venerdì 9 ottobre 2020

VERSI D’ALTRI E ALTRI VERSI : Tempo sospeso ,compromesso d’amore

 





Scrive Giovanni Giudici in "La vita in versi": "Metti in versi la vita, trascrivi/ fedelmente, senza tacere/ particolare alcuno, l'evidenza dei vivi". E, al termine della composizione, "Inoltre metti in versi che morire/ è possibile a tutti più che nascere/ e in ogni caso l'essere è più del dire".

La poesia, allora, diventa un mezzo del cuore che attraverso la parola si fa carico di trasportare l'intero bagaglio dell'uomo, al fine di dire in un istante che cos'è la vita, l'esistenza. Un mezzo che però fallisce, a volte, questa missione, perché ad osservare bene da vicino la poesia, lì, ferma, chiusa nella pagina, si capisce che dentro essa ci si perde e che è molto più semplice dire cos'è la vita attraverso altre cose, piuttosto che dirlo con dei versi.

Tuttavia, delineare una geografia corporale, una scansione logico aritmetica delle scelte e delle possibilità di vita, lo spazio dentro il quale effettivamente si gestiscono le nostre abnegazioni e sofferenze, può essere un esercizio vitale per chiudere in un compromesso d'amore, vita e poesia.

E anche se la poesia è "costante" dell'anti-tempo rispetto ad un tempo della ragione che scorre inarrestabile, coniugare i due tempi è lo sforzo di posizione che bisogna fare perché la poesia non rimanga l'esempio di qualcosa di irraggiungibile, di assoluto, di profondo, qualcosa a tal punto vitale da scatenare un'invidia morale per chi riesce a dire con le parole quello che gli altri vagamente riescono a dire solo pensando o riflettendo in soliloquio.

Un compromesso d'amore che instaura il tentativo - attraverso il parlare di cose concrete, del corpo, dei luoghi che ci circondano, del tempo quotidiano - per farsi voce di chi non ha le parole, di chi non possiede la facoltà di farsi artefice e protagonista dello stesso mezzo che adopera per dare voce ai sentimenti, alla ragione, al senso civile.

Di questo cerco di parlare nelle poesie che seguono e in  altre poesie .

Il tempo s'addormenta

Il tempo s'addormenta

tra la polvere e le muffe

dell'antica casa

ai piedi del colle,

là al limite della pianura

dove il ragno solitario

ricama la sua tela.

 Il tempo si fa corpo

e quello che resta

è l'ambigua definizione

della vita

quando non riesce più

nemmeno a dormire

con la polvere e le muffe

del suo tempo.

 

Siamo come quelli che devono

Siamo come quelli che devono

partire. Spenta la luce

e chiuso il gas, si voltano poi

indietro per un ultimo sguardo.

Han lasciato la chiave alla toppa

sperando di poter un giorno

ritornare. Hanno nel cuore

il pianto e l’allegria, il timore

e la gioia. Guariti dal dolore

andranno per una terra dolce

d’alberi e frumento,nel mareggiare

morto di un silenzio  pieno di voci

e d’ombre. Profuma la casa

nel nostro ricordo

piena di solitudine  e nella mente

rimane  come fotografata in un lampo.

 

Tra notte e giorno

 Nel cielo un catino di stelle

rovesciato  sulla sera.

Le cose nella stanza illimpidite

dalla luce elettrica  all’improvviso.

L’attesa del sonno

nel girovagare  d’un arcipelago

di pensieri.. Si sfogliano

le ore battute dall’orologio

del campanile. Notte insonne

e misteriosa tu ragioni con le stelle

e il quieto dialogo

è  l’andirivieni della vita

che tra notte e giorno 

rumoreggia  come un mare

anche senza troppe tempeste.

 

Ed è attesa

L’età dei miei ricordi  una sera

consumata dallo sguardo  sui vetri striati

d’una finestra. Ed è attesa.

La vita secondo la vita

fa il mondo più grande del mondo .

Tu che pensi all’autunno

e negli occhi e nei capelli trattieni

la luce di quella stagione

tu mentre io invecchio

impronti la mia pena

con la tua assenza.

Ho dentro un grumo detto anima

che si logora  a poco a poco

e quello che resta non ha

più mondo  è solo una cartilagine

di sentimenti  che tiene in serbo

proprio  quei ricordi che raccontano

il mondo ,il grande mondo

declinando i verbi al passato.

 

Quando dici

 Quando dici  : “ Con la verniciatura

delle portiere ,indovina quanto ?” tu fai

i conti  ed è d’obbligo  concisione

e selezione dei fatti. I conti

della vita,dopo quella caparra di dolore,

pagata a prescindere da quando

si è vissuto.  Il conti con i malcerti

ricordi  sono quasi un’avventura

non saziano  le angosce, i dolori

il pianto e anche l’allegria di giorni

messi  là come una camera di passaggio ,

scomoda finchè si vuole ma utile.

L’utile vita che tu mi donasti

io ritrovo nella sua bellezza

e penso come pensa il mio poeta :

“Sei bella – dico alla vita –

è impensabile più rigoglio  più rane

 e più usignoli , più formiche e più germogli “:

e solo aggiungo  più colazioni

con latte e caffè al mattino più sogni

le notti tranquille di riposo e sonno.

 Eremo Rocca S. Stefano venerdì  9 ottobre 2020

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