venerdì 20 marzo 2020

UMANESIMO : La Storia nuova di un uomo veramente uomo




 Ho scritto nei giorni scorsi in questo blog alcune osservazioni  sull’umanesimo. Di seguito riflettendo sugli accadimenti  che si stanno verificando in questi giorni di marzo 2020 mi sono domandato : “Che non stia per cominciare  la storia dell’uomo veramente uomo?” Ho pensato che come ogni nuova Storia nasce però  da una guerra  spesso combattuta anche senza armi convenzionali. Porta con sé sofferenze, lutti, tribolazioni. Ma porta con sé anche la capacità di comprendere  il senso della centralità dei problemi .Che significa allora “un uomo veramente uomo?”.
In generale possiamo dire che sarà un uomo  senza esemplarità prestabilite, capace di aprirsi alle attese del cosmo per sviluppare  il progetto della specie  che può ormai uscire dalla preistoria.  Fino ad ora la civiltà dell’uomo è stata preistoria. Arrivato all’ultimo momento  nella evoluzione dell’universo,paragonabile agli ultimi cinque minuti di un giorno ,sta per vivere una lunga notte per arrivare ad una nuova alba. Ora proprio in questa notte buia l’uomo deve essere in grado di dimostrare di aver capito quello che ha scritto  Jacques Monod ( Parigi 1910 – Cannes 1976 ) , biologo e filosofo francese,  Nobel nel 1965: “… l’uomo  è uno zingaro sperduto nell’immensità indifferente dell’Universo  da cui è emerso per caso  alla periferia dello stesso …” (1)
L’uomo è uno zingaro dell’Universo. Quanta differenza allora dall’uomo di Pico della Mirandola  che dopo averlo posto “come opera di natura indefinita” nel “ cuore del mondo “ immagina che il Creatore gli si rivolga in questo modo :” Non ti ho dato, Adamo, né un posto determinato , né un aspetto proprio, né alcuna prerogativa tua, perché quel posto,quell’aspetto, quelle prerogative che tu desidererai, tutto secondo il tuo voto ottenga e conservi. La natura limitata degli altri  entro leggi da me  prescritte. Tu te la determinerai da nessuna barriera costretto, secondo il tuo arbitrio, alla cui potestà ti consegnai. Ti posi nel mezzo del mondo  perché di là meglio tu scorgessi  tutto ciò che è nel mondo . Non ti ho fatto né celeste  né terreno, né mortale né immortale  , perché da te stesso  quasi libero  e sovrano ti plasmassi  e ti scolpissi  nella forma che avresti prescelto. Tu potrai degenerare nelle cose  inferiori  che sono i bruti ; tu potrai  secondo il tuo volere ,rigenerarti nelle cose superiori che sono divine .(2)
Il brano che ho citato  fa parte di una famosa Orazione , De  hominis dignitate   che Pico riproduce interamente  in un altro  suo scritto l’Apologia. Questa opera fu scritta a difesa di un suo progetto .Pico che aveva allora 28 anni, nel 1491  ( manca un anno alla scoperta dell’America  che convenzionalmente dà inizio all’età moderna) scriveva questa Apologia perché quattro anni prima  aveva proposto di convocare a Roma  i dotti di tutto il mondo   e per loro aveva scritto 900 tesi .

  Tentavano di armonizzare  quelle tesi  tutte le tradizioni teologiche  e filosofiche  dell’umanità senza tralasciare  quelle gnostiche, caldaiche, cabalistiche  e l’intero pensiero medievale.  Una armonizzazione naturalmente secondo i canoni della dottrina cristiana . Il Papa  Innocenzo VIII , a cui  era stato proposto di promuovere tale incontro,   che  in un primo momento sembrava favorevole al progetto di Pico, non solo rinviò per così dire la “ convention” a data da destinarsi  ma  ebbe da ridire anche su 13 delle 900 tesi ,condannandole inesorabilmente.
Le idee di Pico sull’uomo  erano in realtà il risultato delle idee di un consesso più ristretto che aveva  dato vita  all’Accademia platonica i cui membri si riunivano  nella brunellesca  Abbazia fiesolana fatta costruire da Cosimo il Vecchio a sue spese.  In quella Abbazia, oltre all’ospitalità di Cosimo, i platonici trovavano una biblioteca  creata da Vespasiano da Bisticci con i suoi 45 amanuensi in soli 22 mesi di lavoro. Prima di Erasmo, quegli allievi di Marsilio Ficino  fecero un tentativo di coniugare  il messaggio evangelico e la paideia degli antichi,
Che ne è stato , in tutti i secoli successivi,di quel tentativo che si incentrava  sull’uomo, visto  che oggi dopo tutto questo tempo, viene da pensare  che veramente occorre  ri-cercare e ri-trovarecome ho detto fin dall’inizio ,“ un uomo veramente uomo?”. Probabilmente occorre rimeditare i libri della nostra Sapienza   e della nostra esperienza per affermare un nuovo umanesimo, un umanesimo etnologico. 

 Monod ha detto che l’uomo è uno zingaro nell’Universo ,ovvero una casualità.  Konrad Lorentz  fondatore della moderna etologia scientifica, ne Il declino  dell’uomo afferma “ …L’uomo è soltanto un effimero  anello nella catena  delle forme viventi . Ci sono buone ragioni per pensare  che egli sia soltanto un gradino  della scala che porterà ad un essere realmente  umano. Se non altro è possibile sperarlo..”.( 3 )  Un essere “ realmente umano “ dunque ,in sintonia ed in antitesi  con Pico perché ,fidandoci di Lorentz  ,fuori da ogni fuga utopistica e tenendo a bada i dialoghi platonici , si ri-parta  dal bandolo biologico della Storia con un approccio filogenetico ,in conformità della  situazione della specie  che ci appare altalenante tra  essere e non essere.


          (1)    J.Monod  Il caso e la necessità  Milano, Mondadori, 1971 ,pag 143 

         (2)    Giovanni Pico della Mirandola  “De hominis dignitate “,Heptaplus, De ente et uno   Edizione                     Nazionale dei classici  del pensiero italiano, Firenze , Vallecchi  1942 ( traduzione  E.Garin) 

          (3)    K. Lorentz Il declimo dell’uomo  Milano, Mondadori 1985 pag. 229

Eremo Rocca S. Stefano  venerdì 20 marzo 2020

Nessun commento:

Posta un commento