Il sito di
Peltuinum, il cui territorio è oggi compreso nei comuni di Prata d’Ansidonia e
San Pio delle Camere, è inserito in un paesaggio unitario: la lunga vallata di
Popoli mantiene quasi intatti i sistemi di comunicazione antichi (compreso
l’asse tratturale) con tutti gli originari collegamenti tra castelli, borghi e
pievi; è incorniciato a nord dal massiccio del Gran Sasso e a sud dal gruppo
montuoso Sirente-Velino, vicino ai quattro grandi Parchi. La collocazione
territoriale, esaltata dalla consistenza monumentale, focalizza l’attenzione,
trasferendo il suo antico ruolo di punto commerciale nella rete viaria della
transumanza in un nuovo ruolo di polo turistico che unisce l’interesse
archeologico a quello ambientale nella stessa centralità topografica che aveva
fatto la sua fortuna nell’età antica. Peltuinum è infatti facilmente raggiungibile
da Roma, L’Aquila, Chieti, Pescara, ben servita da strade veloci (autostrada
A24 e Provinciale 17). vicina ai grandi Parchi d’Abruzzo, equidistante dai
mari.
La vita della città termina intorno al IV secolo, forse a causa di un terremoto più forte di quelli che si verificavano di frequente. Alla fase di abbandono segue poi un’intensa attività di spoliazione del materiale edilizio, come confermano i numerosi frammenti di decorazioni architettoniche, capitelli, colonne, grandi blocchi calcarei, sicuramente provenienti dagli edifici della città romana, riutilizzati nelle chiese e nei castelli medievali della vallata (in particolare nelle chiese di San Paolo a Peltuinum, Prata d’Ansidonia, Bominaco).
Le prime
campagne di scavo nella città furono condotte tra il 1983 e il 1985, in
collaborazione fra la cattedra di Topografia dell’Italia antica dell’Università
“La Sapienza” di Roma, la Soprintendenza archeologica d’Abruzzo, la Comunità
Montana e gli Enti locali. La presenza di strutture emergenti dal livello del
terreno nell’area centro-meridionale del pianoro, ha fatto sì che fosse data
particolare attenzione a quello che poi si è rivelato essere un imponente
complesso teatro-tempio, che riprende modelli architettonici e urbanistici
tipici della Roma augustea. Gli scavi misero in luce il tempio con il portico a
tre bracci che lo circondava, e parte del teatro. Tra il 1986 e il 1996, la Soprintendenza
ha quindi realizzato lavori volti al consolidamento e alla valorizzazione delle
strutture note. Durante questo periodo si svolsero altre campagne di scavo che
misero in evidenza il settore meridionale del teatro, su cui insisteva un
piccolo apprestamento fortificato, interessante testimonianza della storia
della Peltuinum medievale.
Tra il 2000
e il 2002 le campagne di scavo si sono concentrate nell’area del teatro,
portando in luce: parte delle gradinate per gli spettatori e del sistema di smaltimento
delle acque meteoriche, le fondazioni della metà settentrionale dell’edificio
scenico, la camera di manovra del sipario, il portico che chiudeva il complesso
teatrale offrendo agli spettatori riparo dalla pioggia e dal sole in occasione
delle rappresentazioni. L’impegno degli anni trascorsi, oltre all’acquisizione
di importanti dati scientifici, ha consentito di evidenziare le articolazioni
architettoniche del complesso monumentale. In prospettiva, come già accennato,
c’è anche il recupero al complesso teatrale del castello medievale che,
sfruttando ne le poderose strutture, sorse sull’antico ingresso meridionale e
ne conserva all’interno resti importanti. Non è da dimenticare che, accanto al
risultato più evidente delle campagne di scavo, costituito dalla riacquistata
emergenza monumentale, esiste tutta una serie di materiali di differenti
caratteristiche che costituisce già il nucleo iniziale per un antiquarium
dell’antica Peltuinum.
Per approfondimenti maggiori: www.comune.pratadansidonia.aq.it
Eremo Rocca
S. Stefano giovedì 21 gennaio 2021
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