mercoledì 5 agosto 2020

VERSI D’ALTRI E ALTRI VERSI : Poeti per la natura




Dopo la pubblicazione dell’Antologia della festa della poesia  “Primavera vien danzado “dell’Edizi9oni Daimon di L’Aquila,   evento che non si è potuto  tenere dal vivo a causa dei problemi scaturiti dalla  pandemia di coronavirus e dopo aver tenuto appunto “  compagnia” a quanti seguono le iniziative della  Compagnia  durante la quarantena con video e testi,   sabato  12 luglio è stato  il momento giusto e atteso per rivedersi  e  potersi riabbracciare (con le giuste modalità) . E’ stata data vita alla terza edizione di “Poeti per la natura “ che ogni anno si celebra nel’aia dell’Hotel Grazia di Otello di Carlo a Rocca S. Stefano  di Tornimparte. L’atteso  momento  ha regalato ancora la Poesia al  pubblico della Compagnia .
Un  doppio evento addirittura : il recital dei poeti della Compagnia e la presentazione della silloge  di Daniele Funaro “l’ennesimo angolo  edita da Daimon Edizioni L’Aquila, nel contesto appunto  dell’aia dell’Hotel Grazia di
Rocca Santo Stefano (Tornimparte)

Sono stati letti  componimenti a tema naturale e bucolico, scritti dai membri della compagine poetica : Valter Marcone e Alessandra Prospero (coordinatori della Compagnia), Giuliana Cicchetti Navarra, Tonino Frattale, Tiziana Iemmolo, Federico Del Monaco, Emanuela Gentilini, Paride Duronio, Franca Mucciante, Selene Luise, Michela Di Gregorio Zitella, Cojocaru Violeta, Vera Barbonetti, Claudio Spinosa, Laura Tommarello, Lucia Orneto, Luigi Tiberi, Guido Tracanna.

Subito dopo il reading è seguita  la prima presentazione del libro del poeta Daniele Funaro, L’ennesimo angolo, edito dalla Daimon Edizioni dell’Aquila.Le letture durante questa presentazione sono state a cura di Federico Del Monaco.



Io ho letto queste due mie poesie :

***

E poi svegliarmi un giorno,

un giorno di luglio   come questo,

 un giorno di luglio  delicato di sole al tramonto…

è  stare qui con voi

come in una pavana, come in un lento

valzer ,come  in un canto d’arance al mattino.

Ecco che cosa è stare ora qui .

Primavera era  a un passo, ci colmava
d’azzurro e di riverberi,

ma fummo costretti a non vederci .

 

Per dire che ancora
tremo di quell’assenza
ora parlo di qualsiasi cosa  e, senz’altro,
faccio come se non sentissi
questo disastro
che mi arma dentro.

 

Non posso scrivere una poesia così .

È come far  buchi nella lingua per trovare
le parole, mostrargli che la mia
non è che stanchezza;

io ci provo ogni giorno  

in una casa grande e assolata ,

lontano  da una città desolata  

dove sonni scombinati, stanchezze senza sospiri,

gatti increduli e baci insapori

sono fatti apposta

perchè  tutto coincida con se stesso.

 

Così cerco me stesso qui

ed è trovare e ritrovare  acqua e vento,

sole e pioggia,  campi ed erba

tutto dentro  un verso

quello che devo ancora scrivere .

***

Mi soccorse la parola, la sola ombra
che ha sangue e carne,
mi ha dato  la pietà che occorre

per ricordare quello che accadde allora

e per scrivere ora .

Mi domandavo  quale  è la distanza

tra me e la pietra,
tra me e il noce  di fronte alla finestra

su cui canta il cielo
cieco di arse pupille?

Si poteva essere  oltre la morte,
oltre il dilaniarsi degli eventi:

io ero  appena una parola,
un indizio di vita, una cicala sbandata
ch’è stata scambiata per formica.

Così è passato un corto

o lungo lock down

dove sono stato capace
di partire e ritornare
come un mare caparbio
sulla mia sabbia,

dentro una brezza di terra,

oltre l’orizzonte,

oltre il pianto  

oltre la solitudine ,

lo stallo di foglia cadente,

e per questo ho una parola sola:

io la canto,

io la ballo,

io la dono .

 

Eremo Rocca S. Stefano  mercoledì 5 agosto 2020

 

 

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