giovedì 22 ottobre 2020

STORIE E VOCI DAL SILENZIO La Gioconda di Leonardo da Vinci

Opere misteriose . Il mistero di Monna Lisa


Da cinquecento anni  guardando  il dipinto di Leonardo  la Gioconda  , uno dei ritratti più famosi della storia della pittura di tutte le epoche  continuiamo a domandarci  a chi ha appartenuto quel volto,  a quale donna Leonardo si è ispirato . Sono cinquecento anni di domande  sul suo sorriso, sul suo sguardo . Domande e ipotesi che hanno riempito  pagine di trattati, articoli . Domande che raccontano la voglia di penetrare  quell’aria indefinibile, quella tecnica del tutto innovativa,  quel  paesaggio, espressione di un mondo  che  si vede attorno  a quel volto.  A molte donne ,esistite storicamente sono state attribuite quelle fattezze. Molti altri artisti si sono ispirati  a quel dipinto.  Molti hanno fatto congetture  sull’ideale di donna per Leonardo  fino ad affermare che forse  quello della Gioconda è lo stesso autoritratto dell’autore  ,oppure quello della madre di Leonardo. Insomma un mistero. Un grande mistero.  Abbiamo letto e consultato sul web tutta una serie di opinioni , di narrazioni, di scoperte , di studi  su questa opera. In particolare abbiamo trovato  un sito intitolato a Leonardo da Vinci che su questo  quadro espone  esaurientemente  , con molti particolari  e con l’apporto di specifici contributi ,  i temi riferiti proprio a questo aspetto misterioso  del quadro.   Da queste fonti di informazione abbiamo tentato di riassumere alcuni temi principali  nelle esposizioni che seguiranno  avendo  appunto  diviso gli argomenti  in alcuni post che inseriremo  di seguito per una lettura più agevole . In tema di misteri  nelle opere d’arte  dunque  La Gioconda  di Leonardo è la prima opera che raccontiamo . L’idea di raccontare i misteri  di alcune opere d’arte ci è venuta leggendo l’articolo “ I dieci quadri più misteriosi del mondo “ apparso su  http://www.arte.it/notizie/italia/i-dieci-quadri-pi%C3%B9-misteriosi-del-mondo-17153. 

 

Iniziamo  da una doverosa descrizione della Gioconda di Leonardo da Vinci .

La Gioconda, nota anche come Monna Lisa, è un dipinto a olio su tavola di legno di pioppo realizzato da Leonardo  da Vinci, (77×53 cm e 13 mm di spessore), databile al 1503-1504 circa e conservato nel Museo del Louvre di Parigi..

La donna ritratta nel dipinto di Leonardo siede rivolta a sinistra del dipinto. Il viso però è quasi frontale e lo sguardo diretto verso l’osservatore. Monna Lisa veste con abiti dell’epoca. Indossa una veste decorata che lascia scoperto il décolleté e sulle spalle porta un tessuto scuro. Le maniche sono attillate e fittamente pieghettate. 

Le mani sono in primo piano e in basso. Il braccio sinistro è appoggiato sul bracciolo della sedia parallelo al bordo inferiore. La mano destra invece poggia su quella sinistra con le dita aperte e atteggiate in modo elegante. I capelli sono scriminati al centro e ricadono ai lati in morbide e scure ciocche leggermente ondulate. Inoltre un velo leggero e trasparente copre l’acconciatura. Lo sfondo oltre il parapetto, descrive un paesaggio lacustre disseminato di colline, rupi e montagne elevate. A sinistra una strada serpeggia tra le alture rocciose. A destra invece un ponte ad arcate traversa un fiume che nasce dal lago che si trova più in alto e al centro.

A rendere quest’opera così famosa sono state alcune leggende costruite nel tempo intorno al dipinto a partire dall’Ottocento. Inoltre la tecnica rivoluzionaria di Leonardo contribuì a creare un senso di mistero intorno al personaggio dipinto. Infatti uno dei punti di forza della Gioconda è il sorriso particolarmente ambiguo. Inoltre anche lo sguardo sembra seguire l’osservatore che si sposta davanti all’opera. Infine l’aspetto di Monnalisa è particolarmente ambiguo e alcuni storici hanno creduto di poter vedere in questo dipinto la versione femminile del viso di Leonardo.La tecnica dello sfumato utilizzata da Leonardo permette di ottenere una particolare intensità psicologica. Infatti la Gioconda assume un’espressione serena ma molto determinata. Osserva in direzione dello spettatore e pare consapevole di essere l’oggetto del suo sguardo. Si offre così all’ammirazione del pubblico come una grande diva protagonista del palcoscenico e dello spettacolo dei nostri tempi. (1)

Storicamente il dipinto comparve in un documento del 1525. Gian Giacomo Caprotti allievo prediletto di Leonardo detto Salai menzionò l’opera tra quelle in suo possesso. Leonardo era ormai morto da 6 anni, nel 1519, e i suoi beni erano passati al suo allievo.Inoltre il dipinto con il titolo de “la Joconda” è presente anche nella narrazione di Giorgio Vasari che informa della commissione di Francesco del Giocondo a Leonardo. Sempre secondo il Vasari il maestro sospese la realizzazione dell’opera per quattro anni e quando partì da Firenze per Milano, nel 1508, la portò con sé. Vasari testimonia quindi che l’opera fu continuamente ritoccata dal maestro. Lo storico infatti descrive una Gioconda molto diversa, con le ciglia presenti, mentre oggi non sono visibili, e le fossette sulle guance. I tecnici che analizzarono l’opera con i raggi-x infatti scoprirono almeno tre versioni del dipinto sotto la superficie della tela.

 Parlare della Gioconda significa davvero affrontare qualcosa di grande, di assolutamente simbolico, qualcosa che dentro di se racchiude un peso specifico emozionale, storico e spirituale.

E' davvero importante sapere chi sia la Gioconda?  Forse no, ma l'importante è capire il perché del suo mistero.

Ma quanti anni potrebbe avere la donna ritratta da Leonardo? Non è difficile dirlo... Secondo esami fisiognomici molto probabilmente Leonardo ritrae una donna  relativamente giovane, tra i 18 e i 25 anni.Il ritratto mostra una giovane donna probabilmente seduta, mezza figura, girata verso sinistra mantenendo la testa e il volto in posizione centrale, il volto pressoché frontale, con lo sguardo che sembri osservare alle spalle dello spettatore.Il ritratto era tanto caro a Leonardo perché la donna e il paesaggio alle sue spalle riflettevano le teorie di Leonardo, sul ruolo fondamentale della donna nella creazione e sull'importanza dei corsi d'acqua nella formazione della Terra.

Perché non porta gioielli? Perché ha i capelli sciolti contrariamente alle convenzioni dell'epoca che per le donne di un certo ceto prevedevano acconciature elaborate? «La Gioconda è una donna relativamente giovane, tra i 20 e i 25 anni», spiega nel documentario Sherwin Nuland, docente di chirurgia all'università di Yale, negli Usa, ed appassionato studioso dei disegni anatomici di Leonardo. «Le dita sono gonfie, le mani adagiate sul ventre, in una posizione tipica delle donne in avanzato stato di gravidanza». Ecco spiegata l'assenza di preziosi e, soprattutto, della fede nuziale: non le entrava più. E c'è dell'altro, sottolinea in un articolo scritto per il Daily Telegraph Nick Rossiter, produttore e regista di Leonardo: La vita segreta della Monna Lisa. «La Gioconda venne realizzata tra il 1502 e il 1503. 
Il mistero della Monna Lisa resta comunque fitto: Leonardo, spiega Rossiter, perché era cosi affezionato alla sua Gioconda? I punti interrogativi sono infiniti: chi era realmente il padre del bambino? Forse nel viso di Lisa, Leonardo aveva ritrovato le fattezze della madre alla quale era stato strappato da piccolo?
Secondo il documentario della Bbc la spiegazione dell'importanza del ritratto per l'artista è intellettuale più che emotiva. (2)

 

 Nel febbraio 2012, il Museo del Prado ha presentato una copia antica del dipinto appena restaurata, attualmente attribuita alla bottega di Leonardo, una mano molto vicina a quella del maestro; forse del Salai, di Francesco Melzi o di un allievo spagnolo. La tavola mostra uno sfondo dai colori chiari, molto simile a come doveva apparire in origine anche sul dipinto del Louvre. Esistono inoltre la cosiddetta  Gioconda svizzera (nota anche come Monna Lisa anteriore o Gioconda giovane o Gioconda Isleworth, custodita a Ginevra acquistata da un nobile del Somerset e che successivamente ha portato nel suo studio a Isleworth (da cui deriva il nome). Questa versione dell'opera differisce dall'originale per diversi aspetti: la protagonista è visibilmente più giovane, il paesaggio alle spalle è più spoglio e sono presenti due colonne. Inoltre l'opera è dipinta su tela, cosa che non si ritrova altrove nell'uso di Leonardo da Vinci. Alcuni hanno voluto vedere in questo dipinto una versione precedente della Gioconda originale., ma con nessun seguito da parte della letteratura artistica italiana.C'è poi la Gioconda di S. Pietroburgo, anch'essa raffigurante una Monna Lisa più giovane e con due colonne ai lati. I due dipinti della Gioconda giovane sono anch'essi di un pittore leonardesco ma, secondo alcuni esperti, come lo studioso Silvano Viceti, vi è la possibilità che siano opera di Leonardo stesso.

Considerata una tra le più celebri icone dell'arte tradizionale, l'immagine della Gioconda è stata spesso utilizzata dagli artisti contemporanei in funzione simbolica. Il dadaista Marchel Duchamp, ad esempio, l'ha scelta come bersaglio delle proprie provocazioni, aggiungendo a una riproduzione del dipinto i baffi e intitolandola ironicamente L.O.O.O., che pronunciato in francese può suonare anche come Elle a chaud au cul che tradotto significa "Lei ha caldo al culo", ovvero "è eccitata.Anche  Andy Warhol riprodusse il dipinto in serie, come poster, mentre Bansky ne fece una versione mujaheddin, con lanciarazzi in spalla. Botero la ridipinse paffuta e Basquiat la rese un'icona graffiante, dal sorriso sinistro.Numerosissimi gli utilizzi e le citazioni dell'icona-simbolo nel mondo del cinema, della musica, della televisione e della pubblicità. In particolare, il cantautore  Ivan Graziani si ispirò allo storico furto per la canzone Monna Lisa, del 1979, immaginando un maniaco che si chiude nel museo e inizia a deturpare l'opera, da cui trae anche il calembour "Monna Lisa... lisa". (3)

 

Uno dei maggiori studiosi dell’opera di  Leonardo è Carlo Pedretti . Ricportamo di seguito nella bibliografia l’indicazione di alcune sue opere Carlo Pedretti  Casalecchio di Reno  6 gennaio 1928-Lamporecchio  5 gennaio 2018) è stato uno storico dell’arte italiano. È considerato uno dei maggiori esperti della vita e delle opere di Leonardo da Vinci. Carlo Pedretti è stato professore di storia dell’arte italiana e titolare della cattedra di studi vinciani presso l’Università della California a Los Angeles (UCLA), dove ha diretto l’ Armand Hammer Center for Leonardo Studies, con sede italiana a Urbino. Fin da giovanissimo manifestò un forte interesse per Leonardo. Proseguì poi gli studi e le ricerche negli archivi e nelle biblioteche di tutto il mondo. Un primo importante risultato delle sue ricerche fu la scoperta che numerosi disegni di teste di Leonardo conservati nella Royal Library  a Windsor erano frammenti ritagliati dalle pagine del  Codice Atlantico.

Nel 1959 si trasferì a Los Angeles, dove ha vissuto e lavorato fino al 2013, quando ritornò definitivamente in Italia, stabilendosi nella villa di Castel Vitoni a Lamporecchio, sede della Fondazione Rossana e Carlo Pedretti, che egli stesso ha diretto fino alla morte avvenuta nel 2018, il giorno prima del suo novantesimo compleannoCarlo Pedretti è stato membro della Commissione ministeriale per l’Edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo da Vinci e del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte del genio di Vinci (2019)), nonché di prestigiose istituzioni italiane e straniere.Carlo Pedretti è autore di oltre cinquanta libri e più di cinquecento fra saggi e articoli in varie lingue su molteplici aspetti della vita e dell’opera di Leonardo da VinciIl suo contributo alla conoscenza dei  manoscritti e dei disegni di Leonardo è universalmente ritenuto fondamentale. Nella sua premessa al libro Carlo Pedretti: A Bibliography of His Work on Leonardo da Vinci and the Renaissance (1944-1984), il grande storico dell’arte Kenneth Clark affermò che Pedretti “è indubitabilmente il più grande studioso di Leonardo dei nostri tempi”.   

 

Carlo Pedretti, Leonardo. Il ritratto. Ediz. illustrata, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, Anno edizione: 1998, EAN: 9788809762756

Pietro C. Marani, Leonardo. La Gioconda. Ediz. illustrata, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, Anno edizione: 2003, EAN: 9788809031678

Carlo Pedretti, Marco Cianchi, Leonardo. I codici. Ediz. illustrata, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, Anno edizione: 2006, In commercio dal: 22 dicembre 1998, EAN: 9788809761964

Carlo Pedretti, Domenico Laurenza, Paola Salvi, Leonardo. L’anatomia. Ediz. illustrata, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, Anno edizione: 2004, In commercio dal: 19 aprile 2006, EAN: 978880904086

Carlo Pedretti, Paolo Galluzzi, Domenico Laurenza, Leonardo, Giunti Editore Collana: Atlanti illustrati, Anno edizione: 2017, Rilegato EAN: 9788809855861

Carlo Pedretti, Leonardo. La pittura, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, Anno edizione: 2017, EAN: 9788809991590

Carlo Pedretti, Leonardo. Il disegno, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, Anno edizione: 2016, In commercio dal: 8 febbraio 2017, EAN: 9788809994195

 

(1)https://www.analisidellopera.it/leonardo-da-vinci-la-gioconda/

(2) https://www.leonardodavinci-italy.it/gioconda-di-leonardo-da-vinci

(3) Wilkipedia  voce Gioconda  di Leonardo Da vinci

 Eremo Rocca S. Stefano  giovedì 22  ottobre 2020

 

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