Al
comando di tre capitani, i gandiani posero assedio a Oudenaarde il 14
aprile 1453, occupando anche Espierres, attaccando Aalst e poi,
il 16 aprile, tentarono, senza successo, di prendere anche la città di Grammont.
Gettarono due ponti sullo Scheldt, su ciascun lato della città,
così da poter attaccare su due fronti. De Lalaing, preparato a resistere
agli attacchi, bruciò i sobborghi esterni della città, così che il nemico non
potesse servirsene. I gandiani trasportarono una notevole artiglieria lungo il
fiume: bombarde, cannoni, mortai e serpentine. Tra questi vi era una bombarda
nota col nome di Dulle Griet, del peso di più di 16 tonnellate.
I difensori avevano pure a disposizione un gran numero di
pezzi d'artiglieria, e il risultato fu uno dei più grandi duelli d'artiglieria
della storia d'Europa. I difensori si organizzarono anche con proiettili
incendiari e taniche d'acqua per le strade, per sedare gli eventuali incendi.
Gli attaccanti utilizzarono anche la sfera psicologica dell'attacco, lanciando
in città frecce con messaggi in cui si diceva che De Lalaing stava
pianificando di tradire la città. Prepararono anche due ragazzi, che dissero
essere i figli di De Lalaing catturati in un raid nell'Hainault,
e promisero di ucciderli se la città non si fosse arresa, ma il comandante
rispose con una cannonata. De Lalaing stesso fu quasi sul punto di
morire cadendo in un fossato dopo un'ispezione.
Mentre l'assedio era in corso, Filippo inviò il grosso
delle sue forze a Grammont e suo cugino ed alleato, Giovanni II di
Nevers inviò le sue a Seclin. Il conte, con 3000 uomini, prese
il ponte di Espierres e quello vicino di Helchin, quindi avanzò
per liberare la città il 24 aprile. I gandiani sulla riva ovest della città,
abbandonando gran parte della loro artiglieria, tra cui la Dulle Griet,
ed i loro bagagli, si dettero alla fuga. Le forze ribelli sulla riva est
abbandonarono anche loro il campo all'arrivo delle forze del duca. Secondo Filippo,
gran parte di loro vennero catturati e uccisi. Il cronista Enguerrand de
Monstrelet disse che l'opinione comune era che rimasero uccisi più di
3000 gandiani durante la fuga, mentre il conte perse un solo uomo, un
mercenario. I tre capitani fuggirono a Gand, ma vennero giustiziati e
cinque nuovi capi vennero eletti al loro posto.
La rivolta di Gand
(1449-1453) fu una ribellione contro il ducato di Borgogna. Essa perdurò dal 1449 al
1453. La ribellione venne soppressa per intervento dei borgognoni.
L’ANTEFATTO
Dopo la Battaglia degli speroni d'oro (1302), le gilde
di arte e mestieri chiesero e
ricevettero il cosiddetto "Nering", ovvero il diritto di
partecipazione al governo delle città fiamminghe, qualcosa di inusuale per
l'epoca persino nei Paesi Bassi. A Gand, un relativo equilibrio
venne raggiunto tra il 1360 ed il 1380, quando gli schepenen
formarono una coalizione chiamata Gran Consiglio di Gand. Il consiglio
disponeva di tre membri; uno era scelto dai poorter
(una tipologia di cittadini), uno era scelto dall'influente gilda dei tessitori
(le Fiandre si erano arricchite proprio grazie alla tessitura), ed uno scelto
dalle gilde minore. Questo trio era chiamato il Governo dei Tre Membri del
Consiglio.
Attorno al
1430, Filippo il Buono premette per il ritorno della
situazione a prima dell Guldensporenslag; l'influenza delle gilde,
specialmente di quelle con arcidiaconi (nei Paesi Bassi la figura del diacono
era utilizzata per indicare i capi delle gilde), era in conflitto con la Carta di Senlis (1301)
secondo Filippo. Il governo della città di Gand pose le sue difese contro le
pretese di Filippo sulla base di tradizioni ed antichi privilegi risalenti al
XII e XIII secolo e cioè a prima della Carta di Senlis. In realtà Filippo il
Buono era alla ricerca di una fonte di guadagno e la trovò nelle ricche Fiandre
dove sperava di raccogliere diverse tasse
indirette. Queste tasse (beden) gli vennero ad ogni modo
rifiutate dal governo della città.
Durante la
sua visita a Gand nel gennaio del 1447, Filippo propose una tassa
semi-permanente sul sale
sull'esempio francese della gabella. Successivamente propose una tassa simile sulla farina,
che sarebbe stata raccolta da ufficiali ducali. Il sale a quel tempo era molto
importante in quanto era l'unico modo per preservare il cibo per periodi
prolungati. Filippo aveva preparato un discorso in olandese,
la lingua ufficiale del consiglio, ed i diaconi di alcune gilde vennero
consultati preventivamente. Il governo della città di Gand però si rifiutò di
ascoltarlo. Dopo due giorni di negoziati, le tasse alla fine vennero rigettate.
Intenzionato ad evitare ulteriori umiliazioni, Filippo decise di non proporre
altre tasse alle città fiamminghe. Il duca accusò i diaconi di spergiuro
e li rimosse dal Consiglio. Per reazione, Gand propose di rimpiazzarli con
degli oppositori del duca. Filippo cercò di porre la città sotto pressione
richiamando per due volte il balivo locale e quindi bloccando tutte le procedure
giudiziarie della città.
Il conflitto
raggiunge picchi sempre più alti ed il 28 ottobre 1451, le gilde proclamarono
una prima forma di sciopero e presero le armi. Nel dicembre di quell'anno la
città di Biervliet venne presa. A
Gand si formò un governo rivoluzionario con un'assemblea di popolo. Gli
oppositori alla rivolta, che probabilmente si resero conto che la loro città
non poteva continuare ad opporsi al maggiore potere del duca né alle sue
copiose armate, vennero sterminati. In questo modo la città di Gand perse il supporto
dei consiglieri delle altre città che pure l'avevano sostenuta sino a quel
momento nella sua pacifica lotta contro l'eccessiva tassazione. Solo Ninove
continuò a supportare Gand dal momento che economicamente dipendeva da essa.
Venerdì 31
maggio 1452, Filippo il Buono dichiarò guerra a Gand. Un mese prima,
nell'aprile del 1452, il governo della città di Gand era stato costretto ad
intraprendere azioni militari per assicurarsi i rifornimenti nella regione.
Marciarono quindi lungo il fiume Scheldt verso Oudenaarde,
Spiere e
Helkijn, e lungo il Dender verso Aalst e Geraardsbergen. Diversi furono i luoghi
strategici occupati da Gand, tra cui il ponte sullo Scheldt a Spiere, ed i
castelli di Poeke (ad ovest di Gand,
presso Aalter, a metà strada verso Bruges),
Schendelbeke (presso il
Dender a Geraardsbergen, a sud di Gand) e Gavere
(lungo lo Scheldt tra Gand e Oudenaarde dove la guarnigione di Gand di 50
uomini venne supportata da 16 mercenari inglesi).
Durante l'assedio di Oudenaarde, che perdurò per
12-13 giorni, l'esercito di Gand utilizzò uno dei più grandi bombardamenti
d'artiglieria per l'Europa del tempo, ma la guarnigione borgognona della città,
sotto la guida di Simon de Lalaing, fu in grado di resistere
all'attacco. Geraardsbergen, dove era collocato il grosso delle forze
borgognone, resistette all'assedio. Le principali forze borgognone furono anche
in grado di unirsi sotto la guida di Giovanni di Borgogna che marciò da Seclin
per riprendere l'assedio di Spiere e quello di Helkijn dal 21 aprile, togliendo
l'assedio a Oudenaarde il 24 aprile. Le forze di Gand vennero costrette alla
ritirata, lasciandosi dietro la loro artiglieria, lungo le sponde del fiume
Scheldt. Dal 1 al 15 maggio Gand venne bombardata dai borgognoni i quali poi si
rivolsero ad Aalst, Dendermonde e Oudenaarde.
Nel corso
delle costanti schermaglie, il favorito dei figli illegittimi di Filippo, Cornelio di Borgogna,
venne ucciso nel corso della Battaglia di Bazel il 14
giugno 1452. (1)
Quando la città si arrese gli abitanti furono costretti a sfilare in senso di umiliazione con un cappio al collo. Questa cocente sconfitta entrata nella memoria del luogo viene ricordata ogni anno con una identica sfilata 











