Scrive il veterinario L. Iannacone in un post condiviso su fb : “ Quando un animale domestico è troppo malato, troppo vecchio o troppo ferito per poter sopportare cure, spesso il veterinario suggerisce al suo padrone di abbreviare le sofferenze e addormentare l'animale per sempre!
Ma cosa succede dopo? Quali sono gli ultimi riflessi del cane e del gatto prima di lasciare questo mondo?
Un veterinario ha deciso di alzare il velo su queste questioni e ne approfitta per fare una chiamata vibrante a tutti i proprietari di animali domestici.
′′Quando possiedi un animale domestico, è probabile che questo muoia prima di te.
E quando dovrete portare il vostro animale dal veterinario per una fine umana e senza dolore, voglio che tutti sappiate qualcosa.
Sei stato il centro del suo mondo per tutta la vita! Lui può anche essere parte della tua, ma tutto quello che conosce sei tu, la sua famiglia.
È una decisione difficile da prendere ogni volta ed è devastante per noi umani perderlo.
Ma ti prego non lasciatelo morire da solo.
Non farlo passare dalla vita a morte nella stanza di uno straniero, in un posto che non gli piace.
Quello che devi sapere, quello che non sappiamo è che ti cerca quando lo lasci solo!!!!
Guardando ogni persona nella stanza per ritrovare la persona che ama.
Non capisce perché l'hai lasciato quando è malato, spaventato, anziano o morente e ha bisogno del tuo conforto.
Non essere codardo perché pensi che sia troppo difficile per te.
Immagina come si sente quando lo lasci da solo nel momento più difficile della sua vita, mentre persone come me sono sole a fare del loro meglio per consolarlo e prova a spiegargli perché non puoi rimanere.
Da parte di un veterinario stanco dal cuore spezzato”
E’ un racconto che fa riflettere sulla morte non solo degli animali domestici ma anche sulla morte degli uomini , specialmente in questo momento in cui il contagio da coronavirus provoca una malattia che con il progressivo aggravarsi richiede l’uso di terapie intensive. Particolare terapie che vengono eseguite in una condizione di sedazione del paziente da anestesisti, rianimatori e infermieri altamente specializzati. Stando al racconto degli operatori ma anche di alcuni sopravvissuti, quando la ventilazione non è più sufficiente occorre provvedere ad addormentare il paziente per essere intubato e proseguire la terapia . Più di tanto non so definire e descrivere quella condizione, chi vuole può andare a leggere quello che accade all’organismo in siti e fonti web.
Questa riflessione vuole richiamare l’attenzione su una testimonianza che molti rianimatori fanno descrivendo il momento in cui il paziente viene addormentato e che disperatamente chiede loro una promessa : quella di risvegliarlo.
Si sentono come quel veterinario. Di fronte a quello che sta accadendo e alla stupidità delle inutili discussioni attorno ad un pericolo mortale, che può essere anche una roulette russa, ma è sempre un pericolo che forse si può contrastare con un poco di buona volontà , qualche sacrificio, qualche precauzione e qualche rinuncia ,( non è molto difficile ) non sembri brutale questo accostamento tra l’eutanasia degli animali e quella della sedazione per terapia intensiva. Perché la morte , come la vita è uguale per tutti uomini ed animali e che l’unico protocollo sanitario veramente caritatevole è quello di restituire alla morte e alla vita la loro dimensione ( facendo attenzione, dimostrando solidarietà ,rinunciando all’integralismo delle posizioni ) di cui l’uomo di oggi ne ha perso tutti i valori e la profonda bellezza .
Eremo Rocca S. Stefano giovedì 29 ottobre 2020 
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