mercoledì 20 gennaio 2021

INCIPIT : Centuria quattordici .Il signore col cappotto

 Il signore con il cappotto e il collo di pelliccia , accuratamente sbarbato , uscì di casa esattamente alle nove meno dodici ,giacchè alle nove e trenta aveva un appuntamento  con la donna  che aveva deciso di chiedere in moglie.  Uomo  lievemente superato dagli eventi , casto, sobrio, taciturno  non incolto ma di una cultura  deliberatamente non aggiornata , il signore con il cappotto aveva deciso di percorrere a piedi  la strada che lo separava dal luogo dell’appuntamento , e impiegare il suo tempo a meditare , giacchè era convinto che , quale che fosse stata la risposta , la sua vita era prossima ad un drammatico cambiamento.  Naturalmente apprensivo, riteneva probabile una risposta  dilatoria, e si sarebbe rallegrato di un ‘no’ detto con cortesia ; non osava pensare ad un ‘sì’ immediato. Aveva calcolato un percorso di quaranta minuti , inclusivo dell’acquisto di un quotidiano,oggetto che, contenendo quotidiane cronache di efferatezze,  egli considerava calmante, persuadendolo della sua pochezza.  Poichè tre erano le risposte possibili , aveva deciso di dedicare trenta minuti al ‘no’ ed alla dilazione, otto al ‘sì’ e due minuti al giornale.

All’ottavo minuto di strada mentre tentava di persuadersi  che un ‘no’ non avrebbe  precluso una vita utile  ed onesta, udì la prima, violenta esplosione. In realtà ,da tempo nel suo paese  si discuteva dell’opportunità  di una guerra civile , ma il signore del cappotto, pensoso del proprio avvenire , non vi aveva fatto caso. Anche allora, non capì. Due minuti dopo, vedendo esplodere il Ministero dell’Istruzione , ebbe dei  sospetti; e i carri armati finirono di persuaderlo.  Egli aveva qualche opinione politica ma un poco esangue . In quel momento, egli pensava alla sua possibile sposa  con virile apprensione.

Le cose accaddero rapidamente: alle nove e sette il Primo Ministro venne  fisicamente defenestrato,tra minuti dopo il Presidente veniva rincalcato nella canna fumaria , e il Re entrava nel palazzo degli avi; era un Re vecchio ed aveva fretta; le fucilazioni cominciarono subito. Il signore con il cappotto venne fucilato alle nove e trentotto , contro il muretto di una chiesa in falso gotico. Lo fucilarono perché aveva ancora in mano il giornale acquistato  al mattino presto, quando il paese era ancora repubblicano . Non gli dispiacque morire; ma lo irritarono  lievemente quei due minuti  che avrebbe potuto  dedicare al sì”.

 

E proviamo a continuare

 

Allora lo scrivi questo articolo su come è morto quell’uomo con il cappotto che passava per strada con un giornale in mano? Sì lo scrivo. Ma non provi disagio? Certo che provo disagio.  Oltre tutto non ti pare che sia un articolo privato che non potrebbe interessare a nessuno?Che ne sai tu che pensava quell’uomo mentre moriva.  E quello che pensavano gli uomini che lo fucilavano? Come fai a scrivere dunque? Te lo devi inventare. Ma no. Io lo so che provava un condannato a morte perché me lo disse quella volta che lo andai a trovare in cella. Posso provare a mettere nelle testa e sulle labbra del signore con il cappotto quello che mi disse quel condannato.

Possibile ? Ma in questo modo  l’articolo finirà nel cestino  ed io avrò  assolto nel migliore  e più innocuo dei modi  un problema che mi inquieta più del ragionevole . Speri dunque che l’articolo finisca nella carta straccia.  Non mi consento di avere opinioni in proposito . Allora perché non racconti? Ecco racconto. Quell’uomo ha avuto un’esperienza singolare. Scandaloso e poi ancora scandaloso. Oltre che scandaloso è anche singolare e ti colpisce  e turba fino  in fondo. Insomma perché quell’uomo è morto senza sapere perché. Dove e quando è accaduto e ancora accadrà? Insomma se avesse fatto l’attore televisivo e in quel momento era sul set a girare una scena di morte ebbene sarebbe  stato fucilato lo stesso ma ora sarebbe ancora vivo.

Vorrei aver voluto scambiare battute con quell’uomo diventato attore in questa storia per sfuggire alla morte vera  e non far finta di morire perché quando uno muore  muore  a causa della morte  e non delle malattie che sono  gli strumenti della morte  come diceva Eduardo de Filippo.

Ma che c’entra De Filippo ora ?  Allora cominciamo a capirci : io sono un vigliacco e non sarei mai stato capace di  eseguire un gesto in pubblico : farmi ammazzare con un giornale in mano. Quell’uomo sì, quello sì che non  è un vigliacco.

 

Accidenti non c’è più spazio per continuare

 

Eremo Rocca S. Stefano mercoledì 20  gennaio 2021


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