sabato 11 luglio 2020

ANIMALI VERI ANIMALI IMMAGINARI Cane




  

Malgrado l’epoca dei Lumi e la Rivoluzione alle porte, la teoria che gli animali fossero solo e semplici macchine formulata da Descartes e convalidata dal teologo Malebranche divenne teoria ufficiale .Si diceva : se li prendi a calci si lamentano ma il loro lamento non è altro che il cigolio di un meccanismo. Se dimostrano di occuparsi della prole , costruiscono nidi ed hanno altri comportamenti ragionevoli dipende solo dall’istinto. Non hanno consapevolezza di quello che fanno . Sono macchine incoscienti senza memoria e senza raziocinio.Anche il conte di Buffon al secolo Gorge Luis Leclerc (1707-1788),uno dei più eminenti naturalisti di tutti i tempi la pensava più o meno così quando voleva fare il benpensante ligio a quello che era appunto l’idea di un filosofo naturale come Descartes. Quando però assumeva la veste di ricercatore e di osservatore appunto della natura questa sua idea entrava in conflitto con la sua onestà intellettuale diremo noi oggi . Fortunatamente la sua onestà ha avuto il sopravvento così che ci ha lasciato delle descrizioni degli animali per quello che in realtà sono e non per quello che la visione ufficiale pretendeva che fossero.

 


Nella sua Histoire Naturelle che verrà stampata e ristampata in innumerevoli edizioni e in versione integrale o ridotta ad uso di tutti e finanche dei ragazzini ci ha lasciato una descrizione del cane che vale la pena di leggere o rileggere.
L’Histoire Naturelle fu famosissima dalla seconda metà del Settecento fino al 1859 data di pubblicazione dell’Origine della specie di Charles Darwin e dopo conobbe una progressiva eclissi fino a diventare una rarità per bibliofili.

Ecco dunque che cosa scrive del cane:”…le qualità interne sono la parte più sublime nell’animale,da che per esse si distingue dal puro automa,sovrasta ai vegetali ,e meglio si approssima a noi. Il sentimento adunque è quello che nobilita un ente, che lo regge,che vivifica,che comanda gli uomini ,rende attive le membra,fa nascere il desiderio ,e dà alla materia il moto progressivo,la volontà e la vita (….) Il cane ,indipendentemente dalla bellezza della sua forma,dalla vivacità,dalla forza,dall’agilità,possiede in grado eccellente tutte quelle qualità interiori che possono tra su di lui e fissare gli sguardi dell’uomo. Un natural focoso , collerico,ed altresì feroce e sanguinario,rende il cane selvatico formidabile a  tutti gli altri animali: ma questo naturale del cane domestico dà luogo a sentimenti più dolci,al piacere di amare e al desiderio di rendersi amabile. Vien egli perciò umile a mettere ai piedi del padrone il suo coraggio,la sua forza i suoi talenti ,aspetta i suoi ordini per farne uso, lo consulta, lo

interroga, lo supplica e una sola occhiata basta per fargli intendere i segni della sua volontà; e benché non abbia come l’uomo il lume della ragione, egli ne ha però tutto il fervore del sentimento e lo supera in fedeltà e in costanza d’affetto (…)ma il cane ammaestrato dall’esercizio dall’educazione,nonché dalla finezza del sentimento, che a lui solo appartiene non perde di mira l’oggetto che perseguita (…) Sembra che il cane sia il solo animale la cui fedeltà regge ad ogni prova; il solo che conosce sempre il padrone e gli amici di casa;il solo che subito si accorge della venuta di uno straniero; il solo che intende il suo nome e che riconosca la voce dei domestici; il solo che non confida sulle sue forze; il solo che quando ha perduto il suo padrone e non può ritrovarlo,chiamalo con i suoi gemiti; il solo che in un lungo viaggio sebbene fatto la prima volta , si sovviene poi della strada , e sa rintracciare il cammino; il solo finalmente i cui naturali talenti sono evidenti e l’educazione sempre felice…”

Da sempre la virtù dell’incrollabile fedeltà al padrone era nota. Lo dimostra la storia di Argo il cane di Ulisse . Fedeltà descritta da Thomas Mann in Cane e padrone. Ce lo dicono le tante storie di cui si occupano i mass media.Ci sono premi e statue per cani valorosi. Ci sono gare di agilità e di bellezza. Ci sono anche storie di vivisezione, di sofferenze a cui questi animali sono sottoposti ,criminali gestioni di canili e soprattutto c’è la crudeltà, l’insensatezza, la perfidia la stupidità, 

l’ignoranza dell’uomo che si traduce nell’abbandono .Ci sono gruppi su facebook che raccolgono proposte e iniziative in favore del “ miglior amico dell’uomo” anche se l’uomo non è sempre il miglior amico del cane. Un vecchio detto popolare assicura che prima o poi il cane prende a somigliare al padrone e diventa un doppio dell’uomo irrompendo anche nella ritrattistica storica,luogo topico dell’identità. 

 
Eremo Rocca S. Stefano  sabato 11  luglio 2020

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