giovedì 3 marzo 2022

DIARIO DAL CERCHIO Gli scienziati e la guerra in Ucraina Piazza Duomo alle ore 11 del 4 Marzo 2022


Appello alla pace dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso, dal GSSI e dall'Università degli Studi dell'Aquila

Come parte della comunità accademica e civile aquilana, crediamo sia nostro dovere prendere una posizione netta contro la guerra che sta distruggendo l’Ucraina e far sentire la nostra vicinanza alle nostre colleghe ed ai nostri colleghi ucraini e russi che sono in Italia per studiare e fare ricerca.

Chiediamo inoltre con forza al governo italiano di lavorare ad una soluzione diplomatica che permetta il cessate il fuoco immediato ed una conferenza di pace che fermi il dramma in corso e porti al disarmo nucleare.

Alla luce degli innumerevoli conflitti ancora attivi oggigiorno, e particolarmente toccati da ciò che sta accadendo negli ultimi giorni in Europa, siamo convinti che in un mondo globale serva una risposta globale. Sentiamo pertanto il dovere morale di manifestare con forza il nostro rifiuto della logica della guerra come risoluzione delle controversie.

Se ignorassimo questo richiamo ci sentiremmo complici!

La nostra collaborazione quotidiana con persone provenienti da tutte le parti del mondo dimostra, ogni giorno, come sia possibile contribuire insieme e collaborativamente alla società, senza distinzioni di origine o genere.

Vi invitiamo pertanto a partecipare al sit-in organizzato da docenti, ricercatori, studenti e personale amministrativo dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, del Gran Sasso Science Institute e dell'Università degli Studi dell'Aquila in Piazza Duomo alle ore 11 del 4 Marzo per far sentire, tutti insieme, la nostra voce.

L’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare si unisce alla decisa e ferma presa di posizione assunta dall’Unione Europea e dal nostro Governo di condanna dell’aggressione della Russia all’Ucraina, così come di ogni forma di sopraffazione fra Stati, popoli e persone, in nome del rispetto, del confronto, della cooperazione come strumenti unici e indispensabili per la realizzazione degli Stati democratici, della libertà dei popoli, del progresso della società.

Questo è quanto ogni giorno in cui esercitiamo il nostro mestiere di ricercatori ci mostra la scienza, questo è quanto ogni giorno vogliamo rappresentare come Istituzione scientifica pubblica di uno Stato libero e democratico, questi sono i nostri valori.  In questo momento profondamente drammatico, che lascia tutti noi sconcertati per la sua insensatezza e brutalità, esprimiamo la nostra piena solidarietà al popolo ucraino. E assicuriamo la nostra disponibilità a sostenere le iniziative di pace e a supporto delle persone in difficoltà che verranno promosse dal Governo italiano e dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

Stiamo lavorando per poter offrire sostegno alle nostre colleghe e ai nostri colleghi ucraini con iniziative di accoglienza, e aiuteremo a diffondere iniziative di aiuto alla popolazione ucraina promosse dalle nostre strutture locali, dal nostro personale e dalla comunità scientifica. L’INFN inoltre sarà allineato con le decisioni del Governo e del Ministero dell’Università e della Ricerca in merito alla gestione delle collaborazioni scientifiche internazionali che coinvolgono la Russia. 

Vogliamo altresì esprimere profonda amarezza per la condizione delle colleghe e dei colleghi russi e dei loro concittadini che subiscono le tragiche scelte del loro Governo. La scienza è stata, è e continuerà sempre a essere per sua stessa natura luogo di libertà e terreno di dialogo e collaborazione tra le persone e tra i popoli: in questo crediamo come persone e come scienziati, e per questo lavoriamo come INFN.

Bloccare subito ogni azione militare per mettere immediatamente fine a una guerra insensata: lo chiedono gli scienziati russi in una lettera aperta (1) che in poco tempo ha raccolto quasi 400 firme, molte anche da parte di giornalisti, linkata dalla rivista Science sul suo sito. "La responsabilità di scatenare una nuova guerra in Europa spetta interamente alla Russia", si legge nella lettera. "Non c'è una giustificazione razionale per questa guerra" e "l'Ucraina - si legge - non rappresenta una minaccia per la sicurezza del nostro Paese".

Si tratta di una guerra "ingiusta" e "insensata" con un Paese che è vicino: molti di noi hanno parenti, amici e colleghi che vivono in Ucraina. I nostri padri, nonni e bisnonni hanno combattuto insieme contro il nazismo".

Convinti di una possibile soluzione pacifica dei problemi, i firmatari rilevano che con questa guerra "la Russia si è condannata all'isolamento internazionale, alla posizione di Paese paria" e "noi scienziati non saremo più in grado di svolgere normalmente il nostro lavoro: del resto, fare ricerca è impensabile senza la piena collaborazione con i colleghi di altri Paesi".

Per questo gli scienziati chiedono "l'arresto immediato di tutte le operazioni militari dirette contro l'Ucraina" e "il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale dello Stato ucraino. Chiediamo pace per i nostri Paesi".

Solidarietà all'Ucraina e alle sue istituzioni scientifiche da parte della Federazione europea delle accademie delle scienze e degli studi umanistici (Allea), che in una dichiarazione afferma di reagire "con shock e profondo rammarico all'incursione militare della Russia in Ucraina". Gli accademici europei chiedono quindi "al governo russo di rispettare le convenzioni internazionali sulla protezione dei civili e dei manufatti culturali".

Con "profonda preoccupazione per la sicurezza dei nostri colleghi", la Federazione "prende atto del pericolo" che la situazione attuale "rappresenta per le istituzioni scientifiche, gli accademici e la collaborazione internazionale nella ricerca ucraina" ed esprime "piena solidarietà e sostegno" all'Accademia nazionale delle scienze dell'Ucraina.

"Riconosciamo inoltre - prosegue la Federazione delle accademie europee - che anche i membri della comunità scientifica russa che si sono espressi contro le aggressioni in corso possono essere ugualmente minacciati" e allo scopo di "salvaguardare la libertà accademica e l'autonomia della scienza e della ricerca, monitoreremo da vicino la situazione e prenderemo in considerazione l'adozione di ulteriori misure a sostegno della nostra accademia ucraina e dei suoi membri". Per l'Allea "non vi è alcuna legittimità per le azioni intraprese per sabotare la pace, la stabilità e l'autonomia dell'Ucraina. In questi tempi difficili, ci opponiamo ai palesi attacchi del governo russo contro uno Stato sovrano, contro la democrazia e contro persone innocenti".

L'Accademia dei Lincei condivide dichiarazione Allea ed esprime solidarietà agli scienziati russi
L'Accademia dei Lincei si impegna a favore di ogni iniziativa per il ripristino della pace e aderisce alla dichiarazione diffusa dalla Federazione delle accademie scientifiche e umanistiche europee (Allea), così come all'appello per la pace firmato da scienziati e giornalisti russi, che al momento ha raccolto oltre 600 firme.

L'accademia scientifica più antica del mondo invita, in una nota, a sottoscrivere la dichiarazione e si dice impegnata "a favorire ogni iniziativa volta al ripristino della pace e delle possibilità di studio e ricerca per gli amici, le amiche e i colleghi e colleghe ucraini, ai quali l'Accademia esprime la sua piena e più vicina solidarietà".

La stessa solidarietà è espressa dai lincei "ai tanti, finora oltre 600 ma il numero continua a crescere, scienziati e divulgatori scientifici russi che hanno firmato un vibrante appello di condanna dell'invasione russa dell'Ucraina".( 2 )

(1)Мы, российские ученые и научные журналисты, заявляем решительный протест против военных действий, начатых вооружёнными силами нашей страны на территории Украины. Этот фатальный шаг ведёт к огромным человеческим жертвам и подрывает основы сложившейся системы международной безопасности. Ответственность за развязывание новой войны в Европе целиком лежит на России.

Для этой войны нет никаких разумных оправданий. Попытки использовать ситуацию в Донбассе как повод для развёртывания военной операции не вызывают никакого доверия. Совершенно очевидно, что Украина не представляет угрозы для безопасности нашей страны. Война против неё несправедлива и откровенно бессмысленна.

Украина была и остаётся близкой нам страной. У многих из нас в Украине живут родственники, друзья и коллеги по научной работе. Наши отцы, деды и прадеды вместе воевали против нацизма. Развязывание войны ради геополитических амбиций руководства РФ, движимого сомнительными историософскими фантазиями, есть циничное предательство их памяти.

Мы уважаем украинскую государственность, которая держится на реально работающих демократических институтах. Мы с пониманием относимся к европейскому выбору наших соседей. Мы убеждены в том, что все проблемы в отношениях между нашими странами могут быть решены мирным путём.

Развязав войну, Россия обрекла себя на международную изоляцию, на положение страны-изгоя. Это значит, что мы, учёные, теперь не сможем нормально заниматься своим делом: ведь проведение научных исследований немыслимо без полноценного сотрудничества с коллегами из других стран. Изоляция России от мира означает дальнейшую культурную и технологическую деградацию нашей страны при полном отсутствии позитивных перспектив. Война с Украиной — это шаг в никуда.

Нам горько сознавать, что наша страна, вместе с другими республиками бывшего СССР внесшая решающий вклад в победу над нацизмом, сейчас стала поджигателем новой войны на европейском континенте. Мы требуем немедленной остановки всех военных действий, направленных против Украины. Мы требуем уважения суверенитета и территориальной целостности украинского государства. Мы требуем мира для наших стран.

Подписи продолжают приходить, добавляем по мере сил (сейчас на сайте их больше 7400)

Вниманию всех научных работников, желающих подписать воззвание против войны!

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(2 )https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/ricerca_istituzioni/2022/02/26/ucraina-la-voce-degli-scienziati-contro-la-guerra-_a42ab6e3-0783-4545-b66a-20a55e6be845.html

Eremo Rocca S. Stefano giovedì 3 marzo 2022





 

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