidiani e riviste
nazionali. Nel 1969 si trasferì definitivamente a Roma per essere
più vicina a quella realtà letteraria di cui ormai faceva parte. l
primi anni della sua nuova vita romana furono abbastanza felici;
frequentava, anche se non assiduamente, gli scrittori ed i critici
letterari del salotto Bellonci, riceveva giornalisti e laureandi per
tesi di laurea, manteneva continui contatti con gli amici del suo
Abruzzo e scriveva moltissimo. Ma con il passare degli anni, le crisi
di depressione ansiosa, il mutamento dei gusti dei lettori, la morte
dei più cari amici, la Bellonci soprattutto, la portarono ad un
sempre maggiore isolamento, fino ad interrompere ogni collaborazione
con la carta stampata. Dopo il rifiuto del suo editore Bompiani di
pubblicare La rappresaglia, con la richiesta di revisione del
manoscritto, la Bonanni decise di terminare la sua esperienza di
scrittrice e con molta dignità interruppe ogni rapporto. Continuò
ad avere discontinui contatti con critici e studenti universitari,
fino alla morte che sopraggiunse il 2l febbraio 2002 per i postumi di
una frattura femorale a seguito di una caduta in casa.”
Una
associazione dal cui sito abbiamo tratto la breve biografia sopra
riportata, fondata da Gianfranco Colacito,
Gianfranco Giustizieri , Giuliano Tomassi ,Pietro Zullino .
“Il giorno 6
settembre del 2005, quattro amici, accomunati dal desiderio di
testimoniare il passato con il recupero di un patrimonio culturale
che rischiava di perdersi e legati al nome e all’opera di Laudomia
Bonanni, decisero di dar vita, con Atto notarile, all’Associazione
che porta il suo nome.
L’Associazione è stata subito in grado di esprimere vitalità con diversi obiettivi perseguiti, primario è stato quello di aiutare la ripresa degli studi sulla scrittrice con un Convegno Internazionale a lei dedicato che ebbe la partecipazione di eminenti studiosi italiani e non. Inoltre la pubblicazione di saggi, libri e scritti sulla sua opera, la riedizione dei libri Il fosso, L’imputata e Noterelle di cronaca, la pubblicazione dell’opera postuma La rappresaglia ed il relativo passaggio oltreoceano, dalla Bonanni sempre sognato, con la traduzione The reprisal a cura delle docenti Susan Stewart e Sara Teardo dell’Università di Princeton, hanno segnato tappe importanti nel corso di questi anni. Ciò non sarebbe stato possibile senza il lavoro di docenti di chiara fama come Carlo De Matteis, Liliana Biondi, Maria Luisa Jori e l’intervento decisivo delle case editrici "Textus" e "Aragno". A ciò si sono aggiunte le preziose ricerche di Fausta Samaritani, Maria Cristina Biggio, Alfredo Fiorani, Anna Maria Giancarli, Gianfranco Giustizieri, grazie alle quali si sono consegnati importanti documenti di storia culturale con l’impegno delle case editrici "Carabba", "Tracce", "Noubs", "La Vita Felice". Poi innumerevoli scritti brevi e saggi di tanti altri appassionati studiosi, pubblicati da importanti quotidiani e riviste nazionali. Anche la ricostituzione dell’Archivio, distrutto dalla scrittrice, ha costituito un impegno notevole permettendo il rinvenimento di scritti e documenti considerati perduti.
Da
ricordare la produzione di Rai Educational per il programma Vuoti di
memoria a cura di Loredana Rotondo, diretto da Giovanni Minoli, per
la trasmissione Io ero una di domani con la regia di Lucia Luconi e
il DVD Come se il fiore nascesse dalla pietra: omaggio a Laudomia
Bonanni di Patrizia Tocci, realizzato in collaborazione con
l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, direzione e montaggio di
Carlo Nannicola.
Ma in queste pagine introduttive per la conoscenza del tessuto associativo, si vuole ricordare soprattutto un Amico ormai scomparso, anima e motore dell’Associazione: Pietro Zullino.
Fu lui a indirizzare il percorso ed a creare il primo sito web di cui queste pagine sono la prosecuzione.
Così la storia continua con ulteriori obiettivi che, ponendo al centro Laudomia Bonanni, si allargano verso altri autori protagonisti del nostro Novecento letterario, purtroppo quasi abbandonati dalle grandi case editrici.
Per far ciò riteniamo necessario in via prioritaria:
- riprendere il tesseramento, per partecipare "dal vivo a una battaglia di civiltà per il recupero d’un intero patrimonio ideale che sta andando in malora. Bonanni è la nostra bandiera, ma la sventoliamo per tornare anche ad Alvaro, a Pratolini, a D’Arrigo, a Ortese, a tutti i grandi autori del medio Novecento […]" (Zullino);
- provvedere alla rinnovo degli organismi sociali di gestione secondo lo Statuto, anche con la necessità di una revisione dello stesso;
- pervenire alla ristampa dell’opera omnia di Laudomia Bonanni e alle prime edizioni dei manoscritti rimasti nel cassetto;
- valorizzare e diffondere competenze e lavori secondo gli obiettivi associativi;
- aiutare le comunità sociali, in particolar modo le nuove generazioni, alla conoscenza del nostro patrimonio letterario che rischia di essere dimenticato;
- aggiornare costantemente la presenza in Internet, anche con un uso costante del sito per ogni comunicazione e richiesta.
A
proposito di una Laudomia Bonanni inedita che Gianfranco Giustizieri
restituisce nel suo ultimo lavoro “Antologia sommersa”, lo stesso
Giustizieri in occasione della presentazione di quel libro ebbe a
dire : “I miei studi su questa eccezionale scrittrice hanno avuto
inizio nel 2002 ed ancora adesso ci sono aspetti che devo
approfondire. Era il 1975 quando iniziai ad interessarmi a lei, devo
ringraziare per questo il professor Giovanni Pischedda che un giorno
mi invitò a leggere il libro L’imputata affinché gli fornisco un
parere su quest’opera. Fu la lettura di quel libro a far nascere in
me la passione per quest’autrice. Ho
incominciato con l’esaminare il percorso di Laudomia Bonanni come
scrittrice di romanzi, poi mi sono focalizzato sugli elzeviri da lei
redatti su diversi quotidiani del suo tempo.”E alla domanda : “Come
mai, negli ultimi decenni, è stata parzialmente dimenticata?”
Giustizieri risponde :”Gli ambienti culturali italiani hanno le
loro colpe ma devo aggiungere che la Bonanni, per propria
inclinazione personale, era una persona molto riservata che non
coltivava intensamente le relazioni pubbliche. Era molto severe con
sé stessa e con gli altri, quando si accorse che la Bompiani, la
casa editrice con cui pubblicava, stava iniziando a dedicarle sempre
meno spazio, si ritirò dalla vita pubblica. Determinante fu la
mancata pubblicazione del suo ultimo romanzo, La Rappresaglia, che
spinse l’autrice a lasciare la Bompiani ed a smettere
definitivamente di pubblicare. Da quel momento in poi si dedicò alla
formazione degli studenti.”
Il
21 febbraio ricorrono 20 anni dalla scomparsa della scrittrice
Laudomia Bonanni (L'Aquila, 8 dicembre 1907-Roma, 21 febbraio 2002).
Nel volerla ricordare e lasciare ancora tracce della sua presenza
nella storia della letteratura italiana, insieme alla Compagnia
Teatrabile, si è organizzata una rappresentazione scenica con
letture tratte dalle sue opere e dai suoi elzeviri e memorie dalla
sua vita professionale e di scrittura. Daranno vita al ricordo "PER
LAUDOMIA", oltre agli attori del TEATRABILE per la regia di
Eugenio Incarnati, i maggiori esperti dell'opera della scrittrice
aquilana. L'appuntamento è per il giorno 20 c.m., alle ore 18,
Teatro delle Arti, via Ficara, L'Aquila.
( 1) http://www.maristellalippolis.it/la-voce-di-laudomia-bonanni/?fbclid=IwAR1FRvUhIV31JJAVGNXxx8TV2XITlFhs9FUPGZ7SHjrJ1VevVlczl04T3yc
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