martedì 1 dicembre 2020

LA LUNA DEI LUNATICI Miti lunari

 

Miti lunari in Arabia del Sud

Nell’antica Arabia del sud era diffuso il culto della luna. Essa formava con il sole e Venere la triade di padre, moglie e figlio. In diversi monumenti arabi compare la mezza Luna con la parte concava rivolta verso l’alto, con sopra il disco solare. La luna in queste regioni è preferita per la sua luce tenua , quindi opposta al Sole  cocente.Tra i beduini del deserto il Dio Luna “ Amar” è maschile e  si trova anche con i nomi di Al-latt oppure Al-cuzza che significa “ nume dei numi”. Il sole viceversa è femminile e viene chiamato  “Shams”. Sole e luna venivano denominati le due lune.  Tra i popoli della mezza luna dunque le eclissi di sole erano  presagio di sventura e di morte. Sembra che i  beduini vivessero l’archetipo luna  in modo simile a quello dei Nord Americani  ;pur non conoscendo la loro esistenza pensavano  anche che la scomparsa e la ricomparsa della luna  fosse dovuta alla sua entrata e uscita da una guaina  che per entrambi i popoli sarebbe stata una galleria ; la Luna nel caso specifico era paragonata al membro maschile.

Il calendario religioso Islamico  era ed è lunare perché gli Arabi  furono studiosi di astronomia.  La luna per loro governava sulla terra tutto ciò che è disposto  a mutare, a crescere  ed a decrescere ciclicamente. I definitici lunatici erano di costituzione  piena e perfetta  come l’astro protettore loro corrispondente.

Anche per i medici arabi  esisteva il mal della luna  e le crisi dei malati dipendevano dalla troppo abbondante luce lunare.

 

Miti lunari in Grecia

Presso i Greci la luna veniva chiamata Selene ma il suo culto è sporadico  a differenza di altri popoli come quelli asiatici  per i quali il culto della luna aveva  un posto eminente.

Nell’Arcadia, ritrovamenti archeologici testimoniano la diffusione del culto di Selene dove era venerata insieme a Pan in una grotta del monte Liceo. Pan era presso i Greci il dio della montagna , il simbolo della vita agreste. Era anche il protettore dei boschi e delle sorgenti  e divenne  patrono della pennichella quotidiana dei pastori . Pan sapeva infondere visioni e terrori improvvisi , da cui il nome di “panico “Si credeva che Pan apparisse in sogno per dare consigli  e suggerimenti.

Ad  Atene si offrivano a Selene libagioni di latte, miele ed acqua , focacce a forma di luna  e il mito della luna fu naturalmente collegato al Sole.  (Elio ) di cui veniva rappresentata come moglie , figlia o sorella.  La connessione delle fasi lunari a molti  fenomeni  terrestri  diede grande diffusione alla credenza che molti fatti e avvenimenti della natura  terrestre e dell’umanità dipendessero da Selene , secondo  fasi o periodi ascendenti e discendenti.

Le giovani giunte all’età di prendere marito imploravano Selene di essere sciolte dal voto  della verginità; alla stessa dea  le vergini, preparandosi al matrimonio , offrivano  come primizia la propria chioma . Persino le donne piangenti sulla tomba dei figli non trascuravano  di cantare inni alla luna secondo quando riferisce Virgilio nelle sue Georgiche , Libro IV

 

Miti lunari fenici

La luna dei  Fenici veniva chiamata Astante. Questo nome  penetrò nel mondo greco-romano e si ritrova menzionata anche nel vecchio testamento  ed è una delle maggiori divinità del mondo semitico.

Quindi Astante per  i popoli fenicio e  semita  rappresentava la divinità per eccellenza e venne identificata con l’Afrodite greca  e l’egiziana Iside.

Il carattere più spiccato dell’Astarte fenicia fu quello di essere dea madre , che appunto rivela un modo particolare di definire la natura. Essa è dunque la terra madre , progenitrice di tutti gli esseri viventi  : piante, animali  ed uomini ed è fecondata dal suo sposo celeste  Baal ( il signore ).

Iscrizioni egiziane ed assire  già nel secondo  millennio a:c. documentano questo culto.

Molto diffusa è una effige di Astante raffigurata  con le corna ricurve come la dea egizia Hatbor (nome di una città israelitica).

Anche i cartaginesi rappresentavano Astante  “Dea dell’amore “ con due mezze lune e la chiamavano  Tanit. Nell’Amazzonia del nord  Tanit Kamoshi si collega con la mezza Luna  d’oro e con Keri nome collegato con i culti cartaginesi.

A Cartagine veniva venerata con il nome di  urania o Dea celeste e veniva invocata contro la siccità. A Thugga presso cartagine ancora oggi si possono vedere le rovine del tempio  innalzato alla Dea  Caelestis.

  Eremo Rocca S. Stefano  martedì 1 dicembre 2020





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