sabato 19 settembre 2020

LINEA D’OMBRA Papa Francesco ai genitori di figli Lgbt: “La Chiesa li ama, sono figli di Dio”

 


“La Chiesa non li esclude perché li ama profondamente”. Le parole di papa Francesco, stamattina, al termine dell’udienza generale nella quale ha accolto un gruppo di genitori con figli lgbt  (1)dell’associazione Tenda di Gionata.

"Il Papa ama i vostri figli così come sono, perché sono figli di Dio". Sono le parole di papa Francesco stamattina, al termine dell'udienza generale nella quale ha accolto un gruppo di genitori con figli lgbt dell'associazione Tenda di Gionata. Un incontro che arriva a pochi giorni dall'omicidio di Maria Paola Gaglione, 22 anni, da parte del fratello Michele a Caivano. Il 30enne non accettava la relazione di sua sorella con un uomo transgender, così lì ha inseguiti e speronati in moto mentre a bordo del loro scooter si dirigevano ad Acerra. Così ha ucciso la sorella.

Come riporta Avvenire, nell'occasione Mara Grassi, vice presidente dell'associazione insieme al marito Agostino Usai, ha donato al Pontefice il volumetto "Genitori fortunati" – tradotto in spagnolo per l'occasione – che riassume le esperienze ecclesiali, non sempre agevoli, di queste famiglie insieme ad alcune lettere con richieste, speranze ma anche proteste di persone troppo a lungo considerate spesso indesiderabili dalle comunità ecclesiali. "La nostra associazione – ha detto Mara Grassi riferendo il discorso rivolto al Papa – vuol far dialogare la Chiesa e le famiglie con figli lgbt. Vogliamo creare un ponte con la Chiesa perché anche la Chiesa possa cambiare lo sguardo verso i nostri figli, non escludendoli più ma accogliendoli pienamente".

La risposta di Francesco è stata rasserenante e cordiale: "La Chiesa non li esclude perché li ama profondamente". Al Papa è stata donata anche una maglietta colorata d'arcobaleno con la scritta "Nell'amore non c'è timore" (1Gv, 4, 18). "Ha guardato e ha sorriso – ha concluso Mara Grassi, che ha quattro figli, di cui il più grande omosessuale – un momento di profonda sintonia che non dimenticheremo".(2)

In Nigeria, la produttrice Pamela Adie e la regista Uyaiedu Ikpe-Etim rischiano il carcere per la realizzazione di Ifé, un film che parla della storia d’amore tra due donne. Nel paese africano vige infatti una legge che vieta l’omosessualità sia nella vita quotidiana, sia nelle rappresentazioni cinematografiche.

In molte nazioni africane la realizzazione di un film che racconta la storia di due ragazze lesbiche può costare il carcere. E’ il caso di Pamela Adie e di Uyaiedu Ikpe-Etim, rispettivamente produttrice e regista della pellicola “Ifé” (“amore” in lingua yoruba), che racconta della relazione tra due ragazze in un paese come la Nigeria, dove l’omosessualità è ancora criminalizzata.

Come era prevedibile, l’uscita del trailer ha scatenato le ire delle autorità di regolamentazione del cinema nigeriano, il Nigerian Film and Video Censors Board (NFVCB). Secondo il direttore Adebayo Thomas, Adie e Ikpe-Etim rischiano di essere incarcerate con l’accusa di promozione dell’omosessualità. “Ifé” sarà presentato ad ottobre ad una prima internazionale in Canada ma le due realizzatrici sono determinate a realizzare il loro obiettivo: che il loro film possa arrivare al pubblico nigeriano, nonostante la censura (3)

Ilga Europe, una delle maggiori associazioni lgbt internazionali, ha diffuso un report sullo stato dei diritti delle persone omosessuali, transgender, intersessuali e queer in Europa. Il nostro paese ha un tasso di intolleranza più alto della media

Ilga Europe , ha pubblicato come ogni anno il suo rapporto dello stato dei diritti e dei trend di sviluppo nei 49 paesi del continente europeo e dell’Asia centrale. Elaborato con attivisti sul campo, il report di quest’anno mostra una situazione molto più complessa di quanto ci si possa aspettare. Secondo il rapporto, è alquanto superficiale e incompleto infatti affermare che l’Unione Europea sia la regione più avanzata per quanto riguardi il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali.

Le istituzioni europee hanno da tempo iniziato a organizzare ricerche per tastare il tasso di tolleranza verso la comunità lgbti, e la più recente risale allo scorso settembre, quando la Commissione Europea ha pubblicato lo speciale Eurobarometro sulla Discriminazione 2019, che presenta le percezioni dei cittadini dell’Ue sull’accettazione sociale delle persone lgbt e sulla discriminazione basata sull’orientamento sessuale ed l’identità di genere (detta anche Sogi).

Il 76% dei cittadini europei conviene che le persone lgbt dovrebbero avere gli stessi diritti degli eterosessuali, sebbene la media vari ampiamente tra i diversi stati. In Italia, solamente il 68% degli italiani intervistati si dichiara favorevole in materia, rimanendo ben al di sotto della media europea, quando i paesi più aperti sono la Svezia, Olanda e Spagna (dove circa il 90% degli intervistati ha risposto positivamente). Inoltre, i risultati della prima indagine europea sulla discriminazione basata sul Sogi nello sport rilevano che il livello di omofobia e transfobia nello sport in Italia è superiore alla media europea.

Secondo i dati del Codice di condotta volontario sulla lotta ai discorsi di odio illegale, i discorsi incentrati sull’odio che mirano all’orientamento sessuale sono stati il secondo argomento più comunemente segnalato (15,6 per cento).

Secondo Vittorio Lingiardi, professore ordinario di Psicologia dinamica presso la Sapienza Università di Roma, l’aumento dell’hate speech dipende anche dall’incapacità di molti di riconoscere ed elaborare le proprie paure, poiché privi di  strumenti culturali e politici per affrontare fenomeni e trasformazioni epocali. Non solo: “l’hater non è più l’anonimo che lancia il sasso e nasconde la mano: oggi si vuol far riconoscere. Non si sente più solo, ma legittimato: un cambiamento preoccupante”, afferma Lingiardi a Wired. E aggiunge: “Fino a qualche tempo fa certe esternazioni erano fatte con timore, sapendo di non poter contare su una validazione sociale. Oggi sono legittimate dall’alto e questo ha contribuito a creare un clima pericoloso (4)

Scrive Daniela di Lorenzo l’11 febbraio 2020  su  WIRED. it  :“ L’atmosfera attuale ha visto un contraccolpo nei confronti dei diritti della famiglia arcobaleno in alcuni paesi tra cui soprattutto l’Italia. “Sicuramente nel 2019 l’odio è cresciuto in occasione di polemiche sulle famiglie arcobaleno e di appuntamenti controversi, come il Congresso sulla Famiglia di Verona”, dice Guaiana.

A gennaio del 2019 l’ex ministero dell’Interno Salvini ha modificato il decreto sul rilascio di carte d’identità elettroniche, stabilendo che questi documenti per i minori sarebbero stati rilasciati su richiesta “del padre e della madre”, quando invece la formulazione precedente si limitava a usare la parola “genitori”. Come espresso da Ilga Europe – ma anche da gran parte della società civile italiana – l’emendamento discrimina e colpisce soprattutto i bambini che hanno genitori dello stesso sesso.”(…) Nel febbraio scorso, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sui diritti delle persone intersessuate, riconoscendo le continue violazioni dei diritti umani che esse subiscono oggigiorno sul territorio europeo, legate soprattutto all’integrità corporea. Infatti in molte parti del mondo – tra cui l’Italia – esiste la pratica di correggere con la chirurgia i genitali di bambini intersessuali per definirli e renderli esteticamente più simili a quelli del sesso che i medici scelgono come più opportuno. Questa pratica può essere paragonata a vere e proprie mutilazioni genitali. Il Comintato Onu per i Diritti del Bambino ha raccomandato all’Italia di implementare un protocollo sanitario basato sui diritti umani per i bambini intersessuali che eviti questo sopruso corporeo.

Il 9 marzo 2020 Le Nazioni Unite hanno reso note le risposte del nostro Governo alle raccomandazioni fatte dalle delegazioni di 121 Paesi nell’ambito della Revisione Periodica Universale (Universal Periodic Review – Upr), cui l’Italia è stata sottoposta lo scorso 4 novembre a Ginevra nell’ambito della 34° sessione del Gruppo di lavoro.

L’Italia ha accettato 292 raccomandazioni sulle complessive 306, raccolte nel documento finale, che è stato distribuito in sessione il 6 novembre e adottato in plenaria l’8 successivo.

Tra le raccomandazioni accettate anche quella sulla creazione di un’istituzione nazionale indipendente per i diritti umani. Delle 17, riguardanti i diritti umani delle persone Lgbti (ben 9 in più di contro alle solo 8 del 2014), il Governo ne ha accettato 16.

Tra esse quelle riguardanti una legge contro l’omotransfobia, il divieto di interventi chirurgici cosmetici su bambini intersex e la protezione dei rifugiati Lgbti.

Il Governo si è invece limitato a prenderne nota della raccomandazione 171, fatta dall’Islanda, che chiede una legge sul riconoscimento di entrambi i genitori dello stesso sesso e sull’accesso all’istituto dell’adozione per coppie omosessuali. (5)


(1) LGBT, è una sigla utilizzata come termine collettivo per riferirsi a persone Lesbiche.Gay,Bisessuali,Transgender. In uso fin dagli anni novanta, il termine è un adattamento dell'acronimo LGB, per indicare la comunità LGBT dalla fine degli anni ottanta, in quanto molti trovavano che il termine comunità gay non rappresentasse accuratamente tutti coloro a cui il termine si riferiva. L'acronimo è diventato un'auto-designazione convenzionale ed è stato adottato dalla maggior parte di centri sociali e media basati su sessualità e identità di genere.

L'acronimo LGBT ha lo scopo di enfatizzare la diversità delle culture basate su sessualità e identità di genere e a volte è utilizzato per riferirsi a chiunque sia non-eterosessuale- e/o non-cisgender invece di persone che sono esclusivamente lesbiche, gay, bisessuali o transgender. Per riconoscere questa inclusione, una popolare variante aggiunge la lettera Q per chi si identifica come queer o sta interrogando la propria identità, creando la sigla LGBTQ, registrata fin dal 1996. Alcune persone intersessuali che vogliono essere incluse in gruppi LGBT suggeriscono un acronimo esteso LGBTI. Alcune persone combinano i due acronimi e usano il termine LGBTQI.

Il fatto che qualcuno si identifichi apertamente o meno può dipendere dal vivere in un ambiente discriminatorio, così come dalla condizione dei diritti LGBT dove vive.

https://it.wikipedia.org/wiki/LGBT

 (2) su: https://www.fanpage.it/attualita/papa-francesco-ai-genitori-di-figli-lgbt-la-chiesa-li-ama-sono-figli-di-dio/

https://www.fanpage.it/

(3) https://www.fanpage.it/attualita/nigeria-esce-il-film-lgbt-ife-le-autrici-ora-rischiano-14-anni-di-carcere/

(4) https://www.wired.it/attualita/politica/2020/02/11/italia-report-ilga-diritti-lgbt/

(5) http://www.gaynews.it/2020/03/09/italia-upr-accetta-16-17-raccomandazioni-onu-diritti-lgbt-resta-fuori-genitorialita/

Eremo Rocca S. Stefano sabato 19 settembre 2020

 

 

 

 

 

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