Malgrado l’epoca dei Lumi e la Rivoluzione alle porte, la
teoria che gli animali fossero solo e semplici macchine formulata da Descartes
e convalidata dal teologo Malebranche divenne teoria ufficiale .Si diceva : se
li prendi a calci si lamentano ma il loro lamento non è altro che il cigolio di
un meccanismo. Se dimostrano di occuparsi della prole , costruiscono nidi ed
hanno altri comportamenti ragionevoli dipende solo dall’istinto. Non hanno
consapevolezza di quello che fanno . Sono macchine incoscienti senza memoria e
senza raziocinio.Anche il conte di Buffon al secolo Gorge Luis Leclerc
(1707-1788),uno dei più eminenti naturalisti di tutti i tempi la pensava più o
meno così quando voleva fare il benpensante ligio a quello che era appunto
l’idea di un filosofo naturale come Descartes. Quando però assumeva la veste di
ricercatore e di osservatore appunto della natura questa sua idea entrava in
conflitto con la sua onestà intellettuale diremo noi oggi .
Fortunatamente la
sua onestà ha avuto il sopravvento così che ci ha lasciato delle descrizioni
degli animali per quello che in realtà sono e non per quello che la visione
ufficiale pretendeva che fossero.
Nella sua Histoire Naturelle che verrà stampata e ristampata
in innumerevoli edizioni e in versione integrale o ridotta ad uso di tutti e
finanche dei ragazzini ci ha lasciato una descrizione del cane che vale la pena
di leggere o rileggere.
L’Histoire Naturelle fu famosissima dalla seconda metà del Settecento fino al 1859 data di pubblicazione dell’Origine della specie di Charles Darwin e dopo conobbe una progressiva eclissi fino a diventare una rarità per bibliofili.
L’Histoire Naturelle fu famosissima dalla seconda metà del Settecento fino al 1859 data di pubblicazione dell’Origine della specie di Charles Darwin e dopo conobbe una progressiva eclissi fino a diventare una rarità per bibliofili.
Ecco dunque che cosa scrive del cane:”…le qualità interne
sono la parte più sublime nell’animale,da che per esse si distingue dal puro
automa,sovrasta ai vegetali ,e meglio si approssima a noi. Il sentimento
adunque è quello che nobilita un ente, che lo regge,che vivifica,che comanda
gli uomini ,rende attive le membra,fa nascere il desiderio ,e dà alla materia
il moto progressivo,la volontà e la vita (….) Il cane ,indipendentemente dalla
bellezza della sua forma,dalla vivacità,dalla forza,dall’agilità,possiede in
grado eccellente tutte quelle qualità interiori che possono tra su di lui e
fissare gli sguardi dell’uomo. Un natural focoso , collerico,ed altresì feroce
e sanguinario,rende il cane selvatico formidabile a tutti gli altri animali: ma questo naturale
del cane domestico dà luogo a sentimenti più dolci,al piacere di amare e al
desiderio di rendersi amabile. Vien egli perciò umile a mettere ai piedi del
padrone il suo coraggio,la sua forza i suoi talenti ,aspetta i suoi ordini per
farne uso, lo consulta, lo
interroga, lo supplica e una sola occhiata basta per
fargli intendere i segni della sua volontà; e benché non abbia come l’uomo il lume
della ragione, egli ne ha però tutto il fervore del sentimento e lo supera in
fedeltà e in costanza d’affetto (…)ma il cane ammaestrato dall’esercizio dall’educazione,nonché
dalla finezza del sentimento, che a lui solo appartiene non perde di mira l’oggetto
che perseguita (…) Sembra che il cane sia il solo animale la cui fedeltà regge
ad ogni prova; il solo che conosce sempre il padrone e gli amici di casa;il
solo che subito si accorge della venuta di uno straniero; il solo che intende
il suo nome e che riconosca la voce dei domestici; il solo che non confida
sulle sue forze; il solo che quando ha perduto il suo padrone e non può
ritrovarlo,chiamalo con i suoi gemiti; il solo che in un lungo viaggio sebbene
fatto la prima volta , si sovviene poi della strada , e sa rintracciare il
cammino; il solo finalmente i cui naturali talenti sono evidenti e l’educazione
sempre felice…”
Da sempre la virtù
dell’incrollabile fedeltà al padrone era nota. Lo dimostra la storia di Argo il
cane di Ulisse . Fedeltà descritta da Thomas Mann in Cane e padrone. Ce lo
dicono le tante storie di cui si occupano i mass media.Ci sono premi e statue
per cani valorosi. Ci sono gare di agilità e di bellezza. Ci sono anche storie
di vivisezione, di sofferenze a cui questi animali sono sottoposti ,criminali
gestioni di canili e soprattutto c’è la crudeltà, l’insensatezza, la perfidia
la stupidità,
l’ignoranza dell’uomo che si traduce nell’abbandono .Ci sono
gruppi su facebook che raccolgono proposte e iniziative in favore del “ miglior
amico dell’uomo” anche se l’uomo non è sempre il miglior amico del cane. Un
vecchio detto popolare assicura che prima o poi il cane prende a somigliare al
padrone e diventa un doppio dell’uomo irrompendo anche nella ritrattistica
storica,luogo topico dell’identità.
Eremo Rocca S. Stefano
sabato 11 luglio 2020



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