L'importanza che gli animali hanno sempre avuto nella vita concreta dell'uomo e nella favolistica moraleggiante (Esopo, Fedro, La Fontaine) ha avuto come conseguenza l'uso metaforico dei nomi di moltissimi animali. La nuova accezione è per lo più spregiativa, ma può anche essere positiva.
Di una donna stupida si dice che è un'oca (questo
già nel Cinquecento, mentre è molto recente l'oca giuliva), di una che
cerca d'attirare l'attenzione degli uomini che è una civetta (perché
quest'uccello attira la preda sbattendo le ali e occhieggiando, catturandone
così l'attenzione), di una generosamente disponibile che è una vacca o una
troia, di un uomo lussurioso che è un porco o un mandrillo;
un cocciuto è un mulo, un ignorante un asino. Una persona vile è una pecora,
una pronta a cambiar bandiera rapidamente un camaleonte, per la
caratteristica, che quest'animale ha, di cambiare la tinta della pelle,
uniformandosi ai colori circostanti.
Chi saccheggia fra le rovine
d'un terremoto o d'un bombardamento per impadronirsi di masserizie e oggetti
abbandonati, o chi, in occasione di sequestri di persona o di simili eventi,
interviene con telefonate per trarne profitto, è uno sciacallo.
Chi estorce denaro con ogni mezzo è una sanguisuga o una piovra. La
storia di quest'ultima è abbastanza interessante: si tratta d'una parola usata
nel dialetto delle isole anglo-normanne (ove significa propriamente «polipo »),
che Victor Hugo divulgò in francese (pieuvre),a ttraverso il suo romanzo TRA VAILLEURS
DE LA MER, del 1 8 66. Le traduzioni di quest' opera fecero entrare in italiano
il termine, che in questi ultimi tempi è stato largamente adoperato per
indicare sia la droga sia la mafia.
Ad una persona astuta si dà della volpe (« il conte duca è una volpe vecchia, parlando col dovuto rispetto, che farebbe perder la traccia a chi si sia », dice il podestà nei PROMESSI SPOSI), ad una coraggiosa del leone,mentre termine abbastanza generico d'insulto è cane e per coprire una persona col massimo disprezzo si dice che è un verme.
Chi ripete acriticamente le
parole altrui, o fa ciò che fanno gli altri, è un pappagallo, ma con questo termine si indica anche
l'utensile di cui si servono gli ammalati per orinare restando a letto. I nomi
degli animali infatti, oltre che per indicare persone che hanno determinate
qualità, servono anche ad indicare o ggetti, strumenti, apparecchi, la cui
forma ricorda, spesso vagamente, quella dell'animale. Oltre al pappagallo ricordiamo
la gru, cioè la macchina usata per sollevare e trasportare carichi, il cui
braccio ricorda il lungo collo dell'uccello omonimo, e la giraffa degli studi
cinematografici e televisivi. Fra i mezzi di trasporto meritano un cenno almeno
la cicogna, che indica sia un aereo da ricognizione, capace di
decollare e atterrare in uno spazio assai limitato (fu adoperato dai tedeschi
durante la seconda guerra mondiale) sia un autocarro a due piani usato per il
trasporto di automobili dalla fabbrica alle filiali o alle sedi dei
concessionari di vendita, e le gazzelle e le pantere della polizia. La gazzella
è chiamata così per la sua agilità e velocità, mentre la pantera fa riferimento
all'abilità nel balzare sulla preda.
Anche uno speciale carrello
delle ferrovie, munito di rotaie, per il trasporto dei carri merci su strada ha
preso nome da un animale, in questo caso il coccodrillo, a causa del suo aspetto
snodato che ricorda quello,del grosso rettile. Ma con lo stesso nome si indica
anche un morsetto per contatti elettrici (in questo caso dai denti, che ricordano la lunga
bocca dell'animale), e, nel linguaggio iornalistico, il necrologio delle
persone illustri, preparato quando sono ancora in vita.
Quest'ultima denominazione si richiama alla credenza,che ha dato origine anche all'espressione lacrime di coccodrillo, secondo cui quest'animale verserebbe lacrimedopo aver divorato un uomo.
Particolare fortuna,
linguistica s'intende, ha avuto la cavia , un piccolo roditore (in italiano è
chiamato più comunemente porcellino d'India) che, a causa della sua
utilizzazione per esperimenti nei laboratori scientifici, si adopera
soprattutto nell'espressione far da cavia, usata talora anche scherzosamente
per « essere la persona su cui si esegue qualche verifica», « prestarsi a compiere
un'operazione rischiosa».
Sempre riferito al connubio con le doti dell’uomo c’è un ampio ventaglio di proverbi e modi di dire che appunto accostano gli animali alle qualità o alle deficienze degli uomini .
Così Meglio un asino vivo che un dottore morto E’ meglio essere un po’ più ignoranti e sani che ammalati per avere studiato troppo. Mettere il carro davanti ai buoi Procedere in maniera illogica nell’affrontare un problema. Moglie e buoi dei paesi tuoi Si preferisce di solito sposare una persona del proprio paese e rimanere fedeli alle proprie tradizioni. Tagliare la testa al toro Risolvere un problema tagliando i passaggi inutili. Una febbre da cavalli Una febbre molto alta.
A caval donato non si guarda in bocca Non bisogna criticare i regali che si ricevono. Campa cavallo che l’erba cresce Far passare il tempo inutilmente.
Cavallo di battaglia La cosa che si riesce a fare meglio. Essere a
cavallo
Essere a buon punto. Una dose da
cavallo Una dose molto elevata di un medicinale.
Capro espiatorio Qualcuno che si prende tutte le colpe. Salvare
capra e cavoli
Riuscire a soddisfare esigenze differenti. Essere come una cicala Sperperare
i soldi e vivere alla giornata. Essere come una formichina Risparmiare i
soldi e pensare al futuro. Fare la civetta Attirare l’attenzione facendo
discorsi stupidi. Aver la memoria come un elefante Avere un’ottima
memoria.
Muoversi come un elefante
in una cristalleria Non essere molto delicati nel dire e nel fare le cose.
Avere un cervello di gallina Essere molto stupidi. Zampa di gallina Avere
una pessima scrittura. Andare a letto con le galline Andare a dormire
molto presto. Gallina che canta ha fatto l’uovo Il primo che denuncia un
fatto negativo ne è probabilmente responsabile. Gallina vecchia fa buon
brodo
L’esperienza è una virtù. Meglio un uovo oggi che una gallina domani
Meglio qualcosa di concreto subito che una promessa di un bene maggiore in un
futuro molto lontano. Aver grilli per
la testa Avere idee strane. Prendere lucciole per lanterne Scambiare
qualcosa di piccolo per qualcos’altro di maggiore importanza. Lento come una
lumaca Molto lento. In bocca al lupo Buona fortuna.
Il lupo perde il pelo ma
non il vizio Con il tempo si può
cambiare fisicamente, ma non nel carattere e nei vizi. Far saltare la mosca
al naso Fare arrabbiare. Mosca bianca L’eccezione positiva. Non
si sente volare una mosca C’è un
silenzio assoluto. Rimanere con un pugno di mosche Rimanere senza nulla.
Avere la pelle d’oca Avere molta paura. Vendere la pelle dell’orso
prima di averlo ucciso
Fare progetti contando su qualcosa che ancora non c’è. Cielo a pecorelle
acqua a catinelle Quando le nuvole sono a forma di pecorella si prevede
pioggia.
Chi pecora si fa il lupo se la mangia Quando si cerca di sembrare una vittima, a volte lo si diventa davvero. Prendere due piccioni con una fava Ottenere due risultati con un unico sforzo. Avere la pulce all’orecchio Avere un dubbio.
Non saper cavare un ragno
dal buco Non riuscire a fare niente. Sputare
il rospo
Confessare. Ingoiare un rospo Sopportare una situazione difficile o
dolorosa.
Parenti serpenti Spesso i parenti sono i peggiori nemici. Far vedere
i sorci verdi a qualcuno Preparare una sorpresa sgradevole a qualcuno. Fare
lo struzzo
Non preoccuparsi dei problemi circostanti, ignorarli volontariamente.Cieco
come una talpa Persona che ci vede pochissimo. A ogni uccello il suo
nido è bello
Ognuno ama ciò che è suo. Una rondine non fa primavera Un bell’evento
non significa che sta arrivando un periodo favorevole. Andare in bestia Arrabbiarsi.
Mandare in bestia qualcuno
Fare arrabbiare qualcuno. Fare il
salto della quaglia
Cambiare posizione in modo deciso. Specchietto per le allodole Qualcosa
che serve solo ad attirare l’attenzione.
Eremo Rocca S. Stefano
mercoledì 7 ottobre 2020


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