DUE IDENTICHE SOLITUDINI
(PRIMA PARTE )
Due solitudini identiche. La prima : quella dopo il
terremoto del 6 aprile 2009. La seconda quella dopo il decreto del 9 marzo 2020 che limita la circolazione in tutto il paese e non solo nella zona rossa
e province limitrofe della regione lombarda
per combattere il propagarsi del
corona virus ovvero del
Covid-19.Su queste due solitudini voglio riflettere. Ed è questo il momento
indicato. Ed è questo lo strumento appropriato.
Ho iniziato la mia attività di BLOGGER nel 2009 ,nei mesi estivi nel grande silenzio e nella solitudine del dopo sisma. Ho passato l’estate in una tende e ad ottobre, con i primi freddi autunnali sono andato a vivere in un alloggio a Via
Vado di sole a Valle Pretara. Quota intermedia
tra Via della Croce Rossa a valle
e Viale Aldo Moro a monte . In quella solitudine ho cominciato a
pubblicare post in un blog di Google del genere blogspot.com ,un blog quasi artigianale con
una grafica e una modalità di inserimento molto semplice , a cui ho dato il nome di “Osservatorio di
confine” perché mi sembrava una metafora della condizione di luogo e di tempo . Ho trascorso alcuni
anni occupandomi di questo strumento di
autoriflessione e di condivisione delle
stesse. Fino a quando Google mi ha detto
che quel blog non era più supportato e
quindi sarebbe stato chiuso invitandomi a recuperare i materiali e ad aprire un
altro blog. Ho recuperato i materiali che tra l’altro avevo in archivio ma non ho
aperto un nuovo blog.
Un blog che nasce ora
,marzo 2020 , ancora come una
metafora “ Diario di Malebolge “ all’indirizzo https://diariodimalebolge.blogspot.com/
(ma ne riparleremo del titolo ) e nasce anche questo nella solitudine di un isolamento fiduciario necessario ed indispensabile
per combattere il propagarsi di un morbo da virus che minaccia di diventare
pandemia.cEcco allora l’idea di queste breve riflessione. Due solitudini identiche
e le conseguenze che ha prodotto la prima e che produrrà la seconda.
Solitudine. Esclusione da ogni rapporto di presenza e vicinanza altrui. In entrambi i casi imposta. Nel primo da un evento catastrofico, nel secondo da un
evento che potrebbe, se non lo è già diventato ancora più catastrofico.
Esclusione da ogni rapporto. Definizione
che spaventa nella sua essenzialità e brutalità. Ma non è solo una
condizione reale e fisica. E’ anche un
sentimento E mentre le condizioni reali
e fisiche ce le spiegano e ce le
raccontano gli scienziati, i tecnici,
gli economisti , i sentimenti ce li raccontano i romanzi, la letteratura dunque
,la poesia, i filosofi, gli psicologi .
La solitudine è uno stato di transizione
che favorisce raccoglimento e
crescita interiore da una parte e spaventa per un terrore atavico dall’altra.
Allora “frequentare se stessi” è l’esercizio che questa solitudine ci chiede
di fare .Da quando tempo non siamo più abituati a frequentare il nostro sé. Una
opportunità per un profondo rinnovamento personale, sociale, comunitario .Torna in
ballo la nostra umanità. Andare alla ricerca di un nuovo umanesimo per tornare “a ridare la vita”. Una vita che
indichi nuovi panorami, nuovi paesaggi , nuovi modi di vivere e di essere .Un
laboratorio di idee ma anche di fatti concreti .La riscoperta di una sapienza come
quella in Omero ,noein , che
significa vedere, un vedere che può essere inteso e tradotto con riconoscere.
Riconoscere,quello
che ci insegna Covid-19 , che in un
attimo possiamo diventare i
discriminati,quelli lasciati fuori dalle frontiere ,quelli respinti capitandoci di subire ora quello che abbiamo
fatto subire agli altri. Siamo trattati
come abbiamo trattati gli altri. Siamo
quelli segregati. Senza colpa, come erano senza colpa quelli che abbiamo considerati portatori di
malattie, ladri di lavoro. Riconoscere
che è il momento di dire stop in ogni senso .Fermarci. Riconoscere che il
valore del compenso dei comportamenti non è il denaro. Il valore
del denaro. Che farne in un momento in
cui pur essendo necessario è oggetto di
una scelta : denaro o salute. Scelta posta per mera ipotesi di scuola perchè forse
sottintende una considerazione
più forte : la salute si salvaguardia con il denaro ? Forse si aiuta la salute riducendo appena la produttività e il consumo . Una decrescita. Una decrescita
felice ? Uno slogan bello ma quanto
difficile da considerare in tutte le sue implicazioni . E quanto difficile da
applicare.( Ma è un discorso che ci porterebbe
a considerare argomenti , tesi,
ragionamenti, decisioni, speranze , legate trasversalmente alla nostra
vita che occuperebbe spazi di riflessione che qui non sono
pensabili .Anche se forse ne riparleremo).
Allora
“solitude”all’anglosassone che significa semanticamente parlando “ scelta di vita” in opposizione a “loneliness” che è la
conseguenza negativa di una costrizione,
di una imposizione, del restare soli. Leopardi scriveva che “la solitudine è come una lente di
ingrandimento : se sei solo e stai bene
stai benissimo; se sei solo e stai male stai malissimo”. Ma della
solitudine continueremo a parlare nella
seconda e forse terza parte di questo post.
( Le foto sono in ordine prima e seconda di V.Marcone. La terza di Ida Rossi )

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