Amicizia adulta dunque . Eppure se
leggiamo le pagine che il filosofo e saggista francese Alain ha
dedicato alle amicizie in Les idée set les ages (1927) cogliamo
alcuni spunti che inducono ad una riflessione ulteriore. V’è
differenza tra l’amore e l’amicizia - osserva Alain – dal
mommento che non si vede affatto invecchiare chi si ama , ma si vede
invecchiare il proprio amico .
Anche nell’amicizia come nell’amore vige comunque una sorta di giuramento , che però non impedisce affatto di vedere e giudicare ma fa sì che si dimentichi di aver visto e giudicato.
E ancora ‘ perdonare – dice il proverbio , non è dimenticare . Se è così nell’amicizia vi è qualcosa di più del perdono . L’amicizia cancella . E’ uno sguardo nuovo che l’amico trova. Uno sguardo pulito . Uno sguardo bambino … ( …) La diposizione all’amicizia riguarda così l’infanzia ed in ogni epoca essa è segno d’infanzia.”
Esempi concreti amicizia si ritrovano
nelle Sacre scritture che celebra questo sentimento come quello
che dà sapore alle giornate dell’uomo. Senso alla sua prosperità
e rifugio nei tempi di povertà e sofferenza.
“ Un amico fedele è una protezione potente , chi lo trova, trova un tesoro. Per un amico fedele non c’è prezzo, non c’è peso per il suo valore. Un amico fedele è un balsamo di vita ..” Dice il Siracide al cap. 6 v. 14-16a.
Le Sacre Scritture rimarcano fortemente il carattere di virtù morale ricordando che l’amicizia richiede l’impegno della volontà , la costanza e che proprio tale esercizio della libertà fa di essa qualcosa che va al di là della spontaneità Infatti a leggere il Proverbi 27,9 “il profumo e l’incensi allietano il cuore , la dolcezza di un amico rassicura l’anima “ potrebbe sembrare che l’amicizia viene sentita come disposizione interiore emotiva , garantita dalla simpatia, e non è così.
E’ una virtù perché gli stessi Proverbi dicono : “ Un amico vuol bene sempre , è nato per essere un fratello nella sventura ( 17,7) e il Siracide ne richiede la prova ( ),10) “ Non abbandonare un vecchio amico , perché quello recente non è uguale a lui. Vino nuovo, amico nuovo ; quando sarà invecchiato lo berrai con piacere.”
L’amicizia come virtù sarà
salvaguardata dal timore nel Signore che è la radice di tutte le
virtù. “Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno
quanti temono il Signore. Chi teme il Signore è costante nella sua
amicizia , perché come uno è , così sarà il suo amico “.
L’amicizia è e deve essere costante : “ Non cambiare un amico per interesse , né un fratello fedele per l’ro di Ofir ( Sir. 7,18) senza ricerca di interesse immediato. Costanza è anche vegliare sulle decisioni impulsive “ Interroga l’amico perché soessi si tratta di calunnia ; non credere a ogni parola ( Sir. 19,15). E se l’amicizia risponderà a questi criteri sarà in grado di superare la prova del tempo. E per far vivere ancora più a lungo l’amicizia, positivamente bisogna essere disposti al perdono . Infatti “ Chi scaglia pietre contro gli uccelli li mette in fuga , chi offende l’amico rompe l’amicizia. Se hai sguainato la spada , contro un amico, non disperare , può esserci un ritorno. Se hai aperto bocca contro un amico , non temere può esserci riconciliazione… ( Sir. 22, 20-22 )” E ancora :” Chi copre la colpa si concilia l’amicizia , ma chi la divulga divide gli amici (Prv 17,9).
L’amicizia va coltivata per cui il Siracide esorta a fare del bene all’amico ( 14,13 ; 22,25).
L’amicizia rappresenta la forma più alta dell’amore non erotico , che possa regnare tra persone fra loro vicine, amore che può raggiungere il proprio culmine nel dono di se : “ Avendo amato i suoi che erano nel mondo , lì amò sino alla fine “ Giovanni 13,1) “ Nessuno ha un amore più grande di questo : dare la vita per i propri amici “ ( Gv. 15,13).
Scrive Patrizio Scalabrini docente di teologia biblica : “ Efficace illustrazione della natura dell’amicizia è il caso esemplare, indimenticabile di Davide, il futuro re di Israele , con Gionata, lo sfortunato figlio di Saul. L’autore biblico li presenta come amici fin dal loro primo incontro , quasi a sottolineare il lato spontaneo dell’amicizia , il suo legame con le forme del sentimento: ‘Quando Davide ebbe finito di parlare con Saul ,l’anima di Gionata si era già talmente legata all’anima di Davide , che Gionata lo amò come se stesso ( 1 Sam.18,1)’.
A rendere il loro caso fulgido ,
esemplare, interviene il fatto che essi si legano vicendevolmente
con un patto accompagnato da uno scambio di doni quale segno di
amicizia perpetua per la vita e per la morte 8 1 Sam. 18,3-4 ‘
Gionata strinse con Davide un patto , perché lo amava come se stesso
. Gionata si tolse il mantello che indossava e lo diede a Davide e
aggiunse i suoi abiti, la sua spada, il suo arco e la cintura ‘).
Patto è ciò che sinteticamente dice tutti i vincoli e doveri
dell’amicizia in quanto virtù. Patto significa soprattutto
impegno di fedeltà. Ebbene la fedeltà all’amico nei momenti
difficili è la prova di un’autenticità di un’amicizia ed è
qualità sommamente apprezzata dalla Bibbia : “Ama l’amico e sii
a lui fedele “ (Sir. 22,27; Cfr anche Siracide 6,14-16; Prv
17,17;18,24;27,10 ). Così Gionata si mostra fedele al patto di
amicizia quando non esita a informare Davide che il proprio padre
Saul attenta alla sua vita (1 Sam 19,1ss.) Gionata incarna il
disinteresse e la lealtà che devono muovere il vero amico a
differenzaa di quei numerosi falsi amici opportunisti , calcolatori
dei quali la Bibbia esorta insistentemente a diffidare. Per questo
infatti i poveri hanno ben pochi amici , mentre i ricchi e potenti ne
dispongono innumerevoli che , però, si dileguano non appena uno si
trova in difficoltà. (Prv 19,6-7)
‘Molti sono gli adulatori
dell’uomo generoso e tutti sono amici di chi fa doni . Il povero è
disprezzato dai suoi stessi fratelli ,tanto più si allontanano da
lui i suoi amici ( Cfr anche Prv 19,4;14,20; Sir. 6,10;12,
8-9;13,21). Gionata è talmente disinteressato che resta leale a
Davide anche di fronte all’ira del padre Saul e persino davanti
alla prospettiva che Davide un giorno diventi un possibile, anzi un
probabile , concorrente al trono. Egli ci appare perciò come
l’amico vero , privo di invidia , di gelosia che sa invece
compiacersi della fortuna e del bene dell’amico. Davvore colma di
pathos risulta la scena dell’addio tra i due , quando si baciano
l’un l’altro e piangono insieme ,finchè per Davide si fa tardi
( 1 Sam 20,41). Quale epitaffio su questa amicizia se non il canto di
Davide quando apprende della morte di Gionata nello scontro contro i
Filistei sul monte Gelboe : “ Gionata, per la tua morte sento
dolore , l’angoscia mi stringe per te , fratello mio Gionata! Tu mi
eri molto caro ; la tua amicizia era per me cosa più preziosa di un
amore di donna”.(2 Sam 1, 25-26).
(Leggi anche Sillabari Amicizia ( I)
)
Eremo Rocca S. Stefano sabato 26 marzo
2022
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