martedì 10 marzo 2020

DUE IDENTICHE SOLITUDINI



DUE IDENTICHE SOLITUDINI
 (PRIMA PARTE )
Due solitudini identiche. La prima : quella dopo il terremoto del 6 aprile 2009. La seconda quella dopo il decreto  del 9 marzo 2020  che limita la circolazione  in tutto il paese e non solo nella zona rossa e province limitrofe della regione lombarda  per combattere il propagarsi del  corona virus  ovvero del Covid-19.Su queste due solitudini voglio riflettere. Ed è questo il momento indicato. Ed è questo lo strumento appropriato.
Ho iniziato la mia attività di BLOGGER  nel 2009 ,nei mesi estivi   nel grande silenzio e nella solitudine  del dopo sisma.  Ho passato l’estate in una tende  e ad ottobre, con i primi freddi autunnali  sono andato a vivere in un alloggio a Via Vado di sole a Valle Pretara. Quota intermedia  tra Via della Croce Rossa a valle  e Viale Aldo Moro a monte . In quella solitudine ho cominciato a pubblicare  post  in un blog di Google del genere  blogspot.com ,un blog quasi artigianale con una grafica e una modalità di inserimento molto semplice ,  a cui ho dato il nome di “Osservatorio di confine” perché mi sembrava una metafora della condizione  di luogo e di tempo . Ho trascorso alcuni anni occupandomi di questo  strumento di autoriflessione e di condivisione  delle stesse.  Fino a quando Google mi ha detto che quel blog non era più supportato  e quindi sarebbe stato chiuso invitandomi a recuperare i materiali e ad aprire un altro blog. Ho recuperato i materiali che tra l’altro avevo in archivio ma  non ho  aperto un nuovo blog.
Un blog che nasce ora  ,marzo 2020 ,  ancora come una metafora  “ Diario di Malebolge “   all’indirizzo  https://diariodimalebolge.blogspot.com/ (ma ne riparleremo del titolo ) e nasce anche questo nella solitudine  di un isolamento fiduciario necessario ed indispensabile per combattere il propagarsi di un morbo da virus che minaccia di diventare pandemia.cEcco allora l’idea di queste breve riflessione. Due solitudini  identiche  e le conseguenze che ha prodotto la prima e che produrrà la seconda.
Solitudine. Esclusione da ogni rapporto  di presenza e vicinanza altrui.  In entrambi i casi imposta. Nel primo  da un evento catastrofico, nel secondo da un evento che potrebbe, se non lo è già diventato ancora più catastrofico. Esclusione da ogni rapporto. Definizione  che spaventa nella sua essenzialità e brutalità. Ma non è solo una condizione reale  e fisica. E’ anche un sentimento  E mentre le condizioni reali e fisiche ce le spiegano  e ce le raccontano  gli scienziati, i tecnici, gli economisti , i sentimenti ce li raccontano i romanzi, la letteratura dunque ,la poesia,  i filosofi, gli psicologi . La solitudine è uno stato di transizione  che favorisce  raccoglimento e crescita interiore da una parte e spaventa per un terrore atavico dall’altra.
Allora “frequentare se stessi”  è l’esercizio che questa solitudine ci chiede di fare .Da quando tempo non siamo più abituati a frequentare il nostro sé. Una opportunità  per un profondo rinnovamento  personale, sociale, comunitario .Torna in ballo la nostra umanità. Andare alla ricerca di un nuovo umanesimo  per tornare “a ridare la vita”. Una vita che indichi nuovi panorami, nuovi paesaggi , nuovi modi di vivere e di essere .Un laboratorio di idee ma anche di fatti concreti .La riscoperta di una sapienza come quella in  Omero ,noein , che significa vedere, un vedere che può essere inteso e tradotto con riconoscere.
Riconoscere,quello che ci insegna Covid-19 , che  in un attimo  possiamo diventare i discriminati,quelli lasciati fuori dalle frontiere ,quelli respinti  capitandoci di subire ora quello che abbiamo fatto  subire agli altri. Siamo trattati come abbiamo trattati gli altri.  Siamo quelli segregati. Senza colpa, come erano senza colpa  quelli che abbiamo considerati portatori di malattie,  ladri di lavoro. Riconoscere che è il momento di dire stop in ogni senso .Fermarci. Riconoscere che il valore  del compenso  dei comportamenti non è il denaro. Il valore del denaro.  Che farne in un momento in cui pur essendo necessario  è oggetto di una scelta  : denaro o salute.  Scelta posta per mera  ipotesi di scuola  perchè forse  sottintende  una considerazione più forte : la salute si salvaguardia con il denaro ? Forse si  aiuta la salute riducendo  appena la produttività  e il consumo . Una decrescita. Una decrescita felice ?  Uno slogan bello ma quanto difficile da considerare in tutte le sue implicazioni . E quanto difficile da applicare.( Ma è un discorso che ci porterebbe  a considerare  argomenti , tesi, ragionamenti, decisioni, speranze , legate trasversalmente alla nostra vita  che occuperebbe  spazi di riflessione che qui non sono pensabili .Anche se forse ne riparleremo).
Allora “solitude”all’anglosassone che significa semanticamente parlando “ scelta di vita”  in opposizione a “loneliness” che è la conseguenza negativa  di una costrizione, di una imposizione, del restare soli. Leopardi scriveva che  “la solitudine è come una lente di ingrandimento : se sei solo e stai bene  stai benissimo; se sei solo e stai male stai malissimo”. Ma della solitudine continueremo a parlare  nella seconda e forse terza parte di questo post.

Eremo Rocca S. Stefano  martedì 10 marzo 2020
 ( Le foto sono  in ordine  prima e seconda di V.Marcone. La terza di Ida Rossi )

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