martedì 16 febbraio 2021

BIBLIOFOLLIA : Finzioni

Nelle vecchie biblioteche  costumava tenere dei libri finti che si mettevano  negli scaffali dove mancava qualche libro vero o servivano a mascherare  palchetti nei quali  non si potevano collocare volumi.  Sul dorso di questi finti libri  che spesso erano  pezzi di legno con il dorso  foggiato a libro vero  e ricoperto di pelle o di pergamena  si scrivevano titoli fantastici o scherzosi. Ne raccolse un mazzetto  Costantino Arlia  nel suo Dizionario Bibliografico  (tra i manuali Hoepli  del 1892) che disse spigolati nelle biblioteche tedesche o inglesi :

 

Bona malus

Arcana sapientiae

Mazzola in Capaccium

Cerrius de figmentis rerum

Quercius de eredibus ex asse

Specimen soliditatis

Clavius de fixis

De secreto naturali non revelando

Berlusconis de falsitate sub cortice veritatis

Pidies  tabula inscrutabilium

Decisiones tremontiana finantiare anno domini MMX

Malleus  partitorum et criccorum consortilum hereticorum politicae

Magnum  medicamentum sanitas  pro pecunia  cicero pro domo sua

Ma anche da quelle italiane contemporanee  non  potendo resistere  alla tentazione  di  aggiungere qualche titolo a quelli di Costantino Arlia, della qual cosa chiedo  sa subito  perdono.

Le biblioteche possono servire  a molte cose .  E’m nota la storiella di quel bell’umore  che nella sua camera aveva fatto fare  uno scaffaletto con sportello in finta  biblioteca e ci aveva scritto sopra  i due versi del divino poeta: “ Mi furon mostrato gli spiriti magni/Che del vederli in me stesso m’esalto “ ( Inferno, c.  IV ,v.119-120).

E tu ti compiacevi con l’ospite  che teneva così vicino a sé i grandi pensatori , gli scrittori più eletti  della repubblica letteraria.

 

Ma se aprivi lo scaffaletto ,l ti accorgevi che gli spiriti magni  erano rappresentati da una collezione  di bottiglie di cognac , di certosina, di strega, di whisky e di altri liquori in cui lo SPIRITO  è a un grado piuttosto forte , veramente “magno”. Ai romani  e ai frequentatori di Roma non è ignota  la Biblioteca del Valle, a due passi dall’omonimo teatro, pur essa una  bottiglieria  e un giocondo ritrovo notturno.” Nel locale sotterraneo le pareti sono ricoperte da  scaffali di ferro  che contengono non già volumi ma polverose bottiglie  di ogni vino e specialmente di quell’Acqua de Trevi , bionda e trasparente , che non ti guasta lo stomaco se ne bevi   più del necessario  e tutt’al più ti fa cantare e declamare  allegramente  come capita ogni sera alla maggior parte dei frequentatori “. (da MARIOTTI : Quando siam  dall’oste insieme, Treves ,s.a. pag. 256)

 (Da Aneddoti bibliografici raccolti da Giuseppe Fumagalli , Casa Editrice Bietti, Milano, 1933)

 Eremo Rocca S. Stefano martedì  16 febbraio 2021  

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