domenica 23 maggio 2021

LA LUNA DEI LUNATICI 1 : Laudato sì, mi Signore,per sora Luna e le stelle

 

 “Laudato sì, mi Signore, per sora luna e le stelle ,/ In celu  l’ài formate ,clorite, preziose  et belle””canta Francesco nel Cantico delle creature a proposito della luna.

La luna , Selene o Diana, madre o figlia , sposa  o meretrice. La luna  camminatrice notturna, ,calda o fredda, dolce o beffarda  ma sempre regale “ in un cielo trapunto di stelle” o tra nubi tempestose.

Ecco la luna di tutti e dei lunatici in particolare , la luna dei poeti.

Da Buonagiunta da Lucca  che precorre il dolce stil nuovo con  “ E stella e luna  ed ogni altra lumera” appellando così la donna amata, a Jacopo  dei Benedetti  in De la grande battaglia  de Anticristo   che fa vivere il sentimento popolare nella laude”La luna è scura, el sole  ottenebrato” Nella lauda  gli astri ci danno una completa visione ,anche figurata della passione  e della partecipazione completa  che unisce Dio, ,popolo e creato  in un unico mistico “ a solo”.

E’ Dante però che gli attribuisce un nuovo appellativo “margarita”

Parev’a me che nube ne coprisse

Lucida, spessa, solida e pulita:

Quasi adamante che lo sol  ferisse.

Per entro sé l’eterna margarita

Ne ricevette, com’acqua recepe

Raggio di luce permanendo unita. .


Ma il poeta non si accontenta e nel salire la selva  nel suo viaggio nell’oltretomba  ci dà un’immagine  di viva poesia  della luna:

“E già la luna è sotto i nostri piedi”

Ma è nell’incontro con Beatrice   nel Paradiso , Canto I vv.109-120 che le anime si specchiano nella  luce della luna:

Ne l’ordine che io dico sono accline

Tutte nature per diverse sorti

Più al principio loro  e men vicine;

onde si muovono a diversi porti

per lo gran mar de l’esser, e ciascuna

con istinto a lei dato che la porti.

Questo ne porta  il foco in ver la luna,

questo nei cor mortali  è per motore,

questo la terra in sé stringe e aduna.

Né pur le creature che son  fuore

D’intelligenza quest’arco saetta ,

ma quelle che hanno intelletto e amore.

E’ il contemporaneo di Dante  Dino Frescobaldi che chiama la luna  stella Diana  in du versi che esprimono un paragone di luce:

“Che luce il lume  de la sua bellezza

come stella diana o margherita”.


Cecco Angiolieri  (Francesco Stabili) con burle e polemiche  , da astrologo ed occultista  che gli  procurarono il rogo  con arguta astuzia afferma :

La luna muove natural virtute

Ciascuna pianeta con gli ottavi lumi

Dispone il mondo con le lor vedute .

E nei paragoni tra uomini ed animali la luna fa capolino:

Forse s’allegra nella luna nuova

La scimmia e, quand’è mezza,si fa trista

Che par  che sopra  lei li pensier prova.

E anche Jacopo Alighieri nel  Dottrinale  parla così della luna:

La casa de la luna

Col Cancro si rauna

E ‘l secco e ‘l caldo  priva

Di ciascuna sua riva sicchè si pare all’acqua

Che nel freddo scialacqua .

Fazio degli Uberti  poeta didascalico  della luna si limita a dire

“Al lume delle stelle e della luna”

per poi riprendere il paragone  della luna con la stella Diana:

“Come per primavera innanzi al giorno

Ride Diana, nell ‘aere serena

D’una luce si piena

Che par ne risplenda tutto ‘l cielo

Così all’ombra del candido velo ,

dove la sua virtù raggia e balena .

Ride un piacer che a pena

Si puote immaginar quanto è adorno.”

 Eremo Rocca S. Stefano  domenica  23 maggio 2021

 

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