“America! America!”
era il grido di liberazione e di speranza degli emigranti in cerca di
pane e fortuna. E facevano a gara per
poter gridare per primi appunto “ America!
America” dai bastimenti che si avvicinavano a quella terra.
Un privilegio. Come quello del marinaio
d vedetta su una delle caravelle di
Cristoforo Colombo che per primo gridò “Terra! Terra!”
“America! America! “ è spesso il titolo di libri che si occupano delle esperienze degli emigrati in quella terra; di diari e di tante altre storie che nel corso di un secolo ci hanno raccontato la storia e le storie di un’America che oggi riflette sul suo volto in occasione della elezione del suo 46° presidente .
Un’America che pur definita già nel 1844 (l’anno della pubblicazione della Questione ebraica ) da Karl Marx «il paese dell’emancipazione politica compiuta» porta nella sua storia questioni irrisolte e contraddizioni come le barriere del censo e della razza per l’edificazione di una democrazia completa; come quella della questione dei pellerossa e in genere delle minoranze ; come quella appunto di una democrazia Herrenvolk, come «democrazia per il popolo dei signori», una forma determinata che si rivela così tenace da sopravvivere per molti decenni anche alla guerra di Secessione e che ha strascichi nel presente.
Certo i principi fissati dai padri fondatori affermati dalla lotta per l’indipendenza e
rinvigoriti nelle formulazioni della
costituzione stanno lì a dimostrare una volontà tenace di superare le contraddizioni che vengono da lontano .
Fin dalla rivoluzione del 1776 che secondo D. LOSURDO autore di “ Controstoria del liberalismo “
Laterza, Roma-Bari 2005, pp. 297-303, 316-317 nascono dal fatto che , nella ricostruzione storica del
pensiero liberale europeo e della democrazia americana si tende a dimenticare
che, per molto tempo, concetti come libertà naturali o diritti inviolabili
venivano applicati solo alla comunità dei signori. In Inghilterra, essa a lungo
comprese solo gli aristocratici, i proprietari terrieri e i
ricchi borghesi, ma escluse i cattolici irlandesi e i poveri. Negli Stati
Uniti, libertà e diritti (compreso il suffragio) furono precocemente estesi a
tutti i bianchi; in realtà,mentre cadevano o si attenuavano le barriere di
censo e quelle religiose, si facevano più rigide quelle di tipo razziale.
Una democrazia di contraddizioni che oggi ritroviamo per esempio nella distribuzione della ricchezza che non è il solo elemento per stabilire il benessere di un popolo e di una nazione ma che lo diventa quando molti di tutti gli altri elementi che contano sono deficitarii o peggio sono prerogative di pochi.
Una democrazia contraddittoria che è il vero volto dell’America di oggi ,alla quale guarda l’Europa e che probabilmente pone l’esigenza di ridefinizione.
Sto parlando di una situazione,quella della democrazia americana, che l’epidemia di coronavirus , ha si accelerato
nei suoi aspetti negativi ma che già prima determinava
molte situazioni precarie e a rischio , compresa la vita delle persone.A cominciare dalla ricchezza
che era aumentata fin dai tempi della
grande depressione ininterrottamente e che ha
avuto, a causa della pandemia , uno stop mettendo a nudo una serie di criticità
che proprio quell’andamento sottraeva all’attenzione . Agli americani
poco importavano il "vulnus alla democrazia ( espresso attraverso questioni
importanti come quella razziale, disuguaglianze ,mancato rispetto delle minoranze e altre ancora ) in una situazione in
cui la disoccupazione ( dati 2019) aveva toccato il minimo storico di tutti i tempi del 3,6 % .Poco importava per esempio che quella
ricchezza non fosse equamente distribuita
e che l’1% della popolazione detenesse
il doppio di ciò che possedeva
il 90% della restante popolazione e che tre uomini possedessero una ricchezza pari alla metà di tutti i cittadini statunitensi . Bastava riuscire a tirare avanti,difendere
qualche privilegio,riaffermare qualche
principio. Anche se il 44% degli occupati ,pari a ben 53 milioni di persone, percepiva una paga da povero. E pur in
presenza del fatto che pur lavorando molte famiglie avevano difficoltà a pagare
affitti e utenze fino ad arrivare alla massa di lavoratori
senza tetto che vivevano in strada. La disoccupazione ridotta ad una percentuale
con una sola cifra significava per
esempio che tra il 2005 e il 2015 il 94%
dei lavoratori era occupato in lavoretti
ossia alternative “ work arrangement” della “ gig economy “ con precarietà e senza diritto di retribuzione minimale. Contraddicendo quello che sembrava essere una
conquista ormai consolidata , la retribuzione
minima garantita fissata a 7 dollari l’ora , )cosa che rappresenta una grande
conquista nel mondo del lavoro inesistente in alcuni paesi tra cui l’Italia ) senza tener conto che è anche altrettanto vero che quella cifra sta
ferma al momento in cui è stata varata
la legge . Tanto che oggi una retribuzione
minima garantita,appena sufficiente, dovrebbe avvicinarsi ai 20 dollari l’ora .
Una democrazia che ,ancora per fare un esempio nel mondo del lavoro, vede una ridotta
capacità di contrattazione da parte del
sindacato e addirittura del silenziamento dei lavoratori e delle loro richieste da parte
della Corte di giustizia che ha fatto
spostare la maggior parte delle
controversie su un meccanismo di
risoluzione , l’abitrato obbligatorio,
strumento fortemente sbilanciato in favore dei datori di lavoro.
Una democrazia che non riesce a preservare la vita delle persone tanto che dal 1990 la percentuale dei “ morti per disperazione” ovvero suicidi di adulti bianchi poco qualificati è molto superiore a quella registrata in Europa .
La democrazia di una
economia che tutti prima del Covid 19
definivano forte ,anzi fortissima. Con una particolarità assai forte per i forti ma tremendamente debole per i deboli . Una
economia nella quale, come ha insegnato la depressione del 2008 i patrimoni dei
ricchi escono ancora più ricchi.
Cosa verissima anche guardando per esempio all’andamento planetario . Il patrimonio dei miliardari che secondo Forbes aveva avuto una perdita complessiva nel 2008 di 300 miliardi , (da 1,57 trilioni nel 2008 a 1,27 trilioni del 2009 ) nel giro di tre anni , nel 2012 risale a 1,7 trilioni superando i livelli precedenti del 2008.
“America! America! dunque. Sospesa . In attesa di conoscere il suo 46°presidente che sicuramente contribuirà a definirne le sorti e a disegnarne il volto.Quanto nuovo non è dato di sapere. Forse diverso da quello attuale .
Eremo Rocca S. Stefano mercoledì 28 ottobre 2009
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