Opere misteriose . Il mistero di Monna Lisa
Da cinquecento anni guardando
il dipinto di Leonardo la
Gioconda , uno dei ritratti più famosi
della storia della pittura di tutte le epoche
continuiamo a domandarci a chi ha
appartenuto quel volto, a quale donna
Leonardo si è ispirato . Sono cinquecento anni di domande sul suo sorriso, sul suo sguardo . Domande e
ipotesi che hanno riempito pagine di
trattati, articoli . Domande che raccontano la voglia di penetrare quell’aria indefinibile, quella tecnica del
tutto innovativa, quel paesaggio, espressione di un mondo che si
vede attorno a quel volto. A molte donne ,esistite storicamente sono
state attribuite quelle fattezze. Molti altri artisti si sono ispirati a quel dipinto. Molti hanno fatto congetture sull’ideale di donna per Leonardo fino ad affermare che forse quello della Gioconda è lo stesso
autoritratto dell’autore ,oppure quello
della madre di Leonardo. Insomma un mistero. Un grande mistero. Abbiamo letto e consultato sul web tutta una
serie di opinioni , di narrazioni, di scoperte , di studi su questa opera. In particolare abbiamo
trovato un sito intitolato a Leonardo da
Vinci che su questo quadro espone esaurientemente , con molti particolari e con l’apporto di specifici contributi , i temi riferiti proprio a questo aspetto
misterioso del quadro. Da queste fonti di informazione abbiamo
tentato di riassumere alcuni temi principali
nelle esposizioni che seguiranno
avendo appunto diviso gli argomenti in alcuni post che inseriremo di seguito per una lettura più agevole . In
tema di misteri nelle opere d’arte dunque La Gioconda
di Leonardo è la prima opera che raccontiamo . L’idea di raccontare i
misteri di alcune opere d’arte ci è
venuta leggendo l’articolo “ I dieci quadri più misteriosi del mondo “ apparso
su http://www.arte.it/notizie/italia/i-dieci-quadri-pi%C3%B9-misteriosi-del-mondo-17153.
Iniziamo da una doverosa descrizione della Gioconda di Leonardo da Vinci .
La Gioconda,
nota anche come Monna Lisa, è un dipinto a olio su tavola di legno di pioppo
realizzato da Leonardo da Vinci,
(77×53 cm e 13 mm di spessore), databile al 1503-1504 circa e
conservato nel Museo del Louvre di Parigi..
La donna ritratta nel dipinto di Leonardo siede rivolta a sinistra del dipinto. Il viso però è quasi frontale e lo sguardo diretto verso l’osservatore. Monna Lisa veste con abiti dell’epoca. Indossa una veste decorata che lascia scoperto il décolleté e sulle spalle porta un tessuto scuro. Le maniche sono attillate e fittamente pieghettate.
Le mani sono in
primo piano e in basso. Il braccio sinistro è appoggiato sul bracciolo della
sedia parallelo al bordo inferiore. La mano destra invece poggia su quella sinistra con le
dita aperte e atteggiate in modo elegante. I capelli sono scriminati al centro
e ricadono ai lati in morbide e scure ciocche leggermente ondulate. Inoltre un
velo leggero e trasparente copre l’acconciatura. Lo sfondo oltre il parapetto,
descrive un paesaggio lacustre disseminato di colline, rupi e montagne elevate.
A sinistra una strada serpeggia tra le alture rocciose. A destra invece un
ponte ad arcate traversa un fiume che nasce dal lago che si trova più in alto e
al centro.
A rendere quest’opera così famosa sono state alcune leggende costruite nel tempo intorno al dipinto a partire dall’Ottocento. Inoltre la tecnica rivoluzionaria di Leonardo contribuì a creare un senso di mistero intorno al personaggio dipinto. Infatti uno dei punti di forza della Gioconda è il sorriso particolarmente ambiguo. Inoltre anche lo sguardo sembra seguire l’osservatore che si sposta davanti all’opera. Infine l’aspetto di Monnalisa è particolarmente ambiguo e alcuni storici hanno creduto di poter vedere in questo dipinto la versione femminile del viso di Leonardo.La tecnica dello sfumato utilizzata da Leonardo permette di ottenere una particolare intensità psicologica. Infatti la Gioconda assume un’espressione serena ma molto determinata. Osserva in direzione dello spettatore e pare consapevole di essere l’oggetto del suo sguardo. Si offre così all’ammirazione del pubblico come una grande diva protagonista del palcoscenico e dello spettacolo dei nostri tempi. (1)
Storicamente il dipinto comparve in un documento del
1525. Gian Giacomo Caprotti allievo prediletto di Leonardo detto Salai menzionò
l’opera tra quelle in suo possesso. Leonardo era ormai morto da 6 anni, nel
1519, e i suoi beni erano passati al suo allievo.Inoltre il dipinto con il titolo de “la Joconda” è
presente anche nella narrazione di Giorgio Vasari che informa della commissione
di Francesco del Giocondo a Leonardo. Sempre secondo il Vasari il maestro
sospese la realizzazione dell’opera per quattro anni e quando partì da Firenze
per Milano, nel 1508, la portò con sé. Vasari testimonia quindi che l’opera fu
continuamente ritoccata dal maestro. Lo storico infatti descrive una Gioconda
molto diversa, con le ciglia presenti, mentre oggi non sono visibili, e le
fossette sulle guance. I tecnici che analizzarono l’opera con i raggi-x infatti
scoprirono almeno tre versioni del dipinto sotto la superficie della tela.
Parlare della Gioconda significa davvero affrontare qualcosa di grande, di assolutamente simbolico, qualcosa che dentro di se racchiude un peso specifico emozionale, storico e spirituale.
E' davvero importante sapere chi sia la Gioconda? Forse no, ma l'importante è capire il perché del suo mistero.
Ma quanti anni potrebbe avere la donna ritratta da Leonardo? Non è difficile dirlo... Secondo esami fisiognomici molto probabilmente Leonardo ritrae una donna relativamente giovane, tra i 18 e i 25 anni.Il ritratto mostra una giovane donna probabilmente seduta, mezza figura, girata verso sinistra mantenendo la testa e il volto in posizione centrale, il volto pressoché frontale, con lo sguardo che sembri osservare alle spalle dello spettatore.Il ritratto era tanto caro a Leonardo perché la donna e il paesaggio alle sue spalle riflettevano le teorie di Leonardo, sul ruolo fondamentale della donna nella creazione e sull'importanza dei corsi d'acqua nella formazione della Terra.
Perché non porta gioielli? Perché ha i capelli sciolti
contrariamente alle convenzioni dell'epoca che per le donne di un certo ceto
prevedevano acconciature elaborate? «La Gioconda è una donna relativamente
giovane, tra i 20 e i 25 anni», spiega nel documentario Sherwin Nuland, docente
di chirurgia all'università di Yale, negli Usa, ed appassionato studioso dei
disegni anatomici di Leonardo. «Le dita sono gonfie, le mani adagiate sul
ventre, in una posizione tipica delle donne in avanzato stato di gravidanza».
Ecco spiegata l'assenza di preziosi e, soprattutto, della fede nuziale: non le
entrava più. E c'è dell'altro, sottolinea in un articolo scritto per
il Daily Telegraph Nick Rossiter, produttore e regista di Leonardo: La vita
segreta della Monna Lisa. «La Gioconda venne realizzata tra il 1502 e il
1503.
Il mistero della Monna Lisa resta comunque fitto: Leonardo, spiega Rossiter,
perché era cosi affezionato alla sua Gioconda? I punti interrogativi sono
infiniti: chi era realmente il padre del bambino? Forse nel viso di Lisa,
Leonardo aveva ritrovato le fattezze della madre alla quale era stato strappato
da piccolo?
Secondo il documentario della Bbc la spiegazione dell'importanza del ritratto
per l'artista è intellettuale più che emotiva. (2)
Nel febbraio 2012, il Museo del Prado ha presentato una copia antica del dipinto appena restaurata, attualmente attribuita alla bottega di Leonardo, una mano molto vicina a quella del maestro; forse del Salai, di Francesco Melzi o di un allievo spagnolo. La tavola mostra uno sfondo dai colori chiari, molto simile a come doveva apparire in origine anche sul dipinto del Louvre. Esistono inoltre la cosiddetta Gioconda svizzera (nota anche come Monna Lisa anteriore o Gioconda giovane o Gioconda Isleworth, custodita a Ginevra acquistata da un nobile del Somerset e che successivamente ha portato nel suo studio a Isleworth (da cui deriva il nome). Questa versione dell'opera differisce dall'originale per diversi aspetti: la protagonista è visibilmente più giovane, il paesaggio alle spalle è più spoglio e sono presenti due colonne. Inoltre l'opera è dipinta su tela, cosa che non si ritrova altrove nell'uso di Leonardo da Vinci. Alcuni hanno voluto vedere in questo dipinto una versione precedente della Gioconda originale., ma con nessun seguito da parte della letteratura artistica italiana.C'è poi la Gioconda di S. Pietroburgo, anch'essa raffigurante una Monna Lisa più giovane e con due colonne ai lati. I due dipinti della Gioconda giovane sono anch'essi di un pittore leonardesco ma, secondo alcuni esperti, come lo studioso Silvano Viceti, vi è la possibilità che siano opera di Leonardo stesso.
Considerata una tra le più celebri icone dell'arte
tradizionale, l'immagine della Gioconda è stata spesso utilizzata dagli artisti
contemporanei in funzione simbolica. Il dadaista Marchel Duchamp, ad esempio,
l'ha scelta come bersaglio delle proprie provocazioni, aggiungendo a una
riproduzione del dipinto i baffi e intitolandola ironicamente L.O.O.O., che
pronunciato in francese può suonare anche come Elle a chaud au cul che
tradotto significa "Lei ha caldo al culo", ovvero "è eccitata.Anche Andy Warhol riprodusse
il dipinto in serie, come poster, mentre Bansky ne fece una versione mujaheddin,
con lanciarazzi in spalla. Botero la ridipinse paffuta e Basquiat la rese
un'icona graffiante, dal sorriso sinistro.Numerosissimi gli utilizzi e le citazioni
dell'icona-simbolo nel mondo del cinema, della musica, della televisione e
della pubblicità. In particolare, il cantautore Ivan Graziani si ispirò allo storico furto per
la canzone Monna Lisa, del 1979, immaginando un maniaco che si chiude
nel museo e inizia a deturpare l'opera, da cui trae anche il calembour
"Monna Lisa... lisa". (3)
Uno dei maggiori studiosi dell’opera di Leonardo è Carlo Pedretti . Ricportamo di seguito nella bibliografia l’indicazione di alcune sue opere Carlo Pedretti Casalecchio di Reno 6 gennaio 1928-Lamporecchio 5 gennaio 2018) è stato uno storico dell’arte italiano. È considerato uno dei maggiori esperti della vita e delle opere di Leonardo da Vinci. Carlo Pedretti è stato professore di storia dell’arte italiana e titolare della cattedra di studi vinciani presso l’Università della California a Los Angeles (UCLA), dove ha diretto l’ Armand Hammer Center for Leonardo Studies, con sede italiana a Urbino. Fin da giovanissimo manifestò un forte interesse per Leonardo. Proseguì poi gli studi e le ricerche negli archivi e nelle biblioteche di tutto il mondo. Un primo importante risultato delle sue ricerche fu la scoperta che numerosi disegni di teste di Leonardo conservati nella Royal Library a Windsor erano frammenti ritagliati dalle pagine del Codice Atlantico.
Nel 1959 si trasferì a Los Angeles, dove ha vissuto e
lavorato fino al 2013, quando ritornò definitivamente in Italia, stabilendosi
nella villa di Castel Vitoni a Lamporecchio, sede della Fondazione Rossana e
Carlo Pedretti, che egli stesso ha diretto fino alla morte avvenuta nel 2018,
il giorno prima del suo novantesimo compleannoCarlo Pedretti è stato membro della Commissione
ministeriale per l’Edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo
da Vinci e del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte
del genio di Vinci (2019)), nonché di prestigiose istituzioni italiane e
straniere.Carlo Pedretti è autore di oltre cinquanta libri e più di
cinquecento fra saggi e articoli in varie lingue su molteplici aspetti della
vita e dell’opera di Leonardo da VinciIl suo contributo alla conoscenza dei manoscritti e dei disegni di Leonardo è
universalmente ritenuto fondamentale. Nella sua premessa al libro Carlo
Pedretti: A Bibliography of His Work on Leonardo da Vinci and the Renaissance
(1944-1984), il grande storico dell’arte Kenneth Clark affermò che Pedretti
“è indubitabilmente il più grande studioso di Leonardo dei nostri tempi”.
Carlo Pedretti, Leonardo. Il ritratto. Ediz. illustrata, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, Anno edizione: 1998, EAN: 9788809762756
Pietro C. Marani, Leonardo. La Gioconda. Ediz. illustrata, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, Anno edizione: 2003, EAN: 9788809031678
Carlo Pedretti, Marco Cianchi, Leonardo. I codici. Ediz. illustrata, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, Anno edizione: 2006, In commercio dal: 22 dicembre 1998, EAN: 9788809761964
Carlo Pedretti, Domenico Laurenza, Paola Salvi, Leonardo. L’anatomia. Ediz. illustrata, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, Anno edizione: 2004, In commercio dal: 19 aprile 2006, EAN: 978880904086
Carlo Pedretti, Paolo Galluzzi, Domenico Laurenza, Leonardo, Giunti Editore Collana: Atlanti illustrati, Anno edizione: 2017, Rilegato EAN: 9788809855861
Carlo Pedretti, Leonardo. La pittura, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, Anno edizione: 2017, EAN: 9788809991590
Carlo Pedretti, Leonardo. Il disegno, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, Anno edizione: 2016, In commercio dal: 8 febbraio 2017, EAN: 9788809994195
(1)https://www.analisidellopera.it/leonardo-da-vinci-la-gioconda/
(2) https://www.leonardodavinci-italy.it/gioconda-di-leonardo-da-vinci
(3) Wilkipedia voce Gioconda di Leonardo Da vinci
Eremo Rocca S. Stefano
giovedì 22 ottobre 2020

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