La compilation “Voci collettive della poesia italiana”, promossa dal Poetry Blog SlamContemPoetry, rappresenta la seconda fase del progetto, iniziato nel mese di settembre 2017, denominato La nuova rete: i collettivi glocal della “poesia comunitaria” che ha avuto lo scopo di definire una prima mappatura italiana, sicuramente non esaustiva ma significativa, dei collettivi attivi della poesia contemporanea. La raccolta, ascoltabile gratuitamente sul web, può – a ragione – considerarsi la prima iniziativa che valorizza i componenti dei collettivi; a loro va il grande merito di aver generato in pochissimi anni un fermento attivo, capace di ritraslare la partecipazione attiva della poesia tra la gente nei teatri, nei bar, nelle piazze decontestualizzando i i più inusuali. Qualche anno fa un amico iracheno mi raccontava che in medio oriente la valenza di un poeta si misura quando l’aspirante tale si confronta con il pubblico salendo su un palco posto in una piazza pubblica per declamare i propri versi; a quel punto è lo stesso pubblico a decidere se conferirgli o meno l’appellativo di poeta. Strana gente questi arabi, che non si fregerebbero mai del titolo olimpionico senza presentarsi innanzi a uno starter. Strana gente questi arabi che vivono la società in modo collettivo e riflettono tale abitudine anche nel mondo letterario. I loro soggetti prediletti sono gente comune che frequentano spazi pubblici, clan, periferie e famigliari. Gli arabi se ne infischiano di Mazinga Z, Zorro o Batman.
Il “senso” della
collettività in medio oriente, asserragliato dalla guerra, stenta a morire a differenza
del nuovo mondo (quale?) in cui i sensi stentano addirittura a esistere. È da
questi spunti probabilmente che è germogliato quell’approccio totalizzante
comunitario chiamato dal disegnatore siriano Hamid Sulaiman: la polifonia del
vivere insieme.
La parola polifonia
etimologicamente deriva dal greco polyphonia e significa “tante voci”.
È questo il paradigma che vorrei diventasse la mia seggiola per sedermici su e
proporre questa genuina e unica raccolta di voci che hanno scelto il linguaggio
poetico e vocale, come solitaria e preziosa espressione “espressiva”.Lo
strumento “corale” è rappresentato dalla territorialità apparentemente
innaturale che ha però il dono del ritmo, del sapore e della diversità .Il
canto della voce da monodico, spontaneamente, diventa perfezione polifonica.
Non si giudichino allora i mezzi tecnici con cui i protagonisti di questa prima
compilation della poesia collettiva italiana hanno registrato i loro
versi crudi perché lo hanno fatto senza fronzoli, senza stampelle strumentali o
musicali. Sentirete rumori di sottofondo, sospiri, sbuffi e imperfezioni come è
giusto che ogni “cosa caotica” sia. La poesia non è ordine ma è disordine.
L’amalgama poetico apparentemente imperfetto si fonderà utilizzando la tecnica
giapponese del Kintsugi che permette a ogni uomo di buona volontà di
riparare con l’oro o l’argento fuso oggetti rotti, trasformandoli in qualcosa
di pregevole, con la consapevolezza che le crepe sanate dal metallo pregiato
attribuiscano un valore sia estetico che interiore ancora più grande. Buon
ascolto.
Dimitri Ruggeri
Fonte I cannibali della parola
https://slamcontempoetry.wordpress.com/2018/06/01/la-prima-compilation-delle-voci-collettive-della-poesia-italiana/
Titolo: Voci collettive della poesia italiana | Curatore: Dimitri Ruggeri | Genere: spoken word/spoken poetry | Anno produzione: 2018| Paese: Italia | Lingua: italiana | Piattaforma web di supporto: SoundCloud | Poeti e performer: Andrea Bitonto, Andrea Bonomi, Francesco Carlucci, Jacopo Curi, Giuliano Carlo De Santis, Maria Pia Dall’Omo, Marco Di Pasquale, Andrea Fabiani, Lorenzo Fava, Donatella Gasparro, Eugenia Giancaspro, Stela Iasiello, Claudio Lamberti, Jacopo Lubich, Filippo Lubrano, Aniello Luciano, Enrico Maria Marcello, Francesco Marsili, Jacopo Masci, Cristiano Mattei, Francesca Mazzoni, Loretta Paternesi, Alfonso Pierro, Federico Pinna, Andrea Pompa, Alessandra Prospero, Christian Ronchetti, Dimitri Ruggeri, Francesca Saladino, Simone Sanseveri, Alberto Santoro, Alessandro Scanu, Mauro Simeone, Francesco Maria Terzago, Allegra Trenta, Paolo Varricchio, Vittorio V Zollo | Media partner: SlamContemPoetry| Supporto operativo al progetto: Paolo Cerruto, Alessandro Doro, Andrea Fabiani, Andrea Bitonto, Marco Di Pasquale, Jacopo Lubich e Vittorio Zollo | Credits: TempidiVersi, Poetry Slam Sardegna, Grande Nave Madre, Mitilanti, Slammals, Umanieventi, Castelli Poetry Slam, Caspar, Poetry Slam Abruzzo Centro Italia.
Dimitri Ruggeri (1976, Avezzano) è un poeta e performer vocale orientato
sperimentalmente alla “poesia di reportage” (V. Esposito) di cui può essere
considerato il pioniere (B. De Feis – Oubliette Magazine). È membro permanente
del World Poetry Movement che ha sede a Medellin (Colombia).
Ha viaggiato in più di settanta paesi nel mondo.
Consegue la maturità presso il Liceo G.B. Benedetti di Venezia come allievo della Scuola Navale “F. Morosini” e la laurea presso l’Università “La Sapienza”di Roma.
Si sono occupati dei suoi lavori, Alessandro Fo,
Lello Voce, Claudio Pozzani, Vittoriano Esposito, Giovanna Mulas, Maurizio
Cucchi, Cinzia TH Torrini e tanti altri. Nel 2006 è stato ospite del programma
RAI (Futura) Miss Poesia. Tra i diversi progetti cui ha partecipato si segnala
Media Education for peace in Libano nel 2007 in collaborazione con The Blog TV.
È autore delle raccolte poetiche Parole di grano (2007), Carnem Levare, il Cammino (2008) [DVD Libro e Cortometraggio], Il Marinaio di Saigon (2013) che ha vinto Premio Mioesordio della critica (Gruppo Editoriale L’Espresso), Status d’amore [CD Libro e audiolibro] (2010), Soda caustica (2014) [Libro e Videopoesia], del racconto-reportage Chiodi e Getsemani, versus Gerusalemme (2010) e del racconto La fuga (2015). È autore inoltre di diverse video poesie.
È ideatore del Poetry Blog SlamContemPoetry (2015), unico in Italia dedicato interamente alla diffusione della spoken word poetry, del progetto Biennale Marsica (2010) per la valorizzazione dei borghi e spazi in disuso, del portale di arte e cultura POPact [Eventi ad Arte] (2008) e del Poetry Blog Poeti d’Abruzzo. Nel 2010 ha introdotto per la prima volta in Abruzzo il Poetry Slam e nel 2016 la prima volta in Molise.
Ha partecipato a Poetry Slam, Festival di poesia e ai più importanti Festival di videopoesia in Europa (Ó Bhéal International Poetry-Film Competition, Cyclop International Videopoetry Festival International Video Poetry Festival di Atene). È stato segnalato o vinto concorsi nazionali di poesia.
Alcune poesie scelte, tradotte in spagnolo, sono state pubblicate sulla rivista Periódico de poesía de la Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM) e altre s
Eremo Rocca S. Stefano sabato 17 ottobre 2020

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