domenica 30 gennaio 2022

BIBLIOFOLLIA Il lettore sul lettino

 “Come nelle migliori famiglie, anche in quella degli amanti dei libri non manca qualche zio matto, il cui ritratto è tenuto prudentemente in soffitta: il collezionista pluriomicida, il cleptomane impenitente, quello che si mangia la carta. Ma non è di loro che parla questo libro. Piú che ai lettori psicotici, si dedica ai turbamenti del lettore nevrotico, che poi altri non è che il lettore comune. C’è chi è colto dall’angoscia se deve prestare un libro; chi si obbliga, mentre legge, a non sbadigliare; c’è il lettore poliamoroso che legge piú libri contemporaneamente o, al contrario, il monogamo seriale che non tocca un romanzo prima di averne finito un altro; chi si vergogna a dire di non aver letto un classico e perciò l’ha sempre, per definizione, «riletto» e chi annota i libri seguendo un proprio cifrario idiosincratico… Se è vero che la lettura è un «vizio impunito» che ci porta a considerare normali dei comportamenti che in qualunque altro ambito apparirebbero perversi – pensiamo al gesto di annusare voluttuosamente la carta -, allora non dobbiamo stupirci di fronte alle mille stramberie del lettore comune, che, visto da vicino, ci apparirà molto meno comune di quanto sembra. Un campionario brillante, colto e divertente delle abitudini che circondano l’uso dei libri e dei meccanismi profondi che regolano i piaceri e i dispiaceri della lettura.”

E' quello che racconta il libro di Guido Vitiello “Il lettore sul lettino” Einaudi Super ET Opera viva pp-176 . Sul sito Einaudi si legge a proposito di questo libro : “Perché molti lettori sottolineano i libri, ci scribacchiano sopra, fanno le orecchie ai bordi delle pagine, mentre altri guardano con orrore al piú lieve maltrattamento? E quali segreti custodiscono gli scaffali delle biblioteche domestiche? Se i volumi sono disposti in file doppie, cosa si nasconde nelle retrovie? Una ricognizione ricca e spiazzante di quelle perversioni che rendono erotico e nevrotico il nostro rapporto con i libri. “

Poi se leggiamo qualche pagina all'inizio ci imbattiamo in questa riflessione che è anche un anticipo polposo di quello che Vitiello racconta in questo libro : “ Ma di che natura è il piacere della lettura? Quali pulsioni serve a sublimare? Strachey rispondeva che accanto alla sco-pofilia (il piacere di guardare) e alle pulsioni della fase anale (il piacere di ordinare e immagazzinare) il ruolo dominante lo giocano le pulsioni legate alla fase orale. Lo rivelano metafore molto comuni: lettori «voraci», libri «indigesti» e altri che si lasciano «divorare». Il lettore immerso nel suo libro, irritato da qualunque fonte di disturbo, ricorda il poppante attaccato al seno materno. Non a caso, notava Strachey, i bambini leggono sempre tenendo a portata di mano qualcosa da sgranocchiare, o mal che vada si mettono un dito in bocca; e anche gli adulti sprofondano nella poltrona piú comoda
con una pipa e un whisky e soda (parlava evidentemente degli adulti degli anni Trenta, quelli che noi abbiamo visto solo nei film). Fin qui tutto bene. Ma lo stadio orale dello sviluppo psicosessuale, insegna Freud, è diviso in due fasi; alla beatitudine sdentata del poppante segue presto la fase sadico orale, e gli ostacoli al piacere della lettura secondo Strachey derivano da lí. Quando prevalgono le tendenze distruttive, non ci nutriamo piú fiduciosamente delle parole altrui, ma le addentiamo, le sminuzziamo, vogliamo assaggiarle bene ...”

Tra le migliori recensioni del libro scrive SoloLibri.net “ Guido Vitiello è filosofo di formazione e sicuramente lettore per disposizione genetica. È docente di cinema e tiene due rubriche giornalistiche. Quella su “Il Foglio” si chiama Il Bi e il Ba (a qualcuno viene in mente Nino FRASSICA?). Quella su “Internazionale” si intitola Il bibliopatologo risponde, che è tutto un programma.
In questo suo saggio, Il lettore sul lettino. Tic, manie e stravaganze di chi ama i libri (Einaudi 2021), dal tono ironico e nel contempo colto, Guido Vitiello propone delle riflessioni a impronta psicanalitica su varie tipologie di lettori (libridinosi, bibliomaniaci, devoti del parallelepipedo), dal lettore dongiovannesco a quello cataloghista, dal lettore monogamico a quello poligamico. Una riflessione che va dal modo di leggere al modo di relazionarsi col libro.

Lo sapevate che gli uomini portano i libri quasi fossero una 24 ore mentre le donne tendono a tenerli in grembo quali neonati da accudire?
E poi ci sono gli accumulatori di libri che li raccolgono, anzi li accolgono nella propria vita per possederli (“tsundoku”) e non per leggerli,

“Tsundoku è una parola d’uso colloquiale che si può tradurre come “l’atto di comprare un libro per poi non leggerlo, di solito mettendolo in una pila di altri libri non letti”.”

Anche perché chi è sempre capace di portare a termine la lettura, accettando di giungere alla fine del rapporto? Il rischio di depressione post lettura è severo:

“Si annuncia verso tre quarti del libro, quando lo spessore delle pagine residue si assottiglia: i più tenaci si impongono di centellinare quel che resta, ma presto o tardi l’appuntamento tanto temuto con la parola fine arriva.”

Molte e interessanti le variegate informazioni che troviamo in questo saggio. Ad esempio: che dire del citato artista americano Dennis Malone, che ha trascritto Moby Dick su sei rotoli di carta igienica? Quale sarà stata la sua idea?
Non da ultima è sicuramente apprezzabile l’ampia bibliografia citata dall’autore. Offre interessanti spunti per chi, dopo aver letto il saggio, ha intenzione di continuare a leggere serialmente…
Personalmente, sono d’accordo con Plinio il Vecchio:

“Nullus est liber tam malus, ut non aliqua parte prosit: nessun libro è così cattivo che in qualche sua parte non possa giovare.”

Ma questo vale solo per le letture attive. A mio modesto avviso, quelle passive hanno soprattutto dell’erotomanico o, più candidamente, sono dei racconti tra il mitologico e il favolistico simili e stimolanti l’attività onirica; secondo il filosofo francese Jules De Gauthier: “Il potere concesso all’uomo di credersi diverso da quello che è”. Ovvero la possibilità di trovare un mondo alternativo gratificante, forse compensatorio come nel caso dei “viveurs de romans” quali Don Chisciotte e Madame Bovary.” (1 )

In realtà questo libro mi permette di confessare proprio da lettore sul lettino che non ho mai letto per intero molti libri di cui spesso parlo , di cui ho sentito parlare da parte dei miei amci, di cui a volte riporto qualche pagina in questi post, di cui insomma faccio finta di voler parlare.

Il problema dunque che mi pongo è quello della utilità o meno della confessione ma soprattutto della utilità o meno di leggere per intero tutti i libri che vorremmo leggere ma che non possiamo per tutta una serie di ragioni, compresa quella della mancanza di tempo.

E l'altro problema che consegue è quello che si risolve in una domanda : ma è necessario leggere tutti i libri che canonicamente vengono elencati perchè si possa dire che uno sia istruito, colto, aggiornato. Domanda che contiene in sé una ulteriore domanda: ma che mi ricordo dei libri che ho letto o dei film che ho visto o della musica che ho ascoltato.

Le risposte alle domande che ho appena formulate tendono a sottolineare un aspetto importante di tutta questa problematica . Probabilmente ci sono pagine , scene e musiche o meglio brani di opere letterarie , scene e sequenze di musica che ci colpiscono di più e che quindi ci restano dentro. Che sono poi in realtà le tappe di quell'itinerario che noi continuiamo a percorrere nella nostra vita sempre e comunque . D'altro canto questa modalità di conservare quello che ci interessa è proprio peculiare al sistema della rimozione. Non sono un neuropsicologo ma ritengo che la nostra mente per salvarsi e salvarci dallo sprofondamento in un denso limo di cose senza senso mette in atto proprio un meccanismo di selezione che ci porta ad un giovamento vitale delle cose che leggiamo, vediamo , sentiamo, in sostanza e in definitiva viviamo.

E poi c'è l'altra questione. Affermare che non si è mai letto per intero un'opera letteraria per esempio Guerra e pace o Don Chisciotte è sicuramente utile quando con molto umiltà ci si rimette a quello che si può ascoltare detto da chi invece lo ha letto per intero e quindi formarsi una propria idea che potrebbe anche essere la curiosità che spinge a leggere per intero quell'opera di cui si è sentito parlare. Diventa invece lacerante e distruttivo quando nell'affermare che non si è mai letto per intero un'opera letteraria si vuole dare un giudizio negativo della stessa.

Il tema è stato affrontato anche nella trasmissione di Faheneit di rai radio tre di venerdì 28 gennaio 2022 con la partecipazione proprio di Guido Vitiello

(1 )https://www.sololibri.net/Il-lettore-sul-lettino-Vitiello.html

Eremo Rocca S. Stefano domenica 30 gennaio 2022

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