giovedì 21 gennaio 2021

GRAMSCIANA : Antonio , detenuto politico 7047 fondatore del Partito Comunista d’Italia

Antonio , detenuto politico  7047

 

Io non abito un romanzo, ma un arcipelago di lettere. Da quando il Tribunale speciale per la sicurezza dello Stato  mi ha condannato a invecchiare nel carcere di Turi , per sopravvivere mi sono fatto personaggio  e ho dilatato i confini della mia cella  popolando queste pagine-isole  di un’infinita biblioteca, della rete dei miei affetti e dei miei umori , della mia infanzia ritrovata , del fantasma di mia madre. Perché non si perda nemmeno un’oncia della vita che mi è preclusa.

Volta per volta, da piccolo capopopolo sono stato un gigante  per un narchico, un ammaestratore di passerotti  e un Olandese Volante  per i miei figli , una leggenda alla Dumas per gli operai  che mi storpiavano il nome in Garamascon… Insomma, niente di più di un Robison ingobbito  disperatamente sui libri per riscattarsi  dalla violenza subita  e resistere a ogni abbattimento  fisico e morale. Come una ginestra fiorita in cattività.

(Antonio Gramsci. Lettere dal carcere)



Gli intellettuali e lo Stato hegeliano

Nella concezione non solo della scienza politica , ma in tutta la concezione della vita  culturale e spirituale , ha avuto enorme importanza la posizione  assegnata da Hegel  agli intellettuali , la quale deve essere accuratamente studiata.

Con Hegel si comincia a non pensare più secondo le caste  o gli  “stati “,ma secondo lo “Stato” ,la cui “aristocrazia” sono appunto gli intellettuali.  La concezione “patrimoniale “ dello Stato  ( che è il modo di pensare per caste) è immediatamente la concezione che Hegel deve distruggere  (polemiche sprezzanti e sarcastiche  contro von Haller ). Senza questa valorizzazione  degli intellettuali fatta da Hegel  non si comprende nulla ( storicamente) dell’idealismo moderno  e delle sue radici sociali.

 

 

Eremo Rocca S. Stefano  giovedì  21 gennaio 2921  a cento anni  dalla fondazione del Partito Comunista d’Italia

 

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