venerdì 13 marzo 2020

DUE IDENTICHE SOLITUDINI



DUE IDENTICHE SOLITUDINI
( SECONDA PARTE )


 


Abbiamo parlato nella prima parte di  come l’attuale solitudine dovuta alla necessità di un isolamento  in casa per combattere il contagio  o meglio rallentare il contagio del coronavirus ,assomigli alla solitudine del dopo sisma  , quello che ha colpito l’Aquila il 6 aprile 2009. Per qualche verso questa solitudine riapre una ferita e riporta indietro il tempo . Parliamo qui  dunque di solitudine. Nella terza parte parleremo della solitudine nella letteratura, nella storia , nella cultura.
Ci sono varie solitudini .Più solitudini.  Nella vita, nella storia, nella natura, nella società. L’ultima solitudine che ci sembrava la più beata  ,che nessuno ci imponeva ma che cercavamo sempre più spesso è stata la solitudine del telefonino.  Da quella solitudine  che appunto ci catapultava in un mondo virtuale asfittico, tutto  espresso in un display alla solitudine  comandata dello stare forzosamente in casa. Probabilmente ,quando questa emergenza sarà passata  - molte cose cambieranno e dico io con molte cose si dovranno fare i conti -  la voglia di stare insieme fisicamente tornerà prepotentemente.
Allora  ecco le nostre solitudini di sempre.  Quelle forzate imposte dalla vita : reclusione , disabilità, malattie,isolamento percettivo o abbandono di una persona cara.
Vi sono poi solitudini volute e ricercate. Il creativo, l,’asceta e chiunque di noi ricerchi uno spazio e un tempo tutto suo. L’individualismo che si raggiunge  solo con la massificazione: tutto uguale per tutti .I messaggi dei mass media che alimentano la fuga e la ricerca di un rifugio che, visto come un luogo d’opposizione all’esterno, limita la crescita e lo sviluppo dell’autonomia individuale.
Etimologicamente  solitudine è “separare” composta da “se” e “parare”. La prima indica “divisone”, la seconda “parto”.  Ecco la solitudine dell’ovulo, la solitudine del feto nello sterminato liquido amniotico, ecco la solitudine della separazione dalla madre ,ecco la solitudine delle perdite del vissuto . Solitudine positiva e solitudine negativa. È una condizione spiacevole, a volte spaventevole. La solitudine per la perdita del paradiso terrestre, di una condizione peccaminosa, la solitudine della morte ,
“L’uomo contrappone alla solitudine un mondo costellato da relazioni, disseminato di immagini ed affastellato da azioni. Nel tentativo, perenne, di placare l’immagine della solitudine che si porta addosso come una seconda pelle, si procura le sofferenze e le gioie della vita. Sarà poi la sua natura profonda, o il terreno psicobiologico, a far pendere la bilancia da una parte piuttosto che dall’altra.
Per non ripetere l’esperienza della solitudine, l’uomo è disposto a tutto, anche alla guerra. È disposto addirittura ad abbandonare, per non sentirsi solo, ad uccidere, per non sentirsi morire dentro. Il continuo bisogno di potere, espresso da persone influenti o da intere nazioni, può essere letto come una reazione alla solitudine.
La solitudine contiene, quindi, sia la depressione sia la reazione, sia la fuga sia la ricerca e quando l’uomo riesce a contrapporre la disperazione della vita alla speranza le opere che realizza sono geniali.
La solitudine non essendo solo disperazione è speranza e forza, conquistata nel riconoscimento di una propria individualità. Esiste dunque una felicità nella solitudine.”  ( Zaia Ambrogio | Gen 29, 2004 | Psicoanalisi Applicatahttps://www.psicoanalisi.it/osservatorio/3527/)
Ecco allora anche la solitudine feconda , strumento che permette un incontro con il proprio sé.  Ridare valore al silenzio, come atto preparatorio al comunicare con gli altri.

“Si parla molto del desiderio e della paura della solitudine, poco della capacità d’essere soli. Durante il nostro sviluppo psicofisico, se non abbiamo subito dei traumi gravi, dall’infanzia ad oggi, abbiamo sperimentato, magari gradualmente, un essere soli anche in presenza dell’altro. La fiducia, costruita dentro di noi negli anni della crescita, ci ha permesso di controllare la solitudine di riconoscere i sentimenti che animano la parte profonda della nostra mente e di esprimerli.
La solitudine diviene, così, condizione privilegiata e da ricercarsi per aiutare l’individuo ad integrare i pensieri interni con i sentimenti. La meditazione, la preghiera e, a livello inconscio, il sonno operano questa trasformazione. Costruire un momento di solitudine e di silenzio aiuta la persona a ritrovare se stesso nell’oceano della vita. L’anelito di questo momento permette l’abbandono a qualcosa o qualcuno sopra di lui, in grado di dare significato alla vita, alle emozioni quotidiane ed al silenzio ricercato.(cit. Zaia Ambrogio )
L’uomo  è un animale sociale  che ha bisogno qualche volta anche di solitudine .  Alla nascita dipende dal cargiver, generalmente la madre che accudisce il nascituro, e resta dipendente dai bisogni primari, quindi cibo, riproduzione, ecc. Sembra un essere  libero ma non lo è fino in fondo. . Nel panorama odierno in cui si costringe alla solitudine, attraverso un vuoto affettivo e relazionale,per esempio , in cui l’oggetto diviene il surrogato del proprio sé la solitudine a volte induce  fenomeni patologici quali depressioni, dipendenze patologiche, new addiction, disturbi dell’umore (Rimandiamo agli specifici studi sulla depressione e la solitudine in correlazione all’abuso di internet: Bessiere, 2010; Young & Rogers, 1998; Kotikalapudiet et al., 2012; Costigan et al., 2013; Rauch et al., 2013). https://www.stateofmind.it/2019/08/solitudine-sofferenza/

La solitudine del dopo terremoto ,la solitudine imposta dal coronavirus . Forse sono simili. Certo che differenza c’è, per andare ancora oltre, tra la solitudine  della quarantena fiduciara sull’hastag # Io sto a casa  e  per esempio la popolazione di Aleppo , la seconda città della Siria. Quella popolazione ha sperimentato prima di noi  che cosa significa non poter mandare i bambini a scuola , non poter uscire da casa.  Solo che a noi poco importava  nell’indifferenza totale del nostro modo di vivere. Certo noi non siamo sotto le bombe  o i missili. O sì, siamo sotto bombe e missili invisibili ?
Da questa solitudine, cambierà tutto.  Questa solitudine , come quella dopo il terremoto cambierà tutto . Un solo esempio . chi ha conosciuto veramente la paura, come quella che stiamo vivendo, potrà accettare   la paura spettacolo di quei politici che vorranno ancora perseguire strade già battute nel passato quando si inculcava una paura per pericoli inventati e quindi inesistenti ? Io penso di no. 

Eremo Rocca S. Stefano  venerdì 13 marzo 2020

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