EQUAZIONE D’AMORE
Ho recitato
una preghiera stasera :
“Proteggimi
da custodi poco silenziosi
e da
presenze quasi sempre inutili ,
possa essere
ignorato da muse
chiacchierate
per quello che mi capita”
Poesia. Come
faccio a dirtelo così
quello che
mi capita
che a
settant’anni suonati
mi sono
innamorato ancora una volta
di te.
Che botta di
depressione però
non riuscire
a risolvere un’equazione
come questa
a x = b.
E’ vero la soluzione dell’equazione è:
x = “ b “
fratto “a” come mi hanno insegnato a
scuola.
Ma ora mi
sono accorto che non è così
-a settantanni
mi sono accorto - è più complicato
,credimi
perché occorre esaminare anche i casi
in cui il
valore di “a “sia uguale a “zero”: se
“b” è
diverso da zero, la soluzione è impossibile
hai capito
perché ,- è impossibile -
altrimenti l’equazione è indeterminata.
Questo
problema ha quindi come
dati in
ingresso i coefficienti “a “ e “b”.
“a” sei
tu e “ b” sono io
Il dato in
uscita è normalmente la soluzione x,
oppure nei
casi in cui “a” sia uguale a zero,
in uscita si
può ottenere un
messaggio
che indica se l’equazione
è impossibile o indetermanata.
Che triste
messaggio . Io ti volevo solo dire
“ti amo “
con un’equazione come questa
- è solo
un’equazione di primo grado –
mica è
l’equazione di Planck
della “radiazione
del corpo nero”. Che diamine
Einsten mi
caccerebbe ancora la lingua .
Eppure
l’ultima volta che mi sono innamorato
- te lo
ricordi - si dicevano lo stesso i numeri
“quattro più
quattro, più tre ,più tre “
e tu sentivi
“Ne li occhi
porta la mia donna Amore, (4-8-10)
per che si fa gentil ciò ch’ella mira; (6-10)
ov’ella passa, ogn’om ver lei si gira, (4-8-10)
e cui saluta fa tremar lo core, (4-8-10))
per che si fa gentil ciò ch’ella mira; (6-10)
ov’ella passa, ogn’om ver lei si gira, (4-8-10)
e cui saluta fa tremar lo core, (4-8-10))
Ta-ta-ta-ta-tà / ta-ta-ta-tà / ta-ta-tà-ta”
e contavi
con me mentre là fuori
la gente
viveva amava moriva odiava
lavorava
cresceva
si faceva
del bene e del male
e degli
accenti non si interessava .
Certo anche
tu che mi guardi da quella foto
con la
cornice un poco impolverata
e non osi
parlarmi ,
certo anche
per te è sicuro
che la prima
volta bastarono
solo i tuoi
occhi per farmi innamorare.
Di te .
Ora è
passato tanto tempo
da quando
insieme studiavamo
quell’equazione
,io e te ,quella là,
e ora che ci
ripenso non era né impossibile
né
indeterminata
era la
frangia dei capelli che ti velava
la fronte,
era un formicolio
d’albe (2)
era il fuso
orario del tempo
passato ,
era quella
poesia che ho amato
come ho
amato te
diventata il gocciolio
di vita
che scende a
rilento .
(2)
E.Montale


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