mercoledì 5 agosto 2020

VERSI D’ALTRI E ALTRI VERSI . Policromia poetica




Recupero dell’oralità, poesia a tema e sperimentazione continua. Questi i grandi temi da sempre sviluppati della Compagnia dei Poeti dell’Aquila che è stata  protagonista in trasferta di un nuovo evento poetico. La compagine, coordinata come di consueto dai due poeti Alessandra Prospero e Valter Marcone, ha tenuto  un reading a Sulmona (città d’origine di Marcone) sabato 1 agosto alle ore 18:00 presso il suggestivo locale MAX PUB, in via Circonvallazione Orientale,117, Sulmona (L’Aquila). “Policromia poetica”, questo il nome dell’evento, è un reading ideato da Prospero e Marcone: ogni poeta interpreterà un colore o una sfumatura cromatica sia nell’abbigliamento sia nelle composizioni a tema.

«Con il reding è stato dato vita  ad ogni colore, grazie alla bravura di alcuni dei migliori poeti della provincia aquilana – dice Prospero -, sono stati  13 i poeti :  Lucia Centofanti, Carmela De Felice, Federico Del Monaco, Michela Di Gregorio Zitella, Antonio Fasulo, Tonino Frattale, Emanuela Gentilini, Valter Marcone, Franca Mucciante, Giuliana Prescenzo, Alessandra Prospero, Claudio Spinosa e Luigi Tiberi.




Io ho letto le mie due poesie che seguono :

 

NON SOLO GRIGIO

Sono affollatissime

le distanze di sicurezza

e sono fatte di storie

- quelle che non riusciamo più

a raccontarci -.

Hanno giorni grigi

quelle storie

come una parte del cielo

certe notti

che vedo Giove  vicino alla Luna

come un vezzo.

Vorrei veramente credere ,

ma in questo che chiamiamo

ancora tempo sospeso ,

mi piacerebbe  moltissimo

immaginare di scrivere

parole che non sono un’accanita

ricerca di oblio

e dell’ancora più idiota

salvezza o vittoria ;

ch’io del mondo , ahimè

dispero, e forse non è giusto 

più per me

che per il mondo stesso ,

tanto con me o senza di me

corre e va, si ferma e  poi riprende

come quell’eterno  cammino

d’un onda verso la spiaggia ,

moto accorato d’esistenza

e non esistenza,

come capita proprio anche a noi .

Passa il mondo come le inquadrature

di Mastercheff sul televisore

e quello che so

che non ci difetta il tempo,

malgrado tutto ,

per scrivere  ancora

“ life is very long”  (T.S. Eliot)

covid o no covid .

 

 

GRIGIO  TOPO

 

Sapevamo  di certo

che l’amore richiede

un poco di futuro

anche se per noi  sembrava

non c’erano  più

che attimi passati,

ormai vissuti ,

lontani nel tempo.

 

Ma avevamo voglia 

di liberare  il soffitto

e riprenderci il cielo ,

di farci stupire dal primo sole

e sorprendere

dall’odore della pioggia

quando si avvicina.

 

Noi sapevamo  che i giorni

non potevano essere fatti  

solo delle cose da fare

che ora ci  mancavano,

che ora cambiavano

il tempo ,quello che era tornato

tutto assieme .

 

Ma fu bello sopravvivere

così, con i piccoli riti

delle giornate,  inventati

in sostituzione di quegli altri

che erano il caffè al bar

negato, i commenti delle partite di calcio,

il gelato nei pomeriggi

del primo caldo primaverile.

 

Così che con la sopravvivenza

del vocabolario Treccani

non abbiamo avuto più nulla

a che fare  perché sopravvivere

è stato  dare un nome rivalutato

alle cose  screditate

da quello che credevamo irrinunciabile

e a cui abbiamo rinunciato

e forse saranno insostenibili

e incorreggibili  quei giorni

perché ci hanno messo dentro

l’anima le cose  grigio topo

della realtà  che avevamo sempre colorato

di rosa, di giallo, d’azzurro, di verde

e qualche volta anche di nero.

 

Eremo Rocca S. Stefano mercoledì 5 agosto 2020

 

 

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