Tromboni non solo per sparare palle ma robustissimi arnesi
per picchiarsi di santa ragione . Ecco perché
ho comprato un trombone , ( sia chiaro una imitazione ) che tra tutte le armi per le quali non ho una
particolare predilezione, anzi quasi nessuna, mi è sembrato un manufatto interessante per lo studio e la riflessione. Mai usare un’arma in pace e anche in guerra ci sarebbe da
discuterne, solo perché sono le guerre da discutere . Dunque quello che mi interessa è come proprio il “ trombone “ che spesso nell’iconografia popolare accompagna il fuorilegge sia poi
un’arma innocua, più che altro un bastone. Soprattutto sia un simbolo. Del brigante, del fuorilegge,
del deviante..
Va detto subito
che benché siamo abituati a
pensarlo come arma in mano ai briganti, il trombone era piuttosto un'arma per
difendersi, nelle mani dei postiglioni. Un'arma molto popolare fra gli agenti
di vigilanza alle carrozze postali
Dal punto di vista storico
e tecnico c'è stata per lungo
tempo l'abitudine di considerarlo nato in Olanda,dove era in uso verso la fine
del sedicesimo secolo. La prima arma da fuoco capace di sparare
contemporaneamente parecchie palle comparve tuttavia in Germania verso la metà
del XVI secolo, ne troviamo menzione a partire dal 1566.
Una nota sull'impiego dei” tromboni” si trova nei Saggi
Militari di Sir James Turner, pubblicati nel 1683 e citati da D.R.Baxter
"Alcuni invece della carabine portano tromboni, che sono corti schioppi
maneschi di gran calibro, che si possono caricare con parecchie palle da pistola o da carabina, o con quadrettoni di ferro.
maneschi di gran calibro, che si possono caricare con parecchie palle da pistola o da carabina, o con quadrettoni di ferro.
Credo che la parola sia una
corruzione di un termine tedesco che potrebbe essere Donnerbuchs, cioè schioppo
tonante".
Negli esemplari più antichi si trova il gancio di sicurezza
del cane, assente in quelli posteriori; i rifornimenti dei tromboni da marina
sono invariabilmente in ottone e la contropiastra è molto elaborata. Il calcio
è molto robusto e anche l'impugnatura è molto più solida di altre armi della
stessa epoca. D'altra parte già Fronsperger aveva scritto che essi "devono
essere grossi e forti anche per picchiare". L'anima della canna fu sempre
conica. Va notato che una canna con anima cilindrica e bocca strombata non è precisamente
un trombone, ma solo un'arma ad avancarica a caricamento facilitato. I primi
tromboni non avevano nemmeno la strombatura: l'esterno della canna eraperfettamente cilindrico e solo il diametro particolarmente grande e il risalto in culatta fanno riconoscere a prima vista il trombone. (1)
Pensando dunque al trombone mi
sono sorte delle domande appunto sull’accostamento di questa arma , della sua
iconografia con quella del fuorilegge.
Come si definirono i concetti di
devianza e di criminalità nel corso dei secoli?
Essi erano di certo provvisti di
ampi margini di ambiguità e la loro definizione rifletteva sia l'esigenza da
parte della società di mantenere certi livelli di sicurezza ritenuti
accettabili, che il rispetto dei
valori morali e religiosi predominanti.
![]() |
| Cesare Lombroso |
La retorica tramite cui il
comportamento deviante è descritto è di estrema importanza,
in quanto rivela indirettamente
non solo l'importanza assegnata ai valori
culturali predominanti, ma pure
il ruolo esercitato da un'élite culturale e politica.
La definizione degli stereotipi
criminali si riflette innanzitutto nei testi normativi
e dottrinari, ma si coglie
soprattutto nell'effettiva prassi repressiva, alla luce di una
serie complessa di variabili
sociali e politiche.
Letteratura, iconografia e
cinematografia hanno comunque messo in evidenza la
fragilità di taluni stereotipi e
svelato le diverse letture tramite cui essi possono essere
percepiti dai loro fruitori.
Ideologie repressive e miti si sono così contraddittoriamente
raffrontati facendo emergere la
complessità sociale di figure (come ad esempio
il bandito e il brigante)
tradizionalmente poste negli angoli più oscuri e negativi
del passato. (2)
E proprio per parlare
allegramente del trombone ecco
una canzone dal titolo “ Re Trombone
Scritta da F. Maresca - F. Cigliano - M. Pagano -
Cantata da Andrea Telandro
Re Trombone stamattina
S’è svegliato con l’idea di far la guerra.
Vuol far la guerra!
Si è svegliato, Re Trombone,
Con in mente questa ferma decisione:
Che decisione!
Ma la guerra non si fa
Perché mancano i soldati…
Non ci sono più soldati!
Per la guerra di Re Trombon!
Re Trombone manda in giro
Un alfiere con la tromba e col tamburo:
E col tamburo!
E l’alfiere bene o male,
Mette insieme tre soldati e un caporale.
E un caporale!
Ma la guerra non si fa
Perché mancano i fucili…
Non ci sono più fucili
Per la guerra di Re Trombon!
Corre intorno per la reggia senza fiato.
Non ha più fiato!
Va in soffitta, giù in cantina
E ritrova la sua vecchia carabina.
La carabina!
Ma la guerra non si fa
Perché mancano i nemici…
Non ci sono più nemici
Per la guerra di Re Trombon!
Re Trombone, disperato,
orre intorno per la reggia senza fiato.
Non ha più fiato!
Va in soffitta, giù in cantina
E ritrova la sua vecchia carabina.
La carabina!
Ma la guerra non si fa
Perché mancano i nemici…
Non ci sono più nemici
Per la guerra di Re Trombon!
Cerca cerca dappertutto,
Giù in cortile, su pei tetti…
E perfino sotto il letto,
Nell’armadio e nei cassetti…
Ma il nemico non si trova
E la guerra non si fa…!!!
(2) RETORICHE DELLA DEVIANZA. CRIMINALI, FUORILEGGE E
DEVIANTI NELLA STORIA
(IDEOLOGIE, STORIA, DIRITTO, LETTERATURA,
ICONOGRAFIA...)Claudio POVOLO
Università Ca'Foscari di Venezia, Dipartimento di studi
storici, IT-30124 Venezia
Eremo Rocca S. Stefano
venerdì 5 giugno 2020







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