Un libro non è in alcun modo una cosa morta; perciò l'esistenza di un buon libro non deve essere messa in pericolo, così come quella di un buon cittadino; l'esistenza dell'uno è altrettanto rispettabile come quella dell'altro, e attacchi contro l'una sono da temere come attacchi contro l'altra. Uccidere un uomo significa eliminare una creatura razionale, ma sopprimere un buon libro significa uccidere la ragione stessa.
JOHN MILTON, Areopagitica, 1644.
Gettate uno sguardo alla vostra biblioteca dove s'allineano i vostri poeti,
gli autori preferiti; osservateli: la bella rilegatura di alcuni s'è sgualcita,
ad altri s'è sbiadita la delicata doratura, molti mostrano lamentevoli
orecchiette, macchioline, sfumature; ringraziate il cielo se uno almeno non ha
servito a spegnere il lucignolo d'una candela, se i margini non portano segni,
allineature, goffe annotazioni. Questi disastri cui accenno con profonda
amarezza dicono con quale negligenza furono tenuti quei volumi dai quali vi
separaste momentaneamente per recar piacere ad un'amica. Forse li aveste in
dono da persona cara, li acquistaste forse in un'ora di sconforto per
attingervi forza di vita, ad essi si associano certamente memorie ed immagini
dilette che adesso via appaiono come profanate da una mano brutale. Se già ai
fanciulli s'insegnasse il culto per il libro, che non è solo una raccolta di
fogli stampati, ma rappresenta il lavoro intellettuale e materiale di tante
persone, la poesia di chi lo possiede, io non dovrei oggi sconsigliarvi un atto
di semplice cortesia in sé stesso.
GINA SOBRERO, I casi della vita, 1911.


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