Mirabilia è un genere
della letteratura latina medievale facente parte
della letteratura periegetica e di viaggio. I mirabilia erano l'equivalente delle moderne guide di viaggio, a
beneficio di pellegrini e viaggiatori nel loro percorso.
Introduciamo questa rubrica che parlerà
delle meraviglie di due città L’Aquila e Sulmona. La introduciamo con un
testo che inizia a raccontare la città in alcuni momenti e aspetti . Seguiranno
altre descrizioni in generale e in particolare su L’Aquila e Sulmona.
Una città può essere vista,vissuta e raccontata dal suo
interno: le sue strade, il suo clima,il via vai della gente , gli edifici che
le danno una forma fisica.In Gente di Dublino
James Joyce trasforma i rumori, le voci,la folla della città irlandese
in una esperienze estetica .
lane Iacobs, una studiosa americana che ha dedicato ai
fenomeni urbani l'intera vita, ha scritto pagine bellissime sulla complessità
delle città, sul perché esse si comportano come organismi viventi,
sull'importanza di guardarle «dalla strada in su» per capire come fun¬zionano e
in che direzione vanno: se verso la vita o verso la morte. Daniel Libeskind,
creatore del Museo dell'Olocausto di Berlino, dice di progettare con lo stesso
approccio con cui suona la musica, di cui è• un grande appassionato:
«L'architettura non ha a che fare con gli edifici, ha a che fare con la
sorpresa, con le emozioni inattese». Le città possono essere pericolose. James
Trefil, autore di The Scientist in the City, ci avverte che «non sai mai se al
prossimo angolo che giri la tua vita cambierà per sempre». Ma, proprio per la
stessa ragione, «le città rappresentano cambiamento, libertà, possibilità».
A proposito di sorprese. Tutta questa ricchezza può essere
raccolta in un puntino. Qualche volta in un piccolo triangolo. Accade quando
guardiamo le mappe e le cartine geografiche, gli atlanti stradali che ci guidano
nel viaggio Le città sono lì, sulla carta o sul computer, legate tra loro da
mille reti, ma astratte: prive di voci e di rumori. Quando le guardiamo da una
foto satellitare o su una carta che rappresenta ampi territori esse sono anche
prive di strade. Punti, piccoli o grandi, ma punti, appunto.
Poi però la città complessa «dalla strada in su» e la città
puntino «dal cielo in giù» si incontrano. Avviene a Santa Fe, per esempio. Gli
scienziati del Santa Fe Institute studiano le città come organismi viventi per
carpire le leggi che ne regolano la vita e l'evoluzione. Per studiarne la
complessità devono ridurle a puntini: organismi che nascono e si organizzano,
centri legati tra loro, puntini che diventano sempre più grandi. L'astrazione
serve a render conto della complessità della vita. Ci aiuta a capire come
funziona quella delle città, l'habitat in cui entro il 2050 vivrà 1'80% della
popolazione mondiale.
Lo scienziato e cartografo Claudio Tolomeo, vissuto nel
Secondo secolo, è stato forse il primo ad aprire la strada. A rappresentare le
città come puntini su una carta. Delle sue mappe non rimangono reperti
originali. Ma nel Medioevo, a partire dal 1200, iniziano a essere riprodotte. A
volte le città sono presentate con le loro torri e i loro castelli, per
enfatizzarne l'importanza, per marcarne la bellezza. Ma a volte sulle mappe
fanno capolino i puntini. A suggerirci come e perché possa essere accaduto è
Peter Barber, curatore della ricchissima sezione delle mappe della British
Library di Londra: «Probabilmente avviene quando cresce l'esigenza di misurare
lo spazio. Si trovano città rappresentate da piccoli triangoli nelle mappe dei
cartografi arabi. Mostrare le relazioni reali tra città e luoghi diventa un
problema di utilità e coincide anche con l'emergere dei mercanti».
Alla rappresentazione scenica, alla mappa dei confini come
affermazione della sovranità, si affianca la mappa per capire quanta strada
devo percorrere per arrivare fin là. Nel saggio II Mediterraneo, lo storico
francese Fernand Braudel ha mostrato come nell'Europa del XVI secolo il
trasporto via terra, con le merci a dorso di mulo, fosse molto più praticato di
quanto fino ad allora immaginato. L'Europa delle città inizia a prendere forma:
una miri ade di puntini colle¬gati da lenti ma infaticabili animali da soma. Ma
quando i mercanti superano la porta della città sanno che cosa troveranno.
Voci, odori, rumori, sorprese: la vita «dalla strada in su».
Fonte Giovanni Padula Ventiquattro de Il sole 24 ore
Eremo Rocca S. Stefano martedì 26

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