Ci sono libri che si posseggono da vent'anni senza leggerli, che si tengono
sempre vicini, che uno si porta con sé di città in città, di paese in paese,
imballati con cura, anche se abbiamo pochissimo posto, e forse li sfogliamo al
momento di toglierli dal baule; tuttavia ci guardiamo bene dal leggerne per
intero anche una sola frase. Poi, dopo vent'anni, viene un momento in cui
d'improvviso, quasi per una fortissima coercizione, non si può fare a meno di
leggere uno di questi libri d'un fiato, da capo a fondo: è come una
rivelazione. Ora sappiamo perché lo abbiamo trattato con tante cerimonie.
ELIAS CANETTI, La provincia dell'uomo, 1973.
La mia biblioteca, composta da migliaia di volumi che mi sono proposto di
leggere, cresce dieci volte più in fretta di quanto io possa leggere. Ho
tentato di dilatarla fino a farne una specie di universo in cui trovare tutto.
Ma questo universo cresce in una misura che dà le vertigini. Non vuole
placarsi, e io ne sento la crescita sulla mia pelle. Ogni volume che vi
aggiungo scatena una piccola catastrofe cosmica, e un po' di quiete subentra
solo quando in apparenza quel volume trova il suo posto e provvisoriamente
scompare.
ELIAS CANETTI, La rapidità dello spirito, 1994.
Eremo Rocca S. Stefano martedì 1 dicembre 2020

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