SI APRE UNO SCONTRO TRA ISTITUZIONI EUROPEE DOPO LA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA
TEDESCA DI KARLSRUHE CHE MINACCIA L’INDIPENDENZA
DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
L’antefatto . La Bce
all’inizio della pandemia corona virus,la scorsa primavera , mette in atto un programma di interventi con
risorse per 750 miliardi di euro . Un programma straordinario per
rispondere ad una crisi straordinaria .
La sentenza .Il 5 maggio La Corte
costituzionale federale della Germania con una sentenza discutibile
afferma che il programma di
acquisti dei titoli di Stato (Pspp) della Bce relativo al QE1 e QE2 non
finanzia gli Stati e quindi rispetta il divieto del Trattato contro la
monetizzazione dei debiti pubblici nazionali. Ma accoglie il ricorso di alcuni accademici ed economisti
tedeschi sulla possibilità che il QE negli acquisti dei titoli di Stato abbia
violato il mandato della Bce con un mancato rispetto del principio di
proporzionalità nel Trattato o ultra vires (non rispetto della ripartizione
delle competenze tra l'Unione europea e gli Stati membri).
Creare moneta dal nulla per acquistare direttamente i titoli di Stato emessi dai governi e in
una fase successiva pensare eventualmente ad azzerare i loro debiti pubblici.
La « monetizzazione » del debito
è da sempre tema destinato a far discutere, e litigare.
La Corte dunque chiede
al Consiglio direttivo di adottare una
decisione che dimostri «in una maniera comprensibile e con argomentazioni» che
gli obiettivi di politica monetaria perseguiti dal PSPP non abbiano effetti
economici e fiscali non proporzionati.
In particolar modo viene chiesta una particolare verifica al
reinvestimento del capitale dei titoli di Stato rimborsati e giunti a scadenza
dal gennaio 2019 e relativi al QE1 iniziato il 9 marzo 2015 e terminato il
dicembre 2018, e il QE2 iniziato nel novembre 2019.
Senza questo chiarimento, stando alla Corte tedesca passati
tre mesi la Bundesbank non può più partecipare all’implementazione ed
esecuzione del PSPP. La Corte tedesca si spinge oltre: la Bundesbank dovrà
rivendere i titoli di Stato (ndr. titoli tedeschi) acquistati nel PSPP, in
mancanza di una decisione del Consiglio direttivo che spieghi e confermi la
proporzionalità delle decisioni prese.
La Corte costituzionale tedesca
chiede alla Bce di chiarire la “proporzionalità” del Qe, come da Trattato. Il
monito getta un’ombra su Pspp e Pepp.
In altre parole La Corte sostiene che il programma di
acquisto di titoli di Stato della Banca centrale europea violi il diritto della
Ue: la Bce, con il suo quantitative easing, non ha rispettato i vincoli del suo
mandato e ha invaso le competenze dei singoli stati . In sostanza la sentenza da un lato minaccia l’uscita dal programma della Bundensbank ,primo azionista della Bce, con gravi
ripercussioni sull’economia dell’intera
Europa, dalla’altra evidenzia appunto un
conflitto gravissimo visto che la sentenza dei giudici tedeschi ne sconfessa un’altra
propria che la Corte suprema
europea , la massima autorità giuridica dell’Unione , aveva espresso
sullo stesso tema .
Le soluzioni attuali. Il presidente della Bce Christine
Lagarde conferma che la Bce continuerà a fare tutto il necessario: è
indipendente, risponde al Parlamento europeo sotto la giuristizione
della Corte di giustizia europea
In risposta a questo shock della crisi pandemica «senza
precedenti e in queste circostanze eccezionali», la Bce, ha aggiunto Lagarde, «chiaramente» deve andare al di là
degli strumenti normali e convenzionali, deve utilizzare strumenti di natura
altrettanto eccezionale che sono «calibrati e disegnati» con un livello di
deviazione e margini di manovra appropriati al contesto. Con questa
precisazione, la presidente ha messo al riparo il Pepp, il programma per
l’emergenza pandemica di acquisti netti di attività per 750 miliardi lanciato a
fine marzo, dal rischio di eventuali rilievi futuri della Corte tedesca.
Riaffermando così che "Solo
la Corte di giustizia istituita
a tal fine dagli Stati membri è
competente a constatare che un atto di un'istituzione dell'Unione è contrario
al diritto dell'Unione."
La Bce ha attualmente due programmi di acquisto di titoli di
Stato in corso. La Bce acquista ora titoli di Stato tramite il PSPP nel QE2. Il secondo Asset purchase programme è
iniziato nel gennaio 2019 al ritmo di 20 miliardi di euro al mese, ed è stato
potenziato il 12 marzo 2020 con una dote aggiuntiva da 120 miliardi per il rimanente periodo del
2020.
E’ anche in corso, dalla seconda metà di marzo, il PEPP, il
programma di acquisti di titoli in emergenza pandemica: 750 miliardi da marzo
ad almeno il 31 dicembre 2020 o comunque per tutta la durata della crisi del
coronavirus . Il PEPP non
prevede per ora il reinvestimento dei titoli di Stato, un punto “spinoso” per la Corte costituzionale tedesca: il
reinvestimento infatti allunga oltre la fine del programma di acquisti la
detenzione dei titoli di
Stato nel portafoglio della Bce.
La
sentenza dei giudici tedeschi mette in dubbio l’indipendenza della Bce e afferma
il principio di sovranità nazionale contro (e sopra) quello del diritto
comunitario.
Uno strappo che rischia di alimentare un lungo effetto-domino
di conseguenze, da un assist alle forze sovraniste di tutta Europa a uno scontro fra istituzioni capace
di minare ulteriormente la tenuta del progetto comunitario.





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