martedì 23 febbraio 2021

OVIDIANA :. Le metamorfosi

Tra il 2 e l' 8 d.C. escono 15 libri riguardanti le metamorfosi, composto in esametri e consta di 12.000 versi, raggruppati in 256 favole metamorfiche disposte secondo un ordine cronologico. Genere letterario di maggior impegno, il suo modello è il "poema collettivo", libro fatto da una serie di storie indipendenti tra loro ma accomunate da un solo tema.

Nelle diverse trasformazioni, Ovidio cerca le origini, dato che l'origine spiega l' essenza della cosa trasformata.

Le storie che raccontano quegli eventi mitici sono le storie dei poeti, e Ovidio attraversandole tutte, aspira a fare delle metamorfosi la summa di tutta la letteratura latina.

L'opera ovidiana ama esibire con frequenza, le fonti della propria memoria poetica e i propri confronti. E' il trionfo di una poesia patta per intrattenere e per stupire; il narratore, che rifiuta l'oggettività del poeta epico, apparentemente lontano dai fatti che raccontano, per poter intervenire liberamente e commentare i momenti sublimi dell'azione.

Le storie di metamorfosi umane, sono tutte o quasi, patetiche storie d'amore: amori infelici, amori impuri, amori difficili.

Le metamorfosi sono attente soprattutto alla dimensione spettacolare del racconto: l'equilibrio dei diversi momenti narrativi è fortemente sproporzionato, a vantaggio degli attimi della "trasformazione" rappresentata al lettore con minuziosa attenzione in tutta la serie di fasi e scene intermedie che Ovidio sa escogitare.

Il mondo del poema ovidiano è fatto di apparenze ingannevoli, travestimenti, ombre, riflessi, echi: trappole che deludono le speranze degli esseri umani e che solo il poeta dall'alto, conosce, senza essere in grado di intervenire per salvarli. Così l'opera può apparire patetica e triste: appare molto spesso la morte.

COMPOSIZIONE

In nova corpora fert mutatas dicere formas

corpora; di, coeptis (nam vos mutatis et illas)

adspirate meis primaque ab origine mundi

ad mea perpetuum deducite tempora carmen.

 

L'ispirazione mi spinge a cantare di forme tamutate

in nuovi corpi; ispirate, o dei, l'opera intrapresa ( anche voi infatti

avete presieduto a quelle metamorfosi) e guidate a un canto continuo

dalla prima origine del mondo fino ai giorni miei.

Ovidio in soli quattro versi sintetizza l'argomento della sua poesia (mutatas formas, ovvero le metamorfosi), presenta i protagonisti principali della sua opera, gli dei, cui rivolge l'invocazione, e indica il modello di poesia prescelto, la forma del poema( perpetuum carmen), che si sviluppa dal tempo della mitologia a quello della storia( primaque ab origine mundi ad mea....tempora).

Le circa 250 vicende mitico storiche, narrate nel corso del poema, sono ordinate secondo un filo cronologico(carmen-continum : opera profondamente unitaria dal punto di vista cronologico), per esempio, per continuità geografica, per analogie tematiche, per contrasto, o per semplice rapporto genealogico fra i personaggi, o ancora per analogia di metamorfosi.

Alla fluidità della struttura corrisponde la varietà di contenuti. Variabili sono le dimensioni delle storie narrate, oscillano da semplice cenno allusivo allo spazio di qualche centinai di versi, che fa di molti episodi dei veri e propri epilli. Diversi soprattutto sono i modi e i tempi della narrazione, indugia sui momenti salienti, si sofferma sulle scene e sugli eventi drammatici, come è in genere l'atto della metamorfosi, minuziosamente descritta nel suo realizzarsi.

Tipologie delle metamorfosi: il processo metamorfico può essere totale e irreversibile oppure essere parziale e temporaneo; la metamorfosi può essere unica o doppia e avvenire in più tempi; può far parte di un processo di miglioramento o di degradazione, suonare come premio o punizione o ancora come atto di pietà.

  • Esseri umani possono diventare animali, vegetali, oggetti di natura (alberi, fiori)
  • Animali superiori e inferiori ( ragno, cigno, serpente, oppure dei)
  • Esseri umani si possono mutare in mostri e in esseri inanimati (statue)
  • Trasformazioni che avvengono parzialmente
  • Sono presenti anche delle resurrezioni

Si accompagna anche la mutevolezza dello stile, epico, elegiaco, poetico drammatico o presenta movenze bucoliche: è una sorta di galleria dei vari generi letterari.

Il poema, pur adottando l'esametro, resta profondamente fedele alla rielaborazione elegiaca del mito, e quindi all'ispirazione erotico-amorosa. Ovidio nel comporlo è mosso dal desiderio di essere completo ed esauriente, di mostrarsi degno e capace di una poesia di ampio respiro, di grande impegno narrativo e di competenza enciclopediche.

Ovidio, il narratore principale, presenta frequente ricorso alla tecnica, già alessandrina, del racconto a incastro, che gli permette di evitare la pura successione elencativa delle varie vicende, incastrandosi una o più, all'interno di un'altra, usata come cornice; ma sono il più delle volte i personaggi ad impadronirsi della narrazione per raccontare altre vicende all'interno delle quali può riprodursi lo stesso meccanismo.

La tecnica del racconto nel racconto, ha anche la funzione di permettere al poeta di adattare toni, colore, stile del racconto, alla figura del personaggio narrante.

Il romanzo vuole anche tracciare una cronologia universale: partendo dal caos originario si arriva al tempo di Augusto.

Eremo Rocca S. Stefano martedì  23 febbraio 2021

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