Miti lunari in Arabia del Sud
Nell’antica Arabia del sud era diffuso il culto della luna.
Essa formava con il sole e Venere la triade di padre, moglie e figlio. In
diversi monumenti arabi compare la mezza Luna con la parte concava rivolta
verso l’alto, con sopra il disco solare. La luna in queste regioni è preferita
per la sua luce tenua , quindi opposta al Sole
cocente.Tra i beduini del deserto il Dio Luna “ Amar” è maschile e si trova anche con i nomi di Al-latt oppure
Al-cuzza che significa “ nume dei numi”. Il sole viceversa è femminile e viene
chiamato “Shams”. Sole e luna venivano
denominati le due lune. Tra i popoli
della mezza luna dunque le eclissi di sole erano presagio di sventura e di morte. Sembra che
i beduini vivessero l’archetipo
luna in modo simile a quello dei Nord
Americani ;pur non conoscendo la loro
esistenza pensavano anche che la
scomparsa e la ricomparsa della luna
fosse dovuta alla sua entrata e uscita da una guaina che per entrambi i popoli sarebbe stata una
galleria ; la Luna
nel caso specifico era paragonata al membro maschile.
Il calendario religioso Islamico era ed è lunare perché gli Arabi furono studiosi di astronomia. La luna per loro governava sulla terra tutto ciò che è disposto a mutare, a crescere ed a decrescere ciclicamente. I definitici lunatici erano di costituzione piena e perfetta come l’astro protettore loro corrispondente.
Anche per i medici arabi esisteva il mal della luna e le crisi dei malati dipendevano dalla troppo abbondante luce lunare.
Miti lunari in Grecia
Presso i Greci la luna veniva chiamata Selene ma il suo
culto è sporadico a differenza di altri
popoli come quelli asiatici per i quali
il culto della luna aveva un posto
eminente.
Nell’Arcadia, ritrovamenti archeologici testimoniano la diffusione del culto di Selene dove era venerata insieme a Pan in una grotta del monte Liceo. Pan era presso i Greci il dio della montagna , il simbolo della vita agreste. Era anche il protettore dei boschi e delle sorgenti e divenne patrono della pennichella quotidiana dei pastori . Pan sapeva infondere visioni e terrori improvvisi , da cui il nome di “panico “Si credeva che Pan apparisse in sogno per dare consigli e suggerimenti.
Ad Atene si offrivano a Selene libagioni di latte, miele ed acqua , focacce a forma di luna e il mito della luna fu naturalmente collegato al Sole. (Elio ) di cui veniva rappresentata come moglie , figlia o sorella. La connessione delle fasi lunari a molti fenomeni terrestri diede grande diffusione alla credenza che molti fatti e avvenimenti della natura terrestre e dell’umanità dipendessero da Selene , secondo fasi o periodi ascendenti e discendenti.
Le giovani giunte all’età di prendere marito imploravano Selene di essere sciolte dal voto della verginità; alla stessa dea le vergini, preparandosi al matrimonio , offrivano come primizia la propria chioma . Persino le donne piangenti sulla tomba dei figli non trascuravano di cantare inni alla luna secondo quando riferisce Virgilio nelle sue Georgiche , Libro IV
Miti lunari fenici
La luna dei Fenici
veniva chiamata Astante. Questo nome
penetrò nel mondo greco-romano e si ritrova menzionata anche nel vecchio
testamento ed è una delle maggiori
divinità del mondo semitico.
Quindi Astante per i popoli fenicio e semita rappresentava la divinità per eccellenza e venne identificata con l’Afrodite greca e l’egiziana Iside.
Il carattere più spiccato dell’Astarte fenicia fu quello di essere dea madre , che appunto rivela un modo particolare di definire la natura. Essa è dunque la terra madre , progenitrice di tutti gli esseri viventi : piante, animali ed uomini ed è fecondata dal suo sposo celeste Baal ( il signore ).
Iscrizioni egiziane ed assire già nel secondo millennio a:c. documentano questo culto.
Molto diffusa è una effige di Astante raffigurata con le corna ricurve come la dea egizia Hatbor (nome di una città israelitica).
Anche i cartaginesi rappresentavano Astante “Dea dell’amore “ con due mezze lune e la chiamavano Tanit. Nell’Amazzonia del nord Tanit Kamoshi si collega con la mezza Luna d’oro e con Keri nome collegato con i culti cartaginesi.
A Cartagine veniva venerata con il nome di urania o Dea celeste e veniva invocata contro la siccità. A Thugga presso cartagine ancora oggi si possono vedere le rovine del tempio innalzato alla Dea Caelestis.


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