Vorrei formulare un concetto di buon senso che non intende esprimere nessun giudizio negativo, nè formale
né sostanziale, né politico , né
etico-morale , né tanto meno
scientifico ,sulla validità di uno screening di massa con un test per isolare e tracciare gli asintomatici e procedere alla relativa sorveglianza per attuare una delle misure di contrasto al
contagio Covid 1, proposto su base
volontaria e completamente gratuito alla popolazione abruzzese .
Il concetto è questo ed è simile a quello che si può formulare in riferimento all’annuncio della prossima somministrazione del vaccino : voglio vedere le carte e conoscere le intenzioni delle proposte . Premettendo che non sono un no vax e che quasi sicuramente mi sottoporrò al test vorrei esaminare alcune ipotesi . In riferimento ai test le due idee che vorrei esaminare sono : la prima , detta brutalmente formulata come segue . Siamo sicuri che lo screening di massa sia del tutto motivato da un’azione di lotta che molti ritengono efficace e non invece sia introdotto in questo momento dello sviluppo della pandemia per creare una giustificazione all’intenzione di riaprire tutto per il Natale, almeno a base regionale, in quanto i Presidenti di Giunta regionale ne hanno la possibilità. E di conseguenza come non si può non dubitare di fronte alle decisioni della politica che ad oggi hanno lasciato peggiorare l’andamento della pandemia ,del fatto che allo screening non seguano quelle azioni necessarie a renderlo utile allo scopo, .
Partiamo dal fatto che dall’inizio della seconda ondata della pandemia i numeri sono andati in crescendo .
Tanto che il 14 novembre su Il Capoluogo Stefania Pezzopane con allarme fotografava così la situazione : ““I numeri di oggi in Abruzzo sono terribili, mentre scende l’Rt in Italia, in Abruzzo aumentano i casi, 939 nuovi contagi e 374 in Provincia dell’Aquila” .Concludendo “Cosa deve ancora accadere perché il Presidente della Regione ed il sindaco dell’Aquila, anche in qualità di Presidente del Comitato ristretto dei Sindaci decidano qualcosa e prendano opportuni provvedimenti per evitare assembramenti e tutelare la popolazione come hanno fatto altri Presidenti e Sindaci?“.
Un’opinione e una percezione che può anche discutersi. Resta però il bollettino ufficiale della regione che ancora il 24 novembre 2020 fotografava così la situazione : “Sono complessivamente 24822 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza. Rispetto a ieri si registrano 536 nuovi casi (di età compresa tra 4 mesi e 97 anni). *(il totale risulta inferiore di 2 unità, in quanto sono stati sottratti 2 casi comunicati nei giorni precedenti e risultati duplicati). I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 73, di cui 9 in provincia dell’Aquila, 23 in provincia di Pescara, 22 in provincia di Chieti, 19 in provincia di Teramo. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 18** nuovi casi e sale a 822 (di età compresa tra 71 e 97 anni, 12 in provincia dell’Aquila, 4 in provincia di Pescara, 1 in provincia di Chieti e 1 in provincia di Teramo). **(3 casi sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni scorsi e comunicati solo oggi dalle Asl). Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 7344 dimessi/guariti (+209 rispetto a ieri). Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 16656 (+307 rispetto a ieri).” Dei 536 nuovi casi positivi, 129 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, 139 in provincia di Chieti, 121 in provincia di Pescara, 154 in provincia di Teramo, 3 fuori regione.
Ma già dal 10 novembre l’allarme era suonato alto e forte tanto che il Messaggero scriveva : “Nuovo doppio record in Abruzzo: 746 nuovi casi di coronavirus a fronte del numero più alto di tamponi mai analizzati: 4.766. La percentuale di positività si mantiene in linea con quella degli ultimi giorni, con il 15,6 per cento. “E a livello regionale perche nella settimana tra 26 ottobre-1° novembre: Abruzzo aveva un Rt 1,54 (la settimana precedente era 1,4
Fino ad arrivare all’inserimento della regione nella zona arancione. Sulla base di dati che per esempio facevano comparare la situazione di L’Aquila in percentuale a Milano .
Una situazione venutasi a creare nel mese di novembre forse
per il ritardo nell’applicazione di misure più
drastiche e contenitive che
probabilmente avrà bisogno di molto tempo per
arrivare ad una decrescita della curva dei contagi . Tanto che per esempio già da ora La Stampa di Torino azzarda una
ipotesi : “A Natale – con l’eccezione di Abruzzo, Basilicata e Toscana – tutta
l’Italia potrebbe essere gialla, l’area dove i negozi restano aperti, si può
circolare anche fuori dalla propria regione, con le uniche limitazioni di bar e
ristoranti chiusi dopo le 18, il coprifuoco alle 22 (che potrebbe però essere
spostato in avanti) e le scuole superiori con le lezioni a distanza. A
decretarlo sono i profili di rischio delineati dal monitoraggio settimanale
appena approvato da cabina di regia e Cts, che smentendo le previsioni della
vigilia per ora lascia le cose come stanno, perché prima di uscire dalle zone
rosse o arancioni occorrono due settimane e una terza per il controllo dei
dati.”
Tranne l’Abruzzo.
I miei dubbi e le mie perplessità in questo momento , credo possano interpretare il sentimento dei tanti che hanno a cuore e danno valore al metodo scientifico, ma allo stesso tempo si pongono il problema di come la politica possa contemperare due momenti essenziali della vita del cittadino , la sua salute, la difesa della sua salute e il suo benessere inteso come garanzia di un reddito da una parte e di un soddisfacimento dei bisogni e delle esigenze materiali e spirituali dall’altra .
Dico questo perché le evidenze dei fatti che voglio elencare non depongono in questo senso ,o forse sì, lascio giudicare a chi legge. La trasparenza è la misura del rispetto che si nutre nei confronti degli altri e genera un bene prezioso, la fiducia.
Una fiducia che potrebbe incrinarsi a leggere le notizie di stampa che solo il 20 settembre ( dopo che già alla fine di maggio si era parlato di una seconda ondata e dopo i mesi preziosi dell’estate persi ) dicevano : “L’Abruzzo verso il potenziamento e la riorganizzazione dell’assistenza territoriale Covid. Un nuovo Piano presentato in Commissione Sanità: un modello integrato che prevede, tra le altre cose, l’attivazione di più posti letto in terapia intensiva. Più integrazione tra medicina territoriale e attività ospedaliera, parte da qui il nuovo Piano per la gestione dell’emergenza Covid in Abruzzo. 29 milioni di euro per il potenziamento del sistema, queste le cifre di cui ha parlato l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì. I fondi saranno ripartiti a seconda delle operazioni di destinazione, ad esempio l’assistenza domiciliare integrata sarà il settore che riceverà maggiori risorse, stimate intorno ai 4 milioni di euro di fondi. Finanziamenti che serviranno a coprire le spese legate all’assistenza dei pazienti Covid dimessi, che dovranno avviarsi a un percorso protetto. Potenziate anche le cure primarie e il personale, con la figura, già annunciata qualche settimana fa, dell’infermiere di famiglia. ( Il Capoluogo 20 settembre 2020 )
Mesi persi fino ad arrivare al 26 novembre quando si apprende : “Il commissario straordinario per
l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto
dell'emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, ha nominato il presidente della
Regione Abruzzo, Marco Marsilio, commissario delegato per l'attuazione degli
interventi finalizzati alla realizzazione delle opere previste nel piano
regionale di riordino della rete ospedaliera approvato dal ministero della
Salute.
Il presidente Marsilio provvederà ad aggiornare la
pianificazione operativa degli interventi per accelerare l'esecuzione dei
lavori, nominando i soggetti attuatori, al fine di attuare le opere e porre in
atto tutti i procedimenti che vanno dalla progettazione ai collaudi finali. Il
piano dà alle quattro Asl abruzzesi la possibilità di aumentare i posti letto
(fissati in 0,14 per mille abitanti) in terapia intensiva e in quella
subintensiva.I posti sono distribuiti in maniera equa su tutto il territorio,
in base alla densità della popolazione e ai numeri dei ricoveri durante la
pandemia: 16 all'Aquila, 16 a Pescara (comprese le 4 di area pediatrica
obbligatorie), 18 a Chieti, 16 a Teramo. Si arriverà così a una dotazione
complessiva di 189 posti che risulteranno utili in 'eventuali situazioni di
accrescimento improvviso della curva epidemicà.I 92 di semi-intensiva, già in
dotazione delle Asl, saranno così divisi: 21 all'Aquila, 26 a Chieti, 24 a
Pescara e 21 a Teramo. Prevista anche la riorganizzazione dei Pronto soccorso
dei sette ospedali principali. L'obiettivo prioritario è di separare i percorsi
e creare aree distinte di permanenza dei pazienti sospetti Covid-19 o
potenzialmente contagiosi, in attesa di diagnosi. In ultimo, il piano prevede da
un lato di potenziare il trasporto secondario inter-ospedaliero per pazienti
covid, con nuove ambulanze medicalizzate dedicate e, dall'altro, consente un
incremento del personale secondo i tetti di spesa consentiti in deroga dal
ministero.«Finalmente è arrivato il decreto di nomina» ha commentato Marsilio.
«Il Piano Covid della Regione Abruzzo è stato approvato senza osservazioni nei
primi giorni di agosto e sin da allora abbiamo pressato commissario e governo
perché si passasse subito alla fase operativa. Speriamo non si debbano
rimpiangere domani questi due mesi di attesa. Le nostre strutture sono al
lavoro da oggi stesso per rispettare il cronoprogramma e realizzare al più
presto gli interventi».
Il piano per la rete ospedaliera Covid in realtà prevede investimenti per 29 milioni di euro.
Nel dettaglio, alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti vengono assegnati fondi per circa 5 milioni e mezzo di euro per la realizzazione di 18 posti di terapia intensiva e 26 di semi-intensiva al policlinico di Chieti; alla Asl di Teramo circa 4 milioni e mezzo di euro per 14 posti di intensiva e 21 di semi-intensiva nell’ala dell’ex sanatorio dell’ospedale di Teramo, oltre ad altri 2 posti di intensiva all’interno dell’ospedale Mazzini; circa 5 milioni di euro andranno alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, per 8 posti di intensiva e 15 di semi-intensiva al San Salvatore dell’Aquila, e per 8 posti di intensiva e 6 di semi-intensiva all’ospedale di Avezzano; 2 milioni di euro, infine, per la Asl di Pescara per 16 posti di intensiva e 24 di semi-intensiva al Covid hospital
Una decisione dunque del 26 novembre quando già il 6 novembre il consigliere Domenico Pettinari diceva : “Siamo di fronte all’ennesimo caso di scaricabarile di questa Giunta, le affermazioni del Governo regionale di centrodestra rilasciate alla stampa per scaricare ogni responsabilità dei ritardi di Regione Abruzzo sul Governo sono inaccettabili, soprattutto quando a smentirle sono proprio le date in calce ai documenti che loro stessi hanno prodotto”.
Un Piano di riordino
e potenziamento della rete ospedaliera per l’emergenza Covid oggetto di un’interpellanza di Domenico
Pettinari, M5S, discussa nel corso della riunione di un Consiglio regionale
di fine novembre : “Prima di tutto – spiega Pettinari – è giusto chiarire che
il Decreto rilancio (luglio 2020), che prevede i Piani di riorganizzazione e
potenziamento della rete Covid, nell’articolo 2 sancisce che le Regioni, che
hanno già eseguito le opere presentate nei Piani di riordino, vengano
interamente ristorate con i fondi a disposizione. È chiaro quindi che le scuse
arroccate sulla stampa nazionale e locale dal presidente della Giunta non
reggono. Inoltre, anche volendo analizzare il dettaglio dei tempi del carteggio
tra Governo e Regione, gli attacchi rivolti al Governo da Lega Fratelli
d’Italia e Forza Italia risultano privi di fondamento. Appare evidente come il
Piano di riordino, che la Giunta continua a sostenere di aver inviato il 15
giugno, è stato effettivamente consegnato in forma definitiva al Governo il 27
luglio, ben oltre un mese dopo. Il parere positivo del Governo al Piano arriva
l’11 agosto e, a questo punto, non si capisce perché solo ben 51 giorni dopo,
esattamente il 30 settembre, il presidente Marco Marsilio invia al
Commissario Straordinario la richiesta per essere delegato all’avvio dei
lavori. Richiesta molto tardiva, a cui comunque il Governo risponde in tempi
relativamente brevi: l’8 ottobre”.(…) “Alla luce di tutto ciò – aggiunge
Pettinari – non è chiaro il motivo per cui il presidente di Regione abbia
atteso fino al 30 settembre per procedere. Come non è chiaro il motivo per cui
la Regione Abruzzo non ha aderito all’Avviso del Commissario straordinario per
il reclutamento delle figure professionali necessarie alla realizzazione delle
opere previste dal Piano, preferendo piuttosto attendere fino al 15 ottobre per
dare l’incarico in capo alle quattro Asl abruzzesi per l’espletamento delle
singole procedure finalizzate al reclutamento, con un sostanziale allungamento
dei tempi, un aggravio di costi e di burocrazia. Una prassi inconcepibile
ripetuta anche per il reperimento delle strumentazioni. Risulta infatti che la
Asl di Pescara, con Delibera n. 1231, del 15 ottobre , abbia indetto una Gara
d’appalto per l’acquisizione di 10 ventilatori per le esigenze della terapia
intensiva del presidio ospedaliero di Pescara, per un importo complessivo a
base d’asta pari a 210mila euro, nonostante il Commissario straordinario nel
mese di luglio, abbia indetto una procedura per l’acquisto delle attrezzature necessarie
al potenziamento della rete delle terapie intensive e semi-intensive delle
singole Regioni, specificando che era nella possibilità del Governo consegnare
circa 2mila ventilatori”.
“E’ difficile concepire perché da un lato si decide di non
usufruire delle agevolazioni messe in campo dal Governo e dall’altro non si
perda occasione per lamentarsi di ritardi e inefficienze che però, carte alla
mano, sembrano insistere più nella testa di chi le denuncia che nella realtà
dei fatti. Io mi auguro che chi è al governo di questa regione la smetta di
fare politica anche sulla salute pubblica. I momenti che stiamo vivendo sono
drammatici per la nostra regione e per tutta la Nazione. E’ il momento delle
responsabilità, della cooperazione e del massimo impegno. Lo dobbiamo a tutti i
pazienti e alle vittime colpite da questo maledetto virus”, conclude. (https://abruzzoweb.it/piano-covid-abruzzo-pettinari-responsabilita-e-ritardi-scaricati-su-governo-ma-carte-svelano-altra-verita)
Quindi un piano sulla carta che dal 26 novembre diventa operativo . Il giorno in cui la situazione dei contagiati è la seguente 25.463 casi (+623), 2948 guarigioni, 472 decessi .
Un piano sulla carta
per una sanità che ha dovuto fare i conti con un rientro a causa di disavanzo stando alla lettera del
Presidente Giunta Regionale viceministro
del Mise, Antonio Misiani in seguito all’ultima riunione della Conferenza delle
Regioni di aprile 2020 :” Egr. Viceministro, caro Antonio .Con riferimento alle sue perplessità in
merito al subemendamento presentato e discusso in occasione dell’ultima
conferenza delle Regioni (Calandrini 19.1000/226), mi preme sottolineare come
il “piano” a cui intendiamo riferirci con la proposta di modifica da inserire
nella legge di Conversione del D.L. 18/2020, non è certamente il cosiddetto
“piano di rientro sanitario” di cui ben conosciamo i limiti e la complessità
per una sua modifica quanto,invece, il piano di rientro del proprio disavanzo
relativo alle sole annualità 2014 e 2015 (anni in cui si è proceduto
all’introduzione del nuovo sistema contabile armonizzato), così come previsto
nei commi da 779 a 782 dell’articolo 1 della legge 205/2017. La norma su cui si
intende intervenire non interferisce sulla parte entrata del bilancio
dell’ente, limitandosi a sospendere l’accantonamento obbligatorio oggi
previsto, che per la nostra regionale vale circa 30 milioni, e che, per detto
importo, riduce, in ciascun esercizio del piano di rientro, la capacità di
spesa ad entrate invariate. Inoltre, al fine di evitare eccezioni di
incostituzionalità legate alla possibilità di “scaricare” sulle future
generazioni disavanzi passati, la norma, in questo momento di particolare
eccezionalità, si limita a prevedere esclusivamente una rimodulazione del
piano, attraverso una sospensione nel periodo 2020/2022 dell’accantonamento
delle quote di disavanzo sul bilancio dell’ente ed un contestuale incremento
delle quote annuali per gli esercizi successivi al 2022 di una quota costante
calcolata tenendo conto degli esercizi residui alla chiusura del piano. In
altri termini non si prevede alcun allungamento del termine già previsto nel
piano approvato dalla Regione ed in corso di applicazione. Le somme così
liberate che, si ripete, trovano già copertura nel bilancio regionale e dunque
non modificano gli equilibri di finanza pubblica né a livello regionale né a
livello statale, potranno essere utilizzate con variazione di Giunta Regionale
previa preventiva rimodulazione del piano di rientro del disavanzo vigente, per
la creazione di appositi capitoli di spesa del titolo 1 e 2 da destinare a
spese legate all’emergenza sanitaria e/o al rilancio economico del territorio
con iniziative rivolte a famiglie, imprese e comuni.Convinto della bontà della
proposta la invito a rivalutare la proposta visto che la stessa interessa solo
alcune regioni italiane, non ha riflessi sui saldi di finanza pubblica
nazionale e potrebbe fornire una ottima leva per il rilancio dell’economia
abruzzese. Confidando nell’accoglimento di questa ragionevole e praticabile
proposta, rimango a disposizione per ogni necessità di ulteriori chiarimenti,
le invio cordiali saluti.
Una situazione già grave che finisce di aggravarsi a
causa di
contingenze del tutto
particolare come quella dell’estendesi di un contagio che preannunciato per la seconda ondata
questa volta tocca pesantemente la regione a differenza della prima ondata. Una
situazione che fa pensare al fatto che già dalla prima ondata si sarebbe potuto
cominciare a rafforzare i presidi, aumentare le terapie intensive , distribuire
equamente sul territorio una serie di presidi e soprattutto attrezzare le ASL
per il tracciamento che risulta decisivo
per combattere il contagio . Un lavoro dunque scarso ,con tempi lunghi e
anche imprevidente. Stando a quando capita con la somministrazione ( anzi scarsa somministrazione) dei vaccini
antinfluenzali . Vaccini necessari per
discriminare tra i sintomi dell’influenza e quelli del covid che
essendo poi quasi simili richiedono che la patologia influenzale sia
scongiurata attraverso il vaccino
fortunatamente esistente .
Un flop dunque anche in questo caso ?
“La scarsità grave di vaccini antinfluenzali è un problema
di estrema urgenza. Aver indetto la gara d’appalto e la relativa richiesta dei vaccini
da parte della Regione Abruzzo solo in estate ha fatto sì che ad oggi i medici
di famiglia paradossalmente abbiano a disposizione un numero di dosi inferiori
rispetto allo stesso periodo nel 2019, cioè in fase emergenziale un numero
inferiore rispetto a una fase ordinaria”. Inizia così la lettera
indirizzata al Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e al Manager
della ASL 1, Roberto Testa,
da parte di 9 consiglieri comunali dell’Aquila e di 32 sindaci della provincia
in merito alle criticità legate alla vaccinazione antinfluenzale. “Su questo –
proseguono – sarebbe stato auspicabile un intervento già a partire da
maggio, come pure gli uffici di igiene e prevenzione provinciali avevano
segnalato alle istituzioni locali. Inoltre non è ancora chiaro quando
esattamente arriveranno tutte le dosi richieste, ma siamo ormai a quasi due
mesi di ritardo sull’inizio della vaccinazione, mentre proprio in questi giorni
i medici di base avrebbero dovuto portare a termine la campagna. Siccome il
picco influenzale ci sarà a dicembre, come spiegano i medici, la sanità
abruzzese potrebbe trovarsi al mese prossimo a fronteggiare l’epidemia Covid19
durante il picco dell’influenza stagionale: questo significa che la risposta
alla popolazione sarebbe più lenta e meno mirata e che si dovrebbero processare
molti più tamponi. Ci appelliamo alla Regione e alla Asl affinché intervengano
nel più breve tempo possibile per scongiurare un aggravamento della situazione.
Noi sindaci e consiglieri comunali – aggiungono – siamo costantemente
contattati da medici allarmati che denunciano lo stato delle cose e che temono
si arriverà, se non si farà qualcosa per risolvere il problema, a una
situazione in cui dover selezionare i pazienti cui vale la pena somministrare
il vaccino. Oltre che esporre quindi il personale medico, cui va tutto il
nostro ringraziamento, a una scelta inaccettabile, riteniamo sia inammissibile
in piena fase pandemica rinunciare ad un prezioso strumento di mappatura del
territorio. Infatti la campagna di vaccinazione serve a ridurre, soprattutto
nelle fasce a rischio, il numero di influenze ordinarie così da poter
concentrare meglio e con più efficacia le forze sul contenimento del contagio”.
“Ci aspettiamo vengano date risposte concrete in merito e in tempi brevi dagli
esponenti del nostro territorio in Consiglio regionale e dal Manager ASL Testa.
In tal senso vogliamo avanzare una proposta concreta: interessando il
Commissario Arcuri si potrebbe valutare di attivare un mutuo soccorso fra
regioni, con l’obiettivo di garantire quantomeno la vaccinazione alle fasce di
popolazione a rischio o più esposte, chiedendo alle regioni virtuose che hanno
completato la propria vaccinazione sul territorio di poter mettere a
disposizione le proprie dosi avanzate”, concludono.
Dice Errico Buonanno giornalista e scrittore (1) “Manzoni non l’aveva vista, la peste, ma aveva studiato documenti su documenti.E allora descrive la follia, la psicosi, le teorie assurde sulla sua origine, sui rimedi.Descrive la scena di uno straniero (un “turista”) a Milano che tocca un muro del duomo e viene linciato dalla folla perché accusato di spargere il morbo.Ma c’è una cosa che Manzoni descrive bene, soprattutto, e che riprende da Boccaccio: il momento di prova, di discrimine, tra umanità e inumanità.Boccaccio sì che l’aveva vista, la peste.Aveva visto amici, persone amate, parenti, anche suo padre, morire. E Boccaccio ci spiega che l’effetto più terribile della peste era la distruzione del vivere civile.Perché il vicino iniziava a odiare il vicino, il fratello iniziava a odiare il fratello, e persino i figli abbandonavano i genitori. La peste metteva gli uomini l’uno contro l’altro. Lui rispondeva col Decameron, il più grande inno alla vita e alla buona civiltà.Manzoni rispondeva con la fede e la cultura, che non evitano i guai ma, diceva, insegnavano come affrontarli.In generale, entrambi rispondevano in modo simile: invitando a essere uomini, a restare umani, quando il mondo impazzisce.”
Scrive Massimo Cialente sulla sua pagina fb a proposito
dello screening di massa nella provincia aquilana : “L'annuncio del Presidente Marsilio, con il
quale ci ha comunicato che il Governo assicurerà l'esecuzione di test rapidi
antigenici (che dovrebbero esserci inviati dal Commissario Arcuri già dalla
giornata di martedì) a tutta la popolazione della provincia è notizia
importantissima ed ottima.
Ottima perché se organizzata bene e rapidamente (pubblico , invitandovi a leggerlo, il sito della Provincia di Bolzano), ci permetterà di interrompere la catena dell'infezione ed isolare le persone che, inconsapevolmente infette, perché asintomatiche, sono fonte di un contagio inarrestabile nella nostra provincia.
Nello stesso tempo la decisione del Governo ( e questo non mi fa comprendere i toni trionfalistici, offensivi se non altro per le nostre tante vittime, che hanno accompagnato il comunicato) certifica la gravità assoluta della situazione pandemica nella nostra provincia e della quale il Governo ha preso atto.. E' purtroppo così: ci hanno portato ad una situazione simile a quella che in primavrà colpì il bergamasco.
Per l'ennesima volta devo purtroppo ripetere, come mi permisi di segnalare sin dalla metà di ottobre, che a causa della totale disorganiuzzazione, la situazione aquilana è assolutamente fuori controllo.
Alla realtà allucinante e disperante dei nostri ospedali, si accompagna un netto aumento dei decessi e dei pazienti che, seguiti a domicilio, non possono addirittura neanche fruire della terapia con l'ossigeno, introvabile.
Comunque l'importante adesso è che venga organizzato tutto al meglio, velocemente, con il concorso e l'adesione di ciascuno di noi.Ciascuno di noi, per quanto potrà e per le proprie competenze e ruoli , dovrà partecipare a questa operazione.Lo screening sarà una fotografia, si, come quella che facevamo tutti insieme ai tempi della scuola, tutta la classe.Lo screening fotograferà la situazione dei contagi in quelle ore.Ci permetterà di identificare coloro che inconsapevolmente, sono infettati, asintomatici o ancora asintomatici.Ma l'epidemia è purtroppo un film dell'orrore, fatto di tanti fotogrammi, tante fotografie, che si susseguono di giorno in giorno.
Voglio sottolineare che non dobbiamo pensare che eseguito lo screening sia finita lì. NO.Lo screening ci permetterà di rallentare ed in parte controllare questo andamento così grave, ma poi la battaglia, la guerra, continuerà.
ECCO PERCHE' LA REGIONE E LA ASL DOVRANNO COMUNQUE
FINALMENTE ATTREZZARSI PER CONTINUARE A CONTROLLARE L'EPIDEMIA CON I TAMPONI
MOLECOLARI A RISPOSTA IN TEMPI RAGIONEVOLI ED UTILI, COMINCIARE UN TRACCIAMENTO
EFFICACE, FAR FUNZIONARE IL NUMERO VERDE ED IMMUNI, REALIZZARE LE NECESSARIE
INFRASTRUTTURE OSPEDALIERE, ASSICURARE L'UTILIZZO DELLA RACCOLTA DEI DATI CHE
USCIRANNO DALLO SCREENING ED IL LORO IMMEDIATO IMPIEGO.
Ci siamo fatti trovare indifesi, dobbiamo ora alzare le mura difensive, come L'Aquila fece nel duecento.
Consiglio, disperatemente, di attuare quanto riportato nel documento che all'inizio di maggio stesero i medici e tecnici della nostra ASL, che pure fu inviato alla Regione, ed i 10 punti che ci siamo permessi di suggerire come coordinamento sanità del PD .LA SITUAZIONE E' DRAMMATICA.
Abbiamo una settimana per tentare di tornare alla normalità, se tale può definirsi, della situazione pandemica di altri territori più virtuosi,Per noi è una nuova emergenza drammatica, come fu quella del sisma. Il sisma lo superammo tutti insieme. Dobbiamo ripeterci. Ne va del futuro di ciascuno di noi.UINDI NESSUNO PENSI CHE LO SCREENING RISOLVA.
E' un'arma fondamentale, ma non sufficiente a farci vincere la guerra, che continua e richiede ancora attenzione, prudenza, rispetto rigido di tutte le precauzioni e regole.
In bocca al lupo a tutti noi.
Ma se la ASL non si attrezzerà per realizzare inj un giorno i relativi tamponi orofaringei a quanti risultano positivi al primo tampone, rapido, se non riuscirà a tracciare i contatti dei positivi, se non riuscirà ad aprire Covid Hotel per la quarantena , cose che non si improvvisano o che dovevano essere messe sul tavolo delle priorità e necessità , lo screening di massa serve solo a creare ulteriore ansia.
“Molti si erano
illusi che la seconda ondata
del Covid non sarebbe mai arrivata,
per questo i problemi di angoscia sono
superiori alla prima – dice a Laquilablog lo
psichiatra Vittorio Sconci il 23 novembre 2020. “La paura
diffusa è legata anche alla mancanza di punti di riferimento,
riferiti ai nostri leader- dice Sconci – manca il carisma, quello che
viene detto, non è preso in considerazione. Ci sentiamo spauriti e senza punti
di riferimento. A questo si aggiunge il quotidiano, la paura, quella di incontrare l’untore che ci contagia,
oggi serpeggia solo sfiducia nei confronti degli
altri, quando ci sarebbe bisogno di maggiore unione”.
E questa iniziativa che vorrebbe essere un punto di riferimento si potrebbe rivelare come devastante. Perché una volta che la persona ha appreso di essere positivo subito dovrebbe scattare una rete di sanità di prossimità sul territorio che lo rassicuri circa il percorso da fare . Non si ammala solo il corpo ma si ammala la persona. E una persona ammalata ha bisogno proprio di quel sostegno che in questo momento malgrado gli sforzi che gli operatori sanitari stanno facendo, la sanità non riesce a dare per varie ragioni..
E quello che è peggio se lo screening a cui non seguono queste azioni importantissime e decisive dovesse essere preludio da solo per giustificare l’eventuale superamento delle criticità che hanno determinato l’inserimento in una o l’altra zona di classificazione o quello che è peggio riaperture indiscriminate proprio in vista delle festività natalizie che sarebbe un vero e proprio boomerang epidemico
(1)Errico Buonanno Roma 14 ottobre 1979 è uno scrittore e giornalista . Ha
esordito nella narrativa con il romanzo Piccola Serenata Notturna, nel 2003 con cui
ha vinto il Premio Calvino
A partire dallo stesso anno ha iniziato a collaborare con il giornale il
manifesto, per poi passare a Il Riformista e Corriere della sera Dal 2004 al 2010 ha
lavorato come editor di narrativa italiana presso Marsilio Editore. Ha tradotto le opere Può
la barca affondare l'acqua? Vita dei contadini cinesi Chen Guidi e Wu
Chuntao, 2007,
Una bambina soldato di China Keitetsi, nel 2008, e Le
donne e l'Olocausto. Ricordi dall'inferno dei Lager di Lucille Eichengreen,
nel 2012,
per la Marsilio. .,
https://it.wikipedia.org/wiki/Errico_Buonanno
Eremo Rocca S. Stefano venerdì 27 novembre 2020
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