(Ovvero passeggiate letterarie. Vedi anche Sillabari . Camminare )
Comminare consente a chi scrive , a chi legge, a chi vive ,
di fantasticare, di viaggiare, di fare incontri, di pensare.
Per molti scrittori
descrivere il camminare, il cammino, il viaggio è un modo di narrare riflettendo.
Così per esempio le
favole con il loro “ cammina cammina” fino in fondo al giorno o alla notte,
alla strada o al mondo ci dicono
che bisogna essere instancabili per andare avanti, per costruire qualcosa perché, manco a farla apposta quel
“cammina cammina “arriva sempre ad un lieto fine, ad un obiettivo positivo.
E con il “cammina cammina” Marco Polo arriva in Cina, Dante visita l’oltretomba, Renzo Tramaglino
va su e giù per la pianuta padana , Arianna traverso il labirinto, Orfeo se ne torna indietro dall’Ade.
Per la letteratura che “ va a piedi “ l’arte del narrare è in fondo l’arte di raccontare
percorsi e attitudini e disposizioni
di chi non può star fermo ma anche l’arte di vivere .
L’incanto del camminare sta pure in questo : ciò a cui si
presta attenzione vale almeno quanto ciò che sfugge. Come per la memoria per la quale sono importanti allo stesso modo sia le cose da ritenere che
le cose da rimuovere.. Nell’antichità il viaggio era camminare nello spazio e
nel tempo e metaforicamente nei
territori del bene e del male , della vita e della morte.
Il prototipo di ogni viaggio è Il Milione di Marco Polo che io accosto per i tempi moderni a Le vie dei canti di Bruce Chatwin. Le vie dei canti afferma sulla visione della
cosmologia di un aborigeno australiano
che il creatore esce dalla terra e si mette in cammino cantando e nominando ogni creatura , gli esseri umani e gli animali.
Passeggiare dunque
nella letteratura ci fa seguire delle orme
attraverso le quali per esempio il viaggio a piedi è solo un modo
di raggiungere il proprio destino. E’ ciò che accade in Narciso e Boccadoro di
Herman Hesse o nell’Opera in nero di Margherite
Yourcenar e in tutti i romazi picareschi e in Camminando di Pico Cacucci.
Edipo quando incontra il padre sta compiendo un cammino . Un
cammino che continuerà da viandante
cieco al termine della sua vita
quando il suo destino sarà avviato a
compimento e la sua colpa ormai
realizzata.
Camminare per partire da un punto e ad esso tornare o andare su e giù tra il male e il bene è il
viaggio di Dante nella Commedia .
Perdere o perdersi è il vaiaggio di Dino Campana che nel pellegrinaggio da Marrani aklla Verna in Casentino sull’appennino tosco romagnolo perde l’originale del suo manoscritto dei
Canti Orfici mentre Rembaud nel viaggio
dalle Ardenne ovvero da Charlesville a
Parigi consuma le suole delle scarpe.
Passeggiare è dunque poi uno scendere un salire , un andare e venire come quelli di
Rousseau in Le fantasticherie di un passeggiatore solitario o come quelli di De maistre nel suo Viaggio
attorno alla mia stanza.Passeggiare è poi da perdigiorno come nelle novelle
di Eichendorff.
Dal macro al micro
dall’infinito all’infinitesimo
proprio l’uso dei passi nella scrittura
è una funzione rilassante grazie
alla quale il tempo viene sospeso e si
placano le cure mondane.
E poi i viaggio degli stranieri in Italia tra cui per tutti
richiamo Goethe
E’ Argon in Il
contadino di Parigi che trasforma la
città in un paesaggio anche se è un paesaggio surrealista . Baudelaire descrive le passanti tra i fiori
del male e Dickensa quando si allontana dai quartieri per bene della città incontra solo malviventi .
E poi c’è la letteratura delle passeggiatrici e c’è quella
passeggiata di Mister Hyde che attraversa
le due sponde nebbiose del
Tamigi.
Camminare è poi viaggiare dentro se stessi come fa il
giovane Golden in cui la città si
trasforma in una stanza e una stanza nella città.
C’è un camminare poi della storia e nella storia che spesso
non porta a niente di buono ed è la
ritirata di Russia di Guerra e pace di
Tolstoi e Centomila gavette di ghiaccio
di Giulo Bedeschi e in tempi più lontani
da noi l’Anabasi di Senofonte .
E si potrebbe continuare. Ma la momento occorre fare un po’
di ordine rispetto alle citazioni
precedenti. Ecco allora un breve elenco
di libri che mi sono preso la briga di
cercare . Molti ne ho letti e qualcuno mi ripropongo di leggere o rileggere.
Il Milione di Marco Polo
edizione Adelphi ,1994.
Le vie dei canti di Bruce Chatewin Adelphi,1995.
La via per l’Oxiana
di Robert Byron Adelphi, 1993
Narciso e Boccadoro di Herman Hesse Mondatori,1989.
Camminando di Pino Cacucci ,Feltrinelli 1998
La Divina Commedia
L’opera in nero di Margherite Yourcenar Feltrinelli 1991
Il Canzoniere
di Francesco Tetrarca, Garzanti
1996
Canti Orfici di Dino Campana Garzanti
Viaggio intorno alla mia camera di Francois- Xavier de Maistre Mondatori 1997
La paseeggiata di Robert Walzer Adelphi
1994
Ulisses di J Joyce
Mondatori 1991
Viaggio in Italia di
J.W. Goethe Garazanti, 1997
Guerra e pace di Lev Tolstoi Mondatori 1998
Centomila gavette di ghiaccio di Giulio Tedeschi Mursia 1994
Il dottor Jekyll e Mister Hyde Feltrinelli 1991
Il giovane Golden di
J. David Salinger Feltrinelli 1991
Anabasi di Senofonte
Oltre naturalmente alla sconfinata letteratura di
viaggio che riempie il catalogo di una
biblioteca .



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