sabato 26 giugno 2021

GRAMSCIANA Quaderni dal carcere


Il tema centrale nei Quaderni dal carcere  è quello dell’egemonia, ossia del perché le classi dominanti sono tali e della possibilità di portare al comando quelle subalterne. Quest’ultime condividono un’ideologia che non appartiene loro e che corrisponde agli interessi di chi controlla il potere. “La supremazia di una classe sociale”, scrive Gramsci “si manifesta in due modi: come ‘dominio’ e come ‘direzione intellettuale e morale’”. Mentre il dominio indica gli strumenti coercitivi, come il potere esecutivo e gli organi di polizia, la direzione intellettuale e morale si esercita con strumenti come la scuola, la religione e i mezzi di comunicazione di massa per influenzare la visione del mondo delle masse popolari. Gramsci intende per “direzione intellettuale” lo stabilire cosa è vero e cosa è falso, e per “direzione morale” definire cosa è giusto e cosa sbagliato.

Come spiega Gramsci, se le classi subalterne abbracciano una visione del mondo che non nasce dalle loro esigenze  il loro agire non può essere coerente, perché contraddice i loro stessi bisogni. È necessario sviluppare una visione alternativa del mondo e della società, con una nuova egemonia delle classi subordinate che critichi il senso comune per trasformarlo in buonsenso. Per Gramsci, infatti, “il senso comune è portato a credere che ciò che oggi esiste sia sempre esistito”, caratterizzandosi come conservatore e tradizionalista e legittimando di fatto l’egemonia delle classi dominanti. Il buonsenso ha invece un significato positivo nel momento in cui si oppone al senso comune, rispondendo alle esigenze reali delle classi popolari.

Antonio Gramsci Quaderni dal carcere  Einaudi ET  Edizione critica dell’Istituto Gramsci  a cura di Valentino Gerratana  Quattro volumi 


«La mia vita trascorre sempre ugualmente monotona. Anche lo studiare è molto piú difficile di quanto non sembrerebbe. Ho ricevuto qualche libro e in verità leggo molto (piú di un volume al giorno, oltre i giornali), ma non è a questo che mi riferisco; intendo altro. Sono assillato (è questo fenomeno proprio di carcerati, penso) da questa idea: che bisognerebbe far qualcosa "für ewig"... Insomma, vorrei, secondo un piano prestabilito, occuparmi intensamente e sistematicamente di qualche soggetto che mi assorbisse e centralizzasse la mia vita interiore. Ho pensato a quattro soggetti finora... e cioè:
1° Una ricerca sulla formazione dello spirito pubblico in Italia nel secolo scorso...
2° Uno studio di linguistica comparata! Niente meno. Ma che cosa potrebbe essere piú "disinteressato" e für ewig di ciò?...
3° Uno studio sul teatro di Pirandello e sulla trasformazione del gusto teatrale italiano...
4° Un saggio sui romanzi di appendice e il gusto popolare in letteratura».  Antonio Gramsci

Questa edizione dei Quaderni, pubblicata da Einaudi nel 1975 nella collana «Nuova Universale Einaudi», segue la sistemazione filologicamente corretta presentata dall’Istituto Gramsci dopo quel «lavoro minuzioso e condotto col massimo scrupolo d’esattezza» che lo stesso Gramsci giudicava necessario nello studio dei classici. I Quaderni, infatti, sono stati ordinati secondo un criterio cronologico ricostruito sulla base di dati oggettivi tratti dalla «Descrizione dei Quaderni» (sezione inserita nell’apparato critico) e che ha portato a una nuova numerazione. Si è anche cercato di riprodurre il testo cosí com’è stato scritto, in modo che nulla s’interponesse fra il pensiero dell’autore e chi legge. L’ampio apparato critico, poi, evitando ogni prevaricazione di carattere interpretativo, risponde all’esigenza di fornire al lettore tutti gli elementi utili a una piú esatta comprensione e all’approfondimento dell’opera gramsciana.

«Gramsci inizia la stesura dei Quaderni, nel carcere di Turi, l’8 febbraio 1929, esattamente due anni e tre mesi dopo l’arresto (8 novembre 1926). La lentezza di questa gestazione dipende solo in parte da condizioni esterne. Prigioniero di quel regime in cui il marxismo è diventato un reato, egli sa di dover essere preparato a tutto: anche a “sparire come un sasso nell’oceano” (è questa la prima impressione che riceve quando nel carcere romano di Regina Coeli apprende, erroneamente, di essere destinato alla deportazione in Somalia). Nell’incertezza della sorte che l’attende, anche quando sembra aprirsi lo spiraglio di una prospettiva meno pessimistica, il problema dello studio gli si presenta inizialmente come un sistema di autodifesa contro il pericolo di abbrutimento da cui si sente minacciato».Valentino Gerratana

 «I Quaderni costituiscono un classico del pensiero politico del Novecento. Gramsci fu un uomo politico e nella politica è da cercare l’unità della sua opera. Anche negli anni del carcere fascista, che ne logorò irrimediabilmente la fibra e ne spense prematuramente la vita, Gramsci fu “un combattente politico”, un grande italiano e un riformatore europeo. Nel movimento comunista egli fu l’iniziatore della critica piú pregnante dello stalinismo e del marxismo sovietico. Ma il suo pensiero trascende l’orizzonte storico-politico del suo tempo e, quanto piú passano gli anni e le sue opere si diffondono in contesti culturali lontani da quello in cui furono originariamente concepite, tanto piú la sua ricerca si afferma come un “crocevia” delle maggiori “quistioni” del nostro tempo: i dilemmi della modernità, la soggettività dei popoli, le prospettive dell’industrialismo, la crisi dello Stato-nazione, il fondamento morale della politica». Giuseppe Vacca

Il 12 marzo 1928, prima ancora del processo, scrive ancora a  sua madre:Adesso sarò certamente condannato a molti anni, nonostante che l’accusa contro di mesi  basi  su  un  semplice  referto  della  polizia  e  su  impressioni  generiche  incontrollabili[...]. Ecco perché io sono così tranquillo. Tu pensi che ciò che deve contare sono queste circostanze accessorie, ma il fatto reale della condanna e del carcere dà soffrire? Ma devi anche contare la posizione morale, non ti pare? Anzi è solo questo che dà la forza e la dignità. Il carcere è una bruttissima cosa; ma per me sarebbe anche peggiore il disonore per debolezza morale e per vigliaccheria”

 Eremo Rocca S. Stefano sabato 26 giugno  2021

 

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