sabato 14 marzo 2020

SILLABARI : UMANESIMO ( prima parte )



SILLABARI  : UMANESIMO



RITORNO  ALL’UMANESIMO

(PRIMA PARTE )
Botticelli Nascita di Venere
 Abbiamo un tempo rubato l’umanesimo ad un mondo che non era globalizzato. NOI OCCIDENTALI  abbiamo fatto scadere quell’umanesimo fino a ridurlo a qualcosa di insignificante proprio nell’era  della globalizzazione .E’ tempo di tornare a riconsiderare il suo valore per restituirlo al mondo . Un mondo che si avvia ad un cambiamento  che non è una nuova  e più estesa globalizzazione ma  il recupero di valori  come quelli della rivoluzione francese che sono resistiti nel  tempo perché capaci di flessibilità .


Scrive Mario Setta in un post su facebok  dal titolo PANDEMIA E GLOBALIZZAZIONE  ripreso da alcune  testate on line :
  “È stato Jack Goody, docente a Cambridge, ex prigioniero di guerra in Italia, che ha girato il mondo in qualità di antropologo e storico di fama, autore di numerose opere tradotte in varie lingue, a pubblicare un libro dal titolo volutamente polemico e intrigante, “The Theft of History” (Il furto della storia), cioè l’appropriazione della storia compiuta dall’Occidente. L’autore sferra poi una critica serrata nei confronti dell’analisi storica di Marx e di Max Weber sul capitalismo e nei confronti di intellettuali come Joseph Needham, Norbert Elias e Fernand Braudel. Riconosce la serietà e la profondità delle loro opere, ma ne contesta la visione eurocentrica. Il “furto della storia” si è verificato anche per valori universali come l’umanesimo, la democrazia e l’individualismo. Sottolinea: “I parallelismi tra la cultura cinese e l’umanesimo del nostro Rinascimento sono sbalorditivi”. Anche “l’amore romantico” è stato rubato alle altre culture, perché l’Europa ne ha rivendicato l’esclusiva. Probabilmente “il Cantico dei Cantici” della Bibbia ebraica potrebbe aver avuto l’ispirazione dalla letteratura sanscrita, in cui si evidenziano tracce di amore romantico. In alcune espressioni della cultura islamica, l’amore è visto separato dalla religione tanto da incontrare detti come questo: “Non sono né cristiano, né ebreo, né musulmano… l’amore è la mia religione”. Secondo Goody l’Occidente ha rubato il Cristianesimo, messaggio d’amore rivolto a tutta l’umanità, facendone proprietà privata delle chiese.

Leonardo Uomo vitruviano
Come si può notare da queste brevi note, il libro di Jack Goody innesca una serie di riflessioni, autocritiche, valutazioni, che inducono a ri-leggere e ri-scrivere la storia con nuovi e più validi strumenti di analisi, basando la ricerca sulla connessione tra particolare e generale, microstoria e macrostoria, storia d’un popolo e storia dell’Umanità. In ultima analisi, sempre più storia a livello mondiale e non storia da dimenticare o, addirittura, da sopprimere. Anche Marc Bloch sosteneva che l’oggetto della storia è «“l’uomo”, o meglio “gli uomini” e più precisamente “gli uomini nel tempo”» (Jacques Le Goff, prefazione a Marc Bloch, “Apologia della storia”).”

Dobbiamo riscoprire per  rileggere la storia   anche le contraddizioni dell’umanesimo
  • afferma la dignità e l'autonomia dell'uomo nel momento in cui l'intellettuale diventa "cortigiano" al servizio delle Signorie, per le quali la cultura è un elegante forma di pubblicità o un mezzo di evasione.
  • acquisisce il senso della storia quando l'Italia viene tagliata fuori dal grande processo di formazione degli Stati nazionali. Paradossalmente, l'Umanesimo, senza saperlo, prende a modello il mondo classico (in cui la religione era instrumentum regni), mentre la società borghese nazionale, divisa in tante Signorie, resta inevitabilmente soggetta al potere ecclesiastico, e invece di consolidare la propria ascesa con iniziative politiche anti-pontificie, pone le basi della propria decadenza;
  • afferma degli ideali di rinnovamento socio-culturale, ma l'intellettuale resta isolato dalla società: ama la solitudine, rivaluta la tranquillità della campagna, usa il latino quando scrive, rinunciando al volgare (che molti possono capire), tende all'idillio in letteratura, esaltando il valore della bellezza e dell'armonia formale.
Perché il nuovo umanesimo sia  veramente  una riscoperta  del valore dell'autonomia creativa dell'uomo. Nuovo umanesimo  significa  superare  i concetti tradizionali di autorità, rivelazione, dogma, ascetismo, teologia sistematica, tradizione religiosa con l'esigenza prioritaria di una riflessione personale e critica. Rompendo in sostanza l'unità enciclopedica medievale, l'Umanesimo inizia il processo di autonomia delle singole discipline, permettendo all'uomo di conoscere e dominare le leggi della natura e della storia:
L’umanesimo contribuì alla nascita della modernità ma quel progetto  che è andato avanti per secoli incontra  oggi  segnali di  crisi . Si rende  pertanto necessario  un confronto con quel movimento storico concreto e, al contempo, una presa di posizione rispetto ai compiti del presente e del futuro.
(Leggi anche seconda parte )

Eremo Rocca S. Stefano sabato 14 marzo 2020

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