Non a caso i lussuriosi nominati da Virgilio appartengono quasi tutti alla sfera letteraria o mitologica e Dante li definisce donne antiche e' cavalieri, con un riferimento preciso alla letteratura francese del ciclo arturiano (cui appartengono sia Tristano sia Lancillotto e Ginevra, citati dopo da Francesca). Dante stesso non ha bisogno di spiegazioni per capire che in questo Cerchio sono puniti i lussuriosi e
ciò per il fatto che il poeta era stato avido lettore e produttore di
letteratura amorosa, quindi si sente coinvolto in prima persona nel loro
peccato (di qui il turbamento angoscioso che prova dall'inizio
dell'episodio): la sua intenzione è condannare la letteratura che
celebra l'amore sensuale e non spiritualizzato, quindi ritrattare parte
della sua precedente produzione poetica, rappresentata dalle Petrose e forse anche dallo Stilnovo.
La
pietà provata da Dante verso di loro non è dunque una generica
compassione né la riabilitazione del loro amore clandestino (errata è
dunque l'interpretazione dei critici romantici, come De Sanctis),
ma è il turbamento angoscioso di uno scrittore che prende coscienza
della pericolosità della poesia amorosa da lui prodotta in passato. Non è
del resto un caso che una lussuriosa sia il primo dannato descritto da
Dante, mentre gli ultimi penitenti del Purgatorio (Canto XXVI) saranno Guido Guinizelli e Arnaut Daniel (1), condannati proprio in quanto poeti amorosi.
Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende. 102
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona. 105
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte. 108
Quand’io intesi quell’anime offense,
china’ il viso e tanto il tenni basso,
fin che ’l poeta mi disse: «Che pense?». 111
Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!». 114
Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio. 117
Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,
a che e come concedette Amore
che conosceste i dubbiosi disiri?». 120
E quella a me: «Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa ’l tuo dottore. 123
Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice. 126
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto. 129
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse. 132
Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso, 135
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante». 138
Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangea; sì che di pietade
io venni men così com’io morisse.
E caddi come corpo morto cade.
Il v. 100 (Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende) riprende due versi di Guinizelli e Dante, ovvero Foco d'amore in gentil cor s'aprende (dalla canzone Al cor gentil rempaira sempre amore) e Amore e 'l cor gentil sono una cosa (Vita Nuova, XX).
Invece il v. 103 (Amor, ch'a nullo amato amar perdona) riprende un concetto espresso nel De amore, di A. Cappellano.
I vv. 121-123 sono una citazione di un passo di Boezio (De consolatione philosophiae, II, 4), ma non è certo che il dottore di Dante sia Virgilio, poiché Francesca potrebbe alludere proprio a Boezio.
Nel
romanzo cortese citato da Francesca (vv. 133 ss.) è in realtà la regina
Ginevra a baciare Lancillotto, nell'ambito del rituale dell'omaggio
amoroso che ricalcava l'investitura cavalleresca: può darsi che Dante
avesse letto un tardo volgarizzamento del testo francese in cui la
situazione era rovesciata o descritta in modo ambiguo. Galeotto è Galehaut, il siniscalco di Ginevra che faceva da mallevadore ai due amanti del romanzo.
(1)Arnaut Daniel
Ms. di Arnaut (XIII sec.)
Fonte Giovanni Teresi https://www.facebook.com/search/top/?q=rileggere%20dante
Nessun commento:
Posta un commento