Centuria un libro di Giorgio Manganelli edito da Adelphi è il protagonista di questa rubrica “ Fuori catalogo “ che riporterà ogni
volta una storia , anzi l’incipit di una storia scritta
da Manganelli che potrà essere continuata dal lettore o potrà rimanere a
sé .
“Fuori catalogo “ sarà un singolare catalogo di micro-storie di
genere fantastico immerse in un’atmosfera surreale e attraversate da una
narrazione astrusa, enigmatica, straniante, in cui la parola sembra essere sottoposta alla fascinazione dell’abisso.
Cento personaggi travestiti da figure
funzionali al gioco combinatorio di un mazzo di carte che sfilano
in un corteo di astrattezza mentale montante sulle rovine del soggetto.
Avviso a coloro che si accostano incautamente a questo incredibile e inclassificabile autore, vero maestro del linguaggio scritto, esteta del lessico e della sintassi, tradizione e avanguardia letteraria, funambolo dell'immaginazione fantastica. Tenete con voi una bombola di ossigeno. Perché i raccontini di Centuria sono un po’ come romanzi cui sia stata tolta tutta l’aria. Potreste restare senz’aria in questo raccontini a differenza del la lettura di un romanzo che Manganelli definisce “ Quaranta righe più due metri cubi di aria.” Lui ha lasciato solo le quaranta righe: oltretutto occupano meno spazio, e si sa bene che con i libri lo spazio è sempre un problema enorme.
Centuria "Un libro straordinario": così Calvino saluta, nel 1985, la versione francese di "Centuria", il primo libro di Giorgio Manganelli a essere tradotto e pubblicato oltralpe. "Cento piccoli romanzi fiume", recita il sottotitolo; e ancora Calvino ne sottolinea la "scrittura concisa ed essenziale", le "invenzioni narrative sintetiche e concentrate", nelle quali prende vita l'universo dell'autore.
Generalmente i signori che vengono
Generalmente
i signori che vengono a questa fermata ad attendere il treno, muoiono nell’
attesa. Non è una morte straziante , anzi pacata e, a suo
modo,elegante; alcuni portano dietro la
famiglia, specie i figli che hanno lungo calze nere e calzoni corti, perché imparino come si può
morire con dignità. Man mano che muoiono, i signori vengono deposti in una cappella ornata dai volti di molti
Santi , variamente miracolosi. Per pura cortesia, un funzionario delle ferrovie
, chiede, col cappello in mano , se nessuno di
loro Santi, volesse resuscitare il defunto. Attende cinque secondi in silenzio , volge un
generico sguardo sui Santi , si inchina
esce e si ripone il cappello perché la
stazione è incredibilmente ventosa. Il vento scende da una spaccatura nella roccia e non si sa donde acquisti quel gelo secco ed estraneo che, dicono, rende la stazione un luogo estremamente salubre e riposante.
Si potrebbe affermare che le morti dei signori – e talora muoiono intere
famiglie - smentiscano questa asserita
salubrità dell’aria. In realtà, è convinzione generale che , non fossero venuti
quassù, sarebbero morti, molto, molto prima.
Alcuni non sarebbero mai nati. In genere, l’attesa della morte non è lunga né penosa; la compagnia è numerosa, si
chiacchiera , ci sono giochi per bambini
e per adulti . Il capostazione ,un uomo vigoroso e mite , accarezza i
bambini e saluta i suoi clienti. I treni che fermano a questa stazione sono
tre : ciascuno viene da un luogo
diverso e va ad altro luogo. Tuttavia, si deve tener conto che ciascuna
linea è servita da diversi tipi di treni
, alcuni dei quali fermano, o dovrebbero
fermare,se il capostazione lo ordina.
Altri, i più importanti , non fermano in alcun modo e per nessuna
preghiera . Si vedono volti di profilo ritagliati nel legno di gente che deve andare molto lontano. Talora un treno che potrebbe fermarsi
rallenta , e dalla cabina si affaccia io
Il manovratore , scrutando con apprensione interrogativa il capostazione , il quale rivolge una muta domanda al pubblico. Questi fanno gesti con le mani quasi a dire : “Ma per carità!” O “Le pare il caso?” o guardano il treno come se fosse trasparente. Il treno accelera e , quando è scomparso , vengono a portar via i signori morti , tutti vestiti di vero .
Eremo Rocca S. Stefano
martedì 25 agosto 2020

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