giovedì 12 marzo 2020

DI GIORNO IN GIORNO : Equazione d'amore



EQUAZIONE D’AMORE  

 

Ho recitato una preghiera stasera :
“Proteggimi da custodi poco  silenziosi
e da presenze quasi sempre inutili ,
possa essere ignorato da muse
chiacchierate per quello che mi capita”
Poesia. Come faccio  a dirtelo così
quello che mi capita
che a settant’anni suonati
mi sono innamorato ancora una volta
di te.
Che botta di depressione però
non riuscire a risolvere un’equazione
come questa
a x = b.
E’ vero la  soluzione dell’equazione è:
x = “ b “ fratto  “a” come mi hanno insegnato a scuola.
Ma ora mi sono accorto che non è così
-a settantanni mi sono accorto  - è più complicato ,credimi
perché occorre  esaminare anche i casi
in cui il valore di “a “sia uguale a “zero”: se
“b” è diverso da zero, la soluzione è impossibile
hai capito perché ,- è impossibile  -
 altrimenti l’equazione è indeterminata.
Questo problema ha quindi come
dati in ingresso  i coefficienti “a “ e “b”.
“a” sei tu  e “ b” sono io 
Il dato in uscita è normalmente la soluzione x,
oppure nei casi in cui “a” sia uguale a zero,
in uscita si può ottenere un
messaggio che indica se l’equazione
 è impossibile o indetermanata.

Che triste messaggio . Io ti volevo  solo dire
“ti amo “ con un’equazione come questa
- è solo un’equazione di primo grado –
mica è l’equazione di Planck
della “radiazione del corpo nero”. Che diamine
Einsten mi caccerebbe ancora  la lingua .
Eppure l’ultima volta che mi sono innamorato
- te lo ricordi  - si dicevano lo stesso i numeri
“quattro più quattro, più tre ,più tre “
e tu sentivi
“Ne li occhi porta la mia donna Amore, (4-8-10)
per che si fa gentil ciò ch’ella mira; (6-10)
ov’ella passa, ogn’om ver lei si gira, (4-8-10)
e cui saluta fa tremar lo core, (4-8-10))
Ta-ta-ta-ta- / ta-ta-ta- / ta-ta--ta”
e contavi con me mentre là fuori
la gente viveva amava moriva odiava
lavorava cresceva
si faceva del bene e del male
e degli accenti non si interessava .
Certo anche tu  che mi guardi da quella foto
con la cornice un poco impolverata
e non osi parlarmi ,
certo anche per te  è sicuro
che la prima volta bastarono
solo i tuoi occhi per farmi innamorare.
Di te .

Ora è passato tanto tempo
da quando insieme studiavamo
quell’equazione ,io e te ,quella là,
e ora che ci ripenso non era né impossibile
né indeterminata
era la frangia  dei capelli che ti velava
la fronte,
era un formicolio d’albe  (2)
era il fuso orario del tempo 
passato ,
era quella poesia che ho  amato
come ho amato te
diventata  il gocciolio  di vita
che scende a rilento .
(1)(Dante, Vita nuova, XXI)
(2) E.Montale


Eremo Rocca S. Stefano   giovedì 12 marzo 2020



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