venerdì 21 gennaio 2022

LA LUNA DEI LUNATICI Miti e credenze Maree e crescita delle piante

 


Quella che a volte viene chiamata astrologia agricola è una convinzione diffusa da tempo immemore in qualsiasi parte del mondo. La semina, le operazioni successive di cura della pianta e la raccolta andrebbero eseguite tenendo sempre in considerazione il calendario lunare. I lunari, di fatti, sono ancora diffusissimi ovunque, basti pensare al “fenomeno” Frate Indovino . Le fasi lunari vengono tenute scrupolosamente d’occhio con lo scopo di avere un raccolto abbondante o di produrre un buon vino.

È ormai noto, però, che l’attrazione gravitazionale e la luminosità della Luna sono troppo deboli per avere un’azione così significativa da inserirsi in processi biochimici (la crescita di una pianta, la fermentazione) che sono estremamente complessi. Nelle notti con la Luna particolarmente luminosa si è osservato il fenomeno del fototropismo , il movimento della pianta in direzione di una fonte luminosa. Tuttavia, anche nei casi di massima luminosità lunare, non si innesca il processo della fotosintesi clorofilliana. Nonostante i lunari siano appesi nelle case di moltissime persone, qualsiasi correlazione tra fasi lunari e crescita agricola è stata smentita da tempo. 

L’orbita della Luna è ellittica. Ogni 14 giorni circa il nostro satellite raggiunge il perigeo, il punto più vicino alla Terra, distante in media 363.000 chilometri. Quando la Luna si trova al perigeo ed è anche piena, appare in cielo più grande del 14% e più luminosa del 30%. È in queste condizioni particolari che si è soliti parlare di superluna, un termine considerato improprio da molti. Secondo una falsa credenza, la superluna ha un immenso potere distruttivo che si manifesta in violentissimi terremoti, come nel 2004 con lo Tsunami dell'Oceano Indiano o con il sisma che ha colpito il Giappone nel 2011.

La forza di attrazione di una superluna sarebbe così forte da esercitare la sua azione anche sulla crosta terrestre. Il fenomeno della “marea solida” esiste ma è talmente debole che non potrebbe mai essere in grado di inscenare un sisma catastrofico.

Ancora oggi non pochi continuano a insistere su un possibile collegamento tra gli sconvolgimenti del sottosuolo e una Luna pericolosamente vicina e luminosa. Nel 2018 la geofisica Susan H Hough della U.S. Geological Survey ha pubblicato su Seismological Research Letters i risultati di un suo studio in cui ha confrontato le varie fasi lunari con le date dei terremoti di magnitudine maggiore o uguale a 8 che si sono verificati a partire dall’anno 1600.

Secondo la dottoressa Hough i risultati sono molto chiari: non c’è alcuna correlazione. (1)

La Luna è associata a moltissime credenze popolari; comune a tutte le civiltà, la sua presenza, insieme ovviamente al Sole, ha accompagnato l’evoluzione della storia umana. Ma è altrettanto noto che la Luna sia direttamente collegata alle maree, un fenomeno che dimostra l’enorme massa del nostro satellite e la forza dell’attrazione gravitazionale. L’agricoltura è uno degli ambiti più legati alle credenze sulle fasi lunari, riassunte annualmente in calendari appositamente creati per la gestione delle coltivazioni. Quando quindi sentiamo parlare di momenti più propizi per la semina e la raccolta, dovremmo chiederci: sarà vero che le fasi del nostro satellite influiscono sulla crescita delle piante?

La Luna, con il suo diametro di poco meno di 3.500 km, è un gigantesco corpo roccioso , di forma più o meno sferica, distante circa 384.000 km da noi. La sua massa di circa 7,35 x 1022 kg (7,35 miliardi di miliardi di tonnellate!), circa 1,2% di quello della Terra, ha una densità equivalente al 60% di quella terrestre. Grazie alla sua attrazione gravitazionale, la Luna è direttamente responsabile della ciclica variazione dell’inclinazione dell’asse terrestre, corrispondente alla  orocessione degli equinozi e correlato alla ciclicità della glaciazione del nostro pianeta . Nella sua orbita di circa 27 giorni intorno alla Terra (o meglio, orbitando insieme alla Terra in un sistema il cui baricentro cade in un punto all’interno di quest’ultima1), la Luna ci mostra sempre la stessa faccia semisferica, e ci appare più o meno illuminata in relazione alla posizione del Sole: quest’ultimo si trova, rispetto a noi, oltre il nostro satellite nel caso della Luna nuova, e “alle nostre spalle” nel caso della Luna piena. Queste posizioni astronomiche sono cruciali anche nell’espressione delle forze di marea sulla Terra, l’effetto fisico noto che la Luna ha sul nostro pianeta.

Le “maree” sono le deformazioni sulla superficie di un astro causate dall’azione gravitazionale di altri oggetti spaziali, verosimilmente dotati massa e vicinanza rilevanti. Nel caso della Terra, la Luna e il Sole sono le masse che provocano le maree; il Sole, molto più grande ma molto più distante, concorre con un’attrazione corrispondente a poco meno della metà di quella della Luna. Contrariamente a quello che si pensa, queste non coinvolgono solo mari e agli oceani, ma l’intera superficie del pianeta, incluse sia la terraferma che e la stessa atmosfera, in relazione alla loro massa. Alta e bassa marea si alternano ogni circa 6 ore per via della rotazione terrestre, che definisce anche la durata del giorno. L’entità delle maree sul nostro pianeta dipende, oltre che dalla minore o maggiore vicinanza del nostro satellite (che percorre un’orbita ellittica), dalle posizioni di Sole e Luna: per esempio, quando durante il novilunio essi sono in congiunzione, si raggiunge il picco delle forze di marea; viceversa, quando la Terra si trova fra la sua stella e il nostro satellite, saranno meno evidenti delle prime. Entrambi i casi sono definiti maree “sigiziali”, poiché definiscono un allineamento, in questo caso, di corpi astrali Si contrappongono alle maree “di quadratura”, ovvero quando la posizione di Sole e Luna, rispetto alla Terra, presenta un angolo di 90°. Queste ultime sono di entità minore a quelle sigiziali.

La fase lunare influenza la crescita delle piante. Sarà vero?

Falso, con qualche eccezione. La rotazione della Terra impone che le forze delle maree non agiscano con una direzione costante; a esserlo è solo l’intensità della forza di marea, dovuta, come già visto, alle posizioni astronomiche degli astri coinvolti. Questo, di per sé, dovrebbe già sfatare  il mito che la Luna crescente tira fuori  la pianta e quella calante la  schiacci sottoterra . La Luna, inoltre, sempre presente (indipendentemente da quanto la vediamo illuminata, ovviamente), esprime una forza di marea sull’acqua contenuta in una pianta (ancor più in un seme!) di entità infinitesimale. La pressione atmosferica terrestre, indipendentemente dalle maree, è invece estremamente più rilevante, così come lo sono umidità dell’aria, qualità e umidità del terreno, vento e temperatura. Tutti fattori, questi, che sono decisamente più consistenti di quelli che potrebbe generare la semplice attrazione lunisolare, al punto da rendere quest’ultimi in ogni caso totalmente irrilevante rispetto ai possibili fattori di crescita per una pianta, come suggerito dal Prof. Christian Fankhauser, ricercatore dell’Università di Losanna e che studia proprio il comportamento delle piante in relazione all’ambiente.(2)

(1)https://oggiscienza.it/2019/08/05/credenze-sulla-luna/

( 2 https://www.queryonline.it/2018/12/02/la-fase-lunare-influenza-la-crescita-delle-piante-sara-vero/

Eremo Rocca S. Stefano venerdì 21 gennaio 2022 

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