giovedì 17 dicembre 2020

STORIE E VOCI DAL SILENZIO , LA MONTAGNA ABRUZZESE NELLE PAGINE DEI VIAGGIATORI STRANIERI DELL’OTTOCENTO : FORCA CARUSO 1

 



Karl Ulisses de Salis Marschlins  ,viaggiatore e letterato  svizzero di lingua tedesca  è noto per un resoconto di viaggio a carattere scientifico nonostante proietti in qualche passo  “la condizione  degli abruzzesi in un tempo mitico”.

 “Venni accompagnato da due guardiani del Barone, i quali non dovevano lasciarmi,se non dopo aver attraversato la Furca Carosa, la cresta più alta dell’Appennino , dove il viaggiatore può trovarsi esposto ad ogni sorta di pericoli.  Nell’inverno può imbattersi  con un violentissimo vento da nord-est che attraverso la gola di questi monti ,diviene  così gelato e pungente  da intirizzirvi ogni giuntura , e rendere incapace l’individuo  più forte di resistere  alla sua impetuosità. Nell’estate poi, questo passo,  privo di qualunque abitazione umana , diviene covo di banditi , in modo che assassinii e rapine  sono gli abituali avvenimenti della stagione.

Prima di raggiungere la sommità di questa gola, osservai  nelle vallate limitrofe , e sovra  alcune prominenze, pascoli  estesissimi di erbe scelte , che pare valgano in quantità e qualità., i migliori pascoli delle nostre Alpi.Rimasi sorpreso di trovare così poco bestiame  cornuto, in contrade tanto montagnose ; ma pare che la gran quantità di erbe aromatiche , che ricoprono queste pasture, si addicano più alle pecore ,  che non al grosso bestiame ; al quale, d’altra parte mancherebbe in inverno ogni sorta di foraggio , perché il piano viene tutto coltivato a grano, e sono assolutamente qui sconosciuti , i pascoli artificiali di trifoglio. Ragion per cui le pecore – principale oggetto d’industria locale – vengono mandate  a svernare o in Puglia , ovvero nei piani d’Abruzzo presso il mare.  Sarebbe forse assai meglio,per l’industria e per l’agricoltura,l’allevamento misto degli ovini e dei bovini; ma non è questa una questione , che intenda ora di discutere.

Il suolo della sommità della Furca Carosa , consiste tutto di pietra calcarea , come lo sono quasi tutte le creste dell’Appennino  , ed in specie quella del Gran Sasso d’Italia , che è la più elevata di tutte. Quasi tutta la superficie della montagna , è a strati e  crepacci  ; ed i pezzi che – staccatisi-  sono stati travolti giù dalle pioggie , e si sono ammassati insieme con la neve  in fondo alle vallate, hanno formato  la più straordinaria specie di pietre levigate  e arrotondite. Nella parte piana dell’Abruzzo , poi, il sottosuolo  è formato principalmente di argilla rossa.

Durante il mio viaggio , mai fortunatamente, ebbi la sventura di essere assalito dai briganti ; però i numerosi segni posti a memoria  di coloro che erano stati martirizzati  od affocati sul posto, mi provarono l’esistenza del pericolo , e le barbarie che erano state commesse  dagli assassini.”

(Testo citato:  Viaggio attraverso l’Abruzzo  nel 1789  da Napoli per Avezzano  e Sulmona. Adelmo Polla  Editore 1988  Estratto e ripubblicato da  Nel regno di Napoli. Viaggi attraverso varie province  nel 1789.  Editore Vecchi, Trani ,1906. Il brano e tratto dalle pagg.  80-81 dell’edizione 1988)

 

Eremo Rocca S. Stefano giovedì 17  dicembre 2020

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