martedì 5 maggio 2020

SILLABARI . Passeggiare





(Ovvero passeggiate letterarie. Vedi anche Sillabari . Camminare )


Comminare consente a chi scrive , a chi legge, a chi vive , di fantasticare, di viaggiare, di fare incontri, di pensare.
Per molti scrittori  descrivere il camminare, il cammino, il viaggio  è un modo di narrare riflettendo.
Così  per esempio le favole con il loro “ cammina cammina” fino in fondo al giorno o alla notte, alla strada o al mondo  ci dicono che   bisogna essere instancabili  per andare avanti, per costruire  qualcosa perché, manco a farla apposta quel “cammina cammina “arriva sempre ad un lieto fine, ad un obiettivo positivo.
E con il “cammina cammina” Marco Polo arriva in Cina,  Dante visita l’oltretomba, Renzo Tramaglino va su e giù per la pianuta padana , Arianna traverso il labirinto,  Orfeo se ne torna indietro dall’Ade.
Per la letteratura che “ va a piedi “  l’arte del narrare  è in fondo l’arte  di raccontare  percorsi e attitudini e disposizioni  di chi non può star fermo ma anche l’arte di vivere .
L’incanto del camminare sta pure in questo : ciò a cui si presta attenzione vale almeno quanto ciò che sfugge. Come per la memoria  per la quale sono importanti  allo stesso modo sia le cose da ritenere che le cose da rimuovere.. Nell’antichità il viaggio era camminare nello spazio e nel tempo  e metaforicamente nei territori del bene e del male , della vita e della morte.
Il prototipo di ogni viaggio è Il Milione di Marco Polo  che io accosto  per i tempi moderni  a Le vie dei canti di Bruce Chatwin.  Le vie dei canti afferma sulla visione della cosmologia di un aborigeno australiano  che il creatore esce dalla terra e si mette  in cammino cantando  e nominando ogni  creatura , gli esseri umani e gli animali.
 Passeggiare dunque nella letteratura ci fa seguire delle orme  attraverso le quali per esempio il viaggio a piedi è solo un modo di  raggiungere il proprio destino.  E’ ciò che accade in Narciso e Boccadoro di Herman  Hesse  o nell’Opera in nero di Margherite Yourcenar  e in tutti i romazi picareschi  e in Camminando  di Pico Cacucci.
Edipo quando incontra il padre sta compiendo un cammino . Un cammino che continuerà da  viandante cieco al termine  della sua vita quando  il suo destino sarà avviato a compimento e la sua colpa ormai  realizzata.
Camminare per partire da un punto  e ad esso tornare  o andare su e giù tra il male e il bene è il viaggio di Dante nella Commedia  . Perdere o perdersi è il vaiaggio di Dino Campana  che nel pellegrinaggio da Marrani  aklla Verna in Casentino  sull’appennino tosco romagnolo  perde l’originale del suo manoscritto dei Canti Orfici  mentre Rembaud nel viaggio dalle Ardenne  ovvero da Charlesville a Parigi consuma le suole delle scarpe.
Passeggiare è dunque poi uno scendere  un salire , un andare e venire come quelli di Rousseau  in Le fantasticherie di un  passeggiatore solitario  o come quelli di De maistre nel suo Viaggio attorno alla mia stanza.Passeggiare è poi da perdigiorno come nelle novelle di  Eichendorff.
Dal macro al micro  dall’infinito all’infinitesimo  proprio l’uso dei passi nella scrittura  è una funzione rilassante  grazie alla quale il tempo viene sospeso  e si placano le cure  mondane.
E poi i viaggio degli stranieri in Italia tra cui per tutti richiamo Goethe
E’ Argon in  Il contadino di Parigi che trasforma  la città in un paesaggio anche se è un paesaggio surrealista .  Baudelaire descrive le passanti tra i fiori del male e Dickensa quando si allontana dai quartieri per bene della città  incontra solo malviventi .
E poi c’è la letteratura delle passeggiatrici e c’è quella passeggiata di Mister Hyde che attraversa  le due sponde nebbiose del  Tamigi.
Camminare è poi viaggiare dentro se stessi come fa il giovane Golden  in cui la città si trasforma in una stanza e una stanza nella città.
C’è un camminare poi della storia e nella storia che spesso non porta a niente di buono ed è  la ritirata di Russia di Guerra e pace  di Tolstoi e Centomila  gavette di ghiaccio di  Giulo Bedeschi e in tempi più lontani da noi l’Anabasi di Senofonte .
E si potrebbe continuare. Ma la momento occorre fare un po’ di ordine  rispetto alle citazioni precedenti. Ecco allora  un breve elenco di libri  che mi sono preso la briga di cercare . Molti ne ho letti e qualcuno mi ripropongo di leggere o rileggere.
Il Milione di Marco Polo  edizione Adelphi ,1994.
Le vie dei canti di Bruce Chatewin Adelphi,1995.
La via per l’Oxiana  di Robert Byron  Adelphi, 1993
Narciso e Boccadoro di Herman Hesse  Mondatori,1989.
Camminando di Pino Cacucci ,Feltrinelli  1998
La Divina Commedia   
L’opera in nero di Margherite Yourcenar  Feltrinelli 1991
 Il  Canzoniere  di Francesco  Tetrarca, Garzanti 1996
Canti Orfici di Dino Campana   Garzanti
Le fantasticherie di un passeggiatore solitario di J.J. Rousseau  Einaudi , 1998
Viaggio intorno alla mia camera  di Francois- Xavier de Maistre  Mondatori 1997
La paseeggiata di Robert Walzer  Adelphi  1994
Camminare  di H.d. Thoreau SE 1989
Ulisses di J Joyce  Mondatori 1991
Viaggio in Italia di  J.W. Goethe  Garazanti, 1997
Guerra e pace di Lev Tolstoi Mondatori 1998
Centomila gavette di ghiaccio di Giulio Tedeschi Mursia 1994
Il dottor Jekyll e Mister Hyde  Feltrinelli 1991
Il giovane Golden  di J. David Salinger Feltrinelli 1991
Anabasi di Senofonte
Oltre naturalmente alla sconfinata letteratura di viaggio  che riempie il catalogo di una biblioteca  .

Eremo Rocca S. Stefano  martedì 5 aprile 2020   

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