sabato 29 agosto 2020

LETTERA DALL’EREMO : Insegnaci a contare i nostri giorni

 




Dice il Salmista “Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore” (Salmo 90/89/,12). Il Siracide (8,9) afferma: “Non trascurare i discorsi dei vecchi, perché anch’essi hanno imparato dai loro padri; da loro imparerai il discernimento e come rispondere nel momento del bisogno”

- (Siracide 25; 4-6) “Quanto s’addice il giudicare ai capelli bianchi e agli anziani il saper dare consigli! Quanto s’addice la sapienza agli anziani, il discernimento e il consiglio alle persone onorate; corona dei vecchi è un’esperienza molteplice, loro vanto è temere il Signore”, e i Proverbi (17,61) “Corona dei vecchi sono i figli dei figli, onore dei figli i loro padri.

Anche il Nuovo Testamento pervaso della luce di Cristo ha presente la vecchiaia e annovera importanti figure di anziani: Elisabetta e Zaccaria, genitori di Giovanni Battista; Simeone che a lungo aveva atteso il Messia e prendendo il Bambino tra le braccia benedice Iddio “ Ora lascia o Signore che il Tuo servo vada in pace....”; Anna, la vedova di 84 anni ; Nicodemo, lo stimato componente del Sinedrio.

La vecchiaia alla luce dell’insegnamento cristiano si propone come tempo favorevole per il compimento dell’umana avventura e rientra nel disegno divino relativo ad ogni uomo come tempo in cui tutto converge per poter cogliere il senso della vita e raggiungere la “ sapienza del cuore”.

Queste qualità vanno sottolineate ancor più oggi in cui viviamo la dinamica della longevità di massa.

Nella lettera di Giovanni Paolo II agli anziani (ottobre 1999) egli avvertì “ l’urgenza di ricuperare la giusta prospettiva da cui considerare la vita nel suo insieme prospettivo. E la prospettiva giusta è l’eternità, della quale la vita è preparazione significativa in ogni sua fase”.

Accogliere l’impegno, allargare le opportunità, creare contesti favorevoli per quanti intendono viverla positivamente nell’apertura e nel servizio, rompere l’isolamento di coloro che la vivono come un trauma: perché in un mondo e in una società vieppiù globalizzata (multietnica, multiculturale, multigenerazionale, multi religioso, etc. ) ci potrà essere progresso vero se saranno rispettate tutte le componenti, inclusi gli anziani i cui carismi vanno riconosciuti e valorizzati perché capaci di favorire il passaggio dal “multi” all’ “inter”. “Custodi di una memoria collettiva” : gli anziani sono onorati e rispettati laddove viene onorata e rispettata la vita in tutte le sue fasi; laddove la persona viene considerata per la sua dignità e non per le sue produttività mercantili, laddove ciascuno resta padrone della propria vita, senza diventare oggetto di “accanimento terapeutico” o peggio di “morte dolce” perché l’esistenza vaposta nella prospettiva giusta dell’eternità.

“I nostri lunghi anni di vita – ha ricordato Benedetto XVI il 18 settembre 2010 in visita alla residenza per anziani St Peter a Londra – ci offrono l’opportunità di apprezzare la bellezza dei più grandi doni che Dio ci ha dato, il dono della vita così come la fragilità dello spirito umano.

Mentre cresce il nostro normale periodo di vita, le nostre capacità fisiche spesso vengono meno.

Il mio predecessore, Papa Giovanni Paolo II, ha sofferto pubblicamente negli ultimi anni della sua vita. Appariva chiaro a tutti che viveva questo in unione alla sofferenza del nostro Salvatore.

La sua letizia e pazienza nell’affrontare i suoi ultimi giorni furono un significativo e commovente esempio per tutti noi che dobbiamo portare il carico degli anni che avanzano.

Questo periodo può essere tra gli anni spiritualmente più fruttuosi della nostra vita. Questi anni sono un’opportunità per ricordare in una preghiera affettuosa tutti quelli che abbiamo amato in questa vita e porre tutto quello che siamo stati ed abbiamo fatto davanti alla grazia e alla tenerezza di Dio. Questo sarà di grande conforto spirituale e ci permetterà di scoprire di nuovo il Suo amore e la Sua bontà tutti i giorni della nostra vita”.

Queste considerazioni di Benedetto XVI fanno ancor più capire – diremmo per testimonianza e competenza diretta e personale dei problemi della longevità –

il senso delle belle parole da Lui rivolte il 7 maggio dello scorso anno con chiaro riferimento alla Fondazione Opera Immacolata Concezione quando nella visita in Veneto, all’Angelus disse : “Le idee e le realizzazioni

nell’approccio alla longevità, preziosa risorsa per le relazioni umane, sono una bella ed innovativa testimonianza della carità evangelica proiettata in dimensione sociale”.

Oggi, giornata di festa, ringraziamo il Signore per le meraviglie del suo Amore che ha consentito di completare questo straordinario contesto capace di dare cittadinanza civile e spirituale alle generazioni distanti, grazie ad una prospettiva di vita protesa verso l’eternità. L’intercessione di Maria Immacolata faccia sì che tutti qui si sentano sempre come quei barellieri del raccontoevangelico che superano ogni ostacolo per portare il paralitico, calandolo dal tetto, davanti a Gesù, il figlio di Dio in terra affinché lo guarisca dalle infermità fisiche essendo convinti che Gesù possa farlo. E Gesù vista la loro Fede, compie il miracolo : E’ la Fede che fa vincere le sfide della 3° Età. Perché, come ha ricordato Benedetto XVI, chi insegna ed applica il principiodell’ “Onora il Padre e la Madre” è ricambiato da Dio con la benedizione che egli ha promesso alla terra in cui questo comandamento viene osservato”.

 

Eremo Rocca S. Stefano  sabato 29 agosto 2020

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