martedì 22 giugno 2021

BIBLIOFOLLIA : Storie di mistificazioni e truffe

 


 La storia della mistificazione o meglio truffa perpretata dal famoso  falsario Denis Vrain-Lucas ai danni dell’illustre matematico  Michele Chasles è troppo nota, perché occorra trattenervisi a lungo. Essa è narrata in molti libri e anche in qualche monografia quali  Bordier e Mabille , Une fabrique de faux autographes etc. Paris Ttechener, 1870 e Lumachi, Historie  per gli amici de’ Libri.

Tuttavia essa fu così solenne  e madornale  che in questa raccolta di curiosità bibliografica non si può fare a meno di ricordare. Ricordiamo dunque che quell’abile  impostore, profittando  della fenomenale ingenuità, direi anzi balordaggine , dello Chasles ,riuscì a vendergli alla spicciolata  in otto anni, dal 1862 al ’69,per circa 150.000 franchi , ben 28.367 autografi e 105 volumi con ex-libris  e postille di mano di uomini celebri , tutte, non occorre dire, falsificate. La buona fede dello Chasles  appare inconcepibile ,tanto più che le ultime falsificazioni erano piuttosto goffe   a differenza delle prime che furono fatte con estrema abilità , poich’ l’Istituto di Francia le accolse  e le difese nelle accanite  polemiche che sollevarono con i dotti  di tutto il mondo. Vrain-Lucas ebbe l’impudenza  di vendere a quel buon uomo dello Chasles  circa 3000 autografi  di Galileo, 424 lettere della Sévigné,739 de La Bruyère  ( di cui si conoscono appena 20 lettere autentiche!),542 lettere di Newton,75 poesie e 44 lettere di Dante; e poi autografi di Carlo Maggno, Vercingetorige,Alessandro Magio, Giulio Cesare, Saffo,  Aristotele, Archimede, Leonardo Da Vinci, Pascal… Egli arrivò a cedergli quattro lettere  di Aristotele scritte in francese su carta filogranata di  Angouleme,tre di Maria  Maddalena, 25 di Lazzaro che nello scrivere, sempre in francese, a San Pietro, non ha da dirgli altro che lodare i Galli e i Druidi.

L’impostura venne finalmente a galla e il falsario condannato al carcere.

 (Da Aneddoti bibliografici raccolti da Giuseppe Fumagalli , Casa Editrice Bietti, Milano, 1933)

 Di questa truffa ci dà maggiori informazioni  Lorenzo Fortunati sul  sito  Autografia .

“Non sapremo mai se fu la poca conoscenza storica o la bramosia di possedere oggetti più unici che rari a spingere Chasles a spendere 150.000 franchi per migliaia e migliaia di autografi e manoscritti falsi, 28.367 per l’esattezza. Tutto ebbe inizio del 1867, quando Chasles acquista da Vrain-Lucas il primo fascicolo di lettere autografe datate 1641 e i nomi sono da capogiro: Galileo Galilei, Isaac Newton e Blaise Pascal. A stupire però la comunità scientifica non è il ritrovamento di questi rari autografi, bensì il contenuto. Quello che emerge da questi inediti ha del sensazionale: Pascal ha scoperto la Legge di gravitazione universale prima di Newton, grazie anche all’intervento di Galilei. Chasles fiuta la ghiotta occasione e porta all’Accademia delle scienze francese questo carteggio convinto di essere immortalato nella storia, ma qualcosa va storto.Durante le numerose e accese discussioni dei soci presso l’Accademia, qualcuno fa presente che nel 1637 Galileo Galilei, autore di numerose missive del carteggio in questione, era afflitto da cecità e pertanto risultava improbabile che potesse esserne il vero autore.
Ma cos’è il genio se non fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione? In un batter d’occhio Vrain-Lucas confeziona ad arte altri falsi galileiani circa la sua cecità che se confermati riscriverebbero i libri di storia. Si scopre infatti che il celebre scienziato pisano si fingesse cieco con l’intento di attenuare la pesante mano dell’Inquisizione che si era allungata su di lui.

Passano quasi due anni, conditi da polemiche e dibattiti, fino a che il 3 Maggio 1869 Chasles porta all’adunanza dell’Accademia un’altra lettera sulla falsa invalidità del Galilei. Sicuro della sua autenticità, nonostante il parere contrario di quasi tutti i soci, decide di avvalersi di alcuni periti, spedendo a Firenze la foto del presunto anoscritto autentico.
La risposta non tarda ad arrivare e l’8 Luglio Chasles viene colpito da un fulmine a ciel sereno: la lettera si rivela un clamoroso falso. Ammettere adesso di essere stato ingannato non è però per Chasles un’alternativa e stoicamente ci riprova, altra lettera, altra foto a Firenze. La risposta però è la medesima di qualche tempo prima; Galileo non è l’autore e siamo nuovamente davanti ad una contraffazione.

Nell’adunanza del 13 Settembre 1869 vi è l’epilogo della vicenda, Chasles ammette pubblicamente di essere stato raggirato e denuncia Vrain-Lucas che verrà in seguito arrestato. I periti incaricati dal tribunale troveranno in quella collezione solo 500 franchi di valore e i nomi falsificati hanno dell’assurdo, da Platone a Socrate, passando da Cleopatra e Carlo Magno, tutti rigorosamente scritti in francese moderno. Questa storia deve essere un monito per ogni collezionista che si accinge ad iniziare una raccolta di autografi.

La “fredda” ragione deve sempre prevalere su di noi con l’intento di ricacciare nell’abisso l’anima del romantico Chasles che giace sopita in ogni collezionista, pronta a prendere il sopravvento ogni qualvolta ci si prospetti davanti un’occasione troppo bella per essere che vera, che, si sa, è quasi sempre troppo bella per essere vera.

https://associazioneautografia.it/?p=2356

 

Eremo Rocca S. Stefano  martedì 22 giugno 2021  

 

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