giovedì 29 ottobre 2020

LETTERA DALL’EREMO La vita e la morte

Scrive il  veterinario L. Iannacone   in un post condiviso  su fb : “  Quando un animale domestico è troppo malato, troppo vecchio o troppo ferito per poter sopportare cure, spesso il veterinario suggerisce al suo padrone di abbreviare le sofferenze e addormentare l'animale per sempre!

Ma cosa succede dopo? Quali sono gli ultimi riflessi del cane e del gatto prima di lasciare questo mondo?

Un veterinario ha deciso di alzare il velo su queste questioni e ne approfitta per fare una chiamata vibrante a tutti i proprietari di animali domestici.

′′Quando possiedi un animale domestico, è probabile che questo muoia prima di te.

E quando dovrete portare il vostro animale dal veterinario per una fine umana e senza dolore, voglio che tutti sappiate qualcosa.

Sei stato il centro del suo mondo per tutta la vita! Lui può anche essere parte della tua, ma tutto quello che conosce sei tu, la sua famiglia.

È una decisione difficile da prendere ogni volta ed è devastante per noi umani perderlo.

Ma ti prego non lasciatelo morire da solo.

Non farlo passare dalla vita a morte nella stanza di uno straniero, in un posto che non gli piace.

Quello che devi sapere, quello che non sappiamo è che ti cerca quando lo lasci solo!!!!

Guardando ogni persona nella stanza per ritrovare la persona che ama.

Non capisce perché l'hai lasciato quando è malato, spaventato, anziano o morente e ha bisogno del tuo conforto.

Non essere codardo perché pensi che sia troppo difficile per te.

Immagina come si sente quando lo lasci da solo nel momento più difficile della sua vita, mentre persone come me sono sole a fare del loro meglio per consolarlo e prova a spiegargli perché non puoi rimanere.

Da parte di un veterinario stanco dal cuore spezzato”

 E’ un racconto che fa riflettere sulla morte non solo  degli animali domestici  ma anche sulla morte degli uomini , specialmente in questo momento in cui il contagio da coronavirus  provoca  una malattia  che con il progressivo aggravarsi  richiede l’uso di terapie intensive.  Particolare terapie che vengono eseguite in una condizione di sedazione  del paziente  da anestesisti, rianimatori e infermieri altamente specializzati.  Stando al racconto  degli operatori ma anche di alcuni sopravvissuti, quando la ventilazione  non è più sufficiente occorre  provvedere ad addormentare il paziente per essere intubato e proseguire la terapia . Più di tanto non so definire e descrivere quella condizione, chi vuole può andare a  leggere quello che accade all’organismo  in siti e fonti web.

 Questa riflessione  vuole richiamare l’attenzione  su una testimonianza  che molti rianimatori fanno  descrivendo il momento in cui il paziente viene addormentato  e che disperatamente chiede loro una promessa : quella di risvegliarlo.

Si sentono come quel  veterinario.  Di fronte a quello che sta accadendo e alla stupidità  delle inutili  discussioni attorno ad un pericolo mortale,  che   può essere anche una roulette russa,  ma è sempre un pericolo che forse si può contrastare con un poco di buona volontà , qualche sacrificio, qualche precauzione  e qualche rinuncia ,( non è molto difficile  ) non sembri brutale questo accostamento  tra l’eutanasia  degli animali e quella  della sedazione  per terapia intensiva.  Perché la  morte , come la vita è uguale per tutti  uomini ed animali  e che l’unico  protocollo sanitario  veramente caritatevole è quello di restituire alla morte e alla vita la loro dimensione ( facendo attenzione, dimostrando solidarietà ,rinunciando all’integralismo delle posizioni )  di cui l’uomo di oggi  ne ha perso  tutti i valori  e la profonda bellezza .

 

  Eremo Rocca S. Stefano giovedì 29  ottobre 2020

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